Tutti i dubbi sul soccorso alle banche venete

La rassegna della stampa internazionale sui principali fatti che riguardano da vicino il nostro paese. Oggi articoli di Financial Times, Les Echos, Times, Bloomberg, Sueddeutsche Zeitung

Tutti i dubbi sul soccorso alle banche venete

Elezioni amministrative, tempesta sulle roccaforti rosse

 

Berlino, 27 giu - (Agenzia Nova) - Genova è caduta. Dalla fine della seconda guerra mondiale la sinistra italiana aveva governato la città portuale nel Nord-ovest. Era una delle loro principali roccaforti, un “fortino rosso”, ma da domenica è passata al centrodestra. Genova, dove ha vinto Marco Bucci, più di altre città pare un termometro della politica italiana. C’è un vento nuovo che pare trainare Forza Italia, la populista Lega Nord, i post-fascisti di Fratelli d’Italia. Hanno conquistato anche le roccaforti di sinistra di Sesto San Giovanni e La Spezia. Silvio Berlusconi e Matteo Salvini hanno vinto assieme, ma a livello nazionale paiono sopportarsi a fatica. Salvini è anti-europeista e amico di Marine Le Pen, Berlusconi è europeista e guarda al neoeletto presidente francese Emmanuel Macron come a modello del nuovo centro-destra europeo. L’ex Primo ministro e segretario del Partito Democratico, Matteo Renzi, dopo la sconfitta ha laconicamente dichiarato: “Poteva andare meglio”. A Roma, però, si rincorrono voci di un ritorno dell'ex premier Romano Prodi, oggi 77 enne, di 4 anni più giovane di Berlusconi e che ha battuto 2 volte. Ma lui sostiene di voler fare il pensionato. Beppe Grillo, fondatore e guida dei Cinque Stelle, a Parma ha visto vincere l’ex membro del suo partito, Federico Piazzarotti. I cinque stelle, scrive la "Sueddeutsche Zeitung", hanno dimostrato di mancare di amministratori competenti per governare le città. Nei sondaggi nazionali, tuttavia i Cinque Stelle sono ancora una forza stimata al 30 per cento. Più o meno come il partito di Renzi, e dell'alleanza tra Forza Italia e Lega.

Continua a leggere l'articolo del Sueddeutsche Zeitung

 


 

Padoan fiducioso che lo Stato non dovrà intervenire in soccorso di altre banche

 

New York, 27 giu - (Agenzia Nova) - Il ministro delle Finanze italiano, Pier Carlo Padoan, è convinto che Monte dei Paschi di Siena (Mps), Banca Popolare di Vicenza e Veneto Banca siano gli unici istituti di credito del paese a necessitare dell'intervento dello Stato. Intervistato da "Bloomberg", Padoan ha negato che i 17 miliardi di euro impegnati dal governo per le due banche venete in fallimento siano esattamente il tipo di intervento statale a spese dei contribuenti che le norme europee di risoluzione bancaria dovrebbero evitare. "Non è un bailout, tutto è stato fatto secondo le regole e si tratta di una liquidazione nazionale di due banche dichiarate fallimentari o prossime al fallimento", ha detto il ministro. "Abbiamo rafforzato l'integrazione europea e l'unione bancaria e stiamo lavorando per renderla ancora più forte". Padoan ha anche aggiunto che la liquidazione delle due banche venete segna un "punto di svolta" nel difficile processo di smaltimento del monte di sofferenze accumulato dalle banche italiane. Sulla stampa Usa, però, l'epilogo della crisi bancaria veneta è ancora dipinto come una sconfitta per il progetto di integrazione bancaria europea: il "Wall Street Journal" titola "salvataggio all'italiana; la "Washington Post" e il "New York Times" scrivono invece la liquidazione dei due istituti di credito italiani "dimostra che le nuove regole (comunitarie sulle risoluzioni bancarie, ndr) hanno le loro eccezioni, e che i politici sono ancora tentati dall'iniettare denaro dei contribuenti nelle banche". I due quotidiani riportano anche le critiche della Germania, affidate da Berlino al portavoce del ministero delle Finanze tedesco - Friederike von Tiesenhausen - che però ha voluto evitare di citare espressamente le due banche venete, dato anche il momento delicato per Germania e Italia, entrambi vicini alle prossime elezioni politiche.

Continua a leggere l'articolo di Bloomberg

 


 

Salvataggi bancari, la nave va

 

Parigi, 27 giu - (Agenzia Nova) - Il salvataggio bancario all'italiana ha il semplice merito di esistere: è questo il giudizio che il quotidiano "Les Echos" esprime sul salvataggio dei due istituti di credito veneti Banca Popolare di Vicenza e Veneto Banca che saranno rilevati da Intesa Sanpaolo a spese dello Stato italiano. L'editoriale non firmato del principale giornale economico francese, e dunque attribuibile alla sua direzione, in apertura cita il proverbio italiano che recita: "Dopo che la nave è affondata, tutti sanno come si poteva salvarla". Ed è appunto una polemica su una nave che non è affondata, secondo "Les Echos", quella che sta infiammando la classe politica in Germania, che teme di veder stracciata in Europa la promessa di non utilizzare il contributo degli Stati per salvare le banche malate: una materia molto sensibile per i contribuenti tedeschi, i più ricchi del Continente, che hanno sempre paura di finire per dover pagare il conto degli altri europei; in pratica però, scrive "Les Echos", non si vede come essi possano arricchirsi dal fallimento del sistema bancario italiano e dalla conseguente corsa agli sportelli che esso comporterebbe. E' vero che le banche concorrenti di tutto il Vecchio Continente possono lamentarsi, ammette l'editoriale, del fatto che Intesa Sanpaolo abbia limitato al minimo la sua assunzione di rischi, a differenza di quanto ha fatto in Spagna Santander salvando Banco Popular nel rispetto delle nuove regole europee; tuttavia, a parere di "les Echos" il cancro dei crediti deteriorati è assai più difficile da curare in Italia di quanto non lo sia in Spagna: è evidente infatti che anni di recessione e di crescita anemica in Italia non hanno avuto gli stessi effetti dell'improvviso scoppio della bolla immobiliare che è all'origine della crisi economica della Spagna.

Continua a leggere l'articolo di Les Echos

 


 

L'Italia mostra che l'unione bancaria ha ancora molta strada da fare

 

Londra, 27 giu - (Agenzia Nova) - La Germania, riferisce il "Financial Times", preme sulla Commissione europea per un inasprimento delle norme sugli interventi pubblici a favore delle banche, dopo che all'Italia è stato permesso di salvare due istituti di credito regionali, Veneto Banca e Banca Popolare di Vicenza, al costo di quasi 17 miliardi di euro senza perdite per i grandi creditori. Il presidente della Banca centrale europea, Mario Draghi, commentando la vicenda, ha dichiarato che le banche devono accantonare più risorse per assorbire le perdite in caso di crisi. L'operazione, comunque, ha rafforzato la fiducia agli investitori: l'indice iTraxx, che riflette i prezzi delle assicurazioni contro i default delle obbligazioni bancarie senior, è sceso al livello più basso dal 2011. Al rialzo i bond dei due istituti, le azioni bancarie italiane e l'indice Ftse Mib. Il quotidiano della City esamina approfonditamente il salvataggio e le sue implicazioni al di là dell'Italia. Per la rubrica di analisi "Lex", quello che è stato pagato è un prezzo per la stabilità e, da questo punto di vista, il quadro è abbastanza positivo. Tuttavia, consentendo l'utilizzo di fondi pubblici, i regolatori europei non hanno fatto niente per contrastare l'idea che il costo finale della stabilità continui a essere sostenuto dai contribuenti. Per il "Brussels Blog", dedicato agli affari europei, le domande abbondano ed è stato creato un precedente: Roma potrebbe tornare a sborsare soldi perché i problemi bancari dell'Italia non finiscono in Veneto. Un editoriale non firmato, attribuibile alla direzione, conclude che l'unione bancaria europea è ancora tutta da costruire: le due "imperfette liquidazioni", per le quali sia le autorità di vigilanza italiane che quelle europee meritano un biasimo, confermano che c'è ancora molto lavoro da fare. Per prima cosa, le banche dovrebbero essere costrette a emettere adeguate quantità di debito per assorbire le perdite senza ambiguità sulla possibilità del bail-in; in secondo luogo, serve un sistema comune di assicurazione dei depositi. L'economista Lucrezia Reichlin, docente alla London School of Economics, infine, ammette che l'idea che le risoluzioni e le ricapitalizzazioni possano essere sempre effettuate senza interventi pubblici è irrealistica e auspica il ripensamento di alcuni dei principi di fondo dell'unione bancaria. Commenti anche su altri giornali britannici. Per Nils Pratley, caporedattore finanziario di "The Guardian", l'intervento di Stato per salvare le due banche venete suscita preoccupazioni a lungo termine per l'area dell'euro: il "loop doom", il circolo vizioso che unisce banche e governo italiani, resta allarmante e l'integrazione bancaria e fiscale europea ha subito una scossa. Per l'editorialista di "The Telegraph" Ambrose Evans-Pritchard, il salvataggio bancario italiano costato 17 miliardi di euro, "un fiasco di prim'ordine", è il frutto di politiche europee che non funzionano.

Continua a leggere l'articolo del Financial Times

 


 

Italia e Danimarca litigano per un dogo argentino

 

Londra, 27 giu - (Agenzia Nova) - Un dogo argentino è al centro di una disputa diplomatica tra l'Italia e la Danimarca, riferisce il quotidiano britannico "The Times". Il cane, di proprietà di Giuseppe Perna, un italiano che lavora come cameriere a Copenaghen, è stato sequestrato dopo una lite con un altro e rischia l'abbattimento in base alla legge danese, che mette al bando tredici razze canine considerate pericolose. Il ministero degli Esteri italiano è intervenuto per chiedere che l'animale sia risparmiato.

Continua a leggere l'articolo del Times

Lascia il tuo commento

Condividi le tue opinioni su Il Foglio

Caratteri rimanenti: 1000

Servizi