La politica europea è più forte del populismo

La rassegna della stampa internazionale sui principali fatti che riguardano da vicino il nostro paese. Oggi articoli di Financial Times, Bloomberg, Echos, Ria Fan

La politica europea è più forte del populismo

Matteo Salvini, Harald Vilimsky, Geert Wilders, Marine Le Pen, Frauke Petry, Gerolf Annemans (foto LaPresse)

Gli Stati "core" dell'Ue lasceranno indietro i loro partner dopo la Brexit?
Londra, 8 mar 08:29 - (Agenzia Nova) - Nel loro incontro a Versailles, in Francia, il presidente francese, Francois Hollande; il presidente del Consiglio italiano, Paolo Gentiloni; la cancelliera della Germania, Angela Merkel, e il primo ministro della Spagna, Mariano Rajoy, hanno delineato la loro visione di un'Unione Europea a più velocità, un'idea, sottolinea il "Financial Times", che risale a più di quarant'anni fa: l'espressione, infatti, fu coniata da Willy Brandt nel 1974. È un riconoscimento della realtà; su diverse politiche, del resto, l'Ue funziona già con coalizioni flessibili. Tuttavia, la proposta resta controversa perché potenzialmente implica diverse classi di appartenenza in quella che dovrebbe essere un'associazione tra pari.
 
Continua sul Financial Times
I populisti europei sono una minaccia sopravvalutata
New York, 8 mar 08:29 - (Agenzia Nova) - La prospettiva di un'avanzata inarrestabile dei movimenti populisti incombe da almeno un anno sull'Europa, e il "rischio politico" rappresenta oggi il principale fattore di insicurezza per gli investitori del Vecchio continente. Eppure, sostiene Leonid Bershidsky in un editoriale su "Bloomberg", gli scenari elettorali sono in rapido mutamento, e ad oggi la possibilità che le forze euroscettiche perdano tutte le prossime contese elettorali appare più che concreta. Nei paesi Bassi il Partito per la libertà (Pvv) del nazionalista Geert Wilders è calato nei sondaggi dai 40 seggi attribuitigli lo scorso febbraio 2016 ad appena 25, uno in meno del partito di centrodestra del premier Mark Rutte. In Francia, il Front national di Marine le Pen era dato dai sondaggi al 30 per cento lo scorso novembre, dopo la vittoria di Donald Trump alle presidenziali Usa; oggi è al 26 per cento, una manciata di punti in più del candidato autonomo di centrosinistra Emmanuel Macron. In Germania, il partito anti-immigrazione e anti-euro Alternativa per la Germania (Afd) era dato al 15 per cento nel settembre 2016, ed oggi è calato al 10: una percentuale che ne fa ancora il terzo partito tedesco, in un contesto però dove la Csu di Angela Merkel e l'Spd superano entrambi il 30 per cento. La politica europea, conclude Bershidsky, "è più forte, più stabile e più inclusiva di quanto pensino tanti commentatori statunitensi e britannici".
Perché l'Italia non riesce ad arginare la corruzione
Parigi, 8 mar 08:29 - (Agenzia Nova) - Gli scandali di corruzione sono materia ricorrente sui media italiani come le vacanze scolastiche, la Festa della mamma o la stagione dei saldi; ma le inchieste penali che coinvolgono imprenditori disonesti ed uomini politici dalla morale dubbia appaiono solo per alcuni giorni sui quotidiani e nei telegiornali, prima di sparire nell'oblio. E' con questa amara considerazione che il corrispondente da Roma, Olivier Tosseri, del quotidiano economico francese "Les Echos" commenta le ultime cronache italiane in materia di corruzione. Tutti in Italia, nota Tosseri, ricordano l'operazione "Mani pulite" che 25 anni fa avrebbe dovuto estirpare questo cancro; ma da allora nulla sembra essere cambiato. Tuttavia il fenomeno da allora ha cambiato natura, la corruzione si è "decentralizzata" e si è "privatizzata": non è più un sistema gerarchizzato organizzato dai partiti politici per finanziarsi illegalmente, ora è diventata anarchica e punta all'arricchimento personale dei membri di reti politico-affaristiche legate alla criminalità organizzata. Queste persone trovano nei grandi appalti un terreno di caccia ideale, grazie ad una legislazione troppo complessa e ad una giustizia troppo lenta che danno loro un senso di impunità. I costi della corruzione per l'economia dell'Italia, sottolinea il quotidiano francese, è enorme anche se le cifre possono essere dibattute; il costo indiretto non è misurabile, ma è anch'esso pesante: la corruzione infatti frena la crescita, la modernizzazione e l'innovazione, falsando la concorrenza e motivando la fuga dei cervelli all'estero. Per estirpare questo cancro, l'Autorità nazionale anticorruzione (Anac) istituita nel 2014 dal governo Renzi e guidata dal magistrato Raffaele Cantone si appoggia su diversi anticorpi: una legislazione inasprita negli ultimi anni ed una magistratura indipendente. Ma essi resteranno senza effetto, conclude l'analisi di "Les Echos", se il malato non vuole guarire affrontando una vera e propria "rivoluzione culturale".
 
L'inesorabile declino demografico dell'Italia
Parigi, 8 mar 08:29 - (Agenzia Nova) - Se i paesi occidentali invecchiano, l'Italia sta morendo lentamente ma inesorabilmente: il corrispondente da Roma, Olivier Tosseri, del quotidiano economico francese "Les Ecos" prende a prestito questa frase dal "Corriere della Sera" per commentare gli ultimi dati diffusi dall'Istat sulla demografia della Penisola; il 2016 infatti ha battuto un nuovo record in fato di denatalità, con soltanto 474 mila nascite.
   
Siria, terroristi minacciano di uccidere un cittadino italiano rapito
Mosca, 8 mar 08:29 - (Agenzia Nova) - I rapitori di un cittadino italiano in Siria minacciano di ucciderlo se l'Italia non si conformerà alle loro richieste, che rimangono tuttavia sconosciute. Lo ha reso noto il portale informativo “Bresciaoggi”, che fa riferimento ad un video dei terroristi. Il rapimento del cittadino italiano 56 enne, Zanotti Sergio, è stato reso noto a fine novembre. L'informazione è apparso sui media italiani dopo che il video è stato pubblicato su Youtube. Nel video l'uomo dichiara di essere tenuto prigioniero da sette mesi e chiede l'aiuto del governo italiano. "Bresciaoggi" è entrato in possesso dell'ultimatum dei terroristi da un 16 enne che si definisce sostenitore dello stato Islamico e membro di al Qaeda.
 
 
PANORAMA INTERNAZIONALE
 
Nella foto: la Guardia del corpo Reale davanti al parlamento britannico 
WikiLeaks: la Cia spia anche da Francoforte
Amburgo, 8 mar 09:47 - (Agenzia Nova) - Nuove rivelazioni di WikiLeaks denunciano attacchi spionistici da parte della Cia, anche in Germania. L'organizzazione fondata da Julian Assange ha pubblicato ben 8.761 documenti riservati, raccolti in un dossier intitolato “Vault 7”, che descrivono un vero e proprio arsenale di malware, virus e trojan, oltre allo sfruttamento mirato della vulnerabilità dei sistemi (il cosiddetto “exploit zero-day”). L'intelligence Usa disporrebbe di tutti i mezzi per violare Iphone, documenti Apple, dispositivi Android di Google, computer con sistema operativo Windows e perfino tv. Stando alle rivelazioni di Wikileaks, la Cia dispone di un vero e proprio reparto offensivo cibernetico composto di circa 200 esperti che usano strumenti informatici creati ad hoc. Gli hacker lavorerebbero da Langley, nello Stato della Virginia, ma a quanto sembra anche presso il consolato degli Usa a Francoforte sul Meno, il più grande del mondo. La sede sarebbe a disposizione anche di altre agenzie di intelligence statunitensi. Stando ai documenti, la Cia ha voluto creare una propria “Nsa” (la National Security Agency statunitense) che a sua volta dispone di uno sterminato armamentario per la sorveglianza informatica su larga scala. Sono passati esattamente 2 anni da quando l’ex direttore della Cia, John Brennan, aveva annunciato: “Abbiamo bisogno di porre le nostre attività ed operazioni nel settore digitale digitale al centro di tutti i nostri sforzi”. WikiLeaks ha eliminato dai documenti riservati i nomi degli agenti, i loro indirizzi email e gli indirizzi Ip dei computer prima della pubblicazione, a seguito delle aspre critiche piovute sulla ong dopo la pubblicazione dei documenti riservati lo scorso anno, durante la campagna elettorale per le elezioni presidenziali Usa.
 
Continua su Der Spiegel
Regno Unito: la Camera dei Lord batte il governo per la seconda volta sull'articolo 50
Londra, 8 mar 09:47 - (Agenzia Nova) - La Camera dei Lord del Regno Unito, riferisce la stampa britannica, ha votato un emendamento al disegno di legge sull'invocazione della clausola di uscita dall'Unione Europea che dà al parlamento un potere di veto sull'esito dei negoziati, infliggendo la seconda sconfitta al governo, dopo quella sulla tutela dei diritti dei cittadini comunitari. Nonostante l'appello dell'esecutivo a non indebolire la sua posizione negoziale, i Pari hanno approvato la modifica con 366 voti a favore e 268 contrari, nella votazione più partecipata nella storia dell'assemblea. Tra i conservatori ribelli, Michael Heseltine, che ha pagato perdendo il ruolo di consigliere di Downing Street. Ora la premier, Theresa May, cercherà di rovesciare il risultato alla Camera dei Comuni. Prevedibilmente diverse le posizioni degli editoriali: per "The Guardian" non si è trattato di un voto contro il popolo; l'emendamento è politicamente e costituzionalmente corretto e dovrebbe essere mantenuto; "The Times" riconosce che prima o poi il parlamento dovrà essere coinvolto; profondamente critico "The Telegraph". Da segnalare un commento più generale di Martin Wolf sul "Financial Times", in vista dell'avvio dei negoziati: "La Gran Bretagna gioca col fuoco sulla Brexit"; la sua mano è debole e senza un accordo il commercio e le relazioni subiranno danni.
WikiLeaks alza il velo sugli strumenti di spionaggio della Cia
New York, 8 mar 09:47 - (Agenzia Nova) - La ong WikiLeaks di Julian Assange ha pubblicato ieri centinaia di documenti riservati che illustrano i sistemi e gli strumenti adottati dalla Central Intelligence Agency (Cia) per violare smartphone, iPhone, computer e persino i più sofisticati modelli di televisioni ed accedere ai dati personali dei loro proprietari. Il dossier di WikiLeaks, battezzato "Vault 7", include ben 8.761 documenti e file riservati che proverrebbero dal Centro per l'intelligence informatica della Cia. Si tratterebbe, se confermato, della "più vasta pubblicazione di documenti confidenziali nella storia dell'agenzia". I documenti, sottolinea il "Wall Street Journal", sono già stati giudicati attendibile da diversi esperti. I contenuti del dossier sono inquietanti sul fronte dei diritti civili e della privacy, ma rappresentano anche un rischio potenziale per la sicurezza nazionale Usa, dal momento che la Cia vede ora compromessi molti degli strumenti che impiega per le sue operazioni di spionaggio informatico più sensibili. Diversi esperti sostengono che le rivelazioni di WikiLeaks potrebbero dimostrarsi addirittura più significative di quelle dell'ex contractor dell'Nsa Edward Snowden, che nel 2013 innescarono lo scandalo mondiale "Datagate". Se Snowden, con le sue rivelazioni, aveva fornito usa sorta di "resoconto" delle attività di spionaggio statunitensi, WikiLeaks ha pubblicato i "dettagli progettuali", vale a dire i software e le tecnologie adottati dalle agenzie di intelligence Usa. WikiLeaks ha sottolineato di non aver pubblicato i codici sorgente dei sistemi, cosicché replicarli sulla base delle rivelazioni della ong è di fatto impossibile; la ong afferma però di disporre di "un archivio di diverse centinaia di milioni di linee di codice". Secondo WikiLeaks, la Cia "ha perso il controllo della maggior parte del suo arsenale di hacking". I documenti rivelano, tra le altre cose, che un gruppo della Cia noto come "Umbrage" gestisce una libreria di software malevoli reperiti da fonti commerciali e illecite, nonché da altri Stati. Questa libreria consentirebbe alla Cia di impiegare strumenti e tecniche testate con successo dagli apparati spionistici di altri paesi, spiega il "Wall Street Journal". La libreria digitale della divisone Umbra permetterebbe all'intelligence Usa di individuare gli hacker che provano a penetrare le reti informatiche statunitensi; ma anche e soprattutto di condurre operazioni di spionaggio sotto copertura e poi attribuirle a paesi terzi, come riferito da una delle fonti anonime citate dal quotidiano. La Cia, insomma, potrebbe effettuare operazioni di hackeraggio e spionaggio utilizzando componenti malware provenienti ad esempio da Russia, Cina o Iran, cosicché la responsabilità ricada poi su questi ultimi. "Quando vengono scoperti, nessuno immagina si tratti degli Stati Uniti", spiega Stuart McLure, ad e co-fondatore della società di sicurezza informatica Cylance. Alcuni dei documenti pubblicati da WikiLeaks contengono direttive destinate ad agenti della Cia distaccati al consolato Usa a Francoforte, che sarebbe una delle principali basi delle attività di spionaggio statunitensi fuori dal territorio nazionale Usa. Wikilieaks ha annunciato che lo sterminato dossier pubblicato ieri non è altro che il primo di una serie, "un'introduzione alla portata e alla direzione delle attività di hackeraggio globale sotto copertura praticate dalla Cia".
Iliad punta a diventare il quarto operatore di telefonia mobile in Italia
Londra, 8 mar 09:47 - (Agenzia Nova) - La compagnia francese di telecomunicazioni Iliad, riferisce il "Financial Times", che ha incrementato i suoi profitti del venti per cento l'anno scorso, punta ora sull'Italia, dove sta mettendo insieme un gruppo dirigente; verso la fine di quest'anno o l'inizio del 2018 lancerà la sua formula low-cost, in seguito all'accordo firmato con Hutchison e VimpelCom nell'ambito della fusione fra Tre e Wind. Il suo obiettivo è diventare il quarto operatore di telefonia mobile nel paese.

Lascia il tuo commento

Condividi le tue opinioni su Il Foglio

Caratteri rimanenti: 1000

Commenti all'articolo

  • Giovanni

    08 Marzo 2017 - 10:10

    Che sollievo! Anche i giornalisti stranieri, per fortuna fanno della mediocre fuffa. E non manca loro nemmeno la sindrome "seppia". Quella che dipinge l'Italia come delle vecchie foto virate seppia, quelle dei nostri bisnonni. Manca solo che gli italiani sono tutti mafiosi e il quadro sarebbe completo. Ma intanto tralasciano il fatto che in Francia due dei tre candidati alla presidenza sono indagati per qualche favoruccio alle loro famiglie e di recente qualche dubbio e apparso anche sul terzo candidato e dimenticano anche che in Italia il sistema giudiziario si diletta di un hobby fantastico: le inchieste per corruzione con bomba mediatica inclusa che nel 99% dei casi finiscono con assoluzioni per non aver commesso il fatto, ma solo solo dopo tanti tanti anni per cui nessuno più ricorda nulla. Per questo da un po' di tempo ascolto solo i telegiornali satellitari di EuroNews o della BBC che danno le notizie in modo alquanto stringato e solo con i particolari strettamente necessari.

    Report

    Rispondi

Servizi