I nuovi binari dell'Italia, dalle Ferrovie al ponte sullo Stretto

La rassegna della stampa internazionale sui principali fatti che riguardano da vicino il nostro paese. Oggi articoli di Financial Times, Les Echos, Wall Street Journal e La Tribune.
I nuovi binari dell'Italia, dalle Ferrovie al ponte sullo Stretto

Il ponte di Renzi per la vittoria

Londra, 29 set 08:24 - (Agenzia Nova) - Dopo gli attacchi all'Unione Europea alla fine del vertice di Bratislava, era apparso già chiaro che il presidente del Consiglio italiano, Matteo Renzi, avesse iniziato la campagna referendaria in vista del voto del 4 dicembre sulla riforma costituzionale, scrive James Politi sul "Financial Times". Ogni dubbio è stato fugato dal rilancio dell'idea di costruire un ponte sullo Stretto di Messina. La mossa può essere spiegata da due fattori: il tentativo di guadagnare consenso al Sud e quello di marcare la differenza di visione e ambizione sulle grandi opere rispetto al Movimento 5 stelle, che si è opposto alle Olimpiadi a Roma.

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Renzi sfida di nuovo Bruxelles

Parigi, 29 set 08:24 - (Agenzia Nova) - Meno crescita, più deficit: davanti al rallentamento dell'economia italiana il capo del governo Matteo Renzi vuole ottenere da Bruxelles ancora più di flessibilità, citando circostanze eccezionali come la crisi migratoria o il terremoto; lo scrive sul quotidiano francese "Les Echos" il suo corrispondente da Roma Olvier Tosseri commentando le cifre dei conti pubblici dell'Italia. L'obbiettivo, secondo i calcoli del giornalista francese, è di avere a disposizione risorse supplementari tra i 9 ed i dieci miliardi di euro. Per farne cosa? Tosseri cita lo stimolo ai progetti di grandi infrastrutture come il ponte sullo Stretto di Messina che è stato rievocato, un aiutino fiscale alle imprese ed un aumento delle pensioni più basse; inoltre niente aumento dell'Iva e rilancio degli investimenti che, secondo Renzi, devono diventare "la priorità per l'Italia e l'Europa". Ai severi guardiani di Bruxelles il presidente del Cnsiglio italiano offre in sostanza solo la promessa che riprenderanno le privatizzazioni, il cui cammino quest'anno è stato assai rallentato; e che dell'anno prossimo l'enorme debito pubblico dell'Italia scenderà di qualche decimale. Ma la battaglia si annuncia dura, prevede "Les Echos": la Commissione europea a più riprese ha già fatto sapere all'Italia di essere stata finora il più conciliante possibile, e che nessuna ulteriore flessibilità è più possibile.

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L'Ucraina ha concordato con l'Italia il trasferimento dei dipinti rubati a Verona

Mosca, 29 set 08:24 - (Agenzia Nova) - Italia e Ucraina hanno concordato i termini per la restituzione delle opere d'arte rubate il 19 Novembre 2015 dal museo di Castelvecchio a Verona, e ritrovate su un'isola nel delta del Dniestr a inizio maggio. Il vice procuratore generale dell'Ucraina, Evgenij Enin e l’ambasciatore straordinario e plenipotenziario d'Italia Davide La Cecila hanno discusso la questione ieri, stando a quanto riferito dall’ufficio stampa della procura ucraina. Le parti hanno discusso anche le questioni di ordine penale, in particolare le richieste italiane di assistenza giudiziaria internazionale contro i responsabili del furto. Tra i dipinti rubati, opere di Rubens, Tintoretto, Pisanello, Mantegna. A Kiev nel giugno di quest'anno è stata aperta una mostra dei 17 dipinti rubati da Verona.

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L'Italia riduce le previsioni di crescita

Londra, 29 set 08:24 - (Agenzia Nova) - L'Italia, riferisce il "Financial Times", ha corretto al ribasso le previsioni di crescita rispetto allo scorso aprile: dall'1,2 allo 0,8 percento per quest'anno e dall'1,4 all'uno per cento per l'anno prossimo. Le prospettive di bilancio, peggiori del previsto, riducono il margine di manovra del governo per uno stimolo economico prima del referendum sulla riforma costituzionale. Il ministro dell'Economia e delle finanze, Pier Carlo Padoan, ha attribuito il peggioramento del quadro soprattutto all'ambiente internazionale sfavorevole.

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Le Ferrovie dello Stato italiane lanciano un vasto piano di investimenti

Parigi, 29 set 08:24 - (Agenzia Nova) - L'amministratore delegato delle Ferrovie dello Stato italiane (FS), Renato Mazzoncini, ieri mercoledì 28 settembre ha presentato un piano industriale da qui al 2026 la cui locomotiva saranno investimenti massicci: 94 miliardi di euro, come ha annunciato in una conferenza stampa tenuta a Roma alla presenza del presidente del Consiglio Matteo Renzi. La maggior parte di questi investimenti, 73 miliardi, saranno destinati alle infrastrutture; 14 miliardi andranno al materiale rotabile e 7 allo sviluppo tecnologico. Più della metà delle risorse necessarie, cioè 58 miliardi di euro, sono già assicurate; i restanti 35 miliardi saranno conferiti dallo Stato italiano ed i restanti 23 miliardi verranno dall'autofinanziamento. Con questo piano, le FS intendono andare ben aldilà dei binari e persino dei confini dell'Italia: gran parte della crescita del gruppo dovrà avvenire nel trasporto stradale, con un coordinamento con quello ferroviario. Le Ferrovie italiane inoltre intendono approfittare dell'apertura del mercato del trasporto ferroviario che l'Unione Europea sta imponendo ai paesi membri; e vuole infine diventare il partner privilegiato nella realizzazione di infrastrutture in area geografiche del mondo che attualmente sono in forte ritardo, come il Medio Oriente, l'India, l'Africa o il Sud-Est asiatico. Previsto anche un avvio nel 2017 della privatizzazione parziale delle sue attività, a cominciare dalle linee Tav ed intercity di Trenitalia.

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PANORAMA INTERNAZIONALE


 

La Ue vuole muoversi verso una difesa comune, se necessario senza il Regno Unito

Amburgo, 29 set 08:24 - (Agenzia Nova) - Avendo osservato i ministri della Difesa tedesco e Francese, Ursula von der Leyen e Jean-Yves Le Drian, prima e durante il vertice dei ministri della Difesa a Bratislava, si potrebbe pensare che Berlino e Parigi non siano mai andati tanto d’accordo. I ministri della Ue hanno discusso martedì per la prima volta, su iniziativa franco-tedesca, il deciso rafforzamento della cooperazione in materia di sicurezza e di difesa. I sostenitori dell'iniziativa - insieme a Germania e Francia, anche Italia e Spagna – propongono l'istituzione di un quartier generale Ue permanente per il coordinamento delle operazioni civili e militari (attualmente, la leadership militare della Ue è distribuita su 5 centri nevralgici) e un migliore utilizzo delle forze di combattimento comuni, i "gruppi da battaglia" di 1.500 a 3.000 uomini già istituiti, ma sinora mai concretamente mobilitati. Inoltre Germania e Francia vogliono rafforzare l'Eurocorps e istituire un comando sanitario europeo, per portare medici e cliniche mobili rapidamente nei punti di crisi. “Durante la crisi del virus Ebola l'Unione Europea non è stata in grado di agire”, ha sottolineato a tal proposito von der Leyen. Inoltre i quattro paesi intendono conseguire una maggiore cooperazione nel settore dei materiali commerciali, nella condivisione di informazioni satellitari e negli investimenti. Chi sperava che i britannici abbandonassero la loro riluttanza dopo la Brexit si è però ingannato. Il Governo federale tedesco, però, replica alle obiezioni di Londra sostenendo che un singolo Stato non può impedire l'adozione di misure concordate a maggioranza qualificata dal Consiglio europeo. Tuttavia, la prospettiva di una difesa europea comune non è vista di buon occhio nemmeno da Svezia, Olanda, Polonia, Lettonia e Lituania. L'Alto rappresentante della politica estera Ue, Federica Mogherini, ha chiesto più cooperazione fra gli Stati, e lo stesso ha fatto il Segretario generale della NATO Jens Stoltenberg. Entro metà novembre gli Stati dovranno prendere una posizione in vista di una decisione finale per dicembre.

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I regolatori europei valutano un'apertura agli aiuti di Stato per le banche in difficoltà

New York, 29 set 08:24 - (Agenzia Nova) - I regolatori europei sono disponibili a consentire l'impiego di fondi pubblici per consentire lo smaltimento di asset tossici da parte degli istituti di credito in maggiore difficoltà, e impedire così una nuova stretta al credito che nuocerebbe all'affannata economia continentale. L'apertura giunge in concomitanza con le rinnovate preoccupazioni per lo stato dei conti del colosso bancario tedesco Deutsche Bank. "Ritengo che le autorità dovrebbero considerare, nel caso il processo non sia abbastanza rapido, se l'aiuto di Stato possa essere parte degli ingredienti necessari ad accelerare tale processo", ha cautamente dichiarato ieri al "Wall Street Journal", Andrea Enria, presidente dell'Autorità bancaria europea (European banking Authority, Eba). La quotazione del colosso bancario tedesco Deutsche Bank AG, già sotto osservazione da parte dei mercati per la dubbia solidità del suo profilo patrimoniale, è crollata in questi giorni dopo l'annuncio della sanzione multimiliardaria comminata alla banca dalle autorità finanziarie Usa; osservato speciale dei mercati è anche il sistema bancario italiano, e in particolare il terzo istituto di credito del paese, Monte dei Paschi di Siena, alle prese con un difficilissimo piano di aumento del capitale e smaltimento dei crediti deteriorati.

Leggi l’articolo del Wall Street Journal

 

Draghi e Berlino trascinati nei problemi di Deutsche Bank

Londra, 29 set 08:24 - (Agenzia Nova) - I timori per la salute finanziaria di Deutsche Bank sono entrati nell'arena politica tedesca: il governo ha dovuto smentire la preparazione di un salvataggio e il presidente della Banca centrale europea, Mario Draghi, è stato incalzato dal Bundestag, il parlamento federale della Germania, sul futuro dell'istituto di credito. Il leader della Bce, nell'incontro a porte chiuse coi legislatori, ha rifiutato di rispondere alle domande su Deutsche; ha poi detto ai giornalisti che i tassi di interesse negativi non sono responsabili dei problemi del sistema finanziario del paese. Nell'audizione il banchiere ha difeso le politiche monetarie dell'Eurotower, i tassi bassi e l'alleggerimento quantitativo, sostenendo che hanno contribuito a una maggiore crescita e alla creazione di posti di lavoro; hanno anche favorito le esportazioni tedesche e e fatto risparmiare a Berlino 28 miliardi di euro di interessi.

Leggi l’articolo del Financial Times

 

Finalmente decolla il drone europeo Male

Parigi, 29 set 08:24 - (Agenzia Nova) - Dopo diversi ritardi, finalmente decolla il programma di un drone europeo Male: le tre aziende che si sono lanciate nel programma, Airbus Defence and Space, Dassault Aviation e la divisione Aerei dell'italiana Leonardo (ex-Finmeccanica), hanno annunciato che "lo sviluppo di un drone europeo è entrato in una nuova fase" all'inizio di questo mese di settembre. I primo esemplari dovrebbero essere consegnati ai paesi partner (Francia, Germania, Italie e Spagna) verso il 2025. Il contratto è stato ufficializzato nel corso di una riunione all'Organizzazione congiunta in materia di armamenti (Occar): gli studi preliminari avranno un budget di 60 milioni di euro su due anni, 20 milioni ciascuno da parte dei governi di Roma, Berlino e Parigi; a termine, il progetto potrebbe raggiungere investimenti complessivi per un miliardo di euro.

Leggi l’articolo della Tribune

 

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