L’Italia è pronta ad affrontare da sola la crisi migratoria?

La rassegna della stampa internazionale sui principali fatti che riguardano da vicino il nostro paese. Oggi articoli di Bloomberg Business Week, Les Echos, New York Times, Independent...
L’Italia è pronta ad affrontare da sola la crisi migratoria?

L’Italia è pronta ad affrontare da sola la crisi migratoria

Parigi, 21 set 08:28 - (Agenzia Nova) - Roma non ha più alcuna fiducia in Bruxelles, scrive il quotidiano economico francese "Les Echos", che sia in materia di solidarietà nell'accoglienza dei migranti o per la realizzazione del piano "Migration Compact": "Abbiamo aspettato per mesi, ho sentito soltanto parole" è sbottato Matteo Renzi a margine di un vertice delle Nazioni Unite a New York sull'immigrazione. "L'Italia è in grado di sbrogliarsela da sola e farà tutto il possibile" ha dichiarato il presidente del Consiglio italiano, annunciando che d'ora in poi il dossier immigrazione sarà gestito direttamente da Palazzo Chigi. Non sarà propriamente una "cabina di regia", spiega il corrispondente da Roma di "Les Echos" Olivier Tosseri: Renzi non vuole suscitare le suscettibilità dei suo ministri; piuttosto si tratta di coordinare l'azione dei sette ministeri a vario titolo coinvolti nella questione,tra cui quelli degli Esteri, della Difesa, dell'Economia e del Lavoro. Preso atto che l'Unione Eurpea nel vertice di Bratislava non ha inteso assumersi alcun impegno formale sulla sua proposta per un "Migration Compact", il governo italiano sta pensando ad inserire un "Africa Act" nella prossima legge finanziaria: la Cassa depositi e prestiti ed il ministero degli Esteri potrebbero quindi promuovere un fondo inizialmente dotato di 20 milioni di euro che farebbe da effetto leva per mobilitare nel tempo diversi miliardi di euro e triplicare gli investimenti italiani nei paesi africani da cui vengono la maggior parte dei migranti. Investimenti, fa notare Tosseri, che l'anno scorso sono raddoppiati e che pongono ormai l'Italia al primo posto dei paesi investitori in Africa con 7,4 miliardi di dollari, davanti agli Stati Uniti con 6,9 miliardi di dollari. E questo, come conclude l'articolo di "Les Echos", non sono soltanto parole ma fatti.

Leggi l’articolo dell’Echos

 

Renzi: l'austerità beneficia solo la Germania, distrugge l'Europa

New York, 21 set 08:28 - (Agenzia Nova) - L'ossessione tedesca per l'austerità strangola l'Europa, e la Germania è l'unico paese a trarne beneficio. Lo ha dichiarato il premier italiano, Matteo Renzi, durante il suo intervento al Council of Foreign Relations, a New York. "Concentrarsi sull'austerità significa distruggere l'Europa", ha detto il premier italiano. "Qual è l'unico paese che beneficia di questa strategia? Quello che esporta di più, la Germania". Renzi, ricorda "Bloomberg", ha messo in gioco il suo futuro politico con il referendum confermativo sulla riforma costituzionale tesa a superare il bicameralismo perfetto e dare maggior governabilità al paese. I sondaggi suggeriscono che la consultazione potrebbe concludersi con una bocciatura di misura della riforma. L'appello del premier italiano per maggiori margini di flessibilità nell'ambito dei trattati europei di bilancio si è fatto sempre più forte e agguerrito con l'approssimarsi del voto. Nel frattempo, scrive l'agenzia Usa, le relazioni con i leader di Germania e Francia, Angela Merkel e Francois Hollande, si sono guastate, anche a causa del rifiuto di questi ultimi di intraprendere misure concrete e significative in risposta a sfide cruciali come l'uscita del Regno Unito dall'Unione e la crisi migratoria nel Mediterraneo.

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Il primo sindaco donna di Roma potrebbe dimettersi dopo tre mesi; la crisi potrebbe compromettere le chance nazionali dei Cinque stelle

Londra, 21 set 08:28 - (Agenzia Nova) - Virginia Raggi, primo sindaco donna di Roma, potrebbe essere costretta a dimettersi, riferisce il quotidiano britannico "The Independent", dopo una sequela di errori nei suoi primi tre mesi di amministrazione. L'esponente del Movimento 5 stelle, priva di esperienza politica, è al centro di polemiche per aver taciuto sull'indagine a carico dell'assessora all'Ambiente, Paola Muraro, per la raffica di dimissioni nella sua squadra e per la mancanza di azione riguardo ai problemi della città. Con la vittoria nella capitale, osserva "The Guardian", M5s puntava a dimostrare di non essere solo un partito di protesta, ma di poter governare l'Italia. Il caos romano sta avendo contraccolpi nella politica nazionale e potrebbe influire anche sul referendum costituzionale, il cui esito è determinante per il futuro del presidente del Consiglio, Matteo Renzi.

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Mps colpita in borsa dai timori degli investitori

New York, 21 set 08:28 - (Agenzia Nova) - I timori degli investitori in merito alla concreta fattibilità del piano di salvataggio di Banca Monte dei Paschi di Siena (Mps) sono tornati a pesare ieri sul titolo azionario del terzo istituto di credito italiano, dimostrando ancora una volta le sfide con cui si dovrà misurare il nuovo ad della banca, Marco Morelli. L'instabilità politica legata al possibile esito negativo del referendum confermativo sulla riforma della Costituzione italiana, oltre alle debolezze strutturali del sistema bancario e dell'economia italiani, hanno posto nuovamente il Belpaese in cima alla lista delle preoccupazioni dei mercati per la zona euro. Le azioni di Mps, che progetta un nuovo aumento di capitale da 5 miliardi di euro, hanno ceduto ieri il 5,5 per cento a 0,189 euro. Dalle dimissioni inattese dell'ex ad Fabrizio Viola, lo scorso 8 settembre, il titolo ha ceduto circa il 25 per cento.

Leggi l’articolo del New York Times

 

 

PANORAMA INTERNAZIONALE


 

Ue, battaglia per l’etichetta

Berlino, 21 set 08:28 - (Agenzia Nova) - Per dieci anni gli italiani a Bruxelles hanno insistito per l'introduzione di un requisito: il “made in”. Per l'industria nazionale italiana ottenere questo riconoscimento equivarrebbe a vincere la coppa del mondo, e ovviamente come avversaria avrebbe la Germania. Pomo della discordia è la coazione a identificare l'origine dei prodotti che vengono utilizzati sul mercato dei Paesi dell'Ue. Il regolamento controverso sul “made in” si trova all'articolo 7 della norma per determinare la sicurezza dei prodotti, che viene bloccata da anni dalla Commissione europea. Il motivo di questo stallo sarebbe l’avversione di Berlino a questa disposizione. Il risentimento degli italiani dell'Ue cresce anche per questa ragione. Nel caso della denominazione di origine, è il ministro dell’Economia tedesco, Sigmar Gabriel, a spingere in Germania per una apertura. Né negli Stati Uniti né in Cina i produttori europei sono in grado di offrire prodotti senza queste informazioni. I deputati europei si sono detti favorevoli dal 2014 con una maggioranza schiacciante. Ma sono i governi a decidere la partita, come sempre. Paesi come Regno Unito,, Olanda e Svezia, accanto alla Germania, sono contrari al “Club degli unici” amici del “made in”. Desiderano continuare ad applicare l'etichetta di produzione nazionale a prodotti che acquistati o semilavorati da produttori a basso costo. Il contenzioso fra Roma e Berlino non è solo nel comparto del tessile, ma riguarda anche le industrie di mobili, gioielli, scarpe e piastrelle. La Germania teme che un giorno vi possano rientrare anche prodotti come le auto e l’alta tecnologia. A maggio del 2015 c’è stato un ulteriore rinvio a Bruxelles. Allora il premier italiano Matteo Renzi aveva detto al Presidente della Commissione Jean Claude Juncker e alla Cancelliera tedesca Angela Merkel: “Se vogliamo dare una possibilità di crescita in Europa, il “made in” non è un’opzione, ma un dovere”. Secondo uno studio effettuato per conto della Ue, la misura sarebbe di particolare aiuto per la crescita di piccole e medie imprese nel campo calzaturiero, ceramico e tessile. In Italia si calcola che la crescita del loro fatturato sarebbe almeno del 20 per cento.

Leggi l’articolo del Sueddeutsche Zeitung

 

Libia: una petroliera salpa dal porto di Ras Lanouf

Parigi, 21 set 08:28 - (Agenzia Nova) - Per la prima volta dal 2014, ieri martedì 20 settembre una petroliera è partita dal porto libico di Ras Lanouf, nella contesa regione della cosiddetta "Mezzaluna petrolifera": "La nave 'Seadelta', che batte bandiera maltese, ha lasciato il porto di Ras Lanouf con un carico di 776 mila barili di petrolio e si dirige verso l'Italia" ha annunciato il responsabile di quel porto, Omran el-Fitouri, all'agenzia di stampa "France Presse" (Afp) ripresa dal quotidiano "Le Figaro". Si tratta anche della prima esportazione da uno dei quattro terminali della "Mezzaluna petrolifera" che negli scorsi giorno sono stati conquistati dalle forze del maresciallo Khalifa Haftar, che da Bengasi controllano gran parte della Cirenaica e non riconoscono l'autorità del governo del premier Seraj insediato a Tripoli con il patrocinio delle Nazioni Unite.

Leggi l’articolo del Figaro

 

Migrazioni, il 2016 potrebbe essere l'anno peggiore per i profughi che attraversano il Mediterraneo

New York, 21 set 08:28 - (Agenzia Nova) - L'Alto commissariato Onu per i rifugiati (Unhcr) ha reso noto ieri che il 2016 passerà probabilmente agli annali come il più mortale per i migranti che tentano la traversata del Mar Mediterraneo verso Italia e Grecia. Dall'inizio dell'anno, oltre 300 mila persone hanno raggiunto i due paesi via mare, meno dei 520 mila del 2015; i morti e i dispersi in mare, però, sono stati in tutto 3.210, appena il 15 per cento in meno dello scorso anno, a dispetto dello spiegamento di mezzi messo in campo dall'Europa per prevenire queste tragedie. Stando ai dati forniti dall'Unhcr, ad oggi 60 mila migranti e rifugiati sono bloccati nelle isole greche, e circa 160 mila nelle strutture di accoglienza in Italia.

Leggi l’articolo del New York Times

 

Il chirurgo "Frankenstein" che pianifica il primo trapianto di testa vuole "rianimare" i cadaveri con l'elettricità

Londra, 21 set 08:28 - (Agenzia Nova) - Il chirurgo italiano Sergio Canavero, soprannominato "Dr Frankenstein", è stato ospite del programma televisivo "Good Morning Britain", riferisce il quotidiano britannico "Mirror", per parlare del trapianto di testa e della "rianimazione" dei cadaveri per mezzo dell'elettricità. Il medico ha annunciato per il dicembre del 2017 l'intervento di trapianto su Valery Spiridonov, affetto dalla malattia di Werdnig-Hoffman, che durerà 150 ore e richiederà uno staff di 36 persone; il paziente, secondo le sue previsioni, ha il 90 per cento di possibilità di sopravvivere e potrebbe essere capace di camminare entro un anno.

Leggi l’articolo del Daily Mirror

 

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