I quattro italiani che sono in corsa per dirigere l'Europarlamento

La rassegna della stampa internazionale sui principali fatti che riguardano da vicino il nostro paese. Oggi articoli di Mundo, Sueddeutsche Zeitung, Financial Times, Figaro...

I quattro italiani che sono in corsa per dirigere l'Europarlamento

Foto LaPresse

Ue: quattro italiani in corsa per dirigere l'Europarlamento

Madrid, 14 dic 08:32 - (Agenzia Nova) - Antonio Tajani per i popolari, Eleonora Forenza per la sinistra, il grillino Piernicola Pedicini per il gruppo Europa della libertà e della democrazia diretta e Gianni Pittella per i socialisti. Sono i quattro candidati a presiedere l'Europarlamento nella corsa scatenata dal ritiro del tedesco Martin Schulz, prossimo al rientro nella politica nazionale. Una competizione tutta italiana cui "el Mundo" dedica un approfondimento. Norma non scritta - ricorda il quotidiano - vuole che dopo la presidenza Schulz la camera dovrebbe passare nelle mani di un popolare, ma "Pittella sta facendo di tutto per evitarlo. Crede, come la maggior parte dei socialdemocratici europei, che lo squilibrio di poteri sarebbe eccessivo" visto il controllo esercitato dai conservatori sulla Commissione e sul Consiglio". D'altro canto né i popolari né i socialdemocratici hanno in Aula i numeri utili a portare avanti le loro proposte legislative. E "le due forze hanno bisogno l'una dell'altra per tenere testa 'a radicali ed euroscettici', come loro stessi hanno detto negli ultimi 24 mesi". Il candidato vincente in partenza non c'è e se non si trova l'intesa deciderà l'Aula. Ma di fatto, prosegue "El Mundo", "nessuno a Bruxelles e nelle 28 capitali crede che la decisione non passi al setaccio dei capi di Stato e di governo che per l'appunto si riuniscono giovedì per l'ultimo vertice annuale". Sono "in molti a pensare che Tajani, attuale vicepresidente, finisca per rinunciare a favore di Pittella". Perché la Germania e la Francia, in vista delle rispettive elezioni interne "vogliono calma assoluta nell'Unione". Per la testata "è più facile per i popolari mandar giù il candidato socialdemocratico che per la sinistra e i radicali dare il via libera a un uomo" i cui anni di servizio e le doti di negoziatore sono messe in ombra "dalla sua vicinanza a Silvio Berlusconi, cui è stato fedele nonostante tutti gli scandali".

Leggi l’articolo del Mundo

Al nuovo governo manca solo Renzi

Berlino, 14 dic 08:32 - (Agenzia Nova) - Il nuovo premier italiano, Paolo Gentiloni, 62 anni, romano di famiglia aristocratica, ha giurato con il nuovo esecutivo. Il suo è un Governo “di responsabilità”, le cui priorità sono la ricostruzione del dopo terremoto in Italia centrale, i problemi sociali del Sud, il rilancio dell'economia e del settore bancario e l’immigrazione. Gentiloni promette di proseguire il percorso di riforme tracciato dal precedente governo. Anche se l'ex premier Matteo Renzi ha rassegnato le dimissioni, il nuovo Governo italiano ricorda così tanto il vecchio, che il giornale “La Repubblica” titola: “La copia di un governo”. Tredici ministri rimangono e mantengono i loro incarichi precedenti. Le eccezioni si contano sulle dita di una mano: il ministero degli Affari esteri è ora affidato all'ex ministro dell'Interno, Angelino Alfano. Ci sono cinque ministri completamente nuovi. Maria Elena Boschi, che lascia il suo ruolo alle Riforme, diventerà sottosegretario alla presidenza del Consiglio: secondo molti, una promozione. Luca Lotti, fedele confidente di Renzi, è ministro per lo Sport. Anche lo “spin-doctor” e portavoce dell’ex Primo ministro, Filippo Sensi, mantiene il precedente incarico. In una vignetta satirica del fumettista Giannelli, sul “Corriere della Sera” si vedono Gentiloni e Mattarella, e quest’ultimo osserva: “Manca Renzi!”. Tutte le opposizioni hanno accusato il Partito Democratico di manovre di palazzo. L’ex comico Grillo, guida del Movimento 5 Stelle, ha chiamato Gentiloni “Renziloni”. Secondo recenti sondaggi il suo partito avrebbe già sorpassato il Pd con il 31,5 per cento di preferenze, contro il 29,8 del partito di Renzi. Tuttavia prima delle elezioni c’è bisogno di una nuova legge elettorale, che dovrà approvare un Parlamento profondamente diviso.

Leggi l’articolo del Sueddeutsche Zeitung

In Italia aprirà un ufficio di rappresentanza della Repubblica autoproclamata di Donetsk

Mosca, 14 dic 08:32 - (Agenzia Nova) - Un ufficio di rappresentanza della Repubblica Popolare autoproclamata di Doneck (Dnr) aprirà i battenti oggi a Torino. Lo ha riferito un rappresentante del ministero degli Esteri della repubblica separatista ucraina. "Il 14 dicembre 2016 nella città di Torino si terrà l'apertura del centro di rappresentanza della Dnr in Italia (...) L'apertura di questo centro contribuirà al rafforzamento delle informazioni, dei legami culturali ed economici tra la Dnr e l'Italia", ha dichiarato il rappresentante degli Esteri della Dnr, secondo quanto riferito dall’agenzia "Ria Novosti".

Leggi l’articolo del Kommersant

Produzione industriale italiana stagnante a ottobre

Londra, 14 dic 08:32 - (Agenzia Nova) - La produzione industriale italiana, riferisce il "Financial Times", è rimasta stabile a ottobre: zero per cento su base mensile; 1,3 per cento rispetto allo stesso mese dell'anno scorso. A soffrire di più sono stati la manifattura dei beni elettrici e non (-7,1 per cento) e i prodotti petroliferi raffinati (-4). Significativi, invece, gli incrementi della produzione di elettricità e gas (9,5 per cento) e dei beni farmaceutici (6,3).

Leggi l’articolo del Financial Times

Guerra senza quartiere tra Berlusconi e Bolloré

Parigi, 14 dic 08:32 - (Agenzia Nova) - Silvio Berlusconi non cederà facilmente le armi davanti alla dichiarazione di guerra dell'uomo d'affari francese Vincent Bolloré: il quale, dopo aver annunciato lunedì scorso che il gruppo multimediale Vivendi da lui diretto aveva acquisito il 3,01 per cento delle azioni Mediaset, in poche ore ieri è salito al 12,32 per cento del capitale ed ha dichiarato di puntare al 20 per cento, mentre in Borsa il titolo si infiammava fino a guadagnare il 31,87 per cento del su valore. Da parte sua Berlusconi ha ribadito che non intende mollare la presa sul gioiello di famiglia ed ha preannunciato che la cassaforte Fininvest adirà "tutte le istanze" per difendersi da quella che ha definito "non una normale operazione di mercato".

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PANORAMA INTERNAZIONALE


 

Europa: gli appelli ad aumentare gli investimenti pubblici sono caduti nel vuoto

New York, 14 dic 08:32 - (Agenzia Nova) - Gli appelli ai governi europei ad aumentare la spesa pubblica per stimolare la crescita economica sono caduti nel vuoto, almeno a giudicare dalle stime relative alle emissioni di obbligazioni sovrane per il prossimo anno. Commerzbank, Morgan Stanley e Ing prevedono che nel 2019 i collocamenti di obbligazioni sovrane da parte dei paesi dell'eurozona aumenteranno di 20-40 miliardi di euro, perlopiù per effetto della scadenza di titoli esistenti. Per ora, però, non esiste alcun segnale di un maggiore indebitamento dei paesi in risposta alla richiesta della Commissione europea di muovere dall'austerità agli investimenti per la crescita. A frenare tale transizione, sottolinea l'analista di Ing Benjamin Schroeder, è la montagna di debito accumulata dall'eurozona durante la crisi degli scorsi anni.

Leggi l’articolo del New York Times

UniCredit si impone una cura radicale

Parigi, 14 dic 08:32 - (Agenzia Nova) - UniCredit è decisa a porre fine agli sbandamenti del passato: la prima banca italiana, appesantita da diverse decine di miliardi di crediti a rischio (essenzialmente crediti accordati ad aziende che non sono in grado di rimborsarli a causa della peggiore recessione economica dopo la Seconda guerra mondiale) ieri martedì 13 dicembre ha presentato un drastico piano strategico per i prossimi tre anni ed un importante aumento di capitale. Il piano, presentato dall'amministratore delegato Jean-Pierre Mustier, prevede la soppressione entro i 2019 di 1 mila posti di lavoro, cioè l'11 per cento dei dipendenti che Unicredit aveva alla fine del 2015. La banca intende anche raccogliere capitali freschi per 13 miliardi di euro per rafforzare il proprio capitale; ma non procederà ad ulteriori cessioni di sue partecipazioni, dopo aver venduto il 30 per cento della controllata online FinecoBank, la quota di controllo della banca polacca Pekao, le sue attività di trattamento delle transazioni con carte di credito in Italia, Germania ed Austria ed aver annunciato lunedì scorso la cessione della sua controllata di gestioni patrimoniali Pioneer Investments al gruppo francese Amundi.

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Condannato lo scafista del naufragio costato la vita a oltre 700 migranti

Londra, 14 dic 08:32 - (Agenzia Nova) - Un tribunale italiano, riferisce la stampa britannica, ha giudicato colpevole di omicidio colposo lo scafista tunisino del più disastroso naufragio di migranti avvenuto nel Mar Mediterraneo, nell'aprile del 2015, nel quale persero la vita circa 700 persone. L'uomo, Mohammed Ali Malek, detto "il capitano", tra i pochissimi sopravvissuti, è stato condannato a 18 anni di reclusione. Condanna anche per il secondo in comando, il siriano Bikhit Mahmud, a cinque anni per favoreggiamento dell'immigrazione clandestina.

Leggi l’articolo del Guardian

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Commenti all'articolo

  • Giovanni Attinà

    14 Dicembre 2016 - 15:03

    Ad essere sincero non mi pare che l'Europarlamento brilli per il suo operare. Infatti, a parte il bla, bla nelle varie lingue, non mi pare davvero che affronti i reali problemi dell'Europa, unitamente alla commissione Ue. E tutto questo senza essere antieuropeisti.

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