Per il Telegraph c'è un cameriere "solo" al comando del M5s: Di Maio

La rassegna della stampa internazionale sui principali fatti che riguardano da vicino il nostro paese. Oggi articoli di Telegraph, Financial Times, Pais, Monde

Per il Telegraph c'è un cameriere "solo" al comando del M5s: Di Maio

Foto LaPresse

L’ex cameriere Di Maio guiderà il Movimento 5 stelle alle elezioni politiche

Londra, 25 set 08:29 - (Agenzia Nova) - Luigi Di Maio, ex cameriere, è il candidato del Movimento 5 stelle alla presidenza del Consiglio italiano, riferisce il quotidiano britannico “The Telegraph”. Il giovane politico, 31 anni, considerato il volto rassicurante del partito populista, ha ricevuto 30.936 voti su 37.442 dagli iscritti che si sono espressi nelle primarie online. I suoi sei avversari erano praticamente sconosciuti e la partecipazione alla consultazione elettronica è stata inferiore alle aspettative.

Leggi l’articolo del Telegraph

Il Movimento 5 Stelle dopo Grillo

Madrid, 25 set 08:29 - (Agenzia Nova) - Per quattro anni ha guidato "con carisma, un artefatto politico senza precedenti in Europa". Oggi, scrive il quotidiano spagnolo "El Pais", Beppe Grillo cede la guida del Movimento Cinque Stelle, "una formula di laboratorio politico - preferiscono parlare di partecipazione diretta - che promette di non unirsi in coalizione con nessuno e che, nonostante le critiche, in cinque anni non ha perso il suo polso elettorale". L'articolo riassume con numeri l'impatto che la "meteorite" del Movimento ha avuto nella politica italiana, ricorda in breve il processo che ha portato alla definizione di Luigi Di Maio come nuove leader e sottolinea il cambio "di un partito finora poggiato profondamente" nella figura di Grillo, "il comico genovese che ha mostrato una straordinaria capacità per l'analisi e la comunicazione politica quando il paese ha smesso di credere nei suoi dirigenti".

Leggi l’articolo del Pais

M5S, di Maio: non sono un populista

New York, 25 set 08:29 - (Agenzia Nova) - Il Movimento 5 Stelle, partito italiano anti-establishment che contende al Partito democratico il primato di consensi in vista delle elezioni politiche della prossima primavera, ha eletto proprio leader e candidato premier il 31 enne Luigi di Maio, esponente di primo piano del Movimento e vicepresidente della Camera. Intervistato domenica, di Maio ha dichiarato che l'M5S è un partito "post ideologico", ed ha negato si tratti di un movimento populista, pur essendo nato come movimento di protesta dalla connotazione anti-politica guidato dal comico Beppe Grillo.

Leggi l’articolo del New York Times

Il ritorno di Berlusconi complica l’avventura italiana di Vivendi

Parigi, 25 set 08:29 - (Agenzia Nova) - La campagna italiana di Vivendi si trasforma di giorno in giorno in una guerra di trincea. Già minacciata dall’Autorità di sorveglianza dei mercati, la Consob, e dall’Autorità per la regolamentazione delle telecomunicazioni, Agcom, il gruppo francese è nel mirino della presidenza del Consiglio, che annuncerà oggi le misure che potrebbe mettere in atto contro i francesi. Le minacce a Vivendi sono di due tipi: per non aver comunicato nei tempi previsti il suo aumento di capitale in Telecom Italia (passato al 23,94 per cento rispetto al 6,66 per cento del 2015), il gruppo francese rischia una multa pari all’1 per cento del giro d’affari dell’operatore, ovvero circa 300 milioni di euro. Ma la diatriba non si ferma qui: il ministro dello Sviluppo economico italiano, Carlo Calenda, ha annunciato la sua intenzione di fare valere per la prima volta il cosiddetto “Golden Power”, una clausola istituita nel 2012 che permette di mantenere sotto il controllo italiano un’impresa considerata strategica per l’interesse nazionale. Il gruppo Sparkle, controllato da Tim, rispose a questi criteri. Alla dimensione diplomatica si aggiunge quella legata alla politica interna, che complica ulteriormente l'avventura italiana del gruppo di Vincent Bolloré. Parallelamente all'aumento di capitale in Telecom Italia, l'uomo d'affari bretone ha preso di mira l'impero mediatico di Silvio Berlusconi, che negli ultimi mesi è ridiventato un attore importante della politica italiana, a tutto svantaggio di Bolloré.

Leggi l’articolo del Monde

Colin Firth diventa cittadino italiano

Londra, 25 set 08:29 - (Agenzia Nova) - L’attore britannico Colin Firt, riferisce la stampa del Regno Unito, è diventato anche cittadino italiano. Il premio Oscar, sposato con una cittadina italiana, con la quale ha due figli, aveva fatto richiesta della cittadinanza per avere lo stesso passaporto dei familiari, nella fase di incertezza dovuta alla Brexit. A sua volta, la moglie, Livia Giuggiol, ha avviato l’iter per la cittadinanza britannica. Firth è molto critico riguardo all’uscita della Gran Bretagna dall’Unione europea, una scelta in cui non vede alcun aspetto positivo.

Leggi l’articolo dell’Observer

 


PANORAMA INTERNAZIONALE


 

Weidmann, nessun veto sulla nazionalità del successore di Draghi

New York, 25 set 08:29 - (Agenzia Nova) - La nazionalità non dovrebbe giocare alcun ruolo nella selezione del successore di Mario Draghi alla guida della Banca centrale europea (Bce). Lo ha dichiarato domenica il capo della Bundesbank, Jens Weidmann, ritenuto uno dei possibili successori di Draghi alla scadenza del mandato di quest'ultimo. Intervistato dalla televisione pubblica italiana, Weidmann ha commentato le dichiarazioni dell'ex premier italiano Enrico Letta, secondo cui una Bce guidata dal tedesco sarebbe "un disastro". "Non saprei", ha replicato Weidmann, "Ma potete immaginare quale sarebbe la reazione dell'Italia, se in Germania qualcuno dicesse la stessa cosa di un italiano alla guida della Bce?". Il 49 enne Weidmann è presidente della Banca centrale tedesca da maggio 2011, e il suo mandato scadrà nell'aprile 2019; il mandato di Draghi alla guida della Bce, invece, scadrà nell'ottobre dello stesso anno.

Leggi l’articolo del New York Times

Discorso di Firenze, le aperture di May meritano ascolto

Londra, 25 set 08:29 - (Agenzia Nova) - La stampa britannica commenta il discorso di Theresa May, premier del Regno Unito, a Firenze sull’uscita dall’Unione Europea. Un editoriale non firmato del “Financial Times”, attribuibile alla direzione, giudica il tono costruttivo e accomodante. Nonostante l’appello all’immaginazione e alla creatività, la realtà è che innanzitutto dovranno essere definiti i termini del divorzio: ogni separazione ha un costo, finanziario e pratico, e Londra lo ha negato per troppo tempo. Ora il governo ha accettato di avere degli obblighi, anche se devono ancora essere quantificati. Resta problematica, inoltre, la tutela dei diritti dei cittadini comunitari. È stata giocata la carta della sicurezza, con una dimostrazione di buona volontà su un trattato ad ampio raggio. È stata accantonata, invece, la minaccia di una Singapore sul Tamigi. La destinazione finale della Brexit, tuttavia, rimane ancora incerta. In sintesi, comunque, le aperture di May meritano ascolto. Per l’editoriale di “The Guardian” la retorica visionaria nasconde la resa alla pressione del tempo: i due anni di negoziati previsti sono un periodo limitato e i primi mesi sono trascorsi senza sostanziali progressi. Il discorso rappresenta, dunque, “un piccolo passo verso la realtà”. Severo il settimanale “The Observer”, per il quale la May continua ad apparire più preoccupata di tenere insieme il suo Partito conservatore che della posizione del Regno Unito al di fuori dell’Ue. Gli editoriali di “The Times”, “The Independent” e “The Telegraph”, sottolineano, da posizioni diverse, che la leader di Downing Street, per la prima volta, ha ammesso che, di fatto, il paese non lascerà l’Ue nel 2019: anche se l’appartenenza sarà ufficialmente finita, almeno per i due anni successivi l’ex Stato membro continuerà a rispettare le stesse regole. La transizione è la prossima fermata, ma sulla meta ultima il governo è diviso; per questo la premier prende tempo. 

Leggi l’articolo del Financial Times

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