La Consulta apre la strada a nuove elezioni

La rassegna della stampa internazionale sui principali fatti che riguardano da vicino il nostro paese. Oggi articoli di Handelsblatt, Financial Times, Pais, Sueddeutsche Zeitung, Bloomberg

La Consulta apre la strada a nuove elezioni

Italia: nuove elezioni, ma come?

 

Berlino, 26 gen - (Agenzia Nova) - La Corte Costituzionale italiana ha respinto le eccezioni di incostituzionalità sollevate contro il cosiddetto "Italicum", ad eccezione delle parti relative al ballottaggio e alla discrezionalità nella scelta dei collegi elettorali. La vittoria del “no” al referendum sulla riforma costituzionale voluto da Matteo Renzi all’inizio di dicembre, scrive la "Sueddeutsche Zeitung", di fatto aveva però già espresso il giudizio dei cittadini in merito alle riforma elettorale, che a quella costituzionale era strettamente connessa. Dopo il pronunciamento della Corte, scrive il quotidiano, l'Italia può teoricamente tornare alle urne, ma manca una armonizzazione tra i sistemi elettorali di Camera e Senato. L'ex premier Matteo Renzi scalpita per un rapido ritorno alle urne, ed il consenso al suo partito è aumentato nelle ultime settimane. Gli italiani probabilmente hanno apprezzato che Renzi si sia dimesso dopo la sconfitta al referendum, così come aveva promesso, ma ogni giorno lontano da Palazzo Chigi rischai di appannare l'immagine dell'ex premier. Anche Beppe Grillo, leader del Movimento 5 stelle, sollecita nuove elezioni: vuole capitalizzare il consenso accumulato dal suo partito, che rischai di erodersi progressivamente a causa del pasticcio sulle alleanze europee e dei problemi della giunta pentastellata di Roma. Se si andasse rapidamente ad elezioni anticipate, i Cinque stelle potrebbero anche battere il Partito democratico. A destra la Lega Nord, con il suo leader Matteo Salvini, vorrebbe andare al voto subito, a prescindere dalla legge elettorale, pur avendo solo il 12 per cento dei consensi; il dialogo con Forza Italia, dell'ex premeir Silvio Berlusconi, è però problematico. Quest’ultimo spera che la Corte europea dei diritti dell’uomo revochi l'ineleggibilità legata alla condanna per prode fiscale, permettendogli di tornare a pieno titolo a esercitare la politica attiva. Il verdetto dovrebbe arrivare quest’anno o il prossimo.

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Italia, la Corte Costituzionale apre la strada alle elezioni

 

Berlino, 26 gen - (Agenzia Nova) - Secondo la decisione della Corte Costituzionale italiana i cittadini potranno recarsi alle urne con la legge elettorale in vigore, che è stata ritenuta costituzionale, ad eccezione della parte che prevede il secondo turno. Dopo le dimissioni del premier Matteo Renzi, il presidente della Repubblica Sergio Mattarella aveva chiesto al Parlamento di approvare una nuova legge elettorale prima di indire nuove elezioni. La legislatura in corso scade a marzo del 2018, ma diversi partiti chiedono di tornare subito alle urne.

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L'Italia offre la dolce vita ai "non-dom" con sgravi fiscali

Londra, 26 gen - (Agenzia Nova) - L'Italia, riferisce il "Financial Times", si aggiunge ai paesi che accolgono con trattamenti di favore l'elite internazionale: ha appena inaugurato, infatti, un regime fiscale per i super ricchi di tutte le nazionalità che risiedono da almeno nove anni fuori dai suoi confini. Il reddito estero è esentato dalle imposte in cambio del pagamento di centomila euro all'anno. Ci si può avvalere dello sgravio, volto a incentivare investimenti e consumi, per quindici anni. Le condizioni sono l'acquisto di una proprietà e il soggiorno per metà dell'anno. La novità italiana cade in concomitanza con le modifiche nel Regno Unito allo status speciale dei cosiddetti "non-dom", le persone con residenza fiscale in Gran Bretagna ma domiciliate all'estero: da aprile, dopo quindici anni, perderanno alcuni dei loro privilegi.

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Un accordo tra Intesa e Generali rivoluzionerebbe la finanza italiana

 

New York, 26 gen - (Agenzia Nova) - Intesa Sanpaolo Spa pensa a una fusione con Assicurazioni Generali Spa, un accordo che rivoluzionerebbe l’industria finanziaria italiana combinando il primo gruppo assicurativo e la seconda banca del paese. La banca ha reso noto di essere interessata a “possibili combinazioni industriali”. Stando al quotidiano Il Messaggero, l’opzione più accreditata prevede un’offerta da 3 miliardi di euro in contanti e 12 in azioni per il 60 per cento di Generali; il gruppo triestino ha un valore di mercati di 24 miliardi di euro, più della metà di quello di Intesa. Quest’ultima, che già gestisce asset per un valore complessivo di 370 miliardi di euro, è alla ricerca di prodotti che garantiscano una maggior redditività per far fronte ai bassi tassi d’interesse. Gli analisti ritengono che l’affare avrebbe pro e contro, ma in molti esprimono dubbi sulla fattibilità di una fusione tra una banca e un gruppo assicurativo. Il “Wall Street Journal”esorta Intesa a rinunciare alle sue mire su Generali, avvertendo che un accordo, a prescindere dalle modalità, sarebbe estremamente complesso e metterebbe a rischio l’ottima reputazione di Intesa in termini di management e solidità patrimoniale. “Bloomberg” ricorda che in passato il cosiddetto modello “bancassurance” in passato ha prodotto alcuni fallimenti spettacolari, come l’acquisizione di Dresdner Bank da parte di Allianz Se nel 2001: un affare da 23 miliardi che ha avuto il suo epilogo nei successivi anni di crisi finanziaria, quanto Dresdner è stata ceduta a Commerzbank Ag dopo aver minacciato la stabilità finanziaria di Allianz. Intesa e Generali dovrebbero far fronte a diversi ostacoli regolatori, oltre ai potenziali conflitti insiti nella convivenza di diversi sistemi di supervisione – primi tra tutti la Bce e l’Autorità europea per le assicurazioni e le pensioni - ognuno coi propri obiettivi. L’accordo, ipotizza Fabrizio Spagna, managing director di Axia Financial Research a Padova, potrebbe essere piuttosto un’iniziativa di tipo politico, tesa a creare un campione finanziario italiano che metta Generali al sicuro da acquisizioni straniere.

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Roma: i giovani si innamorano di Love

 

Madrid, 26 gen - (Agenzia Nova) - A tre settimane dalla chiusura, la rassegna "Love. L'arte contemporanea incontra l'amore" ospitata dal Chiostro del Bramante di Santa Maria della Pace a Roma sfiora le 100mila visite. Un successo speciale perché raccolto in un paese in cui i primi trenta musei più visitati, dal Colosseo agli Uffizi a Pompei, hanno tutto tranne che l'arte contemporanea. Ma c'è di più: le riflessioni sull'amore di Andy Warhol, Riber Indiana e Tom Wesselman hanno richiamato l'attenzione di molti giovani tra i 15 e i 25 anni. Ne parla il quotidiano spagnolo "El Pais" conversando con il curatore della rassegna, Danilo Ecchwer.

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Panorama internazionale

 

 

 

Germania, le speranze dell’Spd sono riposte in Schulz

 

Amburgo, 26 gen - (Agenzia Nova) - Rinunciando alla leadership del Partito socialdemocratico di Germania (Spd), Sigmar Gabriel ha lanciato la candidatura al cancellierato di Martin Schulz. Il vicecancelliere assumerà invece la carica di ministro degli Esteri al posto di Frank-Walter Steinmeier, che il 12 febbraio verrà eletto dal Bundestag Capo dello Stato. Spetterà dunque a Schulz sfidare il cancelliere tedesco Angela Merkel (Cdu) alle prossime elezioni politiche. Fino a pochi giorni fa, Schulz era presidente del Parlamento europeo; ora, scrive il settimanale "Der Spiegel", deve salvare la socialdemocrazia tedesca. Prima dell’esperienza europea non era altro che il sindaco della sua città natale, Wuerseln. Nel corso degli anni, però, ha dimostrato di essere un combattente. Non ha conseguito neanche il diploma superiore, ma è riuscito a scalare tutti i gradini della politica. Il suo team a Bruxelles non lo seguirà, pertanto dovrà formare una nuova squadra a Berlino. Schulz non si è mai occupato della politica federale, anche se è stato per anni un membro del comitato esecutivo dell’Spd. Per questa ragione, i suoi avversari gli rimproverano una scarsa dimestichezza con la politica interna. La Cdu e la Csu ritengono che il loro avversario sarà un facile bersaglio per la sua lunga carriera nella Ue: punteranno a screditarlo quale corresponsabile del debito europeo, assieme al presidente della Commissione europea Jean-Claude Juncker. Tuttavia nel suo partito c’è molta fiducia: Schulz, almeno in Germania, è a tutti gli effetti un “uomo nuovo”, e i suoi trascorsi come sindaco bastano ad attribuirgli l'immagine di politico vicino ai bisogni della gente.

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Regno Unito: May promette un "libro bianco" con il piano per la Brexit

 

Londra, 26 gen - (Agenzia Nova) - La premier del Regno Unito, Theresa May, riferisce la stampa britannica, ha ceduto alle pressioni del Labour, del Partito nazionale scozzese (Snp) e di una parte del suo Partito conservatore e ha promesso di pubblicare un "libro bianco" che illustri con maggiori dettagli il piano del governo per l'uscita dall'Unione Europea. Un'analisi dell'Institute for Government sull'amministrazione pubblica, intanto, denuncia la frammentazione e l'incoerenza dei preparativi per la Brexit. Il "libro bianco", ha precisto Downing Street, sarà presentato separatamente dal disegno di legge sull'invocazione dell'articolo 50 del Trattato di Lisbona, per il quale, come ha stabilito la Corte Suprema, serve un atto del parlamento. Quali emendamenti potrebbero essere proposti? Il "Financial Times" ne ipotizza alcuni: il ritorno ai negoziati nel caso in cui i deputati non approvassero l'accordo; garanzie per lo status legale dei cittadini comunitari prima dell'avvio delle trattative; regolari resoconti del governo al parlamento nel corso dei negoziati; il coinvolgimento delle assemblee delle nazioni costitutive; un referendum sull'accordo finale; la permanenza nel mercato unico.

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Usa, l'amministrazione Trump pronta a ridimensionare il sostegno alle organizzazioni internazionali

 

New York, 26 gen - (Agenzia Nova) - L'amministrazione del presidente statunitense Donal Trump sta approntando ordini esecutivi per ridurre sostanzialmente la presenza degli Stati Uniti nell'Organizzazione delle Nazioni Unite (Onu) sulla base di specifici criteri, incluse le forme di sostegno concesse da queste organizzazioni ai palestinesi. E' quanto scrive il "New York Times", in un articolo ripreso dall'israeliano "Haaretz". Il quotidiano Usa è entrato in possesso di due bozze di decreti esecutivi, dal titolo "Revisione e riduzione dei finanziamenti statunitensi alle organizzazioni internazionali", che secondo il quotidiano Usa ipotizzano la cessazione dei finanziamenti Usa a qualunque organizzazione non risponda a determinati criteri; tra le discriminanti, riferisce il quotidiano, figurerebbe anche il pieno riconoscimento dell'Autorità palestinese o dell'Organizzazione per la liberazione della Palestina quale attore statuale. Altri criteri che comporterebbero il taglio dei contributi statunitensi, stando ai documenti consultati dal "New York Times", sarebbero il supporto all'Iran e alla Corea del Nord o qualsiasi tentativo di evitare sanzioni contro questi paesi. L'amministrazione Trump intenderebbe anche privare del sostegno finanziario statunitense qualunque organizzazione internazionale " controllata o sostanzialmente influenzata da qualsiasi Stato che sponsorizza il terrorismo", o responsabile di violazioni dei diritti umani. La verifica di questi criteri spetterebbe, stando a fonti citate dal quotidiano, a una apposita commissione, che verrebbe anche chiamata a verificare le spese legate alle missioni di pace. In generale, riferisce il quotidiano, la bozza del decreto presidenziale prescrive un taglio del 40 per cento ai contributi statunitensi alle organizzazioni internazionali, oltre ad avviare un processo di revisione e potenziale abrogazione di alcune tipologie di trattati multilaterali sottoscritti dagli Usa.

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Usa, gli ostacoli ai piani di Trump sull’immigrazione

 

Washington, 26 gen - (Agenzia Nova) - Il decreto con cui il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, ha ordinato ieri l’avvio immediato dei lavori per un muro al confine con il Messico è in primo piano sulla stampa statunitense. “Costruire questa barriera è più di una semplice promessa elettorale, è un primo passo di buon senso per mettere davvero in sicurezza i nostri confini, che oggi sono permeabili. Questo conterrà l’afflusso di droga, crimine e immigrazione clandestina negli Stati Uniti. E sì, come ha detto il presidente, in un modo o nell’altro il Messico pagherà”, ha dichiarato il portavoce della Casa Bianca, Sean Spencer, richiamando la promessa di Trump di imporre al paese confinante i costi dei lavori di costruzione. Il presidente ha adottato ieri altre misure: il blocco delle sovvenzioni federali alle “città santuario”, che rifiutano di collaborare col governo all’espulsione degli immigrati clandestini; l’allocazione di fondi del dipartimento di Sicurezza interna alla costruzione e gestione di strutture detentive; la fine delle politiche note come “catch and release” (“cattura e rilascio”, ndr), che prevedeva il rilascio di immigrati in attesa della valutazione del loro status da parte della magistratura; e infine, l’accelerazione delle espulsioni per gli immigrati irregolari macchiatisi di reati. Si tratta di misure ampiamente preannunciate da Trump nel corso della campagna elettorale: il “Time” sottolinea però come il presidente non abbia dato seguito, almeno per ora, alla promessa di revocare il decreto del suo predecessore che blocca la deportazione degli immigrati irregolari giunti negli Usa quando ancora erano minorenni. Lo stesso progetto del muro di confine, pur se concretamente avviato, continua a destare perplessità da parte della stampa Usa. La “Washington Post”, in particolare, spiega di aver consultato “esperti e locali”, ed elenca una serie di ragioni per le quali il muro sorgerà probabilmente soltanto lungo alcuni tratti del confine, lungo in tutto quasi duemila miglia. Tanto per cominciare, scrive il quotidiano in un’analisi, lungo alcuni tratti del confine tra Usa e Messico il terreno è troppo accidentato. In secondo luogo, i terreni di confine del Texas sono perlopiù di proprietà privata, in virtù dei termini che dettarono il suo ingresso nell’Unione, 200 anni fa: l’esproprio degli appezzamenti causerà, oltre a un esborso significativo, una serie di battaglie legali. In terzo luogo, ricorda il quotidiano, il graduale spostamento del corso del Rio Grande al confine tra Messico e Usa ha suscitato alcune dispute territoriali tra i due paesi che a tutt’oggi sono irrisolte: esistono persino piccole comunità statunitensi che vivono oltre le barriere già erette al confine tra i due paesi. C’è poi il tema dell’effettiva efficacia delle barriere fisiche: gli esperti consultati dalla “Washington Post” sostengono che un muro sia perlopiù inutile, e che sia invece necessario rafforzare la sorveglianza. Infine, conclude il quotidiano, gli immigrati irregolari che varcano il confine statunitense “sono determinati, e spesso non hanno nulla da perdere”, perché fuggono dalla violenza nei paesi del Centro America: l’Agenzia Onu per i rifugiati (Unhcr) stima che dal 2012 il flusso di rifugiati che da quei paesi si dirigono verso gli Usa sia quintuplicato.

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Trump era preso sul serio, ora dovrà essere preso alla lettera

 

Washington, 26 gen - (Agenzia Nova) - Molti dei sostenitori e dei consiglieri del presidente Usa, Donald Trump, hanno sostenuto, nel corso della campagna elettorale, che le sue affermazioni andavano prese sul serio, ma non alla lettera. I primi giorni di Trump alla Casa Bianca, scrivono Abby Phillip e Ashley Parker sulla “Washington Post”, dimostrano invece che la retorica di Trump era tutt’altro che allegorica. Questa presa di coscienza, sostengono gli autori dell’articolo, sta già allarmando diversi esponenti del Partito repubblicano, che del resto è sempre stato restio ad appoggiare la candidatura del nuovo inquilino della Casa Bianca. Alcuni, però – come l’ex consigliere di Trump Sam Nunberg – non capiscono dove stia la sorpresa: “(Trump) non ha mai dato voce a una posizione con cui non fosse in accordo o di cui non fosse profondamente convinto. Chi credeva che non sarebbe stato un presidente orientato ai risultati sulla base della sua piattaforma elettorale, che ha progettato lui stesso, era del tutto in errore”. Tra le vittime del malinteso, come già scritto, si contano però diversi legislatori repubblicani: gli stessi che ieri, in occasione delle firme dei decreti presidenziali, credevano di ottenere chiarimenti e rassicurazioni, e che invece – scrive la “Washington Post – hanno rimediato nuove domande e ulteriori mal di testa: Trump li ha colti completamente alla sprovvista lanciando i lavori di costruzione del muro al confine con il Messico, ipotizzando la riapertura dei centri di detenzione della Cia contro i terroristi e annunciando una indagine sulle presunte frodi elettorali che a detta del presidente gli avrebbero sottratto il primato del voto popolare alle presidenziali dello scorso novembre.

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