Trump, Xi e lo svitato di Pyongyang

Il presidente Usa dice che la Cina deve intervenire per fermare la Corea del Nord o ci penserà da solo. Il partito anti-Donald sbraita e il dottor Stranamore dell’Asia continua a lanciare missili

Trump, Xi e lo svitato di Pyongyang

Kim Jong-un (foto LaPresse)

San Sisto I, papa

 

In Italia non si cerca lavoro. I dati Istat sul lavoro in Italia e dicono una cosa notevole: aumenta il numero di persone che non cercano più il lavoro. Sfiducia. Il calo della disoccupazione (dato finale + 11.5 per cento) non è generato da un aumento dei posti, ma da una crescita delle persone inattive. La disoccupazione giovanile fa – 41 mila occupati, e + 38 mila inattivi, il lavoro c’è solo per gli over 50 e il resto lo fa il lavoro a termine (+23 mila) contro un calo del lavoro a tempo indeterminato (-17 mila). Chi stappa il prosecco, o non sa leggere i dati o fa propaganda.

 

Trump, Xi e lo svitato di Pyongyang. Trump in un’intervista pubblicata oggi dal Financial Times dice che la Cina deve intervenire per fermare la Corea del Nord o ci penseranno gli Stati Uniti da soli. Apriti cielo. Il partito anti-Trump è già in fase pacifista a corrente alternata: eh no, non può intervenire contro la Corea del Nord. Le cose, in effetti, finora sono andate benissimo con l’amministrazione Obama. A futura memoria, ecco la lista dei test missilistici fatti nel 2016 da Kim Jong-un:

 

 

Mentre il dottor Stranamore dell’Asia continua a lanciare missili (nel 2017 i test si sono fatti sempre più minacciosi) Trump si prepara a incontrare giovedì il presidente cinese Xi Jinping in Florida. Il richiamo alla Cina a proposito del contenimento della Corea del Nord è più che logico, necessario. Lo studio del Sipri di Stoccolma sulle relazioni con la Cina è istruttivo. I tre principi di Pechino nel confrontarsi con Kim Jong-un sono sempre stati i seguenti: no guerra, no instabilità, no nucleare. Il risultato finale è che per la guerra è solo una questione di tempo. Alla fine i cinesi hanno capito che il programma di denuclearizzazione è una priorità perché l’instabilità nasce proprio dall’accelerazione del regime nella costruzione della Bomba, ma il loro impegno economico con la Corea del Nord – e l’inefficacia delle sanzioni in un paese disconnesso dal mercato internazionale - invece di fermare il programma nucleare ha finito per incoraggiarlo. Che fare? La Casa Bianca sa che il player naturale in questo dossier è la Cina e vuole impegnare Xi sul terreno, senza ambiguità. Il dispiegamento del sistema di difesa THAAD prodotto dagli americani della Lockheed Martin nella Corea del Sud è un altro segnale chiaro dell’evoluzione verso un conflitto. Come funziona il sistema anti-missile? Così:

Video: https://www.youtube.com/watch?v=DR6pglLGJMg

 

Nel 2017 la Corea del Sud ha aumentato di 1.7 miliardi di dollari il budget della difesa, il 4 per cento in più rispetto all’anno precedente; alla fine del 2016 i governi di Seoul e Tokyo hanno firmato il trattato GSOMIA che ha rafforzato la cooperazione dell’intelligence tra i due paesi, ma rischia di restare lettera morta sul piano della collaborazione attiva delle forze armate. La Cina resta il punto chiave, la soluzione del problema mentre la sabbia nella clessidra di Washington si sta esaurendo.

 

La portaerei cinese. Nel frattempo, la Cina prosegue il suo programma di sviluppo di una forza navale capace di proiettarsi all’esterno: la prima portaerei made in China secondo quanto scrive il South China Morning Post sarà varata alla fine di aprile.

 

Brexit! Le cose vanno come devono andare: il governo di Theresa May si prepara a una dura trattativa con l’Unione europea che in realtà non ha le idee chiarissime sul da farsi. Il Times di Londra sintetizza così la situazione:

 

 

Da leggere il commento di Niall Ferguson:

 

 

Non un divorzio, ma uno scisma. I divorzi sono questione di amore che deraglia e denaro che corre, nel caso della Brexit c’è qualcosa di ancor più profondo, riguarda la visione del mondo, la cultura, è un moto che affonda le sue radici nel sacro, è un fatto politico con un sottotesto religioso. Ferguson cita le divisioni della Chiesa cattolica nel 1054 e nel periodo compreso tra il 1378 e il 1417, con la presenza di due papi, a Roma e a Avignone. Ferguson pensa che alla fine l’Unione abbia un vantaggio enorme, cioè la rimozione di un ostacolo alla sua integrazione definitiva: l’isola d’Inghilterra. E questo perché la sua presenza nell’Unione era fin dall’inizio un’eresia, una anomalia. La Brexit in questo senso dunque diventa un punto finale di una storia e l’inizio di un processo di integrazione definitiva dell’Unione negli Stati Uniti d’Europa. Possibile? Certo. Probabile? Un po’ meno. La classe dirigente di Bruxelles finora non ha dato grande prova di umiltà nei confronti della storia e i canoni di lettura della contemporaneità sono infinitamente più vari dei dogmi snocciolati nei discorsi di Jean-Claude Juncker. Persistono nell’Unione profonde divisioni su chi paga, come si paga e quanto si paga l’appartenenza al club. La domanda per noi è una sola: che si fa con il debito pubblico italiano? Wait and see.

 

3 aprile. Nel 1973 Martin Cooper effettua la prima telefonata con un telefono cellulare portatile. Il suo telefono era un Motorola Dyna-Tac, pesava 1,5 chili, la batteria durava 30 minuti.

 

 

 

 

 

 

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