Perché Berlusconi potrebbe beneficiare più di altri del risultato delle elezioni francesi

La rassegna della stampa internazionale sui principali fatti che riguardano da vicino il nostro paese. Oggi articoli di Sueddeutsche Zeitung, Echos, Mundo, Bloomberg, Financial Times

Perché Berlusconi potrebbe beneficiare più di altri del risultato delle elezioni francesi

Silvio Berlusconi (foto LaPresse)

Italia, Berlusconi ago della bilancia
Berlino, 15 mag 08:31 - (Agenzia Nova) - L’ex premier italiano Matteo Renzi è stata la prima personalità politica a congratularsi via twitter con Emmanuel Macron, una settimana fa, per la sua vittoria alle elezioni presidenziali francesi: “Con la vittoria di Macron si apre un grande capitolo di speranza per la Francia e per l’Europa”, ha scritto l'ex premier. I media italiani e francesi rilevano importanti similitudini tra i due politici: entrambi sono liberali sociali e convintamente europeisti, anche se per “La Stampa”, “Renzi era nuovo una volta, ora non più”. Per l'ex presidente del Consiglio, osteggiato da una parte del Partito democratico, la sfida sta proprio nel riproporsi come immagine del cambiamento. I populisti del Movimento 5 stelle, il partito dell’ex comico Grillo, hanno diverse simiglianze programmatiche con il Front national francese di Marine Le Pen, specie per quanto riguarda Europa, “poteri forti”, banche e tecnocrati europei. I sondaggi, ad oggi, danno il Pd e i 5 stelle in sostanziale parità. L'ex premier italiano Silvio Berlusconi, 80 anni, potrebbe beneficiare politicamente più di altri del risultato delle elezioni francesi. Il suo partito, Forza Italia, un tempo maggioritario nel paese è dato attualmente al 13 per cento. Eppure, potrebbe svolgere un ruolo fondamentale in un sistema tripartitico in Italia. La sconfitta della Le Pen indebolisce la Lega nord di Salvini e le altre forze italiane di destra, pertanto il partito del Cavaliere potrebbe risultare decisivo alle prossime elezioni politiche in un gioco di alleanze assieme al Pd di Renzi, in funzione anti-populista, dando vita a un “fronte repubblicano” sul modello francese.
  
Succede in Europa: le inquietanti falle dell'Italia in materia di cyber-sicurezza
Parigi, 15 mag 08:31 - (Agenzia Nova) - La cyber-criminalità costituisce una "minaccia crescente" per le economie di molti paesi: lo hanno riconosciuto i ministri delle Finanze del G7 riuniti nello scorso fine settimana a Bari e la questione sarà ripresa al vertice dei capi di Stato e di governo che si terrà alla fne del mese a Taormina; una presa di posizione chiara all'indomani della serie di massicci cyber-attacchi che hanno fatto almeno 200 mila vittime in 150 paesi. L'Italia, paese che ospita queste riuniti in quanto presidente di turno del G7, mostra sul tema le falle più importanti: il 2016 è stato un vero "anno nero" con un aumento del 1.116 per cento dei cyber-attacchi. La Penisola è così entrata nella top 10 dei paesi più toccati dal problema: il costo di questi cyber-attacchi è pesante: l'anno scorso è stato di 9 miliardi di euro per le imprese italiane. Nonostante questa minaccia ormai costante, solo il 19 per cento delle aziende hanno sviluppato una strategia di protezione informatica, nel 2016 hanno speso appena un miliardo di euro per premunirsi dalla cyber-criminalità con un aumento del 5 per cento di questo tipo di investimenti che restano troppo modesti per essere davvero efficaci. Il 46 per cento delle imprese italiane hanno nel loro organigramma un responsabile preparato in materia informatica e quasi mai egli siede nel consiglio di amministrazione, come invece accade in molti altri paesi; il problema suscita la preoccupazione da parte della Banca d'Italia. La recente ondata di pirateria informatica ha quantomeno avuto l'effetto di ricordare l'importanza di una questione che da troppo tempo in Italia è sottovalutato: il G7 di Taormina dovrà preparare la risposta.
  
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Lega Nord: Salvini si conferma segretario, la vecchia guardia accusa il colpo
Madrid, 15 mag 08:31 - (Agenzia Nova) - Vincendo le primarie di domenica, Matteo Salvini continuerà a guidare la Lega Nord, anche se il partito potrebbe subire "una crisi" per l'appoggio dato dai leader storici allo sfidante Giovanni Fava. Lo scrive il quotidiano spagnolo "El Mundo" raccontando la vittoria secca ottenuta da Salvini con l'82,7 per cento dei voti. L'articolo spiega che il cambio a 180 gradi che il segretario ha fatto fare alla Lega dai tempi del secessionismo invocato da Umberto Bossi, all'attuale tentativo di costruire una "Lega nazionale", il cui nemico non è più al Sud, ma arriva in barconi e parla una lingua straniera. Un cambio che ha garantito alla formazione risultati elettorali storici ma che per la vecchia guardia risulta come una operazione "blasfema".
Padoan: importo crediti deteriorati banche italiane sopravvalutato
New York, 15 mag 08:31 - (Agenzia Nova) - Le stime comunemente citate riguardo l'onere complessivo dei crediti deteriorati sui bilanci delle banche italiane sono eccessive. Lo ha dichiarato il ministro italiano delle Finanze, Pier Carlo Padoan, nel corso di una intervista concessa sabato a "Bloomberg Television". "I numeri in circolazione sovrastimano largamente l'impatto (dei crediti deteriorati). Direi che ora stiamo parlando di decine di miliardi di euro", ha spiegato il ministro. Nonostante lo stato del sistema bancario italiano non figurasse tra i temi all'ordine del giorno al summit del G7 Finanze che si è tenuto lo scorso fine settimana a Bari, Padoan pare aver comunque rassicurato i suoi colleghi a riguardo: a margine dell'incontro, il ministro delle Finanze tedesco, Wolfgang Schaeuble, si è detto "un po' meno preoccupato" riguardo lo stato delle banche della Penisola.
WhatsApp multata in Italia per la condivisione dei dati con Facebook
Londra, 15 mag 08:31 - (Agenzia Nova) - L'Autorità garante della concorrenza e del mercato, riferisce il "Financial Times", ha inflitto a WhatsApp una multa di tre milioni di euro per aver "indotto" gli utenti a condividere i dati con Facebook, la casa madre. Secondo l'antitrust italiana, la società ha lasciato credere ai consumatori che non avrebbero potuto continuare a usare il servizio di messaggistica se non avessero acconsentito a consegnare le loro informazioni personali alla compagnia proprietaria.
  
  
PANORAMA INTERNAZIONALE
Germania, Angela Merkel in campagna elettorale (foto LaPresse)
Germania: la Cdu vince nel Nord Reno-Vestfalia, batosta per i Socialdemocratici
Amburgo, 15 mag 10:06 - (Agenzia Nova) - La Cdu del cancelliere tedesco Angela Merkel si è imposta alle elezioni nel land del Nord Reno-Vestfalia, in una ennesima prova di forza in vista delle elezioni federali di fine anno. I Cristiano-democratici hanno ottenuto la maggioranza relativa, raggiungendo il 33 per cento (più 6,7 per cento rispetto al 2012) contro il 31,4 per cento (-7,7 punti rispetto al 2012) dei Socialdemocratici, rappresentati nel loro tradizionale "feudo" politico dalla candidata Hannelore Kraft. I Liberali hanno raggiunto il 12,6 per cento, mentre i Verdi sono calati al 6,3 rispetto all’11,3 delle ultime elezioni. AfD ha raccolto il 7,3 dei consensi, un risultato che consente alla formazione nazionalista di entrare per la prima volta nel parlamento statale. I Pirati dal 7,8 per cento delle elezioni del 2012 sono crollati allo 0,9 per cento, ed escono dunque dal parlamento del land. La Linke si è attestata al 4,9 per cento. Si tratta della terza sconfitta dell’Spd nelle elezioni regionali di quest’anno, dopo il Saarland e lo Schleswig-Holstein. Il segretario del partito Martin Schulz, avversario di Merkel per il cancellierato alle prossime elezioni politiche, ha disconosciuto la sconfitta: “Questo è un giorno difficile per l’Spd e per me personalmente. Sono presidente del partito da soli 100 giorni, non sono un mago”. Per il segretario, però, l'esito delle elezioni di ieri potrebbe rappresentare un colpo politicamente mortale: il Nord Reno-Vestfalia è la regione più popolosa del paese e uno dei cuori pulsanti dell'industria tedesca, e l'Spd lo ha governato per 45 degli ultimi 50 anni. Kraft, uscita sconfitta dall'elezione, pareva godere di buona popolarità, tanto che a un certo punto l'Spd aveva valutando di farne la sfidante di Merkel alle politiche. Come se non bastasse, il Nord Reno-Vestfalia è il land natale di Schulz, la cui leadership, dopo le sconfitte rimediate dal suo partito in Saarland e in Schleswig-Holstein appare già in una posizione assai precaria.
  
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Francia: Macron, appena insediato, oggi in visita a Berlino
Parigi, 15 mag 10:06 - (Agenzia Nova) - Il neo presidente francese Emmanuel Macron oggi lunedì 15 maggio si recherà a Berlino per una visita di Stato e stasera sarà ricevuto dalla cancelliera tedesca Ancgela Merkel: si tratta di una scelta significativa, scrive il quotidiano "Le Monde", per il giovane presidente che soltanto ieri domenica 14 è stato formalmente e solennemente insediato all'Eliseo dopo la vittoria elettorale. Tantopiù che Macron non ha ancora scelto il suo governo né ha indicato un primo ministro, ma intanto ha già scelto come suo consigliere diplomatico Philippe Etienne, ambasciatore in Germania dal 2014, euroentusiasta convinto e molto ben visto a Berlino. Il neo presidente francese può quindi attendersi un'accoglienza positiva e calorosa da parte del governo tedesco, anche perché aveva preparato il terreno giù durante la campagna elettorale recandosi in Germania per ben due volte: tanto che la Merkel si è apertamente schierata per lui alle elezioni e ne ha salutato con entusiasmo l'elezione. Tuttavia, sostiene il "Monde", aldilà del clima politico particolarmente caloroso e delle dichiarazioni di principio, non è il caso di attendersi grandi risultati né clamorose novità: le velleità di Macron di riformare l'Unione Europea e l'Eurozona sono state accolte con un punta di scetticismo da parte dell'opinione pubblica tedesca, che si chiede quanto costerebbe alla Germania quella "Europa che protegge ed investe" da lui preconizzata; in ogni caso, nota il "Monde", è assai difficile che la cancelliera Merkel azzardi alcuna mossa prima delle elezioni tedesche del settembre prossimo.
  
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Regno Unito: May, "Useremo la Brexit come un'opportunità per rafforzare i diritti dei lavoratori"
Londra, 15 mag 10:06 - (Agenzia Nova) - La premier del Regno Unito, Theresa May, riferisce la stampa britannica, cercando di consolidare la presa sull'elettorato di centro, ha promesso "la più grande estensione dei diritti e delle tutele dei lavoratori dipendenti" mai attuata da un governo conservatore. La prima ministra firma un articolo pubblicato sul "Financial Times" in cui spiega che, votando per l'uscita dall'Unione Europea, il popolo ha votato per un futuro migliore e che il suo esecutivo intende rispondere all'aspettativa sostenendo le imprese che creano crescita e facendo in modo che i benefici siano distribuiti nella società. Gli ultimi sondaggi di Opinium, Orb e YouGov confermano il netto vantaggio (una quindicina di punti percentuali) dei Tory sul Labour, nonostante la crescita del secondo; la leader conservatrice, Theresa May, fa la differenza, con un gradimento superiore a quello del suo partito, oltre che a quello del suo avversario laborista, Jeremy Corbyn.
 
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Usa: Casa bianca in corsa contro il tempo per nominare il nuovo direttore dell'Fbi, ma i Democratici promettono ostruzionismo
Washington, 15 mag 10:06 - (Agenzia Nova) - L'amministrazione del presidente Usa, Donald Trump, si è attivata per nominare il più rapidamente possibile un nuovo direttore del Federal Bureau of Investigation (Fbi), dopo il licenziamento a sorpresa del pur contestatissimo James Comey da parte del presidente. I Democratici, che pure attribuivano all'ex direttore la sconfitta di Hillary Clinton alle elezioni presidenziali Usa, hanno scagliato contro il presidente accuse gravissime, imputandogli un tentativo nixoniano di insabbiare le indagini sulla presunta collusione tra i suoi collaboratori e il governo russo. A poco sono valse, lo scorso fine settimana, le rassicurazioni del vicedirettore dell'agenzia investigativa federale, Andrew McCabe, che di fronte al Senato ha assicurato la regolare prosecuzione delle indagini ed ha negato - come sostenuto da "fonti anonime" di "Washington Post" e "New York Times" - che Comey, subito prima di essere licenziato, avesse chiesto più personale e risorse per le indagini sulla presunta collusione Trump-Russia. Gli editoriali dei due quotidiani, solitamente al vetriolo nei confronti del presidente, negli ultimi giorni hanno assunto toni apocalittici. E così, se per la direzione del "New York Times" Trump ha semplicemente dato ulteriore prova di "non essere all'altezza del suo incarico", la "Washington Post" denuncia l'inquilino della Casa Bianca come un "autocrate inetto", ne promuove "l'impeachment", accusandolo di aver ostacolato le indagini "a suo carico" (sebbene ad oggi il presidente non risulti affatto indagato) e più in generale, torna a definirlo un burattino del presidente russo Vladimir Putin: il caos politico che sta sconvolgendo Washington, sostiene un editoriale del quotidiano firmato da Greg Miller, è "un ritorno d'investimento politico" per il presidente russo Putin; e la destabilizzazione delle istituzioni democratiche Usa di cui Trump sarebbe il solo responsabile "non fa che amplificare gli effetti che la Russia aveva tentato di ottenere con la sua campagna senza precedenti per minare la campagna presidenziale del 2016. Sulla stessa linea l'ex direttore dell'Intelligence nazionale Usa, che accusa il presidente di aver "dato l'assalto" alle istituzioni. Eppure, gran parte dei procuratori e vice procuratori generali che hanno servito sotto le precedenti amministrazioni presidenziali Usa, concordano nell'affermare che Clapper avesse gravemente violato i limiti del suo mandato non elettivo, e nuociuto alla credibilità dell'Fbi. Di questo parere anche William Barr, procuratore generale Usa tra il 1991 e il 1993, che in un editoriale sulla "Washington Post" valuta positivamente la decisione del presidente Usa. Trump, però, si trova nuovamente accerchiato anche dal suo stesso partito: i senatori repubblicani, infatti, gli sono sempre più apertamente ostili. All'indomani del licenziamento di Comey, Trump aveva ribadito d'aver ricevuto personali rassicurazioni, proprio dall'ex direttore dell'Fbi, di non essere personalmente indagato. Forse per evitare di essere smentito da Comey, aveva implicato d'aver registrato le loro conversazioni alla Casa Bianca come forma di autotutela. I senatori repubblicani si sono aggrappati a queste vaghe dichiarazioni, chiedendo al presidente di rendere subito note eventuali registrazioni. Lindsay O. Graham, uno dei senatori Repubblicani ostili sin dal principio al presidente Usa, ha dichiarato alla Nbc che "se esiste una qualunque registrazione di queste conversazioni, deve essere consegnata al Congresso". In caso contrario, ha minacciato il politico, il Senato avanzerà quasi certamente una richiesta formale di accesso agli atti. Quanto ai Democratici, la loro linea resta immutata: Trump, affermano, è colpevole d'aver attentato all'integrità delle istituzioni democratiche, ostacolando indagini federali che lo riguardano direttamente. Il partito ha già annunciato che si schiererà compattamente contro la nomina del nuovo direttore dell'Fbi, chiunque egli sia, se la Casa Bianca e la maggioranza repubblicana non accetteranno di nominare un procuratore speciale che indaghi autonomamente sulle presunte complicità di Trump con la Russia, proprio come ai tempi dello scandalo Watergate. L'opinione pubblica è divisa, almeno stando a un sondaggio effettuato dal "Wall Street Journal" e dall'emittente Nbc, secondo cui il 29 per cento approva la decisione del presidente di licenziare Comey, il 38 la disapprova, e il 32 per cento sostiene di non poter giudicare la questione.

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Commenti all'articolo

  • fabriziocelliforli

    15 Maggio 2017 - 12:12

    Quando fra 150 anni o solo 50 ma io spererei 5, si capirà l'assoluta centralità di Sacchi nell'evoluzione del calcio italiano e mondiale, forse si capirà anche il valore OGGETTIVO come statista, di Berlusconi Pres. Dott. Sen. Silvio. Si parlerà del suo dramma interiore: aver idee su come far pedalare l'Italia nell'europa e nel mondo ma non gli strumenti per attuarle. L'Italia come una splendida lancia flaminia landaulet ma difficile da utilizzare come ferrari o come utilitaria quotidiana. Si spiegherà perché la stampa fece di tutto per far soffermare l'opinione pubblica sul dito e non sulla luna; sulla guarnizione , l'impiattatura ma non sulla indubbia qualità della pietanza; sulla forma invece che sulla sostanza; sul perché NON si puntò a tacciare di sesquipedale incompetenza ed inadeguatezza non tutti ma la strabordante maggioranza dei fortunati collaboratori/ci che hanno vissuto di mera luce riflessa, del tocco di Re Mida. Il tempo è galantuomo, dicono.

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