L'ira di Renzi contro l'Ue: "Le regole valgono per tutti"

La rassegna della stampa internazionale sui principali fatti che riguardano da vicino il nostro paese. Oggi articoli di Figaro, New York Times, Tribune, Bloomberg
L'ira di Renzi contro l'Ue: "Le regole valgono per tutti"

Italia, Renzi irritato con l'Europa

Parigi, 16 set - (Agenzia Nova) - Il capo del governo italiano, Matteo Renzi, ieri giovedì 15 settembre ha espresso tutta la sua irritazione nei confronti dell'Unione Europea in un momento in cui si addensano nubi all'orizzonte del suo paese che ha difficoltà a rispettare gli impegni in materia di deficit pubblico. "L'Italia rispetta le regole europee, ma altri paesi non lo fanno" ha denunciato Renzi nel corso di un'intervista al programma "Uno Mattina" della televisione pubblica Rai: "Ci sono infatti le regole sul deficit, ma anche quelle sul surplus primario che paesi come la Germania non rispettano" ha spiegato il presidente del Consiglio italiano. "Le regole devono essere applicate per tutti" ha ribadito Renzi anticipando che a Bratislava, dove oggi venerdì 16 settembre si apre il vertice informale dell'Unione Europea, "come in tutti gli altri vertici io porterò la voce di un paese che è stanco di ricevere la lista delle cose da fare". L'Italia vorrebbe ottenere maggiore flessibilità per i suoi conti pubblici per rilanciare una crescita che continua a sgonfiarsi, ma la Commissione europea non sembra affatto pronta a concedergliela. Il rallentamento dell'economia italiana sta complicando i conti pubblici del paese e il governo dovrà rivedere al ribasso le sue previsioni di ripresa del Pil nel 2016 contenute nel nuovo (Documento di economia e finanza (Def) alla fine di settembre: "L'economia va un po' meglio, ma non ancora come vorremmo" ha detto il capo del governo italiano: "Siamo intorno ad un 1 per cento di crescita, poco rispetto ai nostri sogni ma assai meglio del recente passato", ha ricordato Renzi.


Italia, quest'anno il pil crescerà ancor meno che nel 2015

New York, 16 set - (Agenzia Nova) - Il prodotto interno lordo dell'Italia, terza economia dell'eurozona, crescerà quest'anno ancor meno che nel 2015, stando alle previsioni diffuse nella giornata di ieri da Confindustria. Stando alla Confederazione degli industriali, la crescita su base annua del pil sarà dello 0,7 per cento, meno dello 9,8 per cento registrato lo scorso anno, a causa della stagnazione registrata nel secondo trimestre. Confindustria prevede inoltre che la tendenza proseguirà nel 2017, con una crescita del pil di appena mezzo punto percentuale.


La più antica banca del mondo (e la più fragile d'Europa) ha un nuovo capo

Parigi, 16 set - (Agenzia Nova) - La terza banca italiana per raccolta, Monte dei Paschi di Siena, a più antica del mondo e la più vulnerabile in Europe, ha scelto il direttore di Bank of America Merrill Lynch Italia per condurre a buon fine il suo piano di salvataggio: il compito del nuovo amministratore delegato Marco Morell è di vendere i crediti a rischio e riguadagnare la fiducia dei mercati.


Frontex, 23 mila migranti hanno raggiunto l'Italia nel mese di agosto

New York, 16 set - (Agenzia Nova) - Circa 23 mila migranti irregolari hanno raggiunto l'Italia nel mese di agosto, stando ai dati diffusi ieri dall'agenzia europea per il controllo delle frontiere, Frontex. La maggior parte dei migranti è giunta nel paese attraversando il Mediterraneo dal Nordafrica, lungo quella che è divenuta la principale rotta migratoria verso l'Europa. Il dato, ha precisato Frontex, è simile a quello registrato nel 2015.


Web: l'Italia discute del diritto all'oblio dopo il suicidio di una ragazza

Parigi, 16 set - (Agenzia Nova) - In Italia il dibattito sul diritto all'oblio in internet è stato rilanciato in questi giorni dal suicidio di una giovane donna che da mesi lottava perché fossero cancellate dal web tutte le tracce di un video di suoi exploit sessuali: Tiziana, di 31 anni, Tiziana, ritrovata impiccata martedì scorso 13 settembre nell'abitazione di sua zia a Mugnano, nei pressi di Napoli. La procura di Napoli ha aperto un fascicolo per "incitamento al suicidio", ma non sarà affatto facile per gli inquirenti stabilire chi sia stato effettivamente responsabile del disperato gesto della giovane donna.


 

Panorama internazionale

 


 

Presidenziali Usa, Les Déplorables

New York, 16 set - (Agenzia Nova) - Le durissime parole della candidata democratica alla presidenza Usa Hillary Clinton, che ha definito metà dei sostenitori del suo avversario Donald Trump "deplorevoli, razzisti, sessisti, omofobi, xenofobi, islamofobi" ha definitivamente alzato il velo su una forza determinante nella campagna elettorale Usa in atto: si tratta della "rivolta dei politicamente scorretti". A scriverlo, sul "Wall Street Journal", è l'opinionista Daniel Henninger. I "deplorevoli" contro cui ha puntato l'indice la Clinton, scrive l'opinionista, non saranno "i Miserabili" di Victor Hugo, ma sono comunque quanto di più simile è possibile trovare oggi nella società statunitense: "Una massa inquieta di americani inascoltati" che si stanno gradualmente "sollevando contro le elite intellettuali dell'ancien régime del politicamente corretto". Era perciò prevedibile che i destinatari delle offese di Clinton ne avrebbero fatto una bandiera. E' ancora difficile valutare l'impatto concreto delle durissime parole dalla Democratica sugli equilibri elettorali: il repubblicano Trump, sottolinea Henninger, stava recuperando terreno nei sondaggi già prima di questa polemica e della polmonite che ha colpito la Democratica, rilanciando le indiscrezioni e i complottismi sul suo reale stato di salute. Contrariamente a tante altre sue dichiarazioni, chiosa l'opinionista, gli epiteti rivolti dalla Clinton ai sostenitori del suo avversario apparivano mossi da autentica sincerità. Avvertendo forse di aver ecceduto, Clinton ha poi ammesso che molti degli elettori repubblicano sono "persone che si sentono abbandonate dal governo, dall'economia, da tutti. E cercano disperatamente un cambiamento". La diagnosi di Clinton, in questo caso, è corretta: "E' stato l'avvento dell'economia digitale - spiega l'opinionista - a trasferire reddito e benessere dai colletti blu, e in particolare dalla classe lavoratrice bianca, alla 'classe creativa' dei dipendenti di Google e Facebook, molti dei quali sono progressisti snob che ritengono il popolino da San Francisco a New York una massa di americani fobici e deplorevoli. Naturalmente, questi progressisti votano per lo status quo, vale a dire per Hillary". Il problema, semmai - contesta Henninger - è che otto anni di amministrazione democratica del presidente Barack Obama, ha prodotto poco o nulla "proprio per la classe medio-bassa, sia essa bianca, nera o marrone, e per i disoccupati". Il Partito democratico di oggi, accusa infine Henninger, "non è più quello di Bill Clinton: è un partito progressista del settore pubblico, completamente disconnesso dalla realtà dell'economia privata che concepisce come una vaga astrazione generatrice di rendite"; gli insulti di Clinton dimostrano che il partito soffre oggi della stessa distorsione percettiva "anche nei confronti della nazione, ridotta ad astrazione culturale e sociologica". E' per questo, conclude l'opinionista, che molti elettori statunitensi sono disposti, magari controvoglia, a perdonare a Trump il suo curriculum e i suoi eccessi: perché "la limpidezza morale che ha dato origine al movimento dei diritti civili è degenerata in narcisismo moralistico. (...) Hanno ragione, i sostenitori di Clinton, quando affermano che la retorica di Trump è "divisiva". Ma fa sorridere sentirli definire la propria "inclusiva". (...) La loro inclusività ha frammentato la società americana in così tante individualità suscettibili che solo un luminare di Yale potrebbe citarle tutte".


Vertice di Brastislava, l'Ue cerca di evitare altri "divorzi" dopo la Brexit

Madrid, 16 set - (Agenzia Nova) - I capi di Stato e di governo dei paesi membri dell'Unione Europea (Ue) si incontrano oggi a Bratislava per un vertice straordinario, il primo incontro senza la Gran Bretagna a seguito del referendum del 23 giugno che ha sancito l'uscita del paese dall'Ue. I leader europei, scrive il quotidiano “La Vanguardia”, non si sono dati appuntamento lontano da Bruxelles per discutere di divorzio, ma al contrario, per cercare di “rafforzare i legami tra coloro che rimangono nell'Unione” e capire come liberare il progetto europeo dal pantano in cui è scivolato a causa del “susseguirsi di crisi irrisolte”. L'obiettivo è concordare una agenda comune (agenda di Bratislava) con priorità chiare sulle quali concentrarsi nei prossimi mesi per riconquistare la fiducia dei cittadini: rilancio dell'economia, lotta contro il terrorismo, controllo dell'immigrazione e impulso alla difesa comune. Tra i partecipanti al vertice, il premier italiano Matteo Renzi è pronto a mettere sul tavolo dei negoziati le disfunzioni della zona euro. "Farò sentire la voce di un paese che è stanco di ricevere liste di cose da fare" e che è stanco di vedere che le regole non vengono applicate nella stessa maniera per tutti, ha dichiarato ieri a Bratislava in riferimento alla Germania e al suo eccessivo surplus commerciale, mai sanzionato. Un problema che molti economisti considerano "chiave" per risolvere gli squilibri interno alla zona euro.


Ue: i leader in cerca di unità nel vertice di Bratislava mentre l'immigrazione divide est e ovest

Londra, 16 set - (Agenzia Nova) - In evidenza sulla stampa britannica il vertice europeo di Bratislava, al quale non partecipa il Regno Unito. I leader degli altri 27 paesi membri cercheranno di trovare una linea comune sulla Brexit, ma il tema dell'immigrazione sta dividendo sempre di più gli Stati occidentali e quelli orientali. Il presidente del Consiglio europeo, Donald Tusk, ha esortato i governi a essere "brutalmente onesti" sui problemi dell'Unione e a non sprecare l'opportunità di cambiamento offerta dalla crisi. La posizione ufficiale dell'Ue resta contraria a trattative informali: nessun negoziato finché Londra non invocherà la clausola di uscita, l'articolo 50 del Trattato di Lisbona.


Boris Johnson vuole respingere i barconi di migranti verso la Libia

Bruxelles, 16 set - (Agenzia Nova) - Il ministro degli Esteri britannico, Boris Johnson, ieri giovedì 15 settembre si è detto a favore dell'idea di "respingere" i barconi di migranti verso la Libia "per impedire che raggiungano l'Italia", una misura che a suo parere avrebbe un "effetto dissuasivo": di fronte al massiccio arrivo di migranti nella Penisola, "il Regno Unito è determinato ad aiutare l'Italia e riconosce che si tratta di un problema europeo", ha detto Johnson nella conferenza stampa congiunta tenuta al termine del suo incontro a Firenze con il ministro degli Esteri italiano Paolo Gentiloni. ""Noi stiamo facendo la nostra parte" ha spiegato il capo della diplomazia britannica riferendosi alle due navi, "HMS Diamond" e "HMS Entreprise", impegnate nella Operazione Sofia "per aiutare a respingere questi barconi. Personalmente", ha aggiunto Johnson, "penso che dovremmo fermarli il più vicino possibile alla costa libica per impedirgli di raggiungere l'Italia" e che l'intera operazione europea debba avere "un effetto più dissuasivo". L'operazione navale europea "Sofia" (ex EUNavforMed) punta a lottare contro il traffico di migranti nel mar Mediterraneo; da qualche settimana è anche incaricata di formare ed equipaggiare la Guardia costiera libica allo scopo di intercettare le imbarcazioni di migranti prima che raggiungano le acque internazionali. Gentiloni da parte sua ha ripetuto che la questione deve essere considerata "non come un problema italiano ma come un problema europeo" ed ha anticipato che sarà affrontata oggi venerdì 16 settembre l vertice informale dell'Unione Europea a Bratislava, in Slovacchia. Dal 2014 l'Italia ha visto sbarcare sulle sue coste oltre 450 mila migranti: se negli anni scorsi la maggior parte di loro ha proseguito il viaggio verso i paesi del nord dell'Europa, ora la chiusura di fatto delle frontiere ed il fallimento del programma Ue di rilocalizzazione li sta costringendo a rimanere nella Penisola.


Francia, Nicolas Sarkozy si pone come unico e vero avversario di François Hollande

Parigi, 16 set - (Agenzia Nova) - La scena politica francese stamattina venerdì 16 settembre è dominata dai commenti all'intervento in tv dell'ex presidente Nicolas Sarkozy, attuale leader del principale partito dell'opposizione di destra "classica" I Repubblicani (Lr, ex-Ump) e candidato alle primarie del centro-destra in vista delle presidenziali del maggio 2017. Nel corso della prima puntata del nuovo programma "L'émission politique" ("La trasmissione politica", ndr) andato in onda nella serata di ieri giovedì 15 settembre sulla principale rete pubblica "France 2", Sarkozy ha spaziato su temi come l'economia, l'immigrazione, la lotta al terrorismo ... e sui suoi propri guai giudiziari. Ma soprattutto, sin dai primi minuti della lunga trasmissione, il leader de I repubblicani ha cercato di porsi su tutti i dossier come l'unico e vero avversario del presidente socialista Francois Hollande, proponendo misure alternative a quelle avanzate del governo e respingendo l'accusa di rincorrere le idee populiste del Front nationale (Fn) di Marine Le Pen. La trasmissione è stata animata da diversi battibecchi tra Sarkozy ed i giornalisti invitati, eredità avvelenata delle passate polemiche tra l'ex presidente e la rete "France 2": soprattutto a proposito dei suoi guai giudiziari. In particolare, il leader de I Repubblicani ha rimproverato ai media di dare troppo risalto al rinvio a giudizio chiesto contro di lui dalla procura di Parigi per lo "scandalo Bygmalion", una vicenda di sospetti finanziamenti illegali alla campagna elettorale del 2012 che, ha sottolineato, sono ancora tutti da dimostrare. Mentre, questa la sua accusa, viene passato in secondo piano il processo in corso contro l'ex ministro del Bilancio Jerome Cahuzac, che proprio in questi giorni sta comparendo alla sbarra per rispondere delle accuse di frode fiscale e riciclaggio di denaro per uno scandalo di finanziamento illegale ben dimostrato a favore del Partito socialista (Ps): Cahuzac nell'ultima udienza ha tirato in ballo anche Hollande ma, sostiene Sarkozy, il coinvolgimento del presidente viene sottaciuto dai grandi media nazionali. A ogni modo, nonostante il fatto che la trasmissione sia stata molto animata, il gradimento registrato è stato basso: segno, secondo il quotidiano conservatore "Le Figaro", che il pubblico francese è stanco delle trasmissioni di politica "politicante".

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