Il referendum catalano visto da Berlusconi

La rassegna della stampa internazionale sui principali fatti che riguardano da vicino il nostro paese. Oggi articoli di Financial Times, Bloomberg, Vanguardia, Handelsblatt

Il referendum catalano visto da Berlusconi

Silvio Berlusconi (foto LaPresse)

Dopo la Catalogna, anche due regioni italiane chiedono maggiore autonomia

 

Londra, 20 ott - (Agenzia Nova) - Il quotidiano finanziario britannico "The Financial Times" pubblica oggi, venerdì 20 ottobre, un articolo della sua inviata a Milano Rachel Sanderson sui due referendum autonomisti che si terranno domenica 22 ottobre in Lombardia e in Veneto su iniziativa dei rispettivi governatori regionali, Roberto Maroni e Luca Zaia, entrambi del partito Lega nord. Secondo la Sanderson, i due referendum sono profondamente diversi da quello sull'indipendenza della Catalogna dalla Spagna e segnalano un ulteriore passo del partito nordista italiano verso un maggior coinvolgimento nella politica nazionale, in vista delle elezioni parlamentari previste per il marzo 2018.

Continua a leggere l'articolo del Financial Times

 


 

Berlusconi, la risposta al referendum catalano doveva essere un appello allo stato di diritto

 

Madrid, 20 ott - (Agenzia Nova) - L’ex primo ministro italiano e leader del partito Forza Italia, Silvio Berlusconi, ha dichiarato ieri che al posto di Mariano Rajoy non avrebbe inviato al Guardia Civil durante il referendum catalano del 1° ottobre ma avrebbe puntato al dialogo e a una soluzione contemplata nel rispetto dello stato di diritto. Lo riferisce il quotidiano spagnolo edito a Barcellona “La Vanguardia” che cita l’ex Cavaliere durante una conferenza stampa a Bruxelles, tenutasi prima dell’inizio del Consiglio europeo.

Continua a leggere l'articolo della Vanguardia

 


 

Gli italiani hanno perfezionato l'arte dell'attesa

 

New York, 20 ott - (Agenzia Nova) - La classe dirigente italiana, scrive Vernon Silver in un editoriale di "Bloomberg", ha perfezionato negli anni l'arte di lasciare che i problemi, prima o poi, si risolvano da sé. L'opinionista apre il suo editoriale tracciando un quadro a tinte assai fosche della Penisola: dalla città di Roma, che la scorsa estate ha dato di sé l'immagine della "capitale di un aspirante Stato fallito", alla Galleria degli Uffizi di Firenze chiusa per il guasto agli impianti di condizionamento, sino alle scene degli sbarchi di migranti nelle spiagge della Sicilia. Più importante di tutti, scrive l'opinionista, il paese sembra incapace di produrre una ripresa davvero solida dell'attività produttiva dopo il collasso seguito alla crisi del 2008. A questi e molti altri problemi, l'Italia risponde con "un epico gioco del calcio al barattolo", forse traendo ispirazione dalla sua storia millenaria, che celebra figure come quella del generale romano Quinto Fabio Massimo Verrucoso, il "temporeggiatore" che sconfisse i Cartaginesi evitando di ingaggiarli direttamente in battaglia. La stessa tattica, sostiene l'opinionista, è applicata oggi dagli italiani un po' in qualunque contesto, dai processi giudiziari sino alla crisi migratoria, che per anni - sostiene Silver - Roma ha affrontato limitandosi a non identificare i migranti, nell'attesa che proseguissero verso i paesi del Nord Europa. La pratica di calciare il barattolo, scrive l 'opinionista, è particolarmente evidente sul fronte dell'economia: lo stato delle finanze italiane è pessimo dagli anni Novanta, e le riforme che la Penisola si sarebbe dovuta imporre dopo l'ingresso nell'euro in larga parte non si sono concretizzate, specie sul fronte del ridimensionamento della spesa pubblica. Dietro il deficit fiscale, il monte di crediti deteriorati, l'erosione del tessuto produttivo, si cela una diffusione della povertà reale. Eppure, conclude l'opinionista, il paese è rimasto in piedi grazie a una serie di asset, a partire dallo stato di salute eccelso dei privati, che vantano un livello di indebitamento assai inferiore rispetto a gran parte degli altri paesi occidentali. Merito, tra le altre cose, di una sanità e un'istruzione pubblica quasi gratuite, a prescindere dalle loro manchevolezze, per non parlare di una tra le più elevate aspettative di vita. Negli ultimi mesi, poi, le prospettive economiche del paese sono parse un po' più rosee, e il paese spera finalmente in una ripresa durevole. In caso contrario - conclude sarcasticamente l'opinionista - "si può sempre calciare un altro barattolo. basta osservare in uno qualsiasi dei parchi pubblici di Roma".

Continua a leggere l'articolo di Bloomberg

 


 

L'Ue promette più aiuti all'Italia per frenare i flussi clandestini

 

New York, 20 ott - (Agenzia Nova) - L'Unione Europea garantirà maggior sostegno all'Italia per aiutarla a contrastare i flussi di migranti clandestini attraverso il Mediterraneo. Lo ha annunciato ieri il presidente del Consiglio europeo, Donald Tusk. I 28 paesi dell'Ue stanzieranno all'Italia "fondi sufficienti", e la Commissione europea si assicurerà che il denaro venga destinato a combattere "l'immigrazione illegale": "Abbiamo un'opportunità concreta di chiudere la rotta del Mediterraneo centrale", ha detto Tusk, che non ha fatto riferimento alla grave situazione umanitaria denunciata dalle organizzazioni non governative in Libia. Il premier belga, Charles Michel, ha dichiarato che l'Ue deve fare di più per assicurarsi di tenere il passo delle mutevoli rotte migratorie nel Continente africano. 

Continua a leggere l'articolo del Washington Post

 


 

Schroeder a Verona: “Sono contrario al tentativo di isolare la Russia”

 

Berlino, 20 ott - (Agenzia Nova) - L’ex cancelliere tedesco socialdemocratico Gerhard Schroeder, a Verona giovedì per l'annuale Forum eurasiatico, ha ammesso che vi sono state critiche alla sua nomina ai vertici del gruppo petrolifero russo Rosneft. Accuse gli erano state sollevate anche dal suo stesso partito, la Spd, dal momento che la Russia è attualmente soggetta alle sanzioni imposte dall’Unione europea. “Questa è la mia vita, e sto facendo quello che penso sia giusto”, ha dichiarato Schroeder, che alla presenza dell’ad di Rosneft Igor Sechin ha criticato con forza i tentativi di Stati Uniti ed Ue di isolare la Russia. "Gli Usa hanno interesse a esacerbare la situazione e ad avere una Russia debole, ma l’interesse dell’Europa è tutto il contrario, la Germania in primis ha bisogno di una Russia prosperosa e florida. Per questo dobbiamo assolutamente cercare di fare finire le sanzioni", ha detto l'ex cancelliere. All'apertura del Forum eurasiatico erano presenti tra gli altri Li Yong, capo della compagnia energetica cinese Cefc, Ivan Glasenberg di Glencore ed Emma Marcegaglia, presidente di Eni, oltre all’ex presidente della Commissione europea Romano Prodi. Alla conferenza, i partecipanti hanno chiesto il superamento delle politiche sanzionatorie alla Russia per l’annessione della Crimea nel 2014. “È politicamente assurdo ed economicamente pericoloso isolare la Russia”, ha detto Schroeder. "Gli interessi di Europa e Stati Uniti in Russia – ha avvertito Shroeder – sono divergenti e devono essere interpretati. Gli Usa pensano che si possa isolare la Russia, ciò non ha senso dal punto di vista politico ed è pericoloso dal punto di vista economico. E la Russia non può tollerare questo isolamento. Anche negli anni della Guerra Fredda – ha concluso l'ex cancelliere – abbiamo stipulato contratti e accordi con l’Unione Sovietica che hanno consentito di continuare ad approvvigionare la Germania e l’Europa dal punto di vista energetico. Quando si arriva ad una rottura politica le conseguenze non sono prevedibili. In queste situazioni l’economia ha il compito di assicurare il dialogo e la politica deve ascoltare. Questa è la ragione per cui ho accettato, nonostante le critiche, questo importante incarico nel consiglio di amministrazione di Rosneft: in questa situazione è importante mostrare la propensione al dialogo".

Continua a leggere l'articolo di Handelsblatt

Lascia il tuo commento

Condividi le tue opinioni su Il Foglio

Caratteri rimanenti: 1000

Commenti all'articolo

  • luigi.desa

    20 Ottobre 2017 - 11:11

    Che la Ue sia un pallone gonfio di aria fritta è segnalato dal suo atteggiamento nei confronti della mezza secessione ( quasi incinta ) del piccolo avventuriero Puigdemont .Senza se e senza ( ma chi ? il Consiglio o la commissione o il parlamento ) la Unione dovrebbe minacciare i pallosi vip catalani laddove confermassero la secessione di gravi sanzioni. LA Ue la commina a destra e a manca ,perchè non come ritorsione ad un azione palesemente incostituzionale contro il governo di uno stato membro ? Ma il principio di legalità per la UE cosa è una opzione ballerina ,adess o sì , adesso no ,forse ,chissà?lds

    Report

    Rispondi

Servizi