A me il fatto che Marrazzo sia andato a transessuali non importa un fico secco. Fatti suoi e della sua famiglia. Mi secca, invece, il fatto che Marrazzo, in quanto presidente della regione Lazio, non sia stato capace di tenere sotto controllo i costi della sanità e l’efficienza dei relativi servizi, cosa che si è ripercossa su tutti noi, chiamati a ripianarne i debiti (…).
Alfredo Galluccio, lettera al Giornale
Fatti suoi, della sua famiglia, fatti di noi ragazze che ora guardiamo con nuovi sospetti i nostri mariti fidanzati e amanti, bravissimi a usare i trans contro di noi: eh, fatevi delle domande voi donne, eh evidentemente c’è qualcosa che non va, guarda che se continui a rompere prendo e vado in via Gradoli, là si che mi capiscono. Si parla di escort e ci dicono che siamo umiliate, che siamo merce, che siamo delle poverette. Si parla di trans e dicono che siamo delle cagacazzi. Gli uomini stanno sempre in mutande, si fanno beccare in posti orrendi, si fanno soprannominare “chiappe d’oro” ma per quell’insostenibile senso maschilista universale alla fine le cretine siamo noi. Allora, per un minimo di rivalsa sociale, diremo che sì, non ci importa nulla dei vizi privati, che ai fini pubblici contano soltanto le virtù pubbliche, che si può sbavare per donne e travestiti anche se si ha l’autoblu, ma che questi sputtanamenti planetari riguardano sempre i maschi e quel problemino di non sapersi tenere i pantaloni allacciati per più di dieci minuti. Per segnare le distanze: il massimo scandalo politico femminile degli ultimi tempi riguardava gli stivali di Prada di Rachida Dati, e la polemica sul porta enfant probabilmente vuoto con cui uscì dalla clinica dopo il parto. A riprova che ce la spassiamo sempre troppo poco, in confronto. Comunque, se anche a noi ogni tanto è concesso sbavare e pescare nel torbido e nell’impresentabile, è il caso di parlare di quel monumento di equivocità sexy che era Fabrizio Corona l’altra sera ad Annozero. Ovviamente si parlava di trans, di video del ricatto, anzi Michele Santoro aveva fatto recitare il video ad attori molto accorati, con la solita sfilza di faccioni a commento, cupezza mostruosa ravvivata soltanto dal trans Kristal che accusava le sue compaesane di non aver difeso “con i denti” il cliente (Marrazzo) dai carabinieri ricattatori, una noia orrenda, finché finalmente Corrado Formigli ha intervistato Fabrizio Corona, fresco fresco di richiesta di condanna a sette anni e qualcosa. A casa sua, divano burino con cuscini burini, foto burine in cornice con lui seminudo e tatuato, foto di lui a gambe larghe, foto di Belen superammiccante, e Corona in persona con camicia slacciata e sguardo fangoso. Un figo pazzesco. Per contrasto con la passerella di cadaverizzati malmostosi ad Annozero, Fabrizio Corona brillava di una luce sinistra e irresistibile. Sapeva usare i congiuntivi, diceva cose da raffinato sociologo (“il valore giornalistico di un video con Marrazzo? Zero. Marrazzo ha un’immagine pubblica, cioè da massa popolare, pari a zero”), la sapeva lunghissima e, a differenza degli altri, sembrava vivo. Quando, a fine intervista, Formigli gli ha chiesto: “Che farà se verrà condannato?”, Annozero ha regalato a noi ragazze mortificate dalla faccenda tettefinte, voce roca e barba appena fatta, il massimo momento erotico della settimana: “Scappo”, ha sussurrato Corona sorridendo alla Arsenio Lupin (de noantri, ma era pur sempre qualcosa). Allora gli uomini esistono, allora non tutto è perduto, allora Belen Rodriguez, oltre a essere di una bellezza totale (un po’ genere trans ultimamente, però, deve stare attenta a non strafare con i gonfiamenti, a non cadere nella deriva Nina Moric, ex di Corona e ormai irriconoscibile), ha anche la fortuna sfacciata di stare con un sano avanzo di galera, uno capace di risollevare una solita trasmissione ad argomento sessuale soltanto con l’erezione dei capelli.
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