I piani del governo per arginare il problema delle banche italiane

La rassegna della stampa internazionale sui principali fatti che riguardano da vicino il nostro paese. Oggi articoli di Figaro, Wall Street Journal, Financial Times, Spiegel...

I piani del governo per arginare il problema delle banche italiane

Foto di Sandro Lecca via Flickr

L'Italia sarebbe pronta ad iniettare 15 miliardi nel sistema bancario

Parigi, 16 dic 08:30 - (Agenzia Nova) - Lo Stato italiano sarebbe pronto ad iniettare 15 miliardi di euro nel sistema bancario del paese per aiutare Banca Monte dei Paschi di Siena (Bmps) ed altri istituti in difficoltà: lo afferma il quotidiano francese "Le Figaro" riportando fonti raccolte dall'agenzia di stampa "Reuters". Il giornale scrive che proprio ieri ieri giovedì 15 dicembre il consiglio di amministrazione di Bmps ha annunciato il varo di un aumento di capitale con l'obbiettivo di raccogliere 5 miliardi di euro entro il 31 dicembre: Bmps è l'anello debole del sistema bancario italiano, la cui fragilità preoccupa l'intera Europa; ed un eventuale fallimento di questa ricapitalizzazione attraverso il mercato potrebbe aprire la strada appunto ad un salvataggio pubblico per evitare una grave crisi dell'intero sistema bancario italiano. Il salvataggio, secondo le informazioni riportate dal giornale francese, a quel punto riguarderebbe anche altri istituti in difficoltà: si parla di Banca Popolare di Vicenza e di Veneto Banca, già rilevate nel corso di quest'anno da un fondo pubblico, e di Banca Carige. Il settore bancario italiano, ricorda il "Figaro" è appesantito da una montagna di crediti a rischio per 360 miliardi di euro, cioè un terzo del totale della zona euro, accumulatasi negli anni della peggiore recessione dopo la Seconda guerra mondiale; a differenza però della Spagna o dell'Irlanda, l'Italia finora non è mai intervenuta per aiutare le proprie banche. La questione riveste anche un rilevante significato politico: se lo Stato italiano dovesse intervenire in aiuto delle banche, le regole europee esigono che gli investitori privati si assumano una parte delle perdite. Ma questa è una prospettiva agghiacciante per il Partito democratico al governo in vista delle elezioni anticipate che si potrebbero tenere nella prossima primavera: già l'anno scorso l'Italia ebbe un assaggio di cosa possano comportare le regole europee in materia di salvataggi bancari, quando migliaia di piccoli risparmiatori vennero improvvisamente investiti dalla crisi di quattro piccoli istituti regionali. Il governo italiano sta cercando quindi di convincere la Commissione europea a proteggere i risparmi degli obbligazionisti, magari a condizione che possano provare di non essere stati sufficientemente informati sui rischi che il loro investimento comportava.

Leggi l’articolo del Figaro

Il salvataggio di Monte dei Paschi non basterà a risolvere i problemi del settore bancario italiano

New York, 16 dic 08:30 - (Agenzia Nova) - Il settore bancario italiano, scrive Giovanni Legorano sul "Wall Street Journal", è oppresso da un'economia stagnante e da un modello di business ultra-tradizionale, e difficilmente, pertanto, il salvataggio di Monte dei Paschi di Siena (Mps) basterà a trarre d'impaccio l'intero settore del credito. La nazionalizzazione di Monte dei Paschi, scrive Legorano, appare ormai sempre più probabile; non pochi, a Roma, sollecitano anche il governo a prendere l'iniziativa, così da avviare l'arduo processo di dismissione dei 360 miliardi di euro di crediti deteriorati che gravano sul settore bancario. Tuttavia, "ad eccezione del possibile supporto un pugno di istituti di credito piccoli e criticamente malati, un intervento esteso all'intero settore appare improbabile". Tanto più che la prospettiva di elezioni anticipate il prossimo anno, e l'ascesa delle forze politiche populiste, dissuaderà quasi certamente il nuovo governo di transizione dall'assumere una condotta decisa oltre gli immediati problemi di Mps. Le banche italiane scontano gravi problemi su più fronti, scrive Legorano: "Un'economia quasi ferma al palo - si prevede non crescerà più dell'1 per cento nei prossimi anni - e un modello di business ultra-tradizionale che offre poco scampo dai danni dei bassi tassi d'interesse in gran parte del settore finanziario europeo". In Italia i tassi d'interesse sono rimasti perlopiù stabili nonostante l'aumento di quelli Usa, e ciò ha ridotto al minimo i margini di profittabilità delle banche. Al contempo, gli scarsi investimenti produttivi grava su una domanda di credito generalmente debole, che non si muove da oltre due anni. Dal 2008 ad oggi, le banche italiane hanno visto calare di un terzo il fatturato derivante dall'attività di credito. I costi, invece, restano elevati: le banche italiane "danno lavoro a 350 mila persone, e destinano il 64 per cento del loro fatturato alle spese operative, contro il 50 per cento delle banche spagnole e il 60 di quelle greche". Le rigidità contrattuali e del mercato del lavoro rallentano e ostacolano i piani di riduzione dei costi, che nell'arco di un anno sono calati del 2 percento. Il risultato, conclude Legorano, è che il return on equity (roe), ovvero la capacità di remunerare il capitale di rischio, misura della profittabilità delle banche, era del 4,8 per cento lo scorso anno, contro il 14 per cento delle banche irlandesi e l'8,3 per cento di quelle francesi. Nel frattempo, stando all'Autorità bancaria europea il 16 per cento dei crediti italiani sono inesigibili, il triplo della media Ue. Il drastico piano di riordino annunciato da UniCredit, sottolinea infine Legorano, non fa che esporre la misura della sottocapitalizzazione del sistema bancario italiano, in un contesto dove "le cattive notizie non hanno fatto che accumularsi: i prolungati problemi economici italiani spingono più aziende all'insolvenza, ma i profitti sottilissimi delle banche non bastano a coprire le perdite di una eventuale svalutazione dei crediti deteriorati".

Leggi l’articolo del Wall Street Journal

Il governo italiano vigila sulla scalata di Mediaset da parte di Vivendi

New York, 16 dic 08:30 - (Agenzia Nova) - Il presidente del Consiglio italiano, Paolo Gentiloni, ha dichiarato ieri che il governo ritiene Mediaset e il settore delle telecomunicazioni parimenti importanti, e per tale ragione vigilerà contro eventuali scalate ostili, senza però interferire in maniera indebita con le dinamiche di mercato. Proprio ieri Vivendi, il gruppo francese di proprietà di Vincent Bollore, ha annunciato d'aver portato al 20 per cento la propria quota di partecipazione a Mediaset.

Leggi l’articolo del New York Times

Migranti: l'Italia chiede a Bruxelles "più risposte" per gestire la crisi

Madrid, 16 dic 08:30 - (Agenzia Nova) - Il primo ministro italiano Paolo Gentiloni ha chiesto all'Unione europea di "non rilassarsi" nella gestione della crisi migratoria e ha detto che le risposte "arrivate con ritardo" "non sono soddisfacenti in quanto a velocità ed efficacia". Ne parla "La Vanguardia".

Leggi l’articolo del Vanguardia

PANORAMA INTERNAZIONALE

Al vertice Ue la Merkel critica la Russia e l’Iran per i crimini ad Aleppo

Amburgo, 16 dic 08:30 - (Agenzia Nova) - Il cancelliere tedesco Angela Merkel, al termine del vertice Ue di Bruxelles, ha rivolto gravi accuse contro la Russia e l’Iran in merito all'offensiva siriana sulla città di Aleppo. “Questi crimini dovrebbero essere puniti”, ha affermato. “Manca la volontà e non il denaro per proteggere il popolo siriano”, ha proseguito. “Abbiamo a che fare con un fallimento del Consiglio di sicurezza dell'Onu”, ha poi concluso. “La sofferenza non ci è indifferente”, ha detto Donald Tusk, Presidente del Consiglio della Ue. Quest’ultimo ha invitato il sindaco della parte Est di Aleppo, Hagi Hsan Brita, al vertice, “per ascoltare la voce del popolo di Aleppo, almeno in questo modo simbolico”. Anche il Presidente francese Francois Holland ha detto che “bisogna passare dalle parole ai fatti”. Al vertice sono state ribadite le sanzioni alla Russia per la questione ucraina. Inoltre Merkel, assieme ad Hollande e ai premier italiano Gentiloni e spagnolo Rajoy, ha incontrato il Presidente del Niger Mahmadou Issoufou in merito all'accordo europeo con quel paese per lo sviluppo e il contenimento dei flussi migratori. Altro punto focale trattato è stato quello dell’entrata nella Ue della Turchia. Conditio sine qua non è che il Paese adotti nuove leggi anti-terrorismo. È infine stata richiesta maggiore cooperazione militare fra gli Stati e nel contempo un’intensificazione del partenariato con la Nato.

Leggi l’articolo dello Spiegel

Brasile: nella lotta alla corruzione si preda esempio dal "fallimento" di Mani Pulite

Rio de Janeiro, 16 dic 08:30 - (Agenzia Nova) - Non è l'intervento della giustizia a rovinare l'economia ma la corruzione istituzionalizzata. È la tesi esposta in un commento del quotidiano "O Globo" centrato sull'intervento della magistratura brasiliana nelle vicende politiche nazionali. L'articolo muove dall'esperienza di Mani pulite in Italia, "fallita per l'approvazione di leggi sulla prescrizione di reati e di assoluzione dei corrotti". In questo scenario il "non politico" Silvio Berlusconi ha potuto diventare leader di forze unite per "salvare l'economia devastata da Mani Pulite", "nel 1994, stanchi della crisi e della recessione, gli italiani hanno deciso che senza corruzione non c'è crescita economica. Risultato: oggi l'Italia ha il maggior indice di corruzione del primo mondo e la peggiore traiettoria economica, con il Pil fermo ai livelli del 2000". Il pezzo rivendica la necessità che la politica non ostacoli i principi che muovono alla lotta contro la corruzione.

Leggi l’articolo di O Globo

Le vendite di petrolio di Libia e Nigeria mettono alla prova gli accordi sulla produzione globale

Londra, 16 dic 08:30 - (Agenzia Nova) - La tenuta degli accordi tra i produttori globali per ridurre la produzione petrolifera sta già per essere messa alla prova, riferisce il "Financial Times": la Libia e la Nigeria, esentati dai tagli, stanno per immettere sul mercato centinaia di migliaia di barili di greggio. La produzione libica è raddoppiata da settembre, arrivando a 600 mila barili al giorno; è stato riaperto il sito di El Feel, gestito dalla compagnia italiana Eni, con una capacità di 80 mila barili. La produzione nigeriana è vicina a 1,8 milioni di barili e il governo ha appena firmato intese con major internazionali come ExxonMobil, Royal Dutch Shell, Eni e Chevron.

Leggi l’articolo del Financial Times

Frontex accusa le Ong di collusione con i trafficanti di migranti

Londra, 16 dic 08:30 - (Agenzia Nova) - Frontex, l'agenzia delle frontiere dell'Unione Europea, accusa le organizzazioni non governative che operano nel Mediterraneo di collusione con i trafficanti di esseri umani: lo rivela il "Financial Times", sulla base di un rapporto confidenziale del mese scorso. Secondo le carte, i migranti prima di partire dispongono di chiare indicazioni su come raggiungere le navi delle Ong; gli operatori, inoltre, suggerirebbero di non cooperare con le forze dell'ordine nei paesi di approdo, come l'Italia.

Leggi l’articolo del Times

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