Recentemente mi sono trasferito alle isole Cayman per evitare la recessione londinese. Divido casa con l’amico di un amico, che fa un po’ il cattivo ragazzo. Poco tempo fa sono tornato a casa e l’ho trovato sul divano col mio capo. Lei ha confidato di essere molto presa dal mio coinquilino. Il problema è che lui si vede almeno con altre tre donne senza che lei lo sappia. Siccome sono l’ultimo arrivato, non mi sento di discutere la situazione con nessuno dei due. Come mi giudicherà il mio capo una volta che la verità verrà fuori? Devo rischiare di rovinare una convivenza pacifica (ed economica) per proteggere il mio capo?
Consulente, 25 anni, lettera al Financial Times
La cosa sconvolgente è che esistano persone con una vita così avventurosa, piena di divani con turbinio amoroso (ero convinta, sbagliando, che certe cose le facessero ormai soltanto i portoricani e Fabrizio Corona). Da queste parti sul divano ci rigurgitano, ci camminano con le scarpe, ci scrivono con i pennarelli, ci si fa le unghie il gatto, ci si sviene qualche volta, ci si lamenta perché va tutto storto: traslochi bloccati dalle follie di quelli del piano di sopra, soffitti che crollano, baby sitter in delirio di onnipotenza, perfino la ruota della carrozzina che esplode di notte, conti che non tornano, prima figlia che guarda e dice: mamma, sei triste?, ma non dà il tempo di commuoversi perché subito decide di esprimere la propria personalità con un calcio sulla testa del fratellino (“guarda che testolina, com’è piccolo”, esulta mentre lui piange disperato). “Avresti mai creduto, a vent’anni, ma anche l’altroieri, che ci saremmo ridotte così, a parlare di pannolini in offerta, di metri quadri e di quanto è stronza la tata?”, chiede di sera l’amica con le occhiaie all’altra col mal di testa, naturalmente via sms perché uscire insieme è un lusso impensabile. “Farmi suora mi sembrava molto più probabile”, risponde lei, che aspetta senza grandi speranze il ritorno dei giorni allegramente depravati e intanto rilegge Hemingway, “Il giardino dell’Eden”, per sentirsi almeno un po’ dissoluta. In tempi così frustrati, caratterizzati da una delle torture documentate nella guerra ai terroristi, la privazione del sonno, perfino la galattica cafonata di Corona con Belen Rodriguez, loro due alle Maldive a farsi fotografare mentre amoreggiano nudi (nudi tranne i tatuaggi, il silicone, gli anelli e l’orologio d’oro) e lui che intervistato dice: “Questo regalino mi è costato quattromila euro al giorno”, ha qualcosa di profondamente bohémienne, genere Zelda e Francis Scott Fitzgerald (che a parte la follia di lei e il talento di lui erano in fondo degli arrampicatori sociali). E Madonna a cena col suo toyboy ventunenne e buzzurro non sembra nemmeno una cinquantenne anoressica e disperata, ma una raffinata Virginia Woolf in cerca di ispirazione per un romanzo. Tutto è invidiabile, da questa posizione (la posizione di una che scende infagottata in diciotto impermeabili sotto il diluvio per andare in edicola e non perdere i contatti col mondo e incrocia il parrucchiere sotto casa che le urla: “Ahò, te stai a sgonfia’ o n’ aspetti già ‘n antro?”. Lei non ha pianto, sul momento, ma ha preso in considerazione la fine elegante della Woolf, per la quale aspetterà di essere sufficientemente magra. Tutti sono invidiabili (tranne forse Heidi Klum che aspetta il quarto figlio e Angelina Jolie che vuole adottare il settimo, ma certo loro sanno gestire meglio i divani, anche con duecento bambini), e una sola, come sempre, è solidarizzabile: Rachida Dati che fa figuracce a un dibattito dell’Ump. Risolini isterici, vuoti di pensiero, manifesta ignoranza. E’ evidente che si tratta del post partum, ma lei, almeno, è magrissima.
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