I timori degli investitori legati al referendum costituzionale

La rassegna della stampa internazionale sui principali fatti che riguardano da vicino il nostro paese. Oggi articoli di Vanguardia, Times, Parisien, Bloomberg
I timori degli investitori legati al referendum costituzionale

Italia: ministro Economia Padoan esclude nazionalizzazione delle banche in difficoltà

New York, 4 ott - (Agenzia Nova) - Il ministro dell'Economia italiano, Pier Carlo Padoan, ha dichiarato ieri che il governo non dovrà spingersi a nazionalizzare le banche del paese in difficoltà, una prospettiva che preoccupa gli investitori dato il precario stato di Monte dei Paschi di Siena, terzo istituto di credito del paese. "In questo momento la banca sta preparando un piano e ritengo sia un buon piano", ha detto Padoan ne corso di una video-conferenza da Roma. Ad oggi il governo italiano è primo azionista di Mps con una quota di circa il 4 per cento.


Un "arrogante" Renzi si avvia alla sconfitta referendaria

Londra, 4 ott - (Agenzia Nova) - Gli italiani stanno per assestare un duro colpo al presidente del Consiglio, Matteo Renzi, respingendo il suo tentativo di ridimensionare i poteri del Senato, benché la maggioranza di loro condivida quel piano. A motivarli è il dissenso verso il capo del governo, percepito come un "arrogante", in una situazione di stagnazione economica. Un sondaggio di Ipsos, riferisce il quotidiano britannico "The Times", rivela che molti elettori, pur essendo favorevoli alla riforma, sono pronti a votare "no" nel referendum costituzionale del 4 dicembre perché Renzi aveva detto che si sarebbe dimesso in caso di sconfitta, impegno su cui ha poi fatto marcia indietro. Il 52 per cento del campione dichiara che voterà contro, ma il 62 per cento approva la riduzione del numero dei senatori e il 51 per cento il superamento del bicameralismo perfetto.


Il sindaco di Parma rompe con Grillo e aggrava la crisi nell'M5s

Madrid, 4 ott - (Agenzia Nova) - Federico Pizzarotti è stato, nella primavera del 2012, il simbolo della irruzione del Movimento 5 Stelle (M5s) nel panorama politico italiano. Ieri, riferisce il quotidiano spagnolo “La Vanguardia”, il sindaco di Parma ha lasciato il partito di Beppe Grillo, lanciando gravi accuse contro la deriva autoritaria del partito e la sua strumentalizzazione da parte di "arrivisti ignoranti che non sanno che cosa vuol dire amministrare". La defezione di Pizzarotti è stata inevitabile viste le tensioni degli ultimi mesi con la direzione grillina e il suo desiderio di essere un politico indipendente. Il tono delle sue dichiarazioni non fa che aggravare la crisi all'interno del movimento co-fondato dal comico genovese che ieri sera si è riunito a Roma con i principali dirigenti per discutere la strategia da seguire. Il fattore scatenante della rottura di Pizzarotti con il movimento risale al maggio scorso, con la sospensione della sua militanza nell'M5s, quando si è appreso che il sindaco di Parma era sotto inchiesta per presunto abuso d'ufficio in merito alle nomine all'interno del teatro comunale. Lo zelo con cui i grillini curano la loro immagine di "partito degli onesti" ha spinto il partito ad adottare misure preventive contro Pizzarotti.


Italia, il costo del debito pubblico dipenderà dall'esito del referendum costituzionale

New York, 4 ott - (Agenzia Nova) - Erik Nielsen, global chief economist di UniCredit, intervistato da "Bloomberg", attribuisce ai timori degli investitori legati al referendum costituzionale di dicembre il fatto che i titoli di debito pubblico italiani performino peggio di quelli della Spagna, che pure si trova priva di un governo da quasi un anno. Nielsen sottolinea inoltre come Italia e Spagna presentino profili del tutto differenti: la Spagna è stata teatro di una grave ma tradizionale crisi finanziaria e immobiliare, che solitamente è seguita da una rapida ripersa; l'Italia, invece, giunge da vent'anni "di Berlusconi", durante i quali il paese non ha adottato le riforme strutturali necessarie a tutelarne la competitività. Ora come ora, ribadisce però l'economista, l'andamento delle obbligazioni è determinato dai timori per il referendum incombente in Italia. Quanto al rischio politico legato al referendum, Nielsen ritiene che il tardivo passo indietro di Renzi, rispetto al suo iniziale proposito di dimettersi in caso di sconfitta alla consultazione di dicembre, non sia ormai sufficiente ad alterare l'approccio dei mercati; ciononostante, Nielsen valuta positivamente l'attivismo politico del governo e di Renzi negli ultimi giorni.


Oltre 6 mila migranti soccorsi in mare e 9 morti, 3 anni dopo il naufragio di Lampedusa

Parigi, 4 ott - (Agenzia Nova) - Circa 6.055 migranti, uno dei numeri più alti dell'anno, sono stati soccorsi in mare al largo delle coste della Libia ma nove hanno trovato la morte ieri lunedì 3 ottobre, giorno del terzo anniversario del terribile naufragio di Lampedusa che fu all'origine dell'attuale mobilitazione europea. I migranti erano ammassati a bordo di 39 imbarcazioni, essenzialmente dei gommoni ma anche cinque pescherecci con diverse centinaia di persone e due zattere, quasi tutte recuperate a 30 miglia nautiche al largo di Tripoli. Al salvataggio hanno partecipato unità della Marina militare italiana e di quelle di altri paesi europei, così come navi di organizzazioni umanitarie come Medici senza Frontiere (Msf), SOS Mediterraneo, Save the Children, Sea-Eye e Astral della spagnola ProActiva Open Arms.


 

Panorama internazionale

Le proteste a Dresda contro Merkel (foto LaPresse)


 

Francia, braccio di ferro tra governo e sindaco di Calais sul muro "anti-migranti"

Parigi, 4 ott - (Agenzia Nova) - Braccio di ferro in Francia tra il Comune di Calais ed il governo, a botte di ordinanze e contro-ordinanze, intorno alla costruzione del "muro anti-intrusione" finanziato dal governo britannico con 2,7 milioni di euro e progettato per impedire ai migranti, accampati a migliaia attorno alla città portuale in attesa di trovare un modo qualsiasi di attraversare illegalmente il Canale della Manica, di intrufolarsi sui traghetti o sui treni diretti in Gran Bretagna. Lo scontro è riferito oggi martedì 4 ottobre da tutti i maggiori quotidiani francesi, tra cui "Le Figaro". Lunga diversi chilometri, alta quattro metri e dotata di sofisticate apparecchiature di sorveglianza, la barriera è un rafforzamento delle recinzioni già esistenti che sono state vissute negli ultimi anni come una "ferita" al loro territorio da parte della popolazione di Calais, che ha sempre rivendicato invece una decisa azione dello Stato per smantellare la "giungla", le enormi bidonville che assediano la loro città, e per trasferire altrove i circa 10 mia tra profughi e migranti che vi sono accampati in condizioni igieniche spaventose. Ora che il governo sembra muoversi proprio in questa direzione, con la promessa fatta il 2 settembre scorso dal ministro dell'Interno Bernard Cazeneuve che la "giungla" sarà smantellata entro l'inizio dell'inverno e che i suoi occupanti saranno sparpagliati in decine di centri di accoglienza in corso di allestimento in tutta la Francia, la sindaca di Calais Natacha Bouchart, del partito di destra I repubblicani (LR, ex Ump), ritiene che il muro anti-migranti "non abbia più ragione di essere": e così ieri lunedì 3 ottobre ha emesso un'ordinanza per interromperne i lavori di costruzione. All'ordinanza della sindaca ha immediatamente replicato nella tarda serata di ieri il prefetto governativo, emettendo a sua volta un'ordinanza che annulla quella municipale. Difficile prevedere come andrà a finire; soprattutto perché, come ricorda il "Figaro", le vicende legate alla "giungla" di Calais sono diventate nel tempo materia di scontro politico, e non solo a livello locale in occasione delle elezioni regionali del dicembre 2015 vinte dal candidato LR sul quale sono confluiti anche i voti della sinistra per impedire la vittoria della leader del Front national (Fn) Marine Le Pen: ormai in piena campagna in vista delle elezioni presidenziali della primavera 2017, non c'è dubbio che i riflettori resteranno puntati su Calais. Del resto, ricorda sempre il "Figaro", la sindaca Natacha Bouchart è apertamente schierata a favore dell'ex presidente Nicolas Sarkozy, attuale leader LR, che corre alle primarie del centro-destra: e le questioni legate all'immigrazione ed all'ordine pubblico sono al centro della sua campagna, nel tentativo di sottrarre temi e terreno al Fn.


Francia, Vallaud-Belkacem: "Dispiaciuta pe le parole infondate" del Papa sulla "teoria di genere"

Parigi, 4 ott - (Agenzia Nova) - Il ministro francese dell'Educazione nazionale non ha affatto gradito le ultime affermazioni di papa Francesco, che domenica aveva accusato i libri scolastici francesi di propagandare "un subdolo indottrinamento della teoria di genere": ieri mattina lunedì 3 ottobre Najat Vallaud-Belkacem gli ha risposto dicendosi "dispiaciuta per quelle parole superficiali ed infondate" e convinta che il Pontefice "sia rimasto anche lui vittima della campagna di disinformazione massiccia condotta in Francia dagli integralisti di organizzazioni come Le Jeune, Vigi-Gender ed altre". La ministra ha poi consigliato al Papa, "in una delle sue prossime visite in Francia, di incontrare gli insegnanti e di sfogliare lui stesso i libri scolastici e spiegarmi poi dove sarebbe propagandata questa teoria di genere che non c'è invece da nessuna parte".


Germania: contestazioni alla cerimonia per l’Unità, Merkel chiede rispetto

Berlino, 4 ott - (Agenzia Nova) - Il cancelliere tedesco Angela Merkel ha richiamato il paese, nel giorno dell'Unità tedesca, al reciproco rispetto e al dialogo. “Ventisei anni dopo la riunificazione, il giorno dell'Unità, per la stragrande maggioranza dei tedeschi, è ancora un giorno di gioia e di gratitudine”, ha detto Merkel a Dresda. Le sfide affrontate dal paese, prima tra tutte quella dei massicci flussi di profughi e migranti, ha però minato in parte la coesione sociale, ha ammesso il Cancelliere: "Io personalmente spero che possiamo risolvere questi problemi insieme, nel rispetto reciproco, nell'accettazione delle opinioni politiche molto diverse e che troviamo buone soluzioni", ha commentato. Assieme al Presidente Gauck ed altri ospiti Merkel è stata accolta da centinaia di manifestanti, principalmente del movimento Pegida, con fischi e contestazioni. Il Presidente del Bundestag, Norbert Lammert, ha sollecitato al cosmopolitismo e alla diversificazione della Germania, richiamando poi ai “diritti minimi di civiltà” nel dibattito politico e sociale, invitando al rispetto, alla tolleranza e alla libertà di espressione e religiosa. Tuttavia i manifestanti hanno reagito con sonore contestazioni. Parole di rincrescimento per quanto accaduto sono state espresse dal presidente della Regione, Stanislaw Tillich: “Mi vergogno per quanto stiamo vivendo e per le parole di odio e violenza”, ha detto nel suo discorso presso la Semper Oper. La cerimonia si è svolta sotto la supervisione di 2.600 funzionari di polizia. Merkel ha incontrato la famiglia dell’Imam la cui moschea è stata oggetto di un attentato la settimana scorsa. Le dimostrazioni sono state organizzate da movimenti di estrema destra così come da quelli di estrema sinistra. In particolare, quella presso il Neumarkt non era autorizzata, secondo la polizia che, tuttavia, l’ha tollerata perché non costituiva un pericolo per la sicurezza.


Regno Unito: l'accesso commerciale all'Ue potrebbe essere negoziato settore per settore

Londra, 4 ott - (Agenzia Nova) - Il Regno Unito, riferisce il "Financial Times", potrebbe negoziare gli scambi con l'Unione Europea settore per settore; le compagnie britanniche dipenderebbero da intese più complesse e meno certe per continuare a operare nel mercato unico. Nel discorso di apertura del congresso del suo Partito conservatore, la premier, Theresa May, ha ribadito di volere qualcosa di unico: i benefici del mercato unico e la sovranità sull'immigrazione, inconciliabili secondo la diplomazia europea. Accesso e partecipazione al mercato unico non sono sinonimi, così come c'è una grande differenza tra l'appartenenza e gli "accordi di equivalenza". Il tema dei lavoratori comunitari riguarda soprattutto i servizi finanziari: nella City di Londra su 360 mila addetti, quasi l'undici per cento proviene da qualche altro paese dell'Ue.


Presidenziali Usa, questioni etiche di nuovo al centro della campagna con il dibattito tra i candidati alla vicepresidenza

New York, 4 ott - (Agenzia Nova) - La campagna elettorale per la presidenza degli Stati Uniti, che vede opporsi il repubblicano Donald Trump alla democratica Hillary Clinton, ha registrato sinora l'assenza quasi completa di uno scontro sul piano delle questioni etico-morali, che pure per decenni hanno costituito il fulcro dell'identità politica dei due schieramenti e dei rispettivi elettorati. La campagna non ha praticamente toccato tematiche come l'aborto e i diritti gay, che pure costituiscono questioni fondamentali per milioni di elettori statunitensi. "E' più un fatto legato ai singoli candidati, che al paese in sé. Non credo che l'America sia secolare quanto questa campagna lascia supporre", afferma Russell Moore, rappresentante della Southern Baptist Convention. Le parole di Moore potrebbero trovare conferma già questa sera, quando i due candidati alla vicepresidenza Usa, il senatore democratico Tim Kaine della Virginia e il governatore repubblicano Mike Pence dell'Indiana, si affronteranno nel loro primo dibattito pubblico. Entrambi i candidati sono credenti, scrive il "New York Times", ma incarnano diverse concezioni della Cristianità e del suo rapporto con la vita quotidiana: Pence, nato e cresciuto in una famiglia cattolica, si è poi convertito all'Evangelismo, e non ha mai fatto mistero di come le sue convinzioni religiose e culturali abbiano informato la sua attività politica: durante la sua carriera al Congresso, è stato uno dei nemici più strenui dell'aborto e dei matrimoni omosessuali, e da governatore dell'Indiana è stato al centro di un vortice di polemiche per aver firmato un provvedimento sulla libertà religiosa che consentiva agli esercizi commerciali di negare i loro servizi a gay, lesbiche e transessuali. Kaine, che come Pence ha origini irlandesi ed è cresciuto in una famiglia cattolica, è stato segnato da giovane dalla sua esperienza in Honduras, come missionario per i Gesuiti. E' stato allora, scrive il "New York Times", che il Democratico ha abbracciato una "teologia della liberazione basata sulla giustizia sociale", facendone la forza propulsiva della sua carriera politica. All'inizio, la sua fede lo ha posto in contrasto con alcuni elementi del Partito democratico sul fronte delle questioni etiche e sociali. Da allora Kaine ha moderato questi aspetti pur cruciali della sua identità politica per adattarsi alla linea di Hillary Clinton, ma non ha mai smentito l'importanza della fede nella sua carriera istituzionale. Il compito di entrambi sarà di convincere l'elettorato religioso che, a partire dagli Evangelici conservatori, sembra parimenti insoddisfatto di entrambi i candidati alla Casa Bianca.

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