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ArchivioLettere Rubate

5 luglio 2009

Dear Deidre, è arrivata l’estate e voglio godermela appieno. Sto con un ragazzo da un anno ma preferirei partire per le vacanze con le mie amiche, e magari lasciarmi andare a qualche bella avventura. Insomma non voglio trascorrere un’estate da pensionata, perché il tempo vola e le occasioni di divertimento anche. Come faccio a liberarmi del fidanzato per agosto senza che si offenda e mi lasci?
    Debbie, lettera al Sun

Due o tre cose imparabili in una lunga e non molto chic villeggiatura con piccola prole:
– I virus, per attaccare, prediligono i giorni senza pediatra, cioè sabato o domenica, e non si accontentano mai di un solo membro della famiglia, ma mirano allo strike, cioè all’abbattimento collettivo in un colpo solo. Ma anche l’effetto domino va bene: uno dopo l’altro, puntuali, alla fine persino prevedibili – un po’ come le rivelazioni delle ragazze di Berlusconi. Poi ognuno reagisce secondo natura: il marito non ancora colpito giocherà rumorosamente a carte sotto il portico per tutta la notte, lasciando una moglie disidratata e febbricitante, incapace di muoversi, al piano di sopra coi bambini. “Neanche un bicchier d’acqua mi hai portato”, “Potevi chiamarmi”, “L’ho fatto, non mi hai sentito, poi per lo sforzo sono svenuta”, “Potevi telefonarmi”, “Sono due giorni che non riesco a riaccendere quel cazzo di blackberry, lo sai benissimo”, “Ma insomma, sei sempre di cattivo umore”.
– Durante le vacanze una peggiora, molto, e si diverte nel trovare motivi di recriminazione. Assomiglia, per cattiveria e gesticolamenti, alle opinioniste di Uomini e Donne, con una ruga in mezzo alla fronte non per lo sforzo filosofico ma per l’arrabbiatura costante. Così, quando il marito perde la fede in mare, lei meschinamente pregusta il trionfo accusatorio: te l’avevo detto di stare attento, io in mare me la tolgo sempre, questo è solo il simbolo di come tratti il nostro amore, sei una persona arida e distratta, scriverò una lettera a Repubblica su questo ciarpame senza pudore, no, non preoccuparti di rifare quell’anello, tanto non l’hai mai davvero voluto portare. Bevevano qualcosa di ghiacciato, in silenzio, preparando le parole del litigio (non come in “Festa mobile” di Hemingway e nemmeno come in “Bonjour tristesse” della Sagan, più come in “Sapore di mare” i genitori di Marina Suma), quando all’improvviso compare sulla riva uno sconosciuto con uno grosso affare in mano e si scopre che quello è il suo hobby estivo: setacciare il mare con un metal detector alla ricerca degli oggetti perduti. Cinque minuti dopo lo sconosciuto fa il segno della vittoria, il dito è pieno e la moglie ubriaca.
– Le sere d’estate sono meravigliose, e piene di quelle lumache arancioni senza guscio. Così, messi a letto i bambini, ci si ritrova in giardino per il momento romantico. “L’anno prossimo però facciamo qualcosa di bello”. “Sì amore”. “Tipo un posto con delle cose da vedere”. “Sì”. “O con un mare favoloso”. “Sì”. “E a più di sessanta chilometri da Roma”. “Sì”. Lei si alza per abbracciarlo, commossa, è senza scarpe e mette il piede su una cosa viscida in movimento. Le sue urla svegliano i bambini e il momento romantico viene ribattezzato: la prevalenza della lumaca.
– Al mare la priorità delle notizie viene sanamente capovolta: la vicenda di Debora Serracchiani e della sua gaffe sulla leadership del Partito democratico non suscita nemmeno un’ombra di accenno di fremito, mentre la dichiarazione di Gabriele Muccino su quel rifiuto “ruvido e precoce” di Giovanna Mezzogiorno a girare il seguito de “L’ultimo bacio” (al suo posto Vittoria Puccini) spalanca un mondo: allora Giovanna Mezzogiorno ama ancora il suo ex fidanzato Stefano Accorsi e non vuole recitarci insieme, allora è lei la nostra Jennifer Aniston, allora è per questo che è antipatica, inutilmente pasionaria, super scontrosa: soffre per amore (e intanto il suo Brad, cioè Stefano Accorsi, si riproduce con una francese, cioè il massimo dello scorno). Forse la Mezzogiorno pesta perfino lumache di notte a piedi nudi. Forse le si rompe continuamente il cellulare. Forse urla spesso. Forse è una di noi.

da Annalena

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