M5s e Lega Nord spaventano gli investitori più di Le Pen

La rassegna della stampa internazionale sui principali fatti che riguardano da vicino il nostro paese. Oggi articoli di Bloomberg Business Week, Parisien, Financial Times, Pais...

M5s e Lega Nord spaventano gli investitori più di Le Pen

Foto LaPresse

Rupert Harrison (BlackRock): Italia anello debole dell'Ue

New York, 28 feb 08:33 - (Agenzia Nova) - L'Italia costituisce il principale fattore di rischio per la tenuta del progetto europeo. A sostenerlo, in un'intervista a "Bloomberg", è il chief macro strategist di BlackRock International, Rupert Harrison. Le imminenti elezioni presidenziali francesi hanno monopolizzato l'attenzione degli investitori, ma una vittoria della leader euroscettica del Front national (Fn), Marine Le Pen, è "assai improbabile, sostiene Harrison; superate le elezioni francesi, i mercati "torneranno a concentrarsi sull'Italia, che rappresenta ancora il rischio maggiore per l'Unione Europea e l'eurozona". L'Italia, afferma il manager, "non è solo un'economia stagnante, ma anche un ecosistema politico dove, mettendo assieme il Movimento cinque stelle, la Lega Nord e altre formazioni minori si può davvero immaginare un fronte anti-status quo in grado di ottenere più del 50 per cento dei voti".

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I migranti si affollano per raggiungere l'Italia, marcati dall'incubo libico

Parigi, 28 feb 08:33 - (Agenzia Nova) - Quest'inverno i migranti si affollano sempre più numerosi per raggiungere le coste dell'Italia, spinti in parte dagli sforzi delle autorità europee di chiudere la rotta libica ma soprattutto dalle condizioni da incubo che sono costretti ad affrontare quando attraversano la Libia: ""L'aumento degli arrivi in Italia è probabilmente dovuto al fatto che le condizioni della vita si stanno facendo sempre più pericolose in Libia", spiega al quotidiano francese "Le Parisien" Flavio Di Giacomo, portavoce dell'Organizzazione internazionale per le migrazioni (Oim), i cui funzionari intervistano i migranti al loro arrivo in Italia. Più di 2.700 persone soccorse in una settimana al largo della Libia sono arrivate negli ultimi giorni in Italia, portando ad oltre 12 mila il totale dei migranti arrivati dall'inizio dell'anno, con un aumento del 30 per cento sull'analogo periodo del 2015 e del 40 per cento rispetto al 2016.

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Lse-Db nel caos per gli ostacoli antitrust; Lse e Intesa evitano di impelagarsi nella finanza italiana

Londra, 28 feb 08:33 - (Agenzia Nova) - Il progetto di fusione da 29 miliardi di euro tra London Stock Exhange e Deutsche Boerse, in cantiere da più di un anno, è sul punto di fallire dopo che la prima ha dichiarato di non poter soddisfare le condizioni antitrust, definite "sproporzionate", poste dalla Commissione europea: vendere la società italiana Mts. Lse, riferisce la stampa britannica, non ha neanche consultato l'interlocutore tedesco, più cauto, che ha dichiarato di attendere le valutazioni di Bruxelles e annunciato una decisione per la fine del mese. Le ragioni del probabile fallimento dell'integrazione tra i due principali centri finanziari europei, Londra e Francoforte, sono varie, come spiega un commento del "Financial Times"; soprattutto, il clima politico, nel Regno Unito e in Germania, è cambiato dopo il voto della Gran Bretagna per la Brexit. Nel comunicato di Lse, inoltre, si parla delle difficoltà legate alla cessione di Mts. Il messaggio non è molto diverso da quello della banca Intesa Sanpaolo, che ha rinunciato alle sue mire sulle Assicurazioni Generali: a causa dei rischi politici e macroeconomici, "non è il momento di impelagarsi nella finanza italiana".

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La scommessa di Eni sulla trivellazione offshore sembra destinata a pagare

Londra, 28 feb 08:33 - (Agenzia Nova) - Claudio Descalzi, amministratore delegato di Eni, in un'intervista al "Financial Times", parla dello sviluppo del giacimento di gas Zhor, al largo dell'Egitto, che dovrebbe entrare in funzione entro dicembre, a meno di tre anni dalla scoperta: un record per un sito di queste dimensioni. Zohr accrescerà ulteriormente la produzione della compagnia italiana, già aumentata del quindici per cento dal 2014, sotto la sua gestione, un incremento derivato integralmente dall'esplorazione. Il manager, inoltre, si difende dalle accuse di corruzione legate a un contratto petrolifero da 1,3 miliardi di dollari in Nigeria e dichiara di voler andare avanti col progetto di sviluppo del sito. Il caso riguarda l'acquisizione, risalente al 2011, di un blocco di esplorazione che potrebbe contenere nove miliardi di barili di greggio, abbastanza da coprire l'attuale produzione nigeriana per un decennio.

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Ferrovie: l'Italia anticipa la liberalizzazione europea del mercato

Madrid, 28 feb 08:33 - (Agenzia Nova) - Dopo anni di discussioni tra gli Stati membri, l'Unione europea ha raggiunto a dicembre un accordo definitivo sul quarto pacchetto di liberalizzazione delle ferrovie. Si tratta, in pratica, di aprire alla concorrenza il mercato delle tratte di lungo corso, dal 2019, e dei viaggi regionali dal 2023. In un panorama di resistenze dovute alla posizione dominante delle compagnie pubbliche, l'Italia rappresenta una felice eccezione, scrive il quotidiano spagnolo "El Pais". Nei cinque anni di concorrenza tra Trenitalia e Ntv, il mercato locale è cresciuto dell'80 per cento e il prezzo dei biglietti è sceso del 40 per cento. "È possibile trovare biglietti da 10 euro per il tragitto Roma-Milano (distanza paragonabile a quella tra Madrid e Barcellona)", e il treno ha vinto la gara con l'aereo: Ryanair ha abbandonato la rotta Milano-Roma, Alitalia e Easy jet hanno ridotto i voli quotidiano tra il 50 e l'80 per cento.

Leggi l’articolo del Pais

 

PANORAMA INTERNAZIONALE


 

Ue: 5 paesi vogliono "una nuova strategia industriale"

Parigi, 28 feb 08:33 - (Agenzia Nova) - I ministri dell'Industria di Italia, Spagna, Polonia, Germania e Francia ieri lunedì 27 febbraio hanno inviato una lettera comune alla Commissione europea per reclamare "una nuova strategia industriale", "più ambiziosa" e "più centrata sul cuore dell'Unione Europea": la lettera è firmata dal ministro italiano dell'Industria Carlo Calenda, dallo spagnolo Begoña Cisteto-Blanco, dal polacco Jerzy Kwiecinsky, dal tedesco Matthias Machnig e dal francese Christophe Sirugue (France); secondo i firmatari, una nuova politica è necessaria per contrastare il declino industriale dell'Europa e l'aumento della disoccupazione.

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I malati d’Europa

Amburgo, 28 feb 08:33 - (Agenzia Nova) - Sono trascorsi sette anni dallo scoppio della crisi greca e dal primo piano di aiuti europei. Oggi il paese ha fatto alcuni passi avanti, scrive il tedesco "Spiegel", ma la crisi non è ancora superata, tanto che due tra i principali creditori del paese - la Germania e il Fondo monetario internazionale - sono divisi sulle ricette da adottare: maggior rigore per la prima, una rinegoziazione parziale del debito per il secondo. In generale, però, l'intera periferia dell'eurozona gode di uno stato di salute precario. L’Italia, oltre all'eccesso di spesa e al colossale debito pubblico, ha un grande problema con le banche, in particolare con il Monte dei Paschi di Siena. Il primo gruppo bancario del paese, UniCredit, ha subito una perdita di quasi 12 miliardi di euro lo scorso anno, ma fortunatamente a portato a termine con successo il suo piano di ricapitalizzazione sa 13 miliardi, che gravava come un test di fiducia sull'intero sistema creditizio del paese. Nonostante il calo del prezzo del petrolio, i tassi d’interesse bassissimi e le entrate fiscali record, il Paese ha accumulato il maggior debito pubblico di tutte le nazioni europee, e non è riuscita ad erodere il deficit: la Commissione ha chiesto all'Italia di incidere sul deficit per 3,4 miliardi nel bilancio di quest’anno pena sanzioni. Sul paese, poi, incombe l'eventualità di un ritorno anticipato alle urne e di una possibile vittoria degli euroscettici. Tutto ciò non incoraggia gli investitori e, nonostante il fatto che la Bce abbia comprato titoli di Stato italiani per miliardi di euro, i premi di rischio delle obbligazioni sovrane sono tornati a crescere sul mercato internazionale. Lo spread con i titoli tedeschi è salito ai valori più alti degli ultimi 3 anni. L’Italia è in sostanza il “bambino” più problematico dell’euro zona, scrive il settimanale tedesco. La Spagna è stata per quasi un anno senza un capo di governo, fino a quando ha assunto la leadership il conservatore Mariano Raioy, ma gode di una robusta ripresa economica. Il turismo è in crescita, così come l'occupazione, anche se uno spagnolo su cinque è ancora alla ricerca di un impiego. La Spagna ha ancora un debito pubblico elevato, e il suo deficit resta superiore al 3 per cento del pil. In Portogallo l’austerità è finita con le misure adottate dal primo ministro Antonio Costa, che ha aumentato salario minimo e pensioni, oltre a ridurre l’orario di lavoro per i funzionari e abbassare l’Iva. L'economia è tornata a crescere e la disoccupazione si è assestata al 10,9 per cento, ma il rapporto debito-Pil è il terzo più alto dell’Unione dopo Grecia e Italia, al 130 per cento, e le banche portoghesi hanno un grave problema di crediti inesigibili. I creditori dei mercati finanziari hanno poca fiducia nel governo sostenuto dai comunisti. Una ricaduta è dunque sempre possibile. L’Irlanda, conclude il settimanale, è l'unico dei cosiddetti "Piigs" ad essersi lasciato alle spalle i suoi problemi strutturali. Nel 2016 la sua economia è cresciuta del 4 per cento. Sono state operate fusioni strategiche con gli Stati Uniti e questo ha risollevato le casse dello Stato. Sono stati fatti molti sacrifici, ma anche molti investimenti, anche grazie alle facilitazioni e ai benefici fiscali concesse alle società straniere. Il rapporto debito-Pil è sceso da 120 a 75 per cento. Tuttavia un irlandese su 12 vive in stato di povertà.

Leggi l’articolo del New York Times

Gli istituti di credito dell'eurozona riducono i prestiti inter-bancari

New York, 28 feb 08:33 - (Agenzia Nova) - L'aumento dei timori legati alla stabilità politica e finanziaria nell'Ue e al futuro della moneta unica ha spinto gli istituti di credito della zona euro a ridurre significativamente i prestiti cross-border, che erano cresciuti n maniera moderata ma costante nel corso dell'ultimo anno e mezzo. Lo scorso gennaio i prestiti tra banche dell'eurozona sono calati del 6 per cento su base annua a 1.260 miliardi di euro. Il calo dei prestiti cross-border, sottolinea "Reuters", rende le banche più vulnerabili alle congiunture domestiche sfavorevoli, e contraddice gli sforzi profusi dalla Banca centrale europea (Bce) nel senso di una unione bancaria dove viga la libera circolazione dei capitali.

Leggi l’articolo del New York Times

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