Così l'Italia si avvicina a una svolta sul debito pubblico

La rassegna della stampa internazionale sui principali fatti che riguardano da vicino il nostro paese. Oggi articoli di Guardian, Economist, Faz, Bloomberg

Così l'Italia si avvicina a una svolta sul debito pubblico

Italia-Grecia: i premier Gentiloni e Tsipras si incontrano a Corfù

 

New York, 15 set - (Agenzia Nova) - I primi ministri di Italia e Grecia, Paolo Gentiloni e Alexis Tsipras, si sono incontrati giovedì nell'isola greca di Corfù, per discutere della crisi migratoria europea, delle sfide finanziarie affrontate dai due paesi e delle complicate relazioni tra l'Ue e la Turchia. I due premier hanno sottolineato l'esigenza, per i paesi membri dell'Unione, di affrontare queste sfide sulla base di un approccio solidale e responsabile, anziché tramite "recinzioni ed esclusioni che minano i nostri valori europei". Gentiloni ha annunciato che i due premier solleveranno la questione il mese prossimo, in occasione di un vertice dei paesi dell'Europa meridionale a Cipro. "Il messaggio dev'essere quello di aggiornare le regole di cui disponiamo, per sottolineare ancora una volta che l'onere del fenomeno migratorio non può essere scaricato su pochi paesi come l'Italia e la Grecia". Nel corso della visita, Gentiloni ha anche fatto riferimento al dibattito politico interno sull'adozione dello ius soli; nei giorni scorsi il governo ha preso atto di non disporre dei numeri al Senato per approvare la relativa legge; Gentiloni, però, ha ribadito che la riforma della legislazione in materia di concessione della cittadinanza resta un impegno del governo, che continuerà a lavorare per conseguirlo nell'arco dei prossimi mesi. 

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Migrazioni: Bruxelles e Berlino premono per un sistema di accoglienza comune

 

Berlino, 15 set - (Agenzia Nova) - Al loro incontro nella capitale slovacca Bratislava i leader europei discuteranno la riforma delle regole in materia di asilo nella Ue. L'Ue è decisa ad affrontare la crisi dei rifugiati sulla base di due principi: “solidarietà” e “responsabilità”. A tal proposito giovedì il ministro dell'Interno tedesco, Thomas de Maizìere (Cdu) ha dichiarato: “Insistiamo sul fatto che i negoziati per un sistema europeo comune di asilo ora davvero debbano arrivare alla conclusione”. Polonia, Ungheria, Repubblica Ceca e Slovacchia hanno resistito sinora alle richieste dei loro partner di accogliere rifugiati. Di quanti dovevano essere ridistribuiti in Europa da Grecia e Italia, solo 28 mila sono stati accolti da altri Paesi dell’Unione nell'arco di due anni. Di questi, quasi 8 mila sono finiti in Germania. La Slovacchia, con i suoi 5,5 milioni di abitanti, ne dovrebbe accogliere 902. Finora ha aperto le frontiere a 16. Dalla Turchia sono giunti nel 2017 il 97 per cento in meno di profughi, e l'Italia ha registrato ad agosto un calo dell’81 per cento di sbarchi rispetto allo stesso mese dello scorso anno. Il Commissario europeo Dimitris Avramapoulos ha chiesto giovedì scorso di ampliare il meccanismo Ue dell'accoglienza. Italia e Grecia, i due paesi più esposti ai flussi migratori, chiedono anche di rovedere il trattato di Dublino, che pongono l'onere esclusivo dell'accoglienza sulle spalle dei paesi di primo approdo.

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Perché la turbolenta economia italiana sta tornando in forma

 

Londra, 15 set - (Agenzia Nova) - L’economia italiana, riferisce il settimanale britannico “The Economist”, sta vivendo una ripresa inaspettatamente robusta. Il tasso di disoccupazione è sceso dello 0,4 per cento nel secondo trimestre, all’11,2 per cento. La produzione industriale è aumentata del 4,4 per cento su base annua. Il prodotto interno lordo cresce dell’1,5 per cento all’anno: ancora al di sotto del 2,2 dell’area dell’euro nel suo complesso, ma il divario si sta riducendo. I problemi strutturali — bassa produttività, poche grandi aziende, debito pubblico elevato, sistema bancario frammentato, giustizia civile lenta, università inefficienti — persistono e rendono difficile essere del tutto ottimisti. Sicuramente l’Italia, che dipende molto dalle esportazioni, ha beneficiato della più ampia crescita europea. Tuttavia, sono stati introdotti importanti cambiamenti ed effettuati interventi per salvare Monte dei Paschi di Siena e le banche venete. Il maggiore potenziale intoppo ora non è economico, ma politico. 

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L'Italia potrebbe essere vicina a una svolta sul debito

 

New York, 15 set - (Agenzia Nova) - L'Italia, gravata dal secondo rapporto debito-pil più elevato dell'eurozona, dopo quello greco, potrebbe essere vicina a ad una svolta, scrivono Lorenzo Totaro e Giovanni Salzano su "Bloomberg". Roma è sostenuta in parte da un'economia più dinamica del previsto: la Penisola ha inanellato 10 trimestri consecutivi di crescita, per quanto asfittica, e negli ultimi mesi l'attività economica ha esibito una ulteriore quanto inattesa accelerazione. Il paese è anche graziato da un aumento dell'inflazione e da un calo dei rendimenti sui titoli obbligazionari sovrani, merito delle politiche di alleggerimento quantitativo della Banca centrale europea; combinati tra loro, questi fattori concorrono a ridurre i costi di rifinanziamento del debito pubblico vicino ai minimi da dieci anni. Quest'anno il Pil potrebbe crescere più del debito pubblico, riducendo così il rapporto debito-pil. Si tratta di un obiettivo che i governi italiani hanno perseguito a lungo, come sottolineato giovedì su Twitter dal ministro delle Finanze, Pier Carlo Padoan. Confindustria prevede per il prossimo anno un breve calo del debito pubblico dal 132,6 al 131,8 per cento del pil; l'associazione degli industriali italiani ha anche rivisto al rialzo le stime di crescita del Pil per il 2017, all'1,5 per cento, e in generale parla di un "ritorno alla normalità" dopo la lunga parentesi di declino e stagnazione seguita alla crisi del 2008. 

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Michael O’Leary: Ryanair sta preparando l’offerta per Alitalia

 

Londra, 15 set - (Agenzia Nova) - La compagnia aerea irlandese Ryanair, riferiscono i quotidiani britannici “The Guardian” e “The Times”, sta preparando un’offerta vincolante di acquisto per Alitalia e non è interessata ad Air Berlin. L’amministratore delegato, Michael O’Leary, ha detto che si sta lavorando ai dettagli: il marchio Alitalia sopravviverebbe, così come le operazioni di lungo raggio; il modello di leasing, invece, cambierebbe, dato che il potenziale acquirente preferisce essere proprietario dei mezzi; il personale di volo dovrebbe accettare nuovi contratti, in linea con quelli del vettore low-cost.

Continua a leggere l'articolo del Guardian

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