Di Maio e l'Italia a bassa velocità. Grande coalizione e senso di nuova stabilità

Al direttore - Con il diffondersi di un nuovo ceppo del virus referendario/regionalista nel nord del paese, sarebbe il caso di rendere obbligatoria la vaccinazione contro un’altra perniciosa epidemia di federalismo.

Giuliano Cazzola

 

Al direttore - Grande coalizione fa rima con armata Brancaleone? Sì, anzi no. Mi spiego meglio. Una grande coalizione simil armata Brancaleone, si è materializza intorno al No in occasione del referendum costituzionale dello scorso 4 dicembre. Lì la rima c’era tutta. Cosa molto diversa ė organizzare un’armata necessariamente brancaleonesca con il fine però di dare una speranza al paese e dove il temporaneo cemento è il buon senso. Poi, per quelli di memoria corta, vale la pena di ricordare che con una grande coalizione Winston Churchill ci ha vinto una guerra e altri, sconfitti allora, sempre con una grande coalizione, oggi governano l’Europa. Dunque, per dirla con Brancaleone da Norcia, poche conte et pugnate.

Valerio Gironi

 

Domanda: ma le grandi coalizioni viste in Italia negli ultimi sette anni sono state più o meno caotiche e più o meno confusionarie delle alleanze “omogenee” viste tra il 2006 e il 2008 nel centrosinistra e tra il 2008 e il 2011 nel centrodestra? Risposta esatta: rispetto a quei periodi, la vera stabilità sembra essere quella di oggi.

 

Al direttore - Credo anch’io, come Ella scrive oramai da tempo sulle colonne di questo giornale, che sia giunto il momento di prendere in seria considerazione l’impegno a contrastare a viso aperto il M5s, svelando – da parte di ciascuno di noi e per quanto è nelle nostre capacità e possibilità – la nocività dell’irreale programma grillino di governo. Un’occasione d’impegno in tal senso ci giunge dall’ultima affermazione, fatta da Di Maio alla festa grillina a Torino, secondo il quale, qualora il M5s dovesse arrivare al governo, “… bloccheremo la Tav in Val Susa…”, dirottandone gli investimenti verso “… i mezzi pubblici che non funzionano”. Ora, che i mezzi pubblici debbano essere sempre migliorati in termini di servizio prodotto e, soprattutto, d’efficienza e produttività non ci piove, ma questo è un altro discorso che non collima affatto con il comportamento pratico di alcuni amministratori grillini, quale il sindaco di Roma Raggi. Questi addirittura sostiene la difesa e intoccabilità del carrozzone del trasporto pubblico indebitato dell’Atac, tecnicamente già in fallimento. O forse è proprio questo l’obiettivo delle affermazioni di Di Maio contro la Tav? Dirottare soldi e risorse da impieghi produttivi e strategici per l’intera nazione verso i pozzi senza fondo delle partecipate pubbliche di trasporto come l’Atac di Roma, cadute nelle mani dell’incompetenza grillina.

Alberto Bianchi

 

Le parole di Di Maio sulla Tav sono molto interessanti. Da un lato ci dicono che la svolta moderata del Movimento 5 stelle esiste solo nei sogni di chi vuole convincersi che il Movimento 5 stelle possa essere altro da un grande vaffa. Dall’altro lato ci dicono anche che il vicepresidente della Camera spesso non sa di cosa parla. L’Alta velocità Torino-Lione, come ha ricordato ieri sul suo blog Ercole Incalza, è stata approvata formalmente dalla Unione europea, fa parte integrante di uno dei Corridoi comunitari delle Reti Ten-T (Trans-European Network), in particolare del Corridoio Algesiras-Kiev e fa parte di un corridoio infrastrutturale condiviso da tutti gli stati della Unione europea e supportato finanziariamente per il 40 per cento dalla stessa Unione europea. Quindi, nota Incalza, “si tratta di una decisone che non contempla possibili ripensamenti e raccontare tali ipotesi come possibili significa solo produrre disinformazione per crescere solo temporaneamente in termini di consenso elettorale”. In attesa di sapere quali saranno le regole per l’elezione dei candidati premier del Movimento 5 stelle, mancano dodici giorni e ancora non sappiamo nulla, sappiamo che quando parla di Alta velocità Di Maio ha una competenza forse persino inferiore a quella che ha della geografia.

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