Dear Deidre, il mio fidanzato ha cominciato a esprimere strani desideri amorosi, credo voglia usare manette o roba simile, anche se finge di scherzare. Io lo amo molto ma queste cose mi lasciano perplessa, però temo che si senta insoddisfatto e mi tradisca. Devo dirgli che certe cose non fanno per me o è meglio se lo assecondo?
Lise, lettera al Sun
Si tratta di una importante questione politica di cui si discuterà al prossimo congresso di Rifondazione comunista. Pare infatti che la sottomissione con bondage sarà la nuova frontiera della sinistra rivoluzionaria, e ciascuna militante dovrà prendere atto delle nuove indicazioni di partito: la compagna del segretario Paolo Ferrero, infatti, la scrittrice Angela Scarparo, ha dichiarato ammiccante a Novella2000 che “è dolce farsi comandare da un uomo” e che “Paolo lo sa fare molto bene”. (Ha anche detto che lui viene dipinto come Stalin, ma che lei più delle divise teme, assai saggiamente, “l’eventuale rompicoglioni che ci può essere dentro”, e che Ferrero è un uomo assai divertente). Una grande storia d’amore e di impegno civile, la ricerca di nuove sfide per rifondare anche eroticamente il comunismo. Del resto l’ultimo fremito massimalista a Rifondazione l’aveva regalato Vladimir Luxuria, vincendo l’Isola dei Famosi con in testa le mutande di Valeria Marini (ma senza trasgressioni, anzi moralizzando e facendo la spia perché aveva visto due che si baciavano e si era scandalizzata). Angela Scarparo però si era già dimostrata una giovane promessa e una perfetta ideologa fin da quando, subito dopo l’elezione del fidanzato a segretario di Rifondazione, aveva offerto la propria versione del salottierismo solidale: “Il problema non è bere un bicchiere di vino con i ricchi. Paolo, il mio compagno, è una persona cortese e usciamo anche noi. Il punto è come ci si sta (nei salotti): se poi si torna a casa e si pensa alla redistribuzione della ricchezza, è un conto. Altro è se ci si apposta nel tinello per adeguarsi allo stile di vita dei ricchi”. Cioè: si va a far salotto con il nemico, quello che meriterebbe l’esproprio in nome del popolo sovrano, poi si torna a casa, un po’ sbronzi per lo champagne millesimato, si discute animatamente delle diseguaglianze sociali, si organizzano cortei e spese proletarie, infine ci si lascia dominare su copridivani del Chiapas dal proprio uomo (purché sia un compagno, un sincero democratico, un rivoluzionario intransigente, un moderno Che Guevara, solo un po’ appesantito da quelle interminabili cene strategiche con camerieri in livrea e vecchiacce imbalsamate nei broccati). Pare che il consolidarsi dell’amore, comunque, abbia a poco a poco estromesso la politica e la redistribuzione del reddito dal rapporto Ferrero-Scarparo, anche nelle dolci serate post salotto: “Con il mio compagno non parliamo del partito, parliamo d’altro, facciamo altro, ecco: soprattutto facciamo altro”, ha detto ridendo la signora in un’intervista a Fulvio Abbate. Anni fa denunciò per molestie sessuali un filosofo alla moda, Giacomo Marramao (doveva essere il periodo: l’utero è mio e lo gestisco io, maschio bastardo eccetera), per fortuna adesso assicura che sono ottimi amici. L’evoluzione barricadera, l’emancipazione femminile, la sinistra di lotta è insomma, attorno ai cinquant’anni, approdata al burqa, vezzosamente indossato (“come provocazione”) da Angela Scarparo alla presentazione del suo ultimo libro. Un grande, coraggioso percorso social rivoluzionario. Ancora più filosofico e sofisticato di quando, quasi un anno fa, scrisse sul proprio sito Internet di consigli letterari e autopromozione romanzi (“il posto dei libri”) che “per fare debito onore all’insediamento del governo Berlusconi e per tutto il tempo che il suddetto governo, con relativo sottogoverno resterà in carica, il posto dei libri si chiamerà pure il posto della fregna”. Quindi ancora adesso quel sito si chiama così, perché è chiaro che la signora Scarparo si occupa, definitivamente, del lato chic dell’opposizione.
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