Così il Colosseo è diventato campo di battaglia tra Pd e M5s

La rassegna della stampa internazionale sui principali fatti che riguardano da vicino il nostro paese. Oggi articoli di New York Times, Tribune, Economist, Echos

Così il Colosseo è diventato campo di battaglia tra Pd e M5s

Due partiti italiani lottano per il Colosseo

 

Londra, 19 mag - (Agenzia Nova) - Nel centro di Roma, l'area dei fori è diventata un campo di battaglia per due forze politiche, riferisce il settimanale britannico "The Economist". Da una parte c'è il Partito democratico, col ministro dei Beni culturali, Dario Franceschini. Dall'altra il Movimento 5 stelle, con la sindaca, Virginia Raggi. Il primo ha istituito il Parco archeologico del Colosseo; la seconda ha presentato un ricorso al Tribunale amministrativo regionale per bloccare l'istituzione. In parte lo scontro è dovuto a questioni di soldi; in parte rientra in una lotta in chiave nazionale in vista delle prossime elezioni.

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Alitalia: lanciato il processo di vendita, Lufhansa e Air France-Klm non sono interessate

 

Parigi, 19 mag - (Agenzia Nova) - I due amministratori straordinari nominati dal governo italiano per la messa in liquidazione della compagnia aerea Alitalia hanno formalmente avviato il processo di vendita della società, per la quale le offerte dovranno pervenire entro il 5 giugno prossimo. Secondo il quotidiano economico francese "La Tribune", né il conglomerato franco-olandese Air France-Klm né la tedesca Lufthansa sarebbero interessate all'acquisto, nonostante le voci circolate in proposito; similmente, la compagnia petrolifera italiana Eni ha escluso di poter soccorrere Alitalia, così come hanno fatto il gruppo italiano dell'industria aeronautica e della difesa Leonardo (ex Finmeccanica) e le banche UniCredit ed Intesa Sanpaolo che pure ne sono azionisti. Da parte sua il ministro dei Trasporti Graziano Delrio ha scartato l'ipotesi di un ingresso nel capitale di Alitalia da parte delle Ferrovie dello Stato, pur dicendosi "certo" che arriveranno delle offerte ed esprimendosi a favore di "investitori a medio termine od operatori del settore".

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Le classi sociali tradizionali scompaiono in Italia

 

Parigi, 19 mag - (Agenzia Nova) - Se la fine della storia è una questione dibattuta per quel che riguarda i rapporti geopolitici, l'Istat ha proclamato la fine in Italia delle classi sociali tradizionali che da decenni incarnavano i rapporti economici: è questo il principale spunto che il corrispondente da Roma del quotidiano economico francese "Les Echos", Olivier Tosseri, trae dal rapporto annuale sulla Penisola redatto dall'Istituto nazionale di statistiche. Secondo cui la classe operaia e la piccola borghesia non sarebbero più delle categorie pertinenti: l'Istat infatti preferisce dividere la società italiana in nove gruppi basandosi sul reddito, sul livello di studi e sulla cittadinanza, e non più soltanto sul mestiere esercitato da ciascuno. Il rapporto ricorda come la classe operaia e la piccola borghesia "siano state sempre le classi fondamentali della struttura produttiva" dell'Italia, ma constata che "oggi la prima ha perso il ruolo di vettore dell'uguaglianza sociale e la seconda non guida più il cambiamento e l'evoluzione sociale": nel paese "si assiste dunque ad una perdita di identità di classe provocata dalla precarizzazione ed alla frammentazione dei percorsi professionali". Restano particolarmente pertinenti invece due altre categorie sociali, che raccolgono la gran parte della popolazione italiana in via di invecchiamento: quella dei lavoratori dipendenti e quella dei pensionati. La scomparsa delle classi sociali tradizionali però non significa la scomparsa delle disuguaglianze: che al contrario sono esplose, come sottolinea l'Istat, soprattutto in base all'età. L'Italia così ha detronizzato la Germania come la nazione europea con la più alta età media dei suoi abitanti; i quali potranno ricordarsi dell'epoca in cui operai e piccolo borghesi esistevano ancora.

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Il titolo di Fiat Chrysler cala dopo l'avvio della procedura di infrazione contro l'Italia

 

Londra, 19 mag - (Agenzia Nova) - Il titolo azionario di Fiat Chrysler, riferisce il "Financial Times", si è deprezzato per il secondo giorno consecutivo ieri, in seguito alla procedura di infrazione avviata dalla Commissione europea contro l'Italia per il mancato adempimento degli obblighi derivanti dalla normativa sull'omologazione dei veicoli, dopo lo scandalo delle emissioni inquinanti. Le azioni del gruppo automobilistico hanno perso il 4,3 per cento, scendendo a 9,25 euro, il secondo peggior risultato dell'indice europeo Stoxx 600.

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Intesa pronta a nuovi affari in Russia

 

New York, 19 mag - (Agenzia Nova) - Intesa Sanpaolo ha fatto una scelta politicamente rischiosa, lo scorso anno, proponendosi come mediatore nella privatizzazione di una quota della major petrolifera russa Rosneft. Così facendo, scrive il "New York Times", la banca italiana ha però conquistato il favore del presidente russo Vladimir Putin, ed ora può puntare ad una quota maggiore del mercato russo da centinaia di milioni di dollari annui relativo ai servizi di intermediazione bancaria, vendita delle quote azionarie, fusioni e acquisizioni. Intesa, scrive il quotidiano, è un attore secondario nel contesto del global investment banking, ma si è ritagliata un ruolo cruciale nell'ambito delle relazioni commerciali tra Italia e Russia, a dispetto delle sanzioni imposte a quest'ultima dall'Unione europea a seguito della crisi ucraina. L'ad di Intesa, Carlo Messina, ha incontrato Putin al Cremlino dopo l'operazione di vendita di un quinto di Rosneft a un fondo del Qatar; in quell'occasione, ha riferito al presidente russo la volontà della banca italiana di espandere le proprie operazioni in Russia.

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Panorama internazionale

 


 

Germania, ministro dell'Interno annuncia giro di vite alle verifiche sui richiedenti asilo

 

Amburgo, 19 mag - (Agenzia Nova) - Il ministro dell’Interno tedesco, Thomas de Maizìere (Cdu), ha annunciato un ulteriore inasprimento delle verifiche e dei requisiti per la concessione del diritto di asilo. Chi arriverà in Germania senza avere diritto di soggiorno e fornirà informazioni false sulla propria identità, in futuro dovrà fare i conti con dure restrizioni alla propria libertà di movimento e sarà collocato in centri speciali per tutta la durata del procedimento d’identificazione. Per i soggetti ritenuti “pericolosi”, ha detto il ministro, è previsto l’uso di cavigliere elettroniche e la durata massima della procedura di detenzione preventiva verrà estesa da 4 a 10 giorni. L’Ufficio federale per le migrazioni e i rifugiati (Bamf) avrà la possibilità di controllare i dati dei cellulari dei richiedenti asilo senza documenti di identità al fine di chiarire la medesima. L'inasprimento delle norme giunge a seguito dell'aumento della criminalità nel paese, delle polemiche seguite all'attentato di Berlino dello scorso dicembre e di quelle relative all'arresto del militare tedesco Franco A., estremista di destra che pianificava un atto terroristico ed era riuscito a spacciarsi per un rifugiato siriano senza che le autorità competenti nutrissero il minimo sospetto. Le organizzazioni per i diritti umani, quelle per i diritti sociali e l’opposizione parlamentare tedesca, però, hanno reagito all'annuncio di de Maizìere accusandolo di voler sopprimere i diritti fondamentali dei richiedenti asilo.

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Le donne assumono il controllo della difesa europea

 

Londra, 19 mag - (Agenzia Nova) - Per la prima volta nella storia, riferisce il quotidiano britannico "The Times", cinque potenze europee sono state rappresentate da donne nella riunione dei ministri della difesa dell'Unione Europea che si è svolta ieri a Bruxelles: Francia, Germania, Spagna, Italia e Paesi Bassi. A loro si deve aggiungere Federica Mogherini, alta rappresentante della Politica estera e di sicurezza dell'Ue. Patricia Lewis, direttrice della ricerca sulla sicurezza internazionale dell'istituto Chatham House, ritiene che il ruolo maggiore delle donne potrebbe aprire nuove prospettive nelle politiche di settore.

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Germania-Turchia: ministro Esteri turco Cavusoglu, "se ne vadano pure”

 

Berlino, 19 mag - (Agenzia Nova) - Il ministro degli Esteri turco, Mevlut Cavusoglu, ha gettato un guanto di sfida alla Germania, spronandola a ritirare il proprio contingente militare dalla base aerea turca di Incirlik. “Se vogliono andare, questo è affar loro. Noi non chiediamo l’elemosina”, ha dichiarato il ministro al canale turco “Ntv”. “Sono stati loro a voler venire, e noi abbiamo acconsentito. Se vogliono andare, daremo loro l'arrivederci”. In Germania aumentano le richieste politiche di ritirare il contingente militare schierato in Turchia a sostegno della coalizione internazionale contro lo Stato islamico, dopo l'ennesimo divieto opposto da Ankara alla visita di una delegazione parlamentare tedesca presso la base. Il ministro della Difesa tedesco, Ursula von der Leyen, sarà in Giordania questo venerdì: la visita è programmata da mesi, ma potrebbe costituire l'occasione per valutare con Amman il trasferimento del contingente tedesco in quel paese. A Washington, il ministro degli Esteri tedesco Sigmar Gabriel ha chiesto agli Stati Uniti di tutelare gli interessi tedeschi nei confronti della Turchia. Il Segretario generale della Nato, Jens Stoltenberg, ha rifiutato di entrare nel merito della controversia che oppone i due paesi alleati, ed ha chiesto che la questione sia risolta a livello bilaterale. Il governo turco accusa la Germania, che ha recentemente concesso l'asilo politico a 400 titolari di passaporti diplomatici turchi, di dare appoggio ai responsabili del colpo di Stato fallito dello scorso luglio.

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Francia, niente "luna di miele" per il governo Macron-Philippe

 

Parigi, 19 mag - (Agenzia Nova) - Contrariamente alla tradizione, il neo presidente Emmanuel Macron ed il suo primo ministro Edouard Philippe non godranno di un periodo di "luna di miele" presso l'opinione pubblica francese: lo sostiene un sondaggio realizzato dalla società di rilevazioni statistiche Elabe pubblicato dal quotidiano conservatore "Le Figaro". Secondo il sondaggio, realizzato tra il 16 ed il 17 maggio intervistando un campione di 999 cittadini, il 45 per cento dei francesi "ha fiducia" in Macron, ma il 46 per cento "non si fida" ed il 9 per cento non si è fatta un'opinione su di lui; Francois Hollande all'inizio del suo quinquennato nel 2012 godeva della fiducia del 58 per cento degli elettori, il suo predecessore Nicolas Sarkozy del 59 per cento e Jacques Chirac del 61 per cento nel 1995. Non va meglio per il neo primo ministro Edouard Philippe, che paga la sua scarsa notorietà a livello nazionale: solo il 36 per cento degli intervistati dice di avere fiducia in lui ed il 26 per cento si dicono "senza opinione"; il premier Jean-Marc Ayrault al suo arrivo a Matignon nel 2012 godeva della fiducia del 56 per cento dei francesi. Il sondaggio suona come un campanello d'allarme Macron e Philppe, una doccia fredda sugli entusiasmi pressoché unanimi espressi dai mass media per la coppia di governo che ha scombussolato con la sua novità la politica francese. Il tasso di popolarità relativamente basso, tuttavia, secondo un altro sondaggio realizzato dal 15 al 17 maggio dalla società Harris Interactive su un campione di 5.015 persone non impedirà a molti elettori di votare alle elezioni parlamentari dell'11 e 18 giungo prossimo a favore dei candidati presentati dal partito del neo presidente, La République en Marche (Lrem, "La Repubblica in Marcia"; ndr): il 32 per cento degli intervistati si dice intenzionato a farlo, in aumento rispetto alle precedenti rilevazioni e soprattutto ben 8 punti percentuali aldisopra del risultato ottenuto da Macron al primo turno delle elezioni presidenziali il 23 aprile scorso. Secondo questo sondaggio, i partiti del centro-destra (I Repubblicani e l'Udi) sarebbero in calo al 19 per cento, come pure il Front national; la lista di estrema sinistra "France insoumise" ("Francia non-sottomessa", ndr) di Jean-Luc Mélenchon sarebbe invece in leggera ascesa al 15 per cento delle intenzioni di voto; mentre infine il Partito socialista proseguirebbe la sua discesa all'inferno con appena il 6 per cento.

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May lancia un nuovo conservatorismo

 

Londra, 19 mag - (Agenzia Nova) - La stampa del Regno Unito analizza e commenta il programma di governo del Partito conservatore. La premier e leader Tory, Theresa May, secondo un editoriale non firmato del "Financial Times", attribuibile alla direzione, non ha lasciato dubbi sul tipo di paese che vuole costruire e ha respinto il thatcherismo, così come tutte le ideologie, nel chiaro tentativo di occupare il centro: una risposta alle divisioni sociali evidenziate dal referendum sull'appartenenza all'Unione Europea, ma anche allo spostamento a sinistra del Labour. Il suo approccio è più interventista rispetto ai predecessori conservatori sia nell'economia che negli affari sociali. In alcune aree, però, sulla Brexit in particolare, si chiede agli elettori di firmare un assegno in bianco; inoltre, la mancanza di simpatia per le imprese stride col proposito di rendere più forte l'economia. Per l'editoriale di "The Guardian", è nato "un nuovo conservatorismo": Theresa May, come il laborista Tony Blair nel 1997, è in sintonia con la maggioranza degli elettori, a sinistra sull'economia e a destra sulle questioni sociali. Cavalcare questo clima, tuttavia, comporta il rischio di chiudere la società invece di aprirla. L'editoriale di "The Times" giudica il programma "economicamente cauto, ma politicamente audace" e si aspetta che influenzerà in modo determinante le politiche di centro dei prossimi anni. L'editoriale di "The Independent" vede nel programma un chiaro tentativo di riposizionamento del partito intorno alla visione della sua leader e riconosce alcuni elementi di novità accanto a tradizionali assunti conservatori; è critico sulla vaghezza riguardante la Brexit e sottolinea che il destino del paese è più nelle mani dell'Ue che in quelle di May. Per l'editoriale di "The Telegraph" è "insieme" la parola chiave del programma, il cui scopo è unire un paese diviso, un obiettivo che richiede l'enfasi sul pragmatismo piuttosto che sull'ideologia. Secondo il commento non viene respinto il conservatorismo in sé, ma i suoi clichés, anche se è vero che la Brexit ha innescato un riallineamento nella politica. Non crede all'autenticità del cambiamento, infine, l'editoriale del "Mirror", per il quale dietro le promesse di equità c'è la vecchia sostanza conservatrice, dalla quale non c'è da aspettarsi benefici per il paese, ma al contrario danni.

Continua a leggere l'articolo del Financial Times

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