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Le tasse, le torture alla Diaz e gli "ulivi sott'odio" in Puglia

Prendiamo dall’edicola Il Secolo XIX: “Torture al G8, l’Italia paghi”. Notizia di ieri. Qualcosa di nuovo e controvento sul tema? Viene dal Giornale: “Ora torturano i poliziotti”. Il resto si può tranquillamente sorvolare. Ancora caratteri sparsi in tipografia sulle Renziadi.
Le tasse, le torture alla Diaz e gli "ulivi sott'odio" in Puglia

Mercoledì 8 aprile. Sant’Amanzio, vescovo, fondò la basilica degli Apostoli a Como.

 

Titoli. Tasse e polizia. E’ la foto dell’Italia nelle prime pagine dei giornali. Andiamo a Genova. Prendiamo dall’edicola Il Secolo XIX: “Torture al G8, l’Italia paghi”. Notizia di ieri. Qualcosa di nuovo e controvento sul tema? Viene dal Giornale: “Ora torturano i poliziotti”. Il resto si può tranquillamente sorvolare. Tranne le renziadi che lasciano sul pavimento della tipografia un paio di caratteri sparsi. Il Corriere della Sera racconta di ruvidezze in corso: “Scintille tra Renzi e i sindaci”. In verità è materia nota da un paio di giorni, ma sempre meglio di Repubblica che si presenta con il ciclostile del governo: “Niente tagli né tasse in più, ecco la manovra”. Dove la manovra in realtà non c’è, attendiamo venerdì il Def e le relative tabelle. Titolo del giorno? Quello della Gazzetta del Mezzogiorno sul caso degli ulivi malati e lo stop della Francia: “Puglia, ulivi sott’odio”.

 

Legge elettorale. E’ l’unico punto sul quale il governo Renzi rischia davvero qualcosa. Va in aula il 27 aprile, oggi prosegue la discussione in Commissione Affari Costituzionali della Camera. (Ore 14)

 

Italia – Spagna. Si guarda lo spread tra Btp e Bund, ma il vero match di Roma non è con Berlino, è con Madrid. E la partita si gioca sul mercato del debito pubblico. Dovrebbe far drizzare le antenne al governo e al ministero dell’Economia il fatto che ieri la Spagna ha piazzato in asta titoli a breve termine per la prima volta con un tasso negativo. Il Tesoro spagnolo ha collocato titoli a sei mesi per 725 milioni a un tasso medio negativo dello 0,02 per cento. "Questa è la prima volta che ciò accade" ha detto il primo ministro Mariano Rajoy. Che farà l’Italia? Tutto è nelle mani di Maria Cannata, responsabile della Direzione Debito Pubblico al ministero dell’Economia.

 

Banche centrali. La Federal Reserve pubblica le minute delle sue ultime riunioni. Tutti cercheranno di trarvi dei segnali sull’aumento dei tassi. La Banca dell’India e la Banca dell’Australia si riuniscono per tagliare (forse) i tassi di interesse. La Banca del Giappone ha confermato il suo programma di acquisto di titoli da 660 miliardi di dollari all’anno.

 

Petrolio. Royal Dutch Shell acquista il gruppo BG e diventa il secondo player del mondo, superando la Chevron. Gli effetti del crollo del prezzo del barile si fanno sentire. Il settore dell’estrazione si sta riorganizzando su scenari prima inimmaginabili. Le compagnie petrolifere puntano a concentrarsi per ottimizzare i costi. Il prezzo? 68 miliardi di dollari.

 

Atene flirta con Mosca. Sì, ma la Russia non si concede mai del tutto. Una sola cosa è certa, il primo ministro greco Alexis Tsipras va in Russia. Cerca soldi per il suo paese, naturale, ma non è che risolve i suoi problemi facendosi staccare un assegno da Putin. Deve rimborsare entro domani 460 milioni di euro ai suoi creditori del Fondo Monetario e in casa il consenso si sgretola. Tsipras firmerà con Putin un paio di accordi commerciali. Speranze di uscire dall’angolo del debito? Poche, a meno la Grecia non vinca il biglietto della lotteria dei Danni di Guerra chiesti alla Germania: 279 miliardi. Missione Impossibile.

 

Cosa succede in Medio Oriente? La situazione è più o meno messa così. (via The Economist)

 

 

 

Fu pm. A volte ritornano 1: la Commissione Antimafia ascolta Antonio Ingroia. (Ore 14)

 

Sii Clemente. A volte ritornano 2: la Commissione inchiesta sul rapimento di Aldo Moro ascolta Clemente Mastella (ore 14,15)

 

8 aprile. A volte ritornano 3. “Chi ha ucciso Laura Palmer?”. L’8 aprile 1990 Twin Peaks andava in onda sulla rete ABC. Un successo planetario di David Lynch. Ventincinque anni dopo, Lynch non sarà il regista della nuova serie. Ha annunciato su Facebook: "Cari amici, dopo un anno e quattro mesi di negoziati rinuncio, perché non viene offerto denaro sufficiente per il copione che sento debba essere fatto”. No, Lynch non torna.

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