Così la Brexit minaccia l'integrità europea

La preoccupazione della Germania è quella di evitare il gioco del canguro da parte dell’Inghilterra, cioè il tentativo di stipulare accordi bilaterali con altri paesi

Così la Brexit minaccia l'integrità europea

Foto LaPresse

San Lazzaro

Flash. La riunione del Consiglio dei ministri stamattina è durata 7 minuti.

 

Voucher. Il referendum su voucher e appalti si terrà il 28 maggio. L’ha deciso il Consiglio dei ministri da 7 minuti.

 

Caduti. Il 22 marzo si celebrerà la Giornata della memoria dei caduti dei Servizi di informazione per la sicurezza. L’ha deciso il consiglio dei ministri da 7 minuti.

 

Nomine. Santi Consolo è stato confermato capo del Dipartimento dell’amministrazione penitenziaria. Romano Marabelli è stato confermato segretario generale del Ministero della Salute. L’ha deciso il Consiglio dei ministri da 7 minuti.

La lettura di questa parte di List dedicata all’Italia dura 30 secondi.

Il mondo va avanti a grandi falcate, là fuori la storia bussa alla porta e aprirla significa confrontarsi con la realtà. Quale? Seguite il titolare di List.

 

Brexit tra Scozia e Germania. Il premier britannico Theresa May è impegnata su un doppio fronte: quello interno con la Scozia che vuole un secondo referendum sull’indipendenza, e quello della trattativa con l’Europa. Nicola Sturgeon, leader del partito nazionalista scozzese, è stata netta: vogliamo il referendum e stavolta lo vinceremo. Il governo inglese non ha intenzione di concederlo e nel Regno Unito si sta per aprire una battaglia legale dagli esiti politici alla nitroglicerina. May deve iniziare la trattativa per la Brexit con l’Unione europea e il terreno sarà altrettanto duro: Handelsblatt stamattina rivela che il ministro delle Finanze di Berlino, Wolfgang Schauble, ha un piano per concedere a Londra un trattato di associazione e… nient’altro. La preoccupazione della Germania è quella di evitare il gioco del canguro da parte dell’Inghilterra, cioè il tentativo di stipulare accordi bilaterali con altri paesi, sarebbe la fine dell’Unione. La Brexit potrebbe dividere il Regno Unito, ma è anche una minaccia per l’integrità dell’Unione europea, come ha ribadito stamattina Mervin King, ex governatore della Bank of England, in un’intervista al Corriere della Sera. L’intervista a King è la cosa più importante pubblicata oggi dai giornali italiani, alcuni passaggi sono notevoli e vale la pena di isolarli perché sono decisamente di un altro tono rispetto alle opinioni del mainstream, quella di King è una lezione di realismo e fine della inconcludente retorica europeista.

  • L’impatto della Brexit anche nel lungo periodo sarà molto limitato;
  • La Gran Bretagna ha il diritto di governarsi da sé;
  • Chi ha votato per la Brexit non è razzista, xenofobo o stupido;
  • Le élite hanno perso il contatto con i bisogni della gente;
  • E’ la Ue ad avere lasciato noi;
  • La Sterlina debole è benvenuta;
  • Draghi è in una posizione impossibile;
  • L’Eurozona precipiterà di nuovo nella crisi senza un dibattito genuino e un reale cambiamento;
  • L’unione monetaria è stata prematura senza l’unione fiscale, un terribile errore (…) c’è bisogno di un’unione fiscale e la Germania deve pagare;
  • Vengono liquidati come populisti (i partiti euroscettici, ndr) ma le loro critiche sono basate su fatti economici, che le élite non capiscono;
  • Stiamo andando verso il disastro.

La lettura dell’intervista di Mervin King dura una decina di minuti, a differenza del consiglio dei ministri da 7 minuti, si svolge sul pianeta terra. 

 

Trump e Merkel bloccati dalla neve. Il vertice bilaterale tra Stati Uniti e Germania previsto per oggi a Washington è slittato a venerdì a causa della tempesta di neve che interessa l’East Coast. L’agenda dei due leader resta la stessa. Trump gode di un momento di mercato favorevole, le tensioni europee stanno crescendo e potrebbero favorirlo, la posizione della Germania è bloccata fino al voto, gli indici sono tutti favorevoli all’America e la volatilità è bassissima:

Questo non significa che gli scossoni non siano dietro l’angolo. Quali sono i rischi che potrebbero far cambiare l’aria del mercato? Il preziosissimo Daily Shot del Wall Street l’ha chiesto a Jim Carroll, managing partner di LongRun Capital Management, ecco la lista:

  • La Federal Reserve annuncia un rialzo dei tassi più veloce di quanto già anticipato dai mercati;
  • Il Congresso stoppa Trump e Mnuchin con il tetto sul debito;
  • La riforma sanitaria si arena nel Congresso;
  • Le riforme fiscali di Trump tradiscono le aspettative;
  • Il piano delle infrastrutture della Casa Bianca si ferma o viene tagliato;
  • Elezioni francesi:
  • Banche italiane;
  • Nord Corea;

Il penultimo punto, “banche italiane”, dovrebbe riportare il disco volante della coppia Renzi-Gentiloni, sulla terra. Ma il simulatore di volo che hanno a Palazzo Chigi non prevede il soft landing. Basta dare un’occhiata all’imbarazzante limbo in cui è finito il dossier di Monte dei Paschi. Allacciate le cinture, crash landing.

La Corea del Nord dichiara guerra all’America. Quasi. Lo svitato dell’Asia, Kim Jong-un, ha deciso di far parlare ancora di sé. La portaerei statunitense USS Carl Vinson è nelle acque del Pacifico per esercitazioni con le forze navali della Corea del Sud e subito è partita la minaccia della Corea del Nord: chiunque violi la nostra dignità, sovranità, etc. sarà colpita in maniera spietata, via aria, via terra, via mare. Prima o poi ci scappa l’incidente finale. Si chiama first nuclear strike. La Bomba.

 

L’Asia d’Arabia. Salman, il re dell’Arabia Saudita, è in giro per l’Asia: fa tappa a Pechino e a Tokyo. E’ seguito da una delegazione di mille persone. Che fanno? Provano a vendere non solo il petrolio, ma anche il paese, cioè rendere l’Arabia un luogo dove investire per le attività economiche. E’ una strategia che fa parte della nuova politica saudita. Prima o poi, l’economia basata sul petrolio sarà sostituita da altre fonti e l’Arabia ha bisogno di costruire un altro futuro. L’oro è nero, il futuro senza un cambio di rotta potrebbe esserlo ancor di più.

 

Libia Felix. Scontri stamattina a Tripoli, non è una novità. Il premier Serraj assicura che stanno cercando di riportare l’ordine in alcuni quartieri di Tripoli. Non controlla neppure la capitale, figuriamoci il resto del paese. Ah, la Russia pare abbia dislocato forze speciali in una base in Egitto, al confine con la Libia. Gli onusiani non parlano russo, ma senza un dialogo aperto con il Cremlino da quelle parti non si farà mai la pace.

 

14 marzo. Nel 2008 le tensioni tra Cina e Tibet raggiungo l’apice: le forze armate della Cina aprono il fuoco contro i monaci.

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