Le primarie di Di Maio sono una crepa nel M5s

La rassegna della stampa internazionale sui principali fatti che riguardano da vicino il nostro paese. Oggi articoli di Monde, O Globo, Bloomberg, Guardian...

Le primarie di Di Maio sono una crepa nel M5s

Il M5S non riesce a mascherare le sue divisioni

Parigi, 26 set 08:34 - (Agenzia Nova) - Il quarto raduno annuale dei seguaci di Beppe Grillo, organizzato sulla costa dell’Adriatico, si è tradotto in un cambio d’epoca, a qualche mese dalle elezioni legislative che il movimento affronterà per la prima volta nella pelle di una formazione che punta ad esercitare il potere. L’uomo che incarna questa metamorfosi è Luigi di Maio, 31 anni, designato dai grillini come il candidato del movimento alla carica di presidente del consiglio. Con più dell’80 per cento dei 37 mila voti elettronici espressi sulla piattaforma Rousseau, il giovane vicepresidente della Camera dei deputati può contare su un risultato netto e incontestabile. Sabato sera, davanti a diverse decine di migliaia di persone, Di Maio ha ricevuto la benedizione di Grillo, deciso a fare di lui il capo incontestato del movimento. Tuttavia, il passaggio di testimone non si è svolto senza conseguenze. La figura di Di Maio, infatti, suscita in seno al movimento profonde reticenze. Un uomo in particolare incarna questa opposizione: si tratta del deputato Roberto Fico, 42 anni, presidente della Commissione di vigilanza della Rai. Con una linea politica molto conservatrice, Di Maio è infatti lungi dal godere di consenso unanime. Se è stato eletto a furor di popolo è perché è stato votato senza avere al fianco un vero oppositore, al termine di un’elezione online che ha mobilitato un quinto degli iscritti.

Leggi l’articolo del Monde

L’Italia torna all'attacco sull'estradizione di Cesare Battisti

Rio de Janeiro, 26 set 08:34 - (Agenzia Nova) - In segreto, l'Italia ha chiesto al governo brasiliano di revocare lo status di rifugiato politico che l'ex presidente Inacio Luis Lula da Silva concesse nel 2010 - al suo ultimo giorno di mandato -, a Cesare Battisti. Lo rivela il quotidiano brasiliano "O Globo" spiegando che la richiesta di Palazzo Chigi è stata già presa in consegna per una prima "analisi tecnica". La parola, spiega la testata, passa agli uffici legali della Presidenza della repubblica brasiliana. Al momento, si legge nell'articolo, due ministri del governo brasiliano avrebbero già dato il via libera: il titolare della Giustizia Torquato Jardim, primo a prendere in consegna il dossier, e il ministro degli Esteri Aloysio Nunes Ferreira, che avrebbe considerato il gesto "importante" dal punto di vista diplomatico. Inoltre, un precedente della giurisprudenza costituzionale autorizzerebbe l'attuale presidente Michel Temer a contraddire il suo precedessore. Ma l'attuale capo dell'esecutivo, sottolinea "O Globo", per il momento preferisce non esprimersi. Planalto, sede della presidenza brasiliana, conferma l'arrivo della richiesta di Roma - coadiuvata dall'ambasciatore italiano Antonio Bernardini - ma fa sapere che la questione non viene ancora trattata ufficialmente. Le trattative per una nuova richiesta di estradizione sono iniziate lo scorso anno, dopo che l'allora presidente del Consiglio Matteo Renzi si era augurato pubblicamente che Brasilia cambiasse posizione. Non si parlò di richiesta formale ma la questione, riporta la testata, iniziò ad essere trattata con "discrezione" dalle autorità dei due paesi. I successivi rimpasti di governo a Brasilia hanno fatto sì che il dossier sia stato esaminato da altri due ministri della Giustizia, prima di quello attuale. Determinante, anche per la tempistica, la decisione presa la settimana scorsa dal Supremo tribunal federal: l'alta corte ha infatti respinto in via definitiva una richiesta di "habeas corpus" preventivo presentato dai legali di Battisti il giorno dopo le dichiarazioni di Renzi. Il Supremo non ha ravvisato nelle parole dell'ex premier gli estremi di una minaccia alle libertà personali di Battisti e dopo un prolungato dibattito gli ha negato il salvacondotto.

Leggi l’articolo del O Globo

Cantieri Stx: Parigi e Roma vicine a un accordo che consegnerà la maggioranza all'Italia

New York, 26 set 08:34 - (Agenzia Nova) - Il presidente francese Emmanuel Macron e il premier italiano, paolo Gentiloni, sono vicini a un accordo che sarebbe a Fincantieri Spa il controllo di una quota di maggioranza dei cantieri navali Stx di Saint-Nazaire, risolvendo così la disputa diplomatica sorta con la decisione di Macron di nazionalizzare i cantieri di cui l'azienda italiana si era aggiudicata il 66 per cento durante il governo di Francois Hollande. L'accordo, che assegnerebbe a Fincantieri una quota di poco superiore al 50 per cento, potrebbe essere firmato mercoledì, nell'ambito di un summit bilaterale a Lione. L'accordo includerebbe garanzie alla parte francese in termini di occupazione, investimenti in infrastrutture e Know-how, stando a fonti italiane anonime. Cr Trieste, che nel precedente accordo avrebbe acquisito il 6 per cento di Stx, non è più parte della partita.

Leggi l’articolo del Bloomberg Business Week

 


PANORAMA INTERNAZIONALE


 

Generale libico accusato di crimini di guerra corteggiato dall’Occidente

Londra, 26 set 08:34 - (Agenzia Nova) - Il generale Khalifa Haftar, che controlla quasi metà della Libia, la parte orientale del paese, è atteso oggi a Roma per un incontro con esponenti del governo italiano. La visita, riferisce il quotidiano britannico “The Guardian”, segna una svolta radicale per l’Italia, che finora aveva visto in Haftar, in contrasto con l’esecutivo riconosciuto dalle Nazioni Unite, il principale ostacolo alla stabilità della regione. Il militare, inoltre, è accusato di aver ordinato crimini di guerra. Secondo Mattia Toaldo, esperto dell’European Council on Foreign Relations, più Haftar sarà legittimato, meno probabile diventerà un processo a suo carico; inoltre, come altri signori della guerra, non è affidabile come partner nella lotta al terrorismo e nell’emergenza migrazioni.

Leggi l’articolo del Guardian

L’euro si indebolisce dopo le elezioni tedesche

Londra, 26 set 08:34 - (Agenzia Nova) - L’euro, riferisce il “Financial Times”, si è deprezzato, scendendo sotto la quota di 1,19 dollari, dopo i risultati delle elezioni politiche tedesche, nelle quali il partito del cancelliere Angela Merkel, l’Unione cristiano-democratica, ha ottenuto la maggioranza relativa, ma i populisti di destra di Alternativa per la Germania (Afd) hanno conquistato quasi il tredici per cento. Secondo Lee Hardman, analista di Mufg, l’affermazione superiore alle previsioni di Afd alimenta le preoccupazioni per l’esito del voto italiano, all’inizio dell’anno prossimo: gli ultimi sondaggi attribuiscono al Movimento 5 stelle, alla Lega Nord e a Forza Italia il cinquanta per cento dei consensi.

Leggi l’articolo del Financial Times

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