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ArchivioLettere Rubate

18 ottobre 2009

Sono un’insegnante di inglese nella scuola superiore. Vi trascrivo, errori compresi, quello che ha risposto una mia studentessa di secondo anno (15 anni), alla domanda: “Are you optimistic or pessimistic about your future?” (Stiamo facendo i vari modi di esprimere il futuro): “I’m optimistici about my future beacuse i hope i will merry a old billionaire and when he is dead i will work and i will have a family. I hope i will be an accountant about an important company (“Sono ottimista per il mio futuro perché spero che sposerò un vecchio miliardario e quando sarò morto lavorerò e avrò una famiglia. Spero che farò la contabile in una importante compagnia”). Non aggiungo commenti.
    Lettera firmata a Repubblica

Le ragazzine di oggi hanno un senso pratico invidiabile, niente a che vedere con noi sentimentaliste serve dei sensi di colpa e delle baby sitter, faticatrici che Time di oggi definisce bravissime ragazze infelici: il quaranta per cento delle donne americane guadagna più dei mariti, a questo giro cinque ragazze hanno vinto cinque Nobel, il sessantuno per cento delle donne Usa è sovrappeso. L’ultima notazione è per Karl Lagerfeld: caro vecchio manico di scopa abbronzato, a te le donne non piacciono, le mamme grasse che mangiano patatine ti fanno addirittura orrore – non sono d’accordo ma difenderò fino alla morte il tuo diritto a dirlo – però ricordati che abbiamo, cioè hanno, le americane, anche quelle grasse, un bel po’ di soldi da spendere e tu li hai appena persi tutti. Scrive Time, e aveva già scritto Maureen Dowd sul New York Times, che abbiano più libertà, più educazione, più potere economico e meno felicità, perché la vita moderna è stressante e se c’è qualcuno su cui deve rovesciarsi lo stress quel qualcuno di certo non sarà un uomo. Che si mangia a pranzo e a cena? Chi porta la piccola dal pediatra? Chi chiama l’idraulico? Chi calcola i contributi della colf e chi si mette a piangere per convincerla a non mollarci? Nel mio caso anche: chi deve trasformarsi in un caldaista e gestire il termostato elettronico prima che la casa raggiunga i trentotto gradi e inizi la liquefazione di tutta la famiglia? Per i dettagli, quindi, bisogna lavorare sulle nuove generazioni: ormai per le trentenni è finita da quando i giornali inglesi hanno trovato due rughe sotto gli occhi di Kate Moss e l’hanno massacrata più di quando dicevano che era anoressica e più di quando la ripresero mentre sniffava cocaina, ma lei è eroica e non cederà al botulino né ad altro, non diventerà Guernica di Picasso, continuerà a fumare, a tacere, a bere vodka tonic e ad avere fidanzati inguardabili. Comunque: il post post post femminismo sarà molto interessante, e da anziana signora (più o meno adesso) giuro che non sospirerò acida contro la nuova gioventù, non lamenterò la mancanza di valori né la spudoratezza né il materialismo sfrenato, solo consiglierò alle ragazze di fare attenzione ai particolari, tipo la caldaia, perché il contrappasso della libertà femminile è un disinvolto imboscarsi maschile. Non diamo più la possibilità a Libération di scrivere, come ieri, che le donne piangono quattro o cinque volte in più rispetto agli uomini. Facciamo che piangeranno loro scoprendo che gli idraulici non rispondono al telefono, o rispondono ma  non si presentano all’appuntamento, e che le consegne di casse d’acqua a domicilio sono una faccenda complicata, difficile almeno quanto la spesa su Internet quando si clicca troppe volte e non si può correggere, così arrivano a casa diciotto confezioni di sale per lavastoviglie.
P.S. Dopo il primo bacio con George, Elisabetta Canalis si è rifatta le labbra?

da Annalena

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