L'Italia è l'osservato speciale degli imprenditori di tutto il mondo

La rassegna della stampa internazionale sui principali fatti che riguardano da vicino il nostro paese. Oggi articoli di Bloomberg, Wall Street Journal, Journal do Brasil, Independent
L'Italia è l'osservato speciale degli imprenditori di tutto il mondo

Renzi rilancia il piano del ponte sullo Stretto di Messina

Londra, 28 set - (Agenzia Nova) - Il presidente del Consiglio italiano, Matteo Renzi, riferisce il quotidiano britannico "The Independent", ha rilanciato l'idea della costruzione di un ponte sullo Stretto di Messina. Secondo il capo del governo, il progetto porterebbe benefici economici e creerebbe centomila posti di lavoro nelle aree interessate. Gli esperti stimano il costo dell'opera in almeno nove miliardi di euro e sottolineano l'elevato rischio sismico.


Gli investitori dovrebbero prestare maggiore attenzione al referendum costituzionale italiano

New York, 28 set - (Agenzia Nova) - Gli occhi dei mercati sono perlopiù puntati sugli Stati Uniti, dove i candidati alla presidenza Usa hanno affrontato il loro primo dibattito pubblico a sei settimane dal voto per la Casa Bianca, e dove la Federal Reserve valuta se operare un aumento dei tassi a breve termine entro al fine dell'anno. Gli investitori, dichiara però a "Bloomberg" Megan Green, capo economista presso Manulife Asset Management, dovrebbero prestare attenzione all'Italia, dove il referendum confermativo sulla riforma costituzionale e la progressiva ascesa dei populisti del Movimento 5 stelle prefigurano un serio rischio di natura politica. Per l'Europa, il referendum da cui dipenderà il successo dello sforzo riformatore del premier italiano Matteo Renzi non è l'unico fattore di insicurezza: la prossima settimana, infatti, l'Ungheria terrà un referendum contro il piano di ricollocamento dei profughi studiato dalla Commissione europea; e il prossimo anno si terranno in Francia le elezioni presidenziali, seguite dalle elezioni generali nei Paesi Bassi e in Germania. L'Italia, però, dovrebbe essere elevata dai mercati al rango di osservato speciale, almeno secondo Green: un'eventuale bocciatura della riforma costituzionale, sostiene l'economista, "sarebbe un evento in grado di causare moltissima volatilità (nei mercati, ndr) e l'Italia non solo è alle prese con una crisi bancaria, ma non cresce da molto tempo".


Renzi, "le riforme sono in ritardo di 15 anni"

Rio de Janeiro, 28 set - (Agenzia Nova) - Il premier italiano, Matteo Renzi, ieri ha affermato che il paese è in ritardo di 15 anni in materia di riforme politiche, difendendo il referendum costituzionale convocato dal suo governo il 4 dicembre prossimo che, se approvato, consentirà di superare il bicameralismo perfetto. In un evento ufficiale a Milano, riferisce il quotidiano "Jornal do Brasil", il primo ministro ha dichiarato che se le riforme fossero state fatte prima "ora staremmo meglio". Renzi ha poi rilanciato l'idea di costruire un ponte sullo Stretto di Messina: un'opera che collegherebbe la Sicilia al resto del paese e creerebbe, secondo il premier, 100 mila posti di lavoro.


L'Italia punta a una crescita del pil dell'1 per cento nel 2016

New York, 28 set - (Agenzia Nova) - Il governo italiano si è dato come obiettivo una crescita del prodotto interno lordo dell'1 per cento per il 2016 e dell'1,2 per cento per il prossimo anno. E' quanto emerge dal Documento di programmazione economica finanziaria (Def) discusso ieri dal parlamento italiano. Il ministro dell'Economia italiano, Pier Carlo Padoan, aveva dichiarato all'inizio del mese di settembre che le stime formulate dal governo sarebbero state più accusate di quelle di Confindustria, che per quest'anno prevede invece una crescita economica dello 0,7 per cento.


Le banche italiane si rivolgono a un improbabile salvatore, James Dimon

New York, 28 set - (Agenzia Nova) - Dopo aver coordinato tentativi ripetuti e sinora infruttuosi tesi a soccorrere le banche più in difficoltà del paese, il governo italiano si è gradualmente orientato verso un improbabile salvatore: il presidente e amministratore delegato di J.P. Morgan Chase & Co., James Dimon. Il finanziere, scrive il "Wall Street Journal", è un "italofilo": la sua banca ha istituito da tempo una presenza consolidata nel paese ed ha stretto solidi legami con le sue istituzioni. Al contrario di molte banche europee, può vantare un bilancio in grado di sostenere importanti operazioni di riordino. Resuscitare le banche italiane più sofferenti "è un compito sconfortante e denso di rischi, una delle sfide fondamentali poste dalla finanza europea": gli istituti di credito del Belpaese, com'è noto, sono gravati da una quantità eccessiva di sofferenze bancarie, e i regolamenti post-crisi impediscono allo Stato di intervenire con decisione per risolvere il problema. In questo contesto, J.P. Morgan è gradualmente emersa come la migliore speranza dell'Italia, forse l'ultima: lo scorso luglio ha fatto da parte i competitori ed ha capitanato un ambizioso piano di salvataggio di Monte dei Paschi di Siena (Mps), dopo essersi appellato al consiglio di amministrazione dell'istituto di credito senese, ed aver intrattenuto colloqui di alto livello con funzionari del governo italiano. J.P. Morgan figura anche tra i soggetti che si sono attivati per sostenere la più grande banca italiana, UniCredit Spa, a sua volta alle prese con un difficile processo di riordino patrimoniale. Recentemente, il gruppo di Dimon ha anche aiutato Banca Popolare di Bari SCpA a liberarsi di mezzo miliardo di crediti deteriorati. Il ruolo della grande banca d'investimenti statunitense, sottolinea il "Wall Street Journal", non è passato inosservato: "Credo che J.P. Morgan stia esercitando una influenza eccessiva negli affari bancari italiani", ha recentemente affermato Pietro Laffranco, esponente del partito Forza Italia e membro della commissione Affari finanziari della Camera dei deputati. Questa estate Dimon ha visitato l'Italia per celebrare i cento anni di attività della sua banca nel paese; l'ad non ha perso l'occasione per ribadire il suo amore per l'Italia: "Mi piacerebbe potervi trascorrere più tempo", ha dichiarato. Il dossier Mps, però, si preannuncia un rebus non indifferente anche per un colosso come J.P. Morgan: non è chiaro come la banca statunitense e gli altri soggetti che riuscirà a coinvolgere riusciranno ad assorbire un aumento di capitale da 5 miliardi di euro e 28 miliardi di crediti deteriorati. Il problema è anzitutto la fiducia: sinora nessuna banca si è impegnata a sottoscrivere l'aumento di capitale di Mps. Potenzialmente più allettante è il piano, per ora soltanto abbozzato, per la creazione di un veicolo separato preposto allo smaltimento delle sofferenze, finanziato da prestiti di diverse banche. Questa entità, scrive il "Wall Street Journal", potrebbe fruttare alle banche coinvolte diverse centinaia di milioni di dollari sotto forma di commissioni e interessi. Tra gli investitori, comunque, domina perlopiù lo scetticismo: gli otto miliardi di euro che Mps ha raccolto dagli investitori negli ultimi anni si sono volatilizzati, ed ora la banca italiana ha una quotazione di mercato di appena 550 milioni di euro. Se il piano di salvataggio dovesse fallire, e i partecipanti trovarsi con un pugno di mosche, il panico potrebbe propagarsi con effetti devastanti all'intero settore bancario italiano. Se invece J.P. Morgan avrà successo, scolpirà nella pietra il suo ruolo di interlocutore privilegiato del governo italiano per il settore bancario, e spalancherà le porte al rilancio di una serie di altre banche locali che necessitano di ristrutturazioni o fusioni.


 

Panorama internazionale


 

Regno Unito: Corbyn esclude un impegno per ridurre l'immigrazione

Londra, 28 set - (Agenzia Nova) - In evidenza sulla stampa britannica il congresso annuale del Labour. Oggi, nella giornata conclusiva, parlerà il leader, appena rieletto, Jeremy Corbyn. Il suo discorso toccherà il tema cruciale dell'immigrazione. "Un governo laborista non offrirà false promesse. Non semineremo divisioni né soffieremo sul fuoco della paura. Affronteremo, invece, i problemi reali dell'immigrazione e apporteremo i cambiamenti necessari", dirà Corbyn. Ciò significa che non saranno annunciati impegni per limitare gli ingressi; un portavoce ha dichiarato che il leader "non è preoccupato dei numeri" quanto di mitigare gli effetti sui lavoratori a bassa retribuzione, ad esempio mediante un "fondo di impatto migranti". Nonostante un mandato rafforzato dalla rielezione, la leadership ha perso la maggioranza nel Comitato esecutivo nazionale, per effetto delle nuove regole volte a dare maggiore rappresentanza alla Scozia e al Galles. la leader del Labour scozzese, Kezia Dugdale, entra come membro permanente mentre si attende la nomina del rappresentante gallese. La Brexit non era tra i temi dei lavori congressuali. È stata approvata, tuttavia, una mozione che potrebbe aprire la strada al sostegno a un secondo referendum: una posizione in contrasto con quella di Corbyn, che ha detto che il risultato del 23 giugno deve essere rispettato. Il sindaco di Londra, Sadiq Khan, inoltre, ha rivelato che è in discussione col governo un piano su misura per la capitale per i permessi di lavoro. La giornata di ieri, infine, ha registrato l'intervento del vice leader, Tom Watson, che ha raccolto molti applausi, ma non quello di Corbyn, esortando il partito a non gettare via l'eredità di Tony Blair e Gordon Brown.


Vaticano: 4 giorni di "sussurri" tra i gesuiti per eleggere il nuovo capo

Parigi, 28 set - (Agenzia Nova) - I responsabili della Compagnia di Gesù, i gesuiti da cui proviene Papa Francesco, si riuniranno agli inizi di ottobre per eleggere il loro nuovo capo in un insolito conclave di quattro giorni in Vaticano: "Se non avete mai visto questa procedura, vi sarà difficile credervi" ha spiegato ieri martedì 27 settembre il frate gesuita portoricano Orlando Torres, parlando ai giornalisti. L'attuale "superiore generale", lo spagnolo Adolfo Nicolas, ha dato le dimissioni al compimento degli 80 anni di età ed ora la 36esima riunione plenaria dell'ordine fondato nel 1540 da Ignazio de Loyola dovrà trovargli un successore: l'ultima riunione del genere risale al 2008, cosicché i 215 partecipanti che arriveranno da 62 paesi di tutti i continenti quasi non si conoscono l'un l'altro. Per conoscersi meglio, i gesuiti parteciperanno appunto a quattro di "sussurri" parlandosi rigorosamente "a due", per evitare il pernicioso effetto dei "gruppi di pressione"; per loro è severamente vietato riunirsi all'esterno della sala di riunione. Altra particolarità: nessuno può dichiararsi candidato, perché Ignazio de Loyola detestava l'ambizione.


Germania, attentato in moschea

Berlino, 28 set - (Agenzia Nova) - Due esplosioni sono state avvertite a Dresda lunedì sera, la prima davanti una moschea, nella parte occidentale della città, la seconda sulla terrazza del palazzo dei Congressi. Non si sono registrati feriti, ma solo danni. Gli investigatori suppongono ci sia una connessione tra i due episodi, anche alla luce della loro stretta successione temporale, come ha riferito il capo della polizia di Dresda, Horst Kretzschmar. Il sospetto, visto l’obiettivo, è quello di xenofobia. In Germania si assiste infatti a un progressivo aumento degli atti di intolleranza xenofobica, e non solo a Dresda. Sono state messe sotto stretta sorveglianza le cinque principali istituzioni islamiche della città. Inoltre sono state rafforzati e messi in atto subito, secondo quanto riportato dal ministro dell'Interno della Sassonia Markus Ulbig (Cdu), controlli anche in vista dei festeggiamenti, lunedì prossimo, per l’unificazione tedesca, che vedranno la partecipazione del Presidente della Repubblica Joachim Gauck. Solidarietà alla città è stata espressa dai ministri federali dell'Interno, Thomas de Maizière (Cdu), e della Giustizia, Heiko Maas (Spd). Secondo la polizia federale gli atti di violenza sono più che raddoppiati nel 2015 rispetto all’anno precedente (8.529 contro 3.945). Per sabato è previsto l’arrivo di circa 750 mila visitatori per il lungo fine settimana. Fra costoro è atteso il cncelliere Angela Merkel, e pertanto saranno schierati oltre 2.600 poliziotti, incluse le unità anti-terrorismo GSG 9 della polizia federale.


Francia, un nuovo documento libico menziona finanziamenti alla campagna 2007 di Sarkozy

Parigi, 28 set - (Agenzia Nova) - Nuovo duro colpo all'ex presidente francese Nicolas Sarkozy, che attualmente guida il principale partito di opposizione I Repubblicani (LR, ex Ump) e che si è candidato alle primarie con cui ai primi di novembre il centrodestra sceglierà il suo candidato alle elezioni presidenziali della primavera 2017: secondo il sito web di informazione "Mediapart", ripreso da tutti i grandi quotidiani del paese ed in particolare da "Le Monde", nel 2007 il regime del defunto dittatore libico Muammar Gheddafi avrebbe contribuito a finanziare la campagna presidenziale poi vinta da Sarkozy. La prova sarebbe negli appunti di Shukri Ghanem, che fu primo ministro, ministro del Petrolio e direttore della Compagnia nazionale petrolifera del regime rovesciato in Libia nel 2011: sono citati in particolare tre diversi versamenti, per un totale di 6,5 milioni di euro, giunti per strade diverse a favore della campagna di Sarkozy. Questi appunti, il cui contenuto era noto da tempo, ora sono arrivati nelle mani del giudice istruttore francese Serge Tournaire e degli agenti dell'ufficio centrale per la lotta contro la corruzione (Ocliciff). L'entourage di Sarkozy ne ha sempre contestato l'autenticità. L'autore degli appunti in oggetto, Shukry Ghanem appunto, è morto nel 2011 a Vienna dove si era rifugiato ancor prima della caduta del regime di Geddafi: annegato, in seguito ad un colpo apoplettico durante un bagno nel Fiume Danubio secondo quanto ha stabilito la magistratura austriaca. Il taccuino al centro della vicenda invece fu rinvenuto in Olanda nell'abitazione di suo genero nel corso di una perquisizione legata ad un vasto scandalo di corruzione che ha coinvolto il gigante della chimica norvegese Yara: consegnato poi alle autorità giudiziarie della Norvegia, queste ultime adesso lo hanno infine trasmesso agli inquirenti francesi. Infatti un'inchiesta sui supposti finanziamenti libici alla campagna elettorale di Sarkozy era stata aperta in Francia già nel 2013, in seguito alle accuse lanciate da un procacciatore d'affari libico, Ziad Takieddin: le accuse sono state confermate da altri dignitari dell'ex regime di Gheddafi, ma smentite da altri. Nella tortuosa vicenda è coinvolto anche Claude Guénat, ex segretario generale dell'Eliseo ed ex ministro dell'Interno negli anni della presidenza Sarkozy: anche lui è stato accusato dal faccendiere Takieddin di aver avuto contatti personali con esponenti dell'allora regime al potere in Libia ed in particolare con il "tesoriere" di Gheddafi, Beshir Saleh.


Presidenziali Usa, Trump all'attacco dopo il primo dibattito pubblico tra candidati

New York, 28 set - (Agenzia Nova) - Il candidato repubblicano alla presidenza degli Stati Uniti, Donald Trump, ha distribuito critiche e attacchi ieri, all'indomani del primo dibattito tra candidati alla Casa Bianca che non lo ha visto avere la meglio sulla democratica Hillary Clinton. Il repubblicano, che aveva bisogno di un trionfo per agganciare definitivamente l'avversaria nei sondaggi, ha messo da parte il tono compassato delle ultime settimane, criticando pesantemente Lester Holt, il giornalista di Nbc News che ha moderato il dibattito di lunedì. Il Repubblicano lo ha accusato di aver posto "domande inique": Holt ha chiesto conto a Trump della sua dichiarazione dei redditi e delle sue affermazioni più controverse, come quelle relative alla cittadinanza del presidente Barack Obama e alle pratiche di polizia aggressive per contenere la criminalità; ma non ha chiesto conto a Clinton di nessuno degli scandali e delle opacità che hanno segnato la sua lunga carriera politica. Contro ogni nozione del politicamente corretto, Trump ha anche rinnovato gli attacchi alla soubrette Alicia Machado, che proprio ieri Clinton aveva citato come esempio di una vittima della presunta misoginia di Trump. Intervistato da Fox, il Repubblicano ha ribadito di aver agito correttamente, quando da responsabile di un concorso di bellezza la eliminò per il suo peso eccessivo. Clinton ha risposto a Trump con sarcasmo: "Chi si lamenta del microfono - ha affermato la Democratica, riferendosi alle critiche di Trump al moderatore del dibattito di lunedì - evidentemente non ha avuto una buona nottata".

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