Mr. Esselunga, discreto da vivo, sotto i riflettori da morto

La rassegna della stampa internazionale sui principali fatti che riguardano da vicino il nostro paese. Oggi articoli di Bloomberg, Monde, Financial Times, Guardian, Economist
Mr. Esselunga, discreto da vivo, sotto i riflettori da morto

Bernardo Caprotti: discreto da vivo, sotto i riflettori dopo il suo decesso

Parigi, 7 ott - (Agenzia Nova) - Il quotidiano francese "Le Monde" pubblica un ritratto di Bernardo Caprotti, il presidente e fondatore di Esselunga, la prima catena di supermercati in Italia, morto il 30 settembre scorso lasciando in sospeso le questione relative al futuro della sua creatura economica.


Un grande pacchetto di riforma; cresce il timore che Renzi possa essere la prossima vittima di un referendum

Londra, 7 ott - (Agenzia Nova) - In evidenza sul settimanale britannico "The Economist" e sul quotidiano "The Guardian" il referendum italiano sulla riforma costituzionale, diventato un voto su Matteo Renzi. Il presidente del Consiglio è convinto che i problemi dell'Italia siano legati alle sue istituzioni e che solo un governo con poteri più ampi possa modernizzare il paese. Gli elettori, tuttavia, hanno molti dubbi, anche a causa della combinazione tra la riforma costituzionale, che ridimensiona il Senato, e la legge elettorale con premio di maggioranza. L'esito della consultazione referendaria è molto incerto e dipenderà da vari fattori, soprattutto dall'esame di merito della riforma. Anche se il clima non gli è favorevole, le possibilità di Renzi potrebbero essere maggiori di quanto sembra, a meno di un peggioramento della situazione economica prima del 4 dicembre.


Renzi guarda a Milano mentre Roma perde lustro

Londra, 7 ott - (Agenzia Nova) - Milano, riferisce il "Financial Times", è diventata centrale per il presidente del Consiglio italiano, Matteo Renzi, impegnato nella campagna referendaria sulla riforma costituzionale. In visita nel capoluogo della Lombardia per la terza volta in poche settimane, Renzi lo ha definito "la capitale dell'economia, della cultura e del volontariato" e "un grande punto di riferimento per l'Italia". Mentre Roma è la piattaforma per le ambizioni del Movimento 5 stelle, Renzi si è identificato con la città lombarda, consapevole che, se lì si farà un buon lavoro, i risultati saranno amplificati e attireranno l'interesse degli investitori. Un confronto tra Milano e Roma vede la prima in vantaggio nell'occupazione, nel mercato immobiliare, negli investimenti esteri diretti e nella qualità della vita; la seconda, però, ha un tasso di criminalità più basso.


Di Maio (M5s): l'Ue dovrebbe concedere al Regno Unito un'uscita "morbida"

New York, 7 ott - (Agenzia Nova) - L'Unione Europea dovrebbe studiare l'uscita del Regno Unito consentendo a quel paese di mantenere l'accesso al mercato unico e di controllare l'immigrazione. Lo ha detto Luigi di Maio, vicepresidente della Camera dei deputati ed esponente di primo piano del Movimento 5 stelle (M5s), il principale partito di opposizione al governo del premier Matteo Renzi. "Il nostro obiettivo non è quello di usare i negoziati tra Regno Unito e Ue per punire il primo, perché ha osato votare per la Brexit", ha spiegato di Maio in una intervista concessa mercoledì a "Bloomberg". "Dovremmo avviare un negoziato per dare ai cittadini quanto hanno chiesto, e non usare le trattative come un bastone per disciplinare i paesi che restano", ha detto il vicepresidente della Camera. Quanto al tema dell'immigrazione, centrale per la politica britannica, Di Maio ha affermato che "un paese che voglia limitare l'ingresso di migranti può farlo. In caso contrario, non sarebbe più uno Stato". Londra, insomma, può e dovrebbe avere accesso al mercato unico e al contempo la possibilità di controllare i flussi in ingresso. la posizione di Di Maio in merito alla Brexit, sottolinea "Bloomberg", è contraria a quella espressa dai vertici dell'Ue e dal cancelliere tedesco, Angela Merkel, che in un recente intervento alla Bdi tedesca ha ribadito come l'accesso al mercato unico debba essere vincolato alla piena libertà di circolazione delle persone. Si tratta di un posizione intransigente che secondo Di Maio, è destinata ad ammorbidirsi nel corso delle trattative con Londra, data anche la rilevanza di quel paese per l'economia tedesca. "Siamo alla vigilia di elezioni in Francia e in Germania, perciò tutto è bloccato, anche per quanto riguarda la politica migratoria. Dopo queste elezioni, però, l'Ue dovrà cambiare approccio e fare della Brexit una opportunità, o finirà per implodere".


Mps intende fissare la scadenza per lo swap del debito a prima del referendum

New York, 7 ott - (Agenzia Nova) - Banca Monte dei Paschi di Siena Spa intende superare la fase di accordo preliminare con gli obbligazionisti per l'operazione di swap debito-azioni prima del 4 dicembre prossimo, data fissata per il referendum confermativo sulla riforma costituzionale del governo italiano. Mps, hanno spiegato due fonti anonime a "Bloomberg", vuole così assicurarsi che il piano di ricapitalizzazione non divenga preda di eventuali fasi di volatilità del mercato. Lo swap riguarderà il totale di 5 miliardi di debito junior emesso dalla banca. La decisione finale riguardante leventuale inclusione di 2 miliardi di bond retail dipenderà invece dalla lunghezza del processo di revisione regolatoria.


 

Panorama internazionale

Il presidente francese Francois Hollande (foto LaPresse)


 

Medio Oriente: Onu e Stati Uniti "hanno abbandonato i rifugiati cristiani"

New York, 7 ott - (Agenzia Nova) - Dalle pagine del "Wall Street Journal", la direttrice dello Hudson Institute’s Center for Religious Freedom, Nina Shea, rivolge un duro atto d'accusa a Washington e ad António Guterres, già direttore dell'agenzia Onu per i rifugiati (Unhcr) e prossimo alla nomina a segretario generale delle Nazioni Unite; Guterres ha affermato lo scorso dicembre che i rifugiati cristiani scampati alle brutalità dell'Isis in Iraq e in Siria, vittime dei conflitti in quei due paesi e spesso delle violenze dei loro connazionali di religione musulmana, non dovrebbero essere trasferiti in Occidente. Eppure, sottolinea Shea, appena sei mesi fa il segretario di Stato Usa, John Kerry, ha formalmente accusato l'Isis di "genocidio" contro i cristiani, gli Yazidi e altri gruppi e minoranze religiose nelle aree sotto il controllo del sedicente Califfato. "Per quale ragione - si chiede Shea - l'amministrazione Obama ha affidato la sopravvivenza di queste persone e i preziosi aiuti statunitensi a una agenzia delle Nazioni Unite (l'Alto commissariato per i rifugiati, ndr), che come la sua organizzazione madre non ha mai ammesso l'esistenza di questo genocidio?". Il dipartimento di Stato Usa afferma di essere impegnato a sostenere le minoranze fuggite da Siria e Iraq, assieme agli altri profughi da quei paesi, proprio per tramite delle Nazioni Unite. Dal 2012 ad oggi gli Stati Uniti hanno destinato al sostegno umanitario per i siriani 5,6 miliardi di dollari, tutti gestiti dall'Onu. Eppure, accusa l'autrice dell'editoriale, "l'Unhcr marginalizza i cristiani e gli altri obiettivi della campagna di sterminio dell'Isis in due programmi critici: l'edilizia abitativa per i rifugiati nella regione e il ricollocamento all'estero dei rifugiati siriani". Anche negli Usa, l'estensione del programma di accoglienza dei rifugiati siriani del presidente Barack Obama "sconta una costante sotto-rappresentanza dei sopravvissuti al genocidio in Siria": i dati del dipartimento di Stato dimostrano che "dei 12.587 rifugiati siriani ammessi negli Usa lo scorso anno fiscale, appena 68 erano cristiani, e solo 24 membri della comunità Yazidi". Ciò significa che "appena lo 0,5 per cento dei rifugiati siriani accolti negli Usa sono cristiani, nonostante costoro abbiano costituito a lungo il 10 per cento della popolazione siriana". Posto di fronte alla questione il mese scorso, durante un'audizione al Senato federale, il vice assistente del segretario di Stato Usa, Simon Henshaw, ha affermato che solo l'1 per cento dei rifugiati siriani registrati sono cristiani: un dato che "non è in alcun modo compatibile con quanto denunciato lo scorso agosto dal Patriarca cattolico siriano Younan, secondo cui mezzo milione di cristiani siriani - circa la metà del totale - sono fuggiti dal paese". Il dipartimento di Stato specula che i cristiani non vogliano essere trasferiti all'estero, e per questo non si registrino alle liste per i ricollocamenti. Secondo Shea, però, "gli indizi portano tutti all'Unhcr": un rapporto sui rifugiati cristiani in Libano curato lo scorso gennaio dal Catholic News Service denuncia infatti una vera e propria discriminazione da parte dell'agenzia Onu ai danni dei cristiani, che verrebbero ignorati dai funzionari dell'agenzia dopo le interviste iniziali. Interrogato personalmente da Shea lo scorso dicembre, durante una conferenza stampa a Washington, Antonio Guterres ha replicato con affermazioni "scioccanti ma illuminanti": i cristiani siriani, ha affermato, non dovrebbero essere trasferiti in Occidente perché sono parte del "dna del Medio Oriente". Affermazioni, accusa l'autrice dell'editoriale, "che suonano come l'articolazione di una politica discriminatoria dalle finalità politiche".


Germania, cresce il sostegno al cancelliere Merkel

Berlino, 7 ott - (Agenzia Nova) - Il 54 per cento degli intervistati in un recente sondaggio effettuato da Ard ha espresso soddisfazione nei confronti del cancelliere tedesco Angela Merkel. Solo fino ad un mese fa tale percentuale era ferma al 45 per cento. Il bavarese Horst Seehofer è invece in calo di 7 punti (37 per cento) rispetto ai 44 del mese scorso. Se le elezioni si fossero tenute domenica scorsa, l’Unione sarebbe rimasta al 33 per cento, mentre l’Spd si sarebbe fermata al 22, l’Fdp al 6, ed infine Afd al 14 per cento.


Germania, la radicalizzazione è questione di settimane

Berlino, 7 ott - (Agenzia Nova) - La Moschea di al-Rahman, nel quartiere di Wedding, a Berlino, è classificata dal servizio di “protezione della Costituzione” come salafita. Dal 3 al 26 ottobre il luogo di culto dovrà partecipare all'iniziativa delle “moschee aperte”. Questo anche per fugare i sospetti che le moschee siano covi di proselitismo terroristico. Ben il 43 per cento degli imam in Germania sono stati in Siria e Iraq. “Le moschee continuano a svolger un ruolo centrale nel reclutamento” di jihadisti, denuncia un portavoce dell’Ufficio federale per la protezione della Costituzione. L’Organizzazione mondiale della sanità (Oms) avverte che il fenomeno del proselitismo islamista è in continua crescita, anche grazie al web; molti simpatizzanti dell’Isis sono reclutati su internet e hanno contatti attraverso i messaggi di applicazioni come WhatsApp o Messenger.


Francia, fragile recupero di fiducia a sinistra per Hollande

Parigi, 7 ott - (Agenzia Nova) - Il quotidiano economico francese "Les Echos" pubblica oggi venerdì 7 ottobre i risultati dell'ultimo sondaggio d'opinione realizzato in esclusiva dalla società Elabe. Secondo i dati raccolti, la fiducia dei francesi nel presidente in carica Francois Hollande recupera 2 punti percentuali, attestandosi comunque ad un livello assai basso: il 17 per cento. Nel centro-destra dove infuria la battaglia per le primarie di novembre da cui emergerà il candidato alle presidenziali del 2017, cala la popolarità dell'ex presidente Nicolas sarkozy: l'attuale leader del principale partito di opposizione de I Repubblicani (Lr, ex Ump) perde colpi sia tra tutti i francesi (un punto percentuale in meno, al 22 per cento complessivo) che tra i soli simpatizzanti di centro-destra (-4 punti, al 45 per cento) e addirittura tra gli iscritti Lr (-9 punti, al 63 per cento). Ne approfitta quello che tutti gli osservatori ritengono il suo principale avversario, l'ex primo ministro Alain Juppé: l'attuale si(ndaco di Bordeaux ha un vantaggio di 13 punti tra gli iscritti (75 per cento di popolarità) e addirittura di 29 punti tra i simpatizzanti di centro-destra (74 per cento complessivo). Il sondaggio Elabe rileva infine l'ingresso al quinto posto nella "Top 5" della popolarità delle personalità politiche della presidente del front national (Fn), Marine Le Pen, con uno score del 29 per cento: la sua figura tuttavia è anche tra quelle che suscita le maggiori repulsioni da parte dei francesi, che al 46 per cento hanno di lei un'opinione "molto negativa"; a fare peggio è solo Sarkozy (50 per cento di opinioni negative), ed è uguagliata dalla ministra del Lavoro Myriam El Khomri.


Brexit: Hollande chiede negoziati duri, la sterlina soffre

Londra, 7 ott - (Agenzia Nova) - Il presidente della Francia, Francois Hollande, parlando a Parigi alla cena del ventesimo anniversario dell'istituto Notre Europe, fondato da Jacques Delors, alla presenza del presidente della Commissione europea, Jean-Claude Juncker, e del capo negoziatore europeo per la Brexit, Michel Barnier, ha esortato alla linea dura nelle trattative col Regno Unito, per evitare il contagio e proteggere i principi fondamentali dell'Unione. "Il Regno Unito ha deciso di fare la Brexit, perfino una Brexit dura, credo. Ebbene, allora noi dobbiamo procedere per questa strada e attuare la volontà del Regno Unito di lasciare l'Ue. Dobbiamo avere questa fermezza. In caso contrario, comprometteremmo i principi fondamentali dell'Ue. Altri paesi vorrebbero lasciare l'Ue per ottenere presunti vantaggi senza obblighi", ha dichiarato il leader dell'Eliseo. Le sue parole si sono aggiunte a quelle della cancelliera della Germania, Angela Merkel, che ha esortato le imprese tedesche a non esercitare pressioni per accordi "comodi" che potrebbero compromettere principi fondamentali come la libertà di circolazione delle persone. La prospettiva di una Brexit dura ha fatto soffrire la sterlina, scesa ieri rispetto al dollaro al livello più basso dal referendum (1,2662) e precipitata ulteriormente questa mattina in apertura dei mercati asiatici, con una flessione del sei per cento in due minuti (1,1841).

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