La Juve dà lezioni di tattica (anche) in Borsa

La rassegna della stampa internazionale sui principali fatti che riguardano da vicino il nostro paese. Oggi articoli di Financial Times, Journal de Negocios, Monde, Independent, Bloomberg

La Juve dà lezioni di tattica (anche) in Borsa

"Bloomberg", Alitalia dovrebbe camminare sulle proprie gambe o fallire

 

New York, 5 mag - (Agenzia Nova) - I salvataggi governativi dell'ex compagnia di bandiera italiana, Alitalia, hanno esatto un costo eccessivo all'economia italiana, accusa Ferdinando Giugliano in un editoriale su "Bloomberg". "Data la sua ricca storia", esordisce l'opinionista, "l'Italia è giustamente attaccata alle proprie reliquie". Purtroppo, questa forma di attaccamento "non si limita al Colosseo, ma riguarda anche le aziende fallimentari". Alitalia "è sopravvissuta per anni grazie a una lunga scia di salvataggi pubblici e privati". Ieri, dopo la bocciatura del piano di riordino da parte dei dipendenti, l'azienda è finita in amministrazione straordinaria, non prima di un altro, generoso contributo dello Stato italiano: un prestito ponte da 600 milioni di euro necessario a far proseguire le operazioni dell'azienda nell'arco dei prossimi sei mesi. Secondo Giuliano, con Alitalia lo Stato italiano ha superato da tempo il limite entro il quale dovrebbe scattare la riduzione delle perdite. I politici "vogliono proteggere i lavoratori", ma "ogni euro impiegato per il salvataggio è un euro che non può essere impegnato altrove". Il concetto, sottolinea l'opinionista, è semplice, almeno per gli economisti: si tratta del rapporto costo-opportunità. "Quanti più posti di lavoro si sarebbero potuti creare, se il governo avesse investito quei 600 milioni di euro nel potenziamento dell'infrastruttura digitale italiana?". Tenere in vita Alitalia, sottolinea Giugliano, è anche un onere in termini di produttività, perché "sottrae risorse che potrebbero essere impiegate da competitori più efficienti". Giugliano ricorda uno studio pubblicato dalla Commissione europea lo scorso anno, secondo cui la cattiva allocazione di capitali e manodopera in Italia è andata progressivamente peggiorando sin dal 1995, causando una porzione significativa del calo di produttività in quel paese. Se il governo italiano è davvero determinato a conseguire una crescita economica sostenibile, "dovrebbe impedire ai perdenti di ostacolare le aziende produttive", anziché tenerli forzatamente sul mercato. Alitalia, prosegue l'opinionista, pone anche "questioni di stabilità finanziaria": tra il 1974 e il 2014, i contribuenti italiani hanno versato 7,4 miliardi di euro per tenere in vita la compagnia aerea. "Il vizio dello Stato italiano di aiutare le compagnie nazionali in difficoltà ha contribuito ad ingigantire il suo debito pubblico", che oggi ammonta a circa il 133 per cento del Pil. Lo stesso problema, sottolinea Giugliano, riguarda il settore bancario: "Da UniCredit a Intesa Sanpaolo, molti dei maggiori istituti di credito italiani hanno garantito linee di credito da centinaia di milioni di euro ad Alitalia, soltanto per vedere i loro prestiti ridotti in fumo". La lista "include anche Monte dei Paschi di Siena", che lo scorso dicembre si è dovuta appellare al governo italiano per un salvataggio multimiliardario: "la ragione? La banca è soffocata da crediti non performanti, come quelli concessi ad Alitalia". Giugliano conclude con un avvertimento: "Anche se le norme europee renderanno difficile a Roma aiutare Alitalia oltre i sei mesi iniziali, non andrebbe mai sottovalutata l'abilità dello Stato italiano di mettere in piedi un altro salvataggio fallato". Se l'Italia vorrà davvero concentrarsi su un futuro di crescita, però, "dovrà anzitutto smettere di indugiare sulle rovine del passato".

Continua a leggere l'articolo di Bloomberg

 


 

Perché Alitalia è troppo italiana per fallire

 

Londra, 5 mag - (Agenzia Nova) - Da quando sono nate le compagnie aeree low cost, osserva Simon Calder sul quotidiano britannico "The Independent", Alitalia ha reagito con una serie di strategie una più strampalata dell'altra. Il risultato è che molti preziosi slot sono stati venduti per far fronte alle perdite. La saga di Alitalia è rappresentativa delle disfunzioni italiane. L'ultimo piano di ristrutturazione è stato bocciato dai lavoratori: è comprensibile, visto che il governo ha sempre salvato la compagnia. La storia insegna che, al di là della realtà giuridica ed economica, neanche questa volta si lascerà fallire Alitalia.

Continua a leggere l'articolo dell'Independent

 


 

Google concorda il pagamento di 306 milioni di euro al fisco italiano

 

Londra, 5 mag - (Agenzia Nova) - Google, riferiscono i quotidiani britannici "Financial Times" e "The Times", ha messo fine a una delle sue più importanti dispute fiscali accettando di versare al fisco italiano 306 milioni di euro. Il colosso tecnologico statunitense ha già concluso un accordo col Regno Unito l'anno scorso (130 milioni di sterline), ma ha ancora contenziosi aperti in Francia e Spagna. La somma ottenuta dall'Agenzia delle entrate italiana è il risultato di un'inchiesta della Procura di Milano e della Guardia di finanza. Le tasse contestate si riferiscono soprattutto al periodo 2009-2013, con importi minori anche per gli anni 2014-2015 e 2002-2006.

Continua a leggere l'articolo del Financial Times

 


 

La "campagna d'Italia" di Vivendi

 

Parigi, 5 mag - (Agenzia Nova) - Il quotidiano francese "Le Monde" torna sulla "campagna d'Italia" del gruppo multimediale Vivendi presente in forze sia nel capitale di Telecom Italia che in quello di Mediaset: l'analisi dei giornalisti economici del "Monde" Alexandre Piquard e Sandrine Cassini punta la propria attenzione in particolare sullo scontro con la Fininvest della famiglia di Silvio Berlusconi, cercando di capire quali possano essere le prossime mosse del "patron" di Vivendi, l'uomo d'affari bretone Vincent Bolloré.

Continua a leggere l'articolo del Monde

 


 

La Vecchia Signora dà lezioni di tattica in Borsa

 

Lisbona, 5 mag - (Agenzia Nova) - Tatticamente impeccabile sul campo, la Juventus dà lezioni anche sul mercato affaristico. Lo scrive il portoghese "Jornal de Negocios", spiegando che i Bianconeri strapazzano gli altri 21 club quotati Borsa. Merito soprattutto della stagione di vittorie in Champions League, i bianconeri hanno triplicato il valore delle azioni dall'inizio dell'anno. Le scelte di calciomercato, a partire dalla vendita di Paul Pogba, hanno permesso poi di raddoppiare gli utili nel primo semestre dell'anno fiscale. Ma la vera scommessa, conclude l'articolo, sta nel lancio di un'offensiva sul merchandising a livello internazionale.

 

Continua a leggere l'articolo del Journal de Nogocios

Lascia il tuo commento

Condividi le tue opinioni su Il Foglio

Caratteri rimanenti: 1000

Servizi