Così i mercati guardano alle prossime elezioni italiane

La rassegna della stampa internazionale sui principali fatti che riguardano da vicino il nostro paese. Oggi articoli di Bloomberg, Echos, Financial Times, Handelsblatt

Così i mercati guardano alle prossime elezioni italiane

L'Italia prepara il terreno per ridurre i danni dei prossimi terremoti

 

Londra, 16 mag - (Agenzia Nova) - La Basilica di San Benedetto a Norcia (Perugia), crollata a causa di un recente terremoto, non era assicurata, come la maggior parte degli edifici antichi di proprietà dello Stato italiano o della Chiesa Cattolica, riferisce il "Financial Times". L'Italia non può permettersi di assicurare i suoi tesori, spiega Fabio Carapezza Guttuso, responsabile dell'unità di crisi del ministero dei Beni culturali. In caso di disastri, lo Stato agisce di fatto come assicuratore di ultima istanza, sostenendo, con qualche aiuto dall'Unione Europea, i costi della ricostruzione. A ogni evento avverso si riapre il dibattito sulla preparazione. Il governo si è impegnato a rafforzare le difese per minimizzare i danni. La Confindustria stima in 360 miliardi di euro il costo dell'aggiornamento della protezione antisismica nelle zone a rischio. Intanto, secondo esperti dell'Hazard Centre dell'University College London e dell'Osservatorio Vesuviano di Napoli, l'attività vulcanica nell'area dei Campi Flegrei ha raggiunto una fase "critica".

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L'importanza delle elezioni italiane per i mercati

  

New York, 16 mag - (Agenzia Nova) - Komal Sri-Kumar, fondatore di Sri-Kumar Global Strategies, discute con i conduttori di "Bloomberg Markets" l'importanza delle prossime elezioni politiche italiane per i mercati finanziari. L'andamento dello spread tra i Btp italiani a 10 anni e i titoli tedeschi a scadenza analoga è calato dopo le elezioni presidenziali francesi, ma secondo Sri-Kumar rimarrà l'indicatore più osservato dagli investitori sino alle elezioni parlamentari italiane previste per la prossima primavera. L'andamento dello spread italiano, sottolinea il consulente finanziario, ha esibito un andamento solidale a quello francese sino al primo turno delle elezioni presidenziali francesi, ma ora esibisce un andamento autonomo, a dimostrazione che i mercati non guardano più alla Francia come a un rischio politico, e invece continuano ad osservare con preoccupazione l'Italia. Le preoccupazioni degli attori finanziari riguardano in particolare la difficoltà nell'interpretazione dello scenario politico ed economico italiano nel breve termine; Sri-Kumar si augura però che le elezioni federali in Germania, il prossimo settembre, possano contribuire indirettamente anche all'Italia nel senso di una stabilizzazione e di un incremento della fiducia dei cittadini nel progetto della moneta unica.

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Padoan, svolta protezionistica del commercio globale è prospettiva "fuori discussione"

 

New York, 16 mag - (Agenzia Nova) - Il ministro delle Finanze italiano, Pier Carlo Padoan, è fiducioso che i suoi omologhi del G7 e del G20 sapranno trovare una posizione comune su questioni fondamentali come il commercio. Intervistato da "Bloomberg" al termine dell'incontro dei ministri delle Finanze del G7 a Bari, il ministro italiano ha sottolineato l'accordo tra i partecipanti al summit riguardo l'imprescindibile apporto dato alla crescita dal commercio, che deve essere "libero e inclusivo". "Il protezionismo", ha sottolineato Padoan, "non è fuori discussione". Il confronto su questi temi con il segretario del Tesoro Usa e la sua delegazione, ha detto il ministro, è stato "molto costruttivo e produttivo". Padoan ha anche commentato le iniziative del G7 per contrastare la crescente minaccia degli attacchi informatici, sottolineando che il gruppo delle economie avanzata ha attivato già da alcuni mesi un gruppo di lavoro teso a individuare strategie e contromisure comuni. Il G7, ha detto Padoan, ha rinnovato la determinazione a guidare in maniera proattiva i processi di digitalizzazione dell'economia. Il ministro ha toccato anche il ruolo delle criptovalute - in particolare Bitcoin - nei nuovi scenari economici, definendo questi strumenti "un altro esempio delle sfide che si trovano ad affrontare gli attori politici a livello nazionale globale". Questi strumenti, ha detto Padoan, "sono qui per rimanere", come provato dal recente record di quotazione del Bitcoin. Si tratta di uno sviluppo "con aspetti positivi, ma anche conseguenze negative che richiedono una azione collettiva".

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La criminalità organizzata ha guadagnato milioni con l'accoglienza dei migranti

 

Berlino, 16 mag - (Agenzia Nova) - La polizia italiana ha scoperto una frode mafiosa nel centro di accoglienza dei rifugiati di Crotone. Sono state arrestate 68 persone, accusate di aver intascato per la 'Ndrangheta ben 36 milioni di euro di contributi pubblici del centro di Isola di Capo Rizzuto, in realtà facenti parte della ‘Ndrangheta. Fra i coinvolti un sacerdote, il parroco Edoardo Scordio, e il presidente della "Fraternita della Misericordia”, Leonardo Sacco. Secondo il generale dei Carabinieri Giuseppe Governale “il centro di accoglienza e la confraternita della Misericordia erano i bancomat della mafia”. Secondo gli inquirenti il sacerdote e Sacco hanno favorito la famiglia Arena per l’assegnazione dell’appalto del catering del centro profughi; in realtà, i soldi pubblici avrebbero fruttato loro auto di lusso e yacht. Il sacerdote tra il 2006 e il 2015 ha raccolto “per i suoi servizi pastorali” ben 132 mila euro.

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Lo specialista italiano delle vacanze Alpitour si installa in Francia

 

Parigi, 16 mag - (Agenzia Nova) - Il mercato francese delle vacanze tutto compreso conta un nuovo operatore: Alpitour. Lo scrive il quotidiano economico "Les Echos" riferendo che il principale specialista italiano delle vacanze (1,14 miliardi di euro di volume d'affari nel 2016, 25 per cento del mercato in Italia) ha deciso di sbarcare in Francia sfidando una concorrenza sempre più vivace. Attiva come tour operator, come agenzia di viaggi e nel trasporto aereo, Alpitour offrirà in Francia una parte della sua offerta di villaggi-vacanze a partire dal prossimo inverno.

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PANORAMA INTERNAZIONALE

Germania: attacco informatico globale, il peggio sembra passato
Amburgo, 16 mag 09:31 - (Agenzia Nova) - L'attacco informatico globale lanciato tramite il virus “WannaCry” è ancora in corso. L'attacco ha coinvolto sinora 150 paesi e più di 200 mila organizzazioni. Il virus, apparentemente sviluppato dalla National Security Agency (Nsa) statunitense, che alcuni anni fa ne ha perso il controllo, sfrutta una falla nella sicurezza dei problemi operativi Windows, che il colosso informatico Usa ha corretto con un patch solo negli ultimi mesi. Secondo Helge Husemann, esperta presso Malwarebytes, il virus è molto rapido ad infettare i dispositivi connessi. Secondo Monika Schaufler, della società Proofpoint, molte aziende hanno pagato i responsabili dell'attacco informatico per riottenere l'accesso ai loro dati. E' ancora presto, però, per comprendere chi siano i responsabili. “Per il momento abbiamo avuto fortuna”, ha detto David Grout, esperto di sicurezza informatica di FireEye, allo “Spiegel”. L'Europol ha dichiarato che non c’è stato nessun nuovo attacco in Europa. Anche il Governo tedesco ha confermato che almeno per il momento il paese sembra aver evitato una seconda ondata di attacchi. I terminali delle Ferrovie tedesche colpiti dall'attacco sono stati ripristinati, almeno nelle loro funzioni fondamentali. Il Governo, attraverso il ministro dell'Interno de Maizière, ha annunciato un ulteriore rafforzamento delle difese informatiche delle strutture ospedaliere tedesche.
 
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Berlino, Merkel e Macron pronti ad un cambiamento dei trattati per riformare l’Europa
Parigi, 16 mag 09:31 - (Agenzia Nova) - E' in Germania che il neo presidente francese Emmanuel Macron ha effettuato la sua prima visita all'estero, nella serata di ieri lunedì 15 maggio: "Vogliamo creare una nuova dinamica" dell'asse franco-tedesco, ha dichiarato la cancelliera Angela Merkel nella conferenza stampa congiunta tenuta al termine dell'incontro a Berlino. Una volontà che dovrebbe vedere la sua prima applicazione nel consiglio ministeriale Francia-Germania in calendario per il prossimo mese di luglio; nel frattempo, i due leader hanno annunciato che lavoreranno sin da subito per mettere a punto progetti concreti da realizzare in tempi brevi ed un percorso comune che punti a rafforzare l'Unione Europea e la zona euro ed a contrastare il populismo euroscettico. "E' possibile penare di cambiare i trattati" ha ammesso la Merkel, purché "ciò abbia un senso". "Non ci sarà nessun tabù" ha annunciato da parte sua Macron, ricordando che finora era stata proprio la Francia a bocciare qualsiasi idea di revisione dei trattati europei.
 
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Francia, Emmanuel Macron scombussola la destra e sfida la sinistra
Parigi, 16 mag 09:31 - (Agenzia Nova) - La prima decisione dell'era Macron va nella direzione di scombussolare i confini tra i partiti politici ed incarna la sua promessa di voler rinnovare a fondo la classe politica francese: lo scrive oggi martedì 16 maggio il quotidiano conservatore "Le Figaro" commentando la nomina a primo ministro di Edouard Philippe, il 46enne sindaco di Le Havre eletto nel 2010 nelle fila dell'Ump, il principale partito della destra che da allora è stato ribattezzato I Repubblicani (LR). "Sono un uomo di destra" ha rivendicato Philippe ieri sera al telegiornale delle 20 di "Tf1", la principale rete tv privata: "Dovevamo tentate qualcosa che non è mai stato tentato prima" ha spiegato, aggiungendo che il suo obbiettivo è "realizzare gli obbiettivi fissati" dal presidente Macron; e cioé coniugare "discussione parlamentare" e "rapidità di esecuzione" anche attraverso un largo uso dei decreti presidenziali, come ad esempio per l'applicazione della contestata riforma del Codice del lavoro. Da parte sua Macron, che ieri sera era a Berlino per il suo primo viaggio all'estero dopo l'insediamento ufficiale, non ha voluto commentare la nomina di Philippe. Ma secondo il "Figaro" l'intento del neo presidente è chiaro: sferrare il colpo del KO ad una destra già "suonata" dalla cocente sconfitta patita nelle elezioni presidenziali; allo scopo di attrarne quanti più possibili esponenti in vista delle elezioni parlamentari dell'11 e 18 giugno prossimi. Dopo aver pressoché svuotato il bacino del Partito socialista (Ps), il movimento "La République en marche" ("La repubblica in marcia", ndr) di Macron punta ora a disarticolare anche la destra; il suo obiettivo di medio-lungo termine è quello di costituire una nuova maggioranza "di centro" che abbia come sole opposizioni l'estrema destra e l'estrema sinistra. E infatti alla nomina del nei premier Philippe hanno risposto con toni analoghi sia la leader del Front national di estrema destra, Marine Le Pen, che il capofila della "France insoumise" "Francia non-sottomessa", ndr) di estrema sinistra, Jean-Luc Mélenchon: la nomina di Philippe da parte di Macron, accusa Mélenchon, rappresenta la convergenza ideologica tra la sinistra "governativa" del Ps ed il centro-destra finora guidato da I Repubblicani (LR, ex Ump). Gli ha fatto eco la Le Pen: il nuovo governo è "la sintesi perfetta dei due quinquennati precedenti", ha detto riferendosi alla presidenza di Nicolas sarkozy dal 2007 al 2012 ed a quella di Francois Hollande dal 2012 a domenica scorsa 14 maggio, giorno in cui Emmanuel Macron è stato insediato ufficialmente al palazzo dell'Eliseo.
 
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Usa: la stampa accusa Trump di aver condiviso fonti d'intelligence riservate con la Russia
Washington, 16 mag 09:31 - (Agenzia Nova) - Il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, avrebbe rivelato informazioni d0intelligence altamente riservate al ministro degli Esteri russo, Sergej Lavrov, e all'ambasciatore russo a Mosca, Sergej Kisljak, non corso del loro incontro alla Casa Bianca, lo scorso 10 maggio. A far piovere l'accusa sul presidente è la "Washington Post", che cita due fonti anonime dell'amministrazione e della precedente. Stando alle accuse riportate dal quotidiano, durante l'incontro con Lavrov - un incontro a porte chiuse, cui avevano preso parte pochi funzionari di altissimo livello, tra cui il segretario di Stato, Rex Tillerson, e il consigliere per la sicurezza nazionale H. R. McMaster - Trump avrebbe fornito a Lavrov informazioni riservatissime in materia di terrorismo, trasmesse agli Usa da una fonte riservatissima, vicina ai vertici dello Stato islamico. Condividendo le informazioni, di cui non sarebbero a conoscenza "nemmeno gli alleati degli Stati Uniti", il presidente avrebbe compromesso l'identità e il modus operandi della fonte; stando alle fonti anonime, l'amministrazione si sarebbe vista costretta a correre al riparo per "riparare ai danni, contattando la Cia e la National Security Agency". Non è chiaro quali fonti anonime, specie della passata amministrazione presidenziale, abbiano potuto accedere ai contenuti dell'incontro del 10 maggio: la Casa Bianca ha seccamente smentito le accuse, ma è rimasta evidentemente basita dall'ennesimo, gravissimo caso di una fuga di informazioni riservate dai massimi livelli delle istituzioni. L'incontro con il ministro degli Esteri Lavrov era già stato oggetto di critiche nei giorni scorsi da parte dei media Usa, principali megafoni delle accuse non circostanziate sulla presunta collusione tra Trump e la Russia. Stando alle "fonti anonime" citate dalla "Washington Post", e ad altre menzionate poi da altri quotidiani, primo tra tutti il "New York Times", Trump avrebbe esposto informazioni in codice della massima riservatezza. Ieri, però, tutti i partecipanti all'incontro dello scorso fine settimana hanno categoricamente negato che Trump abbia in qualche modo compromesso fonti e modalità operative dell'intelligence relativa allo Stato islamico. Il consigliere McMaster, in particolare, ha tenuto una breve conferenza stampa, dichiarando che "il presidente e il ministro degli esteri (Lavorv) hanno discusso delle minacce comuni poste dalle organizzazioni terroristiche, incluse quelle all'aviazione civile". "In nessuna circostanza sono state discusse fonti o metodi di intelligence, né è stata rivelata alcuna operazione militare che non sia già di dominio pubblico". Il consigliere per la sicurezza nazionale ha definito la storia della "Washington Post" "falsa"; il quotidiano, però, anziché ritrattare, ha preferito sottolineare quel che McMaster e il segretario di Stato Tillerson non hanno smentito: ovvero, che durante la conversazione alla Casa Bianca siano state effettivamente discusse informazioni di intelligence riservate. Dalla Cia e dall'Nsa, invece, non è giunto alcun commento ufficiale, anche se potrebbero presto giungere indiscrezioni anonime, come accade ormai puntualmente dalle elezioni presidenziali dello scorso novembre. Le indiscrezioni della "Washington Post" hanno innescato immediati cori di sdegno da parte dell'opposizione Democratica, già sul piede di guerra per l'improvviso licenziamento del direttore dell'Fbi James Comey. "Preoccupati" si sono detti anche i senatori repubblicani apertamente critici nei confronti di Trump, primo tra tutti il neoconservatore John McCain.
 
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Fethullah Gulen: il popolo turco ha bisogno del sostegno dell'Occidente
Washington, 16 mag 09:31 - (Agenzia Nova) - La "Washington Post" ospita un editoriale del predicatore e politologo Fethullah Gulen, leader del movimento laico Hizmet ("Il Servizio") cui il presidente turco, Recep Tayyip Erdogan, ha imputato il colpo di Stato dello scorso anno. Gulen, in esilio da quasi due decenni negli Stati Uniti, in Pennsylvania, denuncia lo stravolgimento di quello che sino a non troppi anni fa era ritenuto l'unico Stato democratico laico del Mondo arabo: "La Turchia che un tempo conoscevo come fonte di ispirazione impegnata in un percorso di consolidamento della democrazia e secolarismo moderato è divenuta il dominio personale di un presidente che sta facendo tutto quanto in suo potere per accentrare il potere e sopprimere il dissenso", denuncia Gulen. Questi rivolge un appello all'Occidente, che deve "aiutare la Turchia a intraprendere nuovamente il cammino democratico". L'incontro tra il presidente Usa Donald Trump ed Erdogan, in programma per oggi (martedì) a Washington, e il summit della Nato della prossima settimana, "dovrebbero essere colti come opportunità per intraprendere questo sforzo". Dal "deplorevole" tentativo di golpe dello scorso 15 luglio, accusa ancora Gulen, Erdogan ha "sistematicamente perseguitato persone innocenti, arrestando, imprigionando, licenziando e rovinando la vita di oltre 300 mila cittadini turchi, fossero essi curdi, aleviti, laici, progressisti, giornalisti, accademici o membri di Hizmet". Gulen respinge con forza le accuse di Ankara, che lo additano come organizzatore del golpe fallito, e ricorda di averlo prontamente condannato. E ricorda che all'indomani del tentativo di GOlpe, il governo turco aveva già pronte "liste di migliaia di individui ritenuti vicini ad Hizmet", che utilizzò come liste di prescrizione "trattando tale affiliazione come un crimine, e distruggendo la vita di queste persone". Diversi osservatori internazionali "hanno denunciato numerosi casi di sequestri, oltre a torture e uccisioni nelle carceri". Ankara "ha perseguitato persone innocenti fuori dalla Turchia, ad esempio esercitando pressioni sulla Malesia affinché deportasse tre simpatizzanti di Hizmet, incluso un preside che viveva in quel paese da tre decenni, e che ora fronteggiano l'incarcerazione e quasi certamente la tortura". Secondo Gulen, Erdogan aveva già accentrato il potere prima del controverso referendum costituzionale dello scorso aprile, tramite "le purghe e la corruzione", ed ora la Turchia "è entrata in una nuova fase di autoritarismo". La "persecuzione" operata da Erdogan ai danni dei suoi stessi concittadini "non è una questione unicamente domestica, ma (...) minaccia la stabilità a lungo termine del paese": la nazione, sottolinea il predicatore, è già "profondamente polarizzata". E "un regime dittatoriale turco, che fornisca asilo ai radicali violenti e spinga i suoi cittadini curdi alla disperazione, sarebbe un incubo per la sicurezza del Medio Oriente". Il popolo turco - conclude Gulen - necessita del sostegno dei suoi alleati europei e degli Stati Uniti per ristabilire la democrazia. La Turchia - ricorda l'autore dell'editoriale - adottò il vero pluralismo politico nel 1950, per aderire alla Nato. La Nato, come condizione per l'adesione, dovrebbe chiedere alla Turchia di onorare il suo impegno al rispetto delle norme democratiche su cui si fonda l'alleanza". Le priorità per il paese, sono due: "Una nuova costituzione civile"m, che dia voce a tutte le componenti sociali del paese. E "un curriculum scolastico che enfatizzi i valori della democrazia e del pluralismo, e incoraggi il pensiero critico". "Non vivrò abbastanza a lungo per assistere alla trasformazione della Turchia in una democrazia esemplare - conclude Gulen - ma prego che questa spirale autoritaria possa essere arrestata prima che sia troppo tardi".

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