Fissando il Sole

di Irvin D. Yalom, Neri Pozza, 251 pp., € 17 euro

Fissando la morte, fissi il sole e poco importa se, per La Rochefoucauld, non puoi farlo a lungo, impunemente, senza ricavarne un danno. Non a caso la celebre massima è posta a esergo: “Le soleil ni la mort ne se peuvent regarder en face”. Irvin Yalon, psichiatra a Palo Alto, in California, nonché docente alla Stanford University, dimostra che la morte può e dev’essere fissata, pena una vita vuota, priva di senso, alimentata da tante paure, pegni da pagare con moneta sonante all’esercizio quotidiano e millenario di scacciare la più grande di tutte. Lo fa con un libro non tetro, ma aperto, dialogico, ricco di esempi giunti da una lunga frequentazione clinica con pazienti di ogni tipo, espandendo le potenzialità della psicoterapia in ambito filosofico. Aveva già dato prova, Yalom, di utilizzare la filosofia e tre stelle filosofiche, Nietzsche, Schopenhauer e Spinoza, per esaltare il tono del pensiero e della vita, inestricabilmente intrecciata alla morte.

 

Dobbiamo morire. Non ci sono santi e non ci sono dubbi. Potremmo allungare la fine, con i marchingegni della tecnologia e della scienza, sempre più sofisticati e sottili, augurarcela dolce, come se l’augura Guido Ceronetti, ma siamo fatti per finire, per andare a termine, a scadenza, dopo esserci illusi, facendo ricorso a tante diavolerie, di essere fatti per ricominciare.

 

Sembra banale, ma questo assunto non è sempre chiaro, soprattutto a quanti esorcizzano, a quanti si reputano immortali, a quanti recitano la parte per continuare a scappare dall’unica parte certa che la commedia ha da tempo previsto per tutti. Senza esclusione alcuna.

 

Il tema, però, per Yalom, è un altro: non morire, per paura di morire, prima che sia arrivata l’ora. Interrogarsi sulla fine può aiutare a comprendere meglio la nascita, l’inizio e, soprattutto, l’impervio cammino. Come stare al mondo. Come agire fissando la morte e non come re-agire a essa. Compito arduo per chi è umano, troppo umano, ma la filosofia ed Epicuro, in questo caso, hanno ancora tanto da dirci. Sì, proprio Epicuro, ridotto talvolta, con eccesso di superficialità, soltanto a maestro del piacere dei sensi mentre la polpa è altrove. Lo spiega bene Yalom. Anche il suo libro potrebbe essere scambiato per l’ennesimo pannicello caldo, pagine lenitive in attesa dell’ultima e definitiva sentenza. Non lo è. E’ un libro intelligente scritto da un uomo intelligente.

 

FISSANDO IL SOLE
Irvin D. Yalom
Neri Pozza, 251 pp., € 17 euro


Irvin D. Yalom
Neri Pozza, 251 pp., € 17 euro

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