Ottimismo o realismo? Cairo e il Cav. Ricordo di Caffarra

Al direttore - E' meritoria l’inchiesta del Foglio sull’Italia che ce la fa e che rappresenta, con le sue eccellenze, un esempio per tutto il mondo. Ed è una efficace scelta giornalistica. Ma non dividerei i compiti tra gli altri giornali, per l’Italia che non funziona, e Il Foglio, per la seconda Italia che invece eccelle. E ciò anche perché una visione d’insieme e solidale resta fondamentale e, a questo proposito, non può dirsi ancora cessato quel fenomeno che Antonio Fazio definì, a suo tempo, come “bradisismo economico” – riferito all’economia italiana nel suo complesso – che la vede lentamente arretrare rispetto alla maggiore velocità dei nostri partner nella competitività, nella produttività totale dei fattori, nell’innovazione. Il giusto bagno di realismo richiede di inquadrare le eccellenze anche nel contesto nazionale in cui si manifestano che presenta pure aspetti di arretratezza e di inefficienza da non trascurare in sede sia di diagnosi sia di terapia: operazioni, queste, agevolate dall’esempio delle stesse eccellenze e dalla chiamata in ballo di tutte le parti politiche, economiche e sociali che dovrebbero concorrere al superamento. L’ostensione dei soli gioielli è gratificante, ma non elimina i problemi. L’apologo di Menenio Agrippa parla a anche in questo caso. Con i più cordiali saluti.

Angelo De Mattia

  

Caro De Mattia, lei ha ragione ma un bagno di realismo non può prescindere dal mettere insieme i due mondi. Sappiamo che l'Italia corre meno di quanto potrebbe e di quanto dovrebbe. Sappiamo che ciò che va meglio potrebbe andare ancora meglio. Sappiamo, come ha giustamente ricordato Bankitalia poche settimane fa, che tra il 2013 e il 2016 la produttività italiana per occupato è aumentata in Francia dello 0,5 per cento, in Spagna dello 0,6, in Germania dello 0,8 mentre in Italia è rimasta a zero. Sappiamo, lo ha ricordato ancora Bankitalia, che la produttività oraria, nello stesso periodo, è aumentata in Francia, Germania e Spagna con quote dallo 0,4 allo 0,8 per cento, mentre in Italia è scesa di un decimale. Ma sappiamo che raccontare solo e soltanto il paese che non funziona è un modo parziale di raccontare l'Italia. Non si tratta di ottimismo. Si tratta solo di puro e semplice realismo. I problemi non si eliminano raccontando ciò che funziona. Ma converrà con noi se le ricordiamo che i problemi aumentano se non si è in grado di raccontare e valorizzare ciò di cui l'Italia deve essere orgogliosa. Grazie e si gusti la seconda puntata di oggi.

 


 

Al direttore. E se Berlusconi dicesse Cairo? Se la immagina che coppia?

Roberto Alatri

A quanto ne sappiamo noi, Berlusconi ci ha già provato ma finora Cairo, con un sorriso, ha sempre detto di no.

 


 

Al direttore - E’ morto il cardinale Carlo Caffarra. Il Foglio aveva raccolto uno dei suoi ultimi atti pubblici contro la deriva del ‘’politicamente corretto’’. Alla sua memoria è giusto dedicare i versi di Costantino Kavafis: ‘’Onore a quanti, in vita, si ergono a difesa di Termopili’’.

Giuliano Cazzola

 

Il cardinale Caffarra ci mancherà e chissà quando ci sarà qualcuno che avrà la forza di dire quello che il cardinale disse mesi fa al Foglio: “Solo un cieco può negare che nella Chiesa esiste una grande confusione, incertezza, insicurezza causate da alcuni paragrafi di Amoris laetitia. In questi mesi sta accadendo che sulle stesse questioni fondamentali riguardanti l’economia sacramentale (matrimonio, confessione ed eucaristia) e la vita cristiana, alcuni vescovi hanno detto A, altri hanno detto il contrario di A. Con l’intenzione di interpretare bene gli stessi testi”.

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