L'Europa alla prova del voto in Austria e Italia

La rassegna della stampa internazionale sui principali fatti che riguardano da vicino il nostro paese. Oggi articoli di Financial Times, Economist, Russia Today, Parisien...

L'Europa alla prova del voto in Austria e Italia

Il presidente del Consiglio Matteo Renzi (foto LaPresse)

I voti in Italia e Austria tengono l'Europa col fiato sospeso

Londra, 18 nov 08:26 - (Agenzia Nova) - I voti del 4 dicembre in Austria e Italia, riferisce il "Financial Times", stanno provocando una tensione palpabile in Europa. In Austria si rivoterà per le elezioni presidenziali, e potrebbe vincere un candidato di estrema destra; in Italia per il referendum sulla riforma costituzionale, cui è legata la sorte del governo di Matteo Renzi. I mercati finanziari sembrano nervosi soprattutto per le prospettive di instabilità politica dell'Italia, con conseguenze per il fragile settore bancario.

Leggi l’articolo del Financial Times

 

Prodi, la forza dell'Italia non dipende dal referendum costituzionale

New York, 18 nov 08:26 - (Agenzia Nova) - L'ex presidente del Consiglio italiano e della Commissione europea, Romano Prodi, intervistato da "Bloomberg", discute le prospettive politiche per l'Italia e l'Europa dopo il voto sulla Brexit e l'elezione del presidente Usa Donald Trump, e in vista del referendum sulla riforma costituzionale in programma per il prossimo 4 dicembre in Italia. "La Brexit non sta andando affatto bene", premette Prodi. "Speravamo tutti in un rapido avvio dei negoziati; ora sappiamo che i negoziati si terranno più tardi, non prima di marzo, e in tutti i paesi europei si manifesta una sorta di risentimento. (...) Si prospettano tensioni", mette in guardia il Presidente, e ci saranno "due anni di incertezza". Quanto al referendum che si terrà a breve in Italia, "in teoria non dovrebbe avere alcuna rilevanza sul piano economico", anche se i mercati lo giudicano cruciale per stabilire il futuro dell'euro e la sostenibilità del progetto europeo. Il referendum non dovrebbe avere nemmeno alcun effetto sulla tenuta del governo italiano, ma si è trasformato in uno "scontro tra Renzi e anti-renziani". Prodi, comunque, è ottimista: "Quando è capitata la Brexit, tutti sostenevano sarebbe stato l'inizio della fine. Certo, ci saranno conseguenze, ma sul lungo termine. Io penso che la forza del governo italiano non dipenderà dall'esito del referendum, ma da come i vari partiti si organizzeranno. Oggi c'è una situazione di debolezza comune dei partiti politici". E' insomma imperativo "mantenere la calma" in vista del voto del 4 dicembre: Prodi crede che un vero ritiro di Renzi dalla politica, in caso di sconfitta al referendum, non sia nemmeno possibile. "In questo momento non c'è alternativa. (Se dovesse perdere il referendum, ndr) si recherà dal presidente della Repubblica, rassegnerà le dimissioni, e il presidente chiederà a lui di rimettere assieme il governo. Per questo - ribadisce Prodi - sostengo che il referendum in sé non è il problema, ma lo sono piuttosto le modalità di riorganizzazione dei partiti all'indomani del referendum". Non varrà nemmeno il recente rifiuto di Renzi di sostenere governi tecnici: "Non dovrà sostenerne uno, per la semplice ragione che sarà lui a guidarlo". L'ex presidente del Consiglio italiano commenta anche l'elezione di Donald Trump alla presidenza Usa. "E' una rivoluzione assoluta", che costringerà l'Europa e L'Asia a rivedere i termini dell'interlocuzione con gli Stati Uniti, specie in materia di commercio e difesa. "Qui in Cina c'è soddisfazione per il blocco del Ttp (il trattato di libero scambio trans-Pacifico, ndr); ma si discute anche il rischio di misure doganali. Per (il presidente Trump, ndr) sarà difficile, perché la Cina dispone di diverse armi". Ci sarà, secondo Prodi, una lunga parentesi di ridefinizione degli equilibri, "perché gli interessi sono molteplici e nessuno è interessato a una battaglia". Anche il profilo atipico di Trump, precisa Prodi, non dovrebbe costituire un elemento di difficoltà insormontabile: del resto "abbiamo già avuto l'esperienza di Berlusconi, che come Trump non aveva precedenti esperienze politiche". E' importante piuttosto valutare, secondo Prodi, chi e come Trump sceglierà come suoi collaboratori alla Casa Bianca, per comprendere se l'elemento di imprevedibilità che ha contraddistinto il Repubblicano durante la campagna elettorale segnerà anche la sua attività di governo.

Leggi l’articolo del Bloomberg Business Week

 

L’imprenditoria italiana sostiene con forza il progetto di riforma di Renzi

New York, 18 nov 08:26 - (Agenzia Nova) - I capitani d'industria italiani sostengono convintamente il progetto di riforma costituzionale del premier Matteo Renzi. È quanto emerge da un’indagine condotta da “Blomberg” tra gli amministratori delegati e i presidenti delle 100 più grandi aziende italiane per volume di asset. I rappresentanti di 42 aziende il cui capitale sociale complessivo ammonta ad oltre 240 miliardi di euro si sono espressi pubblicamente nel 98 per cento dei casi a favore della riforma. Tra i favorevoli, l’Ad di Fiat Chrysler Automobiles, Sergio Marchionne e il presidente di Cir SpA, Rodolfo de Benedetti. Dal loro punto di vista, la riforma rappresenta un passo nella giusta direzione per il paese e sarà utile ad attirare gli investitori stranieri. Le proposte del governo Renzi includono il ridimensionamento del Senato e la riduzione delle sue competenze per ridurre i tempi di approvazione delle leggi.

Leggi l’articolo del Bloomberg Business Week

 

Leader Lega Nord Salvini, per l’Italia sarà difficile tornare nel mercato russo dopo la revoca delle sanzioni

Mosca, 18 nov 08:26 - (Agenzia Nova) - Anche dopo la revoca delle sanzioni anti-russe, per l'Italia sarà "molto difficile" per ripristinare i rapporti commerciali con la Russia ai precedenti livelli, ha dichiarato il Leader del partito italiano Lega del Nord, Matteo Salvini, in una intervista al canale televisivo “Russia 24".. Le sanzioni "sono state appena prorogate, lo scorso settembre. Ciò implica, purtroppo, che questa follia durerà fino a primavera. Questa follia costa all’Italia 6 miliardi di euro. E’ quanto abbiamo perso nell'esportazione di prodotti, tessuti e mobili. Quando tutto questo sarà finito, sarà molto difficile tornare al mercato russo", ha detto Salvini.

Leggi l’articolo del Russia Today

 

Gli appalti pubblici diventano meno competitivi, e spesso più corrotti

Londra, 18 nov 08:26 - (Agenzia Nova) - I paesi dell'Unione Europea, riferisce il settimanale britannico "The Economist", hanno speso in appalti 1.900 miliardi di euro nel 2015, pari a un quinto del prodotto interno lordo. Gli Stati stanno affidando sempre più funzioni ai privati, soprattutto in seguito alla crisi e all'imperativo di ridurre i costi. Tuttavia, la maggior parte di questi contratti va a un numero ristretto di compagnie; un'alta percentuale di gare d'appalto, in particolare in Italia, ha una sola offerta. I motivi della ridotta concorrenza sono vari. Da una parte i governi spendono molto in settori, come la sanità, in cui c'è più concentrazione. Inoltre, la Commissione europea ha incoraggiato gli accorpamenti di spesa; l'Italia, ad esempio, sta cercando di ridurre i suoi centri di acquisto. Altre ragioni, però, sono più oscure.

Leggi l’articolo dell’Economist

 

  


 PANORAMA INTERNAZIONALE


 

Europa, vendite auto stagnati nel mese di ottobre

Washington, 18 nov 08:26 - (Agenzia Nova) - Le vendite di auto nuove in Europa hanno segnato una pur lievissima contrazione - lo 0,02 per cento - nel mese di ottobre, il primo calo registrato dopo il crollo del mercato dell'auto europeo del 2012. Le immatricolazioni sono calate nei due principali mercati europei, Germania e Francia, rispettivamente del 5,6 e del 4 per cento. In Italia le vendite sono aumentate quasi del 10 per cento, del 4 per cento in Spagna e dell'1,4 per cento nel Regno Unito. Buona la prestazione di Fiat Chrysler, che in Europa ha registrato un incremento delle vendite del 7 per cento.

Leggi l’articolo del Washington Post

 

Automobile: il mercato europeo cala in ottobre

Parigi, 18 nov 08:26 - (Agenzia Nova) - Il mercato automobilistico europeo è calato in ottobre (- 0,02 per cento), appesantito dalla contrazione delle immatricolazioni in Francia ed in Germania: lo ha reso ieri giovedì 17 novembre l'Associazione dei costruttori europei di automobili (Acea); in totale, 1,1 milioni di vetture nuove sono state messe sulle strade dell'Unione Europea lo scorso mese. Tuttavia nei primi dieci mesi di quest'anno la tendenza resta positiva, con una crescita del mercato del 7,2 per cento a 12,35 milioni di unità, ha precisato l'Acea nella sua pubblicazione mensile delle statistiche. Il più grande mercato, quello della Germania, ha perso il 5,6 per cento, mentre la Francia è calata del 4 per cento. Le crescite registrate in Italia (+ 9,7 per cento), in Spagna (+ 4 per cento) e nel Regno Unito (+ 1,4 per cento), non sono state sufficienti a compensare il calo tedesco e francese.

Leggi l’articolo della Tribune

 

Spagna: impresa di servizi scientifici fa spesa in Italia

Madrid, 18 nov 08:26 - (Agenzia Nova) - L'impresa di servizi tecnico scientifici spagnola Kymos Pharma Services ha acquistato la sigla italiana Pharmaprogress. L'impresa con sede a Barcellona intende così "accelerare i piani di espansioen inziiati cinque anni fa" per consolidarsi nel mercato eurpeo, segnala la nota riportata da "La Vanguardia". Pharmaprogess dispone di un laboratorioo di analisi di 700 metri quadrat, dieci dipendenti e nel 2017 prevede di fatturare un milione di euro.

Leggi l’articolo della Vanguardia

 

n Mediterraneo, la flottiglia umanitaria preoccupata per l'inverno

Parigi, 18 nov 08:26 - (Agenzia Nova) - I migranti continuano a prendere il mare in gran numero dalla Libia, ma la flottiglia umanitaria che va al loro soccorso non è preparata all'inverno e, senza aiuti, teme nuovi drammi. Più di 3.350 migranti soccorsi, almeno 16 morti e 340 dispersi: al largo della Libia questi ultimi giorni sono stati i più intensi dell'intero mese di novembre dell'anno scorso. Il record di oltre 27.300 migranti sbarcati in ottobre sulle coste italiane, ed il totale che ha già superato il numero di 8 mila in novembre, confermano che quest'anno i pericoli del mare in questa stagione non né i migranti né i trafficanti. Ma la maggioranza delle navi umanitarie che per tutto quest'anno hanno giocato un ruolo cruciale nei soccorsi, alla fine del mese saranno rientrate in porto, per motivi di sicurezza ma anche per lavori di manutenzione essenziali in vista delle probabili operazioni dell'anno prossimo: "E' stato un anno molto lungo per gli equipaggi e per i battelli" ha dichiarato all'agenzia di stampa "France Presse" (Afp), qui ripresa dal quotidiano "Le Parisien", il direttore Pete Sweetnam del Moas, l'Ong maltese che nel 2014 è stata la prima a noleggiare una nave di soccorso privata al largo della Libia.

Leggi l’articolo del Parisien

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