L'Europa a due velocità partirà ufficialmente da Roma?

La rassegna della stampa internazionale sui principali fatti che riguardano da vicino il nostro paese. Oggi articoli di Handelsblatt, Financial Times, La Vanguardia, Figaro

L'Europa a due velocità partirà ufficialmente da Roma?

Firma dei trattati di Roma nel 1957 (foto via Wikimedia)

Unione europea: a Roma l’Europa a due velocità?
Berlino, 23 mar 08:34 - (Agenzia Nova) - Il cancelliere tedesco, Angela Merkel, questo fine settimana seguirà le orme del suo predecessore Konrad Adenauer che il 25 marzo 1957, primo cancelliere tedesco sul Colle Capitolino a Roma, firmò i trattati istitutivi dell’Unione europea. Esattamente 60 anni più tardi l’ottavo cancelliere della Repubblica federale ripeterò quel rito, nello stesso luogo, assieme a 26 omologhi e ai presidenti delle tre maggiori istituzioni europee: Consiglio, Parlamento e Commissione. Si tratta di un atto simbolico dal grande significato, sottolinea il quotidiano tedesco, specie in un momento di forti tensioni politiche qual è quello attuale. Oltre ai negoziati sulla Brexit, l'Unione affronta le sfide dei populismi, dei conflitti regionali, del terrorismo e delle pressioni migratorie, oltre alle tensioni protezionistiche globali e all'aumento delle diseguaglianze sociali ed economiche. All’incontro saranno presenti per la Germania, oltre al cancelliere, il consulente per gli affari europei di Merkel, Uwe Corsepius, e il segretario Markus Ederer, oltre all’Ambasciatore tedesco presso la Ue, Reinhard Silver Mountain. Quattro sono gli obiettivi della cosiddetta “agenda Roma”, a cui aderiscono i 27 Paesi dell’Unione: Sicurezza (frontiere esterne, lotta al terrorismo e alla criminalità organizzata); prosperità (mercato interno e completamento dell’unità monetaria); politiche sociali (lotta alla disoccupazione, esclusione sociale, povertà e migliore istruzione per i giovani); ed infine coesione e stabilità (nuove partnership, stabilizzazione dei Paesi ad Est e a Sud dell’Europa, ma anche Medio Oriente e Africa in generale). La prosecuzione del processo di integrazione europea, date le ambiziose direttrici attraverso cui dovrebbe articolarsi, pare inevitabilmente destinata a proseguire “a diverse fasi e intensità”, sottolinea il quotidiano tedesco: spetta al nucleo dell'Unione fare i primi passi, lasciando aperta la porta a chi voglia aderire successivamente. L’Europa a più velocità riproposta da Merkel dovrebbe essere ufficialmente riconosciuta a Roma dai leader dei 27 Paesi, anche se ci sono delle resistenze in merito da parte dei Paesi dell’Est e della Polonia, anche nel Parlamento europeo: “Non vogliamo nessuna divisione dell’Europa in primi e secondi della classe”, ha detto Manfred Weber, dei Popolari europei, al quotidiano "Handelsblatt". Critico a tal proposito anche il co-presidente dei Verdi, Ska Keller.
 
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I sogni di espansione dell'Ue svaniscono
Londra, 23 mar 08:34 - (Agenzia Nova) - I leader europei, riferisce il "Financial Times", in occasione della celebrazione dei sessant'anni dei Trattati di Roma, nella capitale italiana, si impegneranno a "tenere aperta la porta" dell'Unione Europea, ma la retorica non riesce a nascondere la realtà: la politica dell'allargamento è ferma. A ciò si aggiunge l'imminente notifica di uscita del Regno Unito. Sotto attacco da parte dei populisti, alle prese con l'eredità della crisi del debito e con l'emergenza migrazioni, l'Ue non ha alcuna voglia di allargare le sue frontiere.
 
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Terrorismo: l'Italia aumenta l'attenzione dopo l'attentato di Londra
Madrid, 23 mar 08:34 - (Agenzia Nova) - Il ministro dell'Interno italiano ha convocato le forze di sicurezza e i servizi di intelligence per registrare le misure di controllo delle celebrazioni del sessantesimo anniversario dell'Unione europea, previste per sabato a Roma. L'appuntamento è stato confermato poche ore dopo l'attentato terroristico dinanzi al parlamento a Londra, che ha causato almeno quattro morti e il ferimento di decine di persone. Tra le altre misure già note, le autorità italiane hanno disposto la chiusura prolungata del Colosseo, l'accesso al foro romano e alla Domus Aurea.
 
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Crescono i dubbi sul Meccanismo di vigilanza unico
Londra, 23 mar 08:34 - (Agenzia Nova) - A due anni dalla creazione del Meccanismo di vigilanza unico dell'Unione Europea, riferisce il "Financial Times", il suo funzionamento desta perplessità. Ci si chiede se abbia fatto abbastanza per affrontare i persistenti problemi del settore bancario in alcuni paesi dell'area dell'euro. L'organismo si gioca la reputazione, in particolare, in Italia, dove i prestiti non performanti ammontano a 270 miliardi di euro e dove ancora manca un chiaro piano di ristrutturazione per Monte dei Paschi di Siena.
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Un immenso tempio della Repubblica romana scoperto in Toscana
Parigi, 23 mar 08:34 - (Agenzia Nova) - Le vestigia di un immenso tempio risalente al periodo della Repubblica romana, tra il V ed il I secolo avanti Cristo, sono state scoperte da una equipe di archeologi dell'università inglese di Cambridge tra le rovine dell'antica città di Falerii Novi, 50 chilometri a nord di Roma nell'attuale Toscana. All'importante scoperta il quotidiano francese "Le Figaro" ha dedicato un approfondito reportage.

PANORAMA INTERNAZIONALE
Jeroen Dijsselbloem, ministro olandese delle Finanze presso la Ue (foto LaPresse)
 
Dijsselbloem: “Mi spiace che le mie parole siano state fraintese”
Berlino, 23 mar 10:03 - (Agenzia Nova) - Una pioggia di critiche è piovuta ieri su Jeroen Dijsselbloem, ministro olandese delle Finanze presso la Ue, a seguito delle dichiarazioni fatte a proposito dell’utilizzo dei fondi europei da parte dei Paesi del Sud Europa, che stando alle sue parole li avrebbero sperperati in “alcol e donne”. Richieste di dimissioni sono arrivate da parte del Primo ministro portoghese Antonio Costa. Forti proteste anche da parte dei media italiani e spagnoli. I deputati nel Parlamento europeo hanno richiesto le scuse del ministro, ma quest’ultimo si è rifiutato di concederle. “Mi rammarico che la mia dichiarazione sia stata fraintesa”, affermando che le sue osservazioni sono riconducibili alla sua cultura calvinista. Una portavoce del ministero delle Finanze tedesco si è limitato a dichiarare che “non si commentano gli stili usati per le interviste”. Al contrario il commissario europeo Margrethe Vestager ha condannato le dichiarazioni di Dijsselbloem, e il capo gruppo del Ppe, Manfred Weber (Csu), ha chiesto maggiore rispetto da parte del Ministro. “Vergognoso”, è stato il commento del politico dei Verdi Sven Giegold, mentre richieste di dimissioni sono giunte dal rappresentante dei Verdi, Gabi Zimmer.
 
Germania, presidente Steinmeier: occorre imparare di nuovo a difendere la Democrazia
Amburgo, 23 mar 10:03 - (Agenzia Nova) - Il Presidente della Repubblica tedesca, Frank-Walter Steinmeier, durante il suo primo discorso di fronte al Parlamento, ha duramente condannato le accuse di "nazismo" rivolte al cancelliere Merkel dal Presidente turco Recep Tayyip Erdogan, e ha chiesto la liberazione del giornalista Deniz Yuecel, arrestato dalle autorità di Ankara. Steinmeier ha inoltre espresso preoccupazione circa la possibilità che tutto quanto fatto in molti anni e decenni per edificare e rafforzare i valori democratici e di convivenza civile possa essere ora sbriciolato in pochissimo tempo. “Non dobbiamo solo discutere di Democrazia, dobbiamo imparare nuovamente a difenderla”, ha detto il presidente. Compito della Democrazia è anche quello di saper ascoltare le minoranze, ha proseguito, specie in un momento in cui in Europa si delinea un “nuovo fascino autoritario”. Steinmeier è ufficialmente in carica da domenica. Il 61 enne socialdemocratico è stato eletto nel mese di febbraio come successore di Joachim Gauck (Cdu).
Usa, l'intelligence ha davvero intercettato i collaboratori di Trump
New York, 23 mar 10:03 - (Agenzia Nova) - Le agenzie di intelligence statunitensi hanno davvero intercettato figure della campagna elettorale di Donald Trump e del suo team di transizione presidenziale. Lo ha dichiarato ieri, nel corso di una conferenza stampa a dir poco esplosiva, il direttore della commissione Intelligence della Camera dei rappresentanti, il repubblicano Devin Nunes. Il presidente Usa, Donald Trump, aveva scatenato un putiferio all'inizio di marzo, denunciando via Twitter l'intercettazione sua e della sua campagna elettorale per ordine del suo predecessore, Barack Obama: "Ho appena scoperto che Obama aveva 'intercettato' la Trump Tower poco prima della vittoria", aveva scritto il presidente. "Non hanno trovato nulla. Questo è puro maccartismo". Le accuse di Trump, non circostanziate, avevano suscitato incredulità all'inizio, e scandalo poi, sino a questa settimana, quando il direttore del Federal Bureau of Investigatio (Fbi), James Comey, ha categoricamente smentito di fronte al Senato che l'amministrazione Obama abbia mai ordinato la sorveglianza di Trump e dei suoi collaboratori, neanche indirettamente, tramite un mandato Fisa (Foreign Intelligence Surveillance Act). Trump era stato sonoramente smentito anche da numerosi esponenti del suo partito - primo tra tutti il senatore John McCain - secondo cui non esisteva alcun elemento che potesse far supporre un atto gravissimo come lo spionaggio di Stato ai danni della sua campagna elettorale prima del voto di novembre. Lo scenario, però, è completamente mutato ieri: dopo una visita lampo alla Casa Bianca, Nunes ha annunciato "sviluppi significativi": "Informazioni sottoposte alla mia attenzione (...) attestano che in numerose occasioni l'intelligence ha incidentalmente raccolto informazioni in merito a cittadini statunitensi coinvolte nella transizione del presidente Trump". Col termine "incidentale", Nunes pare confermare che l'amministrazione Obama avesse effettivamente richiesto e ottenuto l'intercettazione di diplomatici stranieri - primo tra tutti, l'ambasciatore russo negli Usa - per verificare eventuali contatti tra la campagna di Trump e il Cremlino. Non è tutto: secondo Nunes, l'agenzia che ha effettuato le intercettazioni - quasi certamente l'Fbi - ha raccolto "dettagli relativi a cittadini statunitensi legati all'amministrazione presidenziale prossima all'insediamento". Queste informazioni, "di poca o nulla rilevanza apparente per l'intelligence", sono state nondimeno "ampiamente disseminate tra le varie agenzie della comunità d'intelligence statunitense": una distribuzione di informazioni riservate che l'amministrazione Obama ha autorizzato con un decreto a pochi giorni dal cambio di consegne alla Casa Bianca. Contrariamente a quanto accade per gli atti relativi a indagini riservate, i nomi presenti in questi documenti "non sono stati cancellati", e sono divenuti oggetto, nel corso degli ultimi mesi, delle fughe di notizie riprese quotidianamente dai media. "Nulla di quanto ho potuto vedere riguardava in alcun modo la Russia, o una qualunque discussione con la Russia, o contatti tra gente di Trump e Russi. Nulla di tutto questo ha a che fare con la Russia", ha sottolineato Nunes, che presiedendo l'indagine parlamentare sui presunti contatti tra la campagna di Trump e Mosca, ha poi prontamente aggiunto: "Questo non significa che non possano esistere informazioni di questo tipo. Ma non ce ne erano tra quelle che ho visionato", e che sono divenute oggetto delle furiose polemiche seguite alle elezioni presidenziali. "Mi è parso che queste informazioni siano state raccolte legalmente, ma si tratta essenzialmente di una vasta mole di informazioni sul presidente eletto e il suo team di transizione e su quanto stavano facendo": nei fatti, insomma, il team di transizione di Trump, e membri della sua campagna prima delle elezioni, sarebbero stati effettivamente sorvegliati. "Quel che ho letto mi pare equivalga a una forma di sorveglianza, magari legale, ma non necessariamente corretta, e non so se i cittadini statunitensi si sentirebbero a loro agio leggendo quanto ho letto". Infine, alla domanda diretta di un giornalista: "Insomma, i tweet del presidente Trump erano veritieri?", Nunes ha risposto: "E' possibile". Il deputato ha annunciato che la commissione d'intelligence della Camera indagherà in merito a eventuali violazioni procedurali da parte dell'Fbi, e tra le righe ha fornito un'altra informazione importante: i documenti e le informazioni sottoposti alla sua attenzione provengono dalla National Security Agency (Nsa) che, ha detto Nunes, "sono certo continuerà a collaborare": parole che paiono avvalorare le voci di una accesa rivalità tra le agenzie della comunità d'intelligence statunitense. In attesa di ulteriori sviluppi, le reazioni politiche non si sono fatte attendere: se da un lato il presidente Trump si è detto "in qualche modo riscattato" dalle parole di Nunes, i Democratici sono tornati ad accusarlo di parzialità, e a chiedere che le indagini sui presunti contatti tra Trump e la Russia vengano affidate a una commissione indipendente.
Colombia: si ritirano i militari venezuelani accampati oltre frontiera
Bogotà, 23 mar 10:03 - (Agenzia Nova) - I sessanta militari venezuelani che da alcuni giorni si erano installati oltre la frontiera lasciano da oggi il territorio colombiano. La notizia arriva da fonti del ministero degli Esteri colombiano, le stesse che avevano mantenuto riserbo sulla segnalazione dell'arrivo delle truppe venezuelane. A inizio settimana, autorità locali e residenti testimoniavano della presenza di una tenda militare con tanto di vessilli del paese vicino. I militari, la cui presenza non è stata ancora spiegata, avrebbero anche saccheggiato una coltivazione di banane della zona. Un'emergenza rientrata grazie ai contatti tenuti nelle ultime ore e con "totale discrezione" tra le autorità di due paesi - Colombia e Veneuzuela - non certo in perfetta sintonia tra loro.
 
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Tkachev: la Russia potrebbe interrompere la fornitura di prodotti agricoli alla Turchia
Mosca, 23 mar 10:03 - (Agenzia Nova) - Le azioni delle autorità turche mettono in dubbio la sincerità del loro proposito di edificare relazioni durature. Lo ha dichiarato il ministro dell'Agricoltura della Federazione Russa, Aleksander Tkachev, riferendosi ai dazi imposti dalla Turchia alle importazioni di prodotti agricoli russi. Mosca potrebbe arrivare ad una completa cessazione delle esportazioni dei propri prodotti verso quel paese, ha detto il ministro. Secondo Tkachev, il ministero dell'Agricoltura è "estremamente sorpreso e deluso" dalle iniziative da parte della Turchia, dal momento che negli ultimi sei mesi le parti hanno espresso la necessità di una normalizzazione delle relazioni commerciali. "Non accettiamo e respingiamo i tentativi di esercitare pressioni sulla Russia per forzare l'accesso dei prodotti agricoli turchi al mercato russo nelle aree sensibili, dove negli ultimi anni si è registrato un aumento significativo della produzione russa", ha dichiarato il ministro secondo quanto riferito dal suo ufficio stampa. Tkachev ha dichiarato che le restrizioni turche potrebbero portare alla cessazione completa delle esportazioni russe verso la Turchia di grano, mais, olio di girasole greggio, farina di semi di girasole, fagioli e riso fermato.

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