L'autunno rovente di Matteo Renzi

La rassegna della stampa internazionale sui principali fatti che riguardano da vicino il nostro paese. Oggi articoli di Bloomberg, New York Times, Echos, Sueddeutsche Zeitung, Pais.
L'autunno rovente di Matteo Renzi

L'Italia preme per incentivi europei all'industria della difesa

New York, 14 set - (Agenzia Nova) - L'Italia sollecita l'Unione Europea a varare nuovi incentivi destinati all'industria della Difesa per meglio competere con il Regno Unito, che questa estate ha votato per l'uscita dall'Unione, e per sostenere il processo di integrazione europea nel campo della sicurezza e della difesa. La proposta è contenuta in un documento del governo italiano consultata da "Bloomberg News", e già circolata nella cancellerie di Berlino, Parigi e Bruxelles in vista del vertice fissato per il 16 settembre a Bratislava. Il presidente della Commissione europea, Jean-Claude Juncker, dovrebbe far riferimento ai contenuti del documento durante il suo discorso sullo stato dell'Unione, in programma per oggi. L'Italia propone, tra le altre cose, di consentire alleindustrie della difesa di accedere ai finanziamenti della Banca europea per gli investimenti (Bei); di esentare gli acquisti nel settore dalla tassazione sul valore aggiunto; di rimuovere alcune importanti voci di spesa legate alla difesa dal calcolo del deficit di bilancio degli Stati membri; e di sviluppare programmi pan-europei per l'acquisto di sistemi ed equipaggiamenti militari in blocco da parte degli Stati dell'Unione, così da ridurre le spese ed accresce al contempo l'interoperabilità delle forze armate continentali.


L'autunno rovente di Matteo Renzi

Madrid, 14 set - (Agenzia Nova) - L'ex premier italiano, Silvio Berlusconi, recentemente operato al cuore e ora in convalescenza, ha confermato nelle scorso settimane di voler riorganizzare il centro-destra italiano intorno ad un nuovo partito. Questa volta, però, non sarà Berlusconi a reggere la leadership. l'ex premier ha infatti deciso di rimanere nell'ombra, e ha delegato a Stefano Parisi, ex direttore generale di Confindustria e candidato sindaco di Milano per Forza Italia, il compito di riunire la destra italiana sotto la bandiera di un nuovo partito politico. Il movimento di Berlusconi, sostiene il quotidiano "El Pais", arriva in un momento cruciale per la politica italiana, dal momento che in autunno si terrà il referendum sulla riforma costituzionale voluta dal governo del primo ministro Matteo Renzi. L'Esecutivo non aveva intenzione di sottoporre la riforma al giudizio di un referendum popolare in un contesto caratterizzato da una grave crisi bancaria e dei rifugiati. Ma soprattutto, ciò che non era nelle previsioni del governo Renzi è il consolidamento del Movimento Cinque Stelle (M5S) come forza di opposizione. In questo contesto, argomenta il quotidiano, la formazione di un partito di centro-destra in grado di diventare una alternativa di governo potrebbe essere "una buona notizia per gli italiani". Una tesi che condivide anche buona parte della sinistra, dal momento, scrivei l quotidiano, che l'ascesa dell'M5S sta producendo effetti "profondamente negativi" sulla vita politica italiana: "La degradazione del discorso politico; lo spostamento di una parte dell'elettorato tradizionale della destra verso il partito fondato dal comico Beppe Grillo; il progressivo scivolamento del sistema italiano verso una sorta di nuovo bipartitismo imperfetto, dove tutto si riduce ad una scelta tra ordine e caos".


Alessandro Di Battista, la stella più luminosa del firmamento a cinque stelle

Berlino, 14 set - (Agenzia Nova) - Tutte le stelle prima o poi sbiadiscono, tranne una: Alessandro Di Battista. Il deputato italiano, 38 anni, è da sempre tra le figure più popolari del Movimento cinque stelle. Come Beppe Grillo, co-fondatore del movimento, è carismatico e provocatorio. Durante l’estate, Di Battista ha viaggiato con la sua moto attraverso l'Italia: 4.140 km in un mese. Ogni notte ha riempito una piazza diversa, contestando il Governo e la sua riforma costituzionale. Quando è stato eletto in Parlamento, nel 2013, è entrato subito in Commissione affari esteri, collezionando all'inizio una serie di gaffes. Il suo collocamento ideologico, scrive la "Sueddeutsche Zeitung", non è chiaro: il quotidiano tedesco cita sibillinamente il padre, fascista dichiarato. All’interno del partito riveste un ruolo più "istituzionale" il giovane napoletano Luigi di Maio. Ma dopo il passo falso di quest’ultimo su vicende che riguardano le nomine della giunta comunale capitolina di Virginia Raggi, la stella di Di Battista è tornata a splendere.


Supermercati: un gigante italiano oggetto di desideri

Parigi, 14 set - (Agenzia Nova) - Due fondi di investimento anglosassoni sperano di entrare nella grande distribuzione italiana: Cvc Capital Partners e Blackstone hanno manifestato i loro interesse per Esselunga, la terza catena di supermercati della Penisola; il suo presidente, Bernardo Caprotti, 91 anni il mese prossimo, ha incaricato la banca d'affari Citigroup di studiare le differenti offerte. L'imprenditore italiano infatti pensa alla sua successione, preoccupato di preservare il futuro del gruppo fondato nel 1957 insieme ai suoi fratelli e mettendolo al riparo da possibili conflitti familiari tra gli eredi. Esselunga è uno dei leader italiani della grande distribuzione con 22 mila dipendenti, una rete di 155 supermercati essenzialmente di taglia medio-piccola presenti soprattutto nel nord del paese ed un volume d'affari di 7,3 miliardi di euro nel 2015, in aumento del 4,3 per cento rispetto all'anno precedente. il valore del gruppo è stimato tra i 4 ed i 6 miliardi di euro, a secondo delle proprietà immobiliari che verrebbero incluse nella vendita.


L'Italia ripercorre la rotta del narcotraffico lungo i territori controllati dall'Isis

New York, 14 set - (Agenzia Nova) - Le autorità antidroga italiane hanno ingaggiato una battaglia senza precedenti al narcotraffico tra il Nordafrica e l'Europa. Tra il 2013 e il 2015 le autorità italiane hanno intercettato 20 navi da carico provenienti dal Marocco e dirette in Libia, sequestrando in tutto oltre 280 tonnellate di hashish, del valore complessivo di 2,8 miliardi di euro. Il primo sequestro di questa serie, effettuato ai danni della nave Adam, lasciò i militari e gli investigatori italiani senza parole: la stiva conteneva "tanta droga che non sapevamo dove metterla", ricorda uno degli investigatori a capo delle indagini, Francesco Amico; tanto che si dovette affittare un magazzino presso il porto di Trapani per custodirla. Quest'anno, il traffico di droga sulle acque del Nordafrica si è fatto più elusivo: le autorità della Penisola non sono più riuscite ad effettuare sequestri, e in compenso si sono imbattute in quesiti spinosi, perlopiù privi di una risposta. Una cosa ormai certa è che la droga proveniente dal Marocco non si ferma in Libia, ma prosegue alla volta dell'Egitto, e da lì verso i Balcani sino all'Europa. Delle sostanze stupefacenti, però, si perde traccia proprio in Libia: il sospetto è che lo Stato islamico e le milizie che controllano i territori di transito della merce impongano veri e propri dazi: l'Isis ed altri gruppi terroristici e criminali, sospettano gli investigatori, starebbero lucrando sulla droga tassandola per consentirle di proseguire verso l'Europa; non è escluso, però, che il loro coinvolgimento possa essere più diretto diretto. Giacomo Catania, ispettore della Guardia di Finanza incaricato di custodire i carichi di droga sequestrati, spiega un'altra stranezza: le navi cargo sequestrate negli scorsi anni - alcune delle quali lunghe quanto un campo da calcio, e grandi a sufficienza da contenere flotte di automobili o di container - erano del tutto vuote, fatta eccezione per la droga. "Si tratta di navi dalla capacità di carico di migliaia di tonnellate, e nella maggior parte dei casi trasportavano solo 20 tonnellate di droga", sottolinea Catania. Il fatto che i trafficanti fossero disposti a operare in maniera così inefficiente è quantomeno un testamento al valore del carico trasportato. Considerato che sulle strade europee l'hashish viene venduta a 10 mila euro al chilo, il carico della Adam, da solo, valeva circa 150 milioni di euro.


Panorama internazionale

 

Il presidente della Commissione europea, Jean-Claude Juncker (foto LaPresse)


 

Migrazioni, premier ungherese Orban sempre più emarginato in Europa

Berlino, 14 set - (Agenzia Nova) - Dura presa di posizione del ministro degli Esteri del Lussemburgo, Jean Asselborn, nei confronti del Primo ministro ungherese Viktor Orbàn. L'Unione Europea è un club, dal quale si può uscire, ha avvertito il ministro. L'articolo 50 del Trattato di Lisbona, balzato agli onori della cronaca dopo il referendum britannico sull'uscita dall'Unione, lo consente. La durissima politica di Budapest sul fronte dell'immigrazione ha suscitato anche le proteste dell’eurodeputato Elmar Brok (Cdu), mentre il ministro degli Esteri tedesco Frank-Walter Steinmeier, pur contestando la linea del governo ungherese, ha preso le distanze dalle posizioni del collega lussemburghese.


Jean-Claude Juncker: l'Ue deve affrontare una crisi esistenziale

Londra, 14 set - (Agenzia Nova) - L'Unione Europea deve affrontare una crisi esistenziale, dirà oggi il presidente della Commissione, Jean-Claude Juncker, nel suo discorso annuale al Parlamento, nel quale annuncerà una serie di proposte sull'economia e la sicurezza nel tentativo di trovare un terreno comune dopo il voto del Regno Unito per la Brexit. Juncker, anticipano i quotidiani britannici "The Guardian" e "The Telegraph", sottolineerà che il senso di comunanza non è mai stato così basso e che i governi invece di collaborare sono concentrati soprattutto nel prendere le distanze da Bruxelles. Di crisi di identità parla anche un commento di Roger Boyes su "The Times": a suo parere nella situazione di limbo che si è creata dopo il referendum britannico persiste la cecità su ciò che sta accadendo in Europa, che sotto la spinta delle migrazioni si sta dividendo in tre blocchi: i paesi settentrionali, quelli mediterranei e quelli dell'Est, che sono la forza in crescita.


Presidente del Parlamento europeo Schulz, "di questo passo distruggeremo l'Ue"

Madrid, 14 set - (Agenzia Nova) - L'Unione Europea (Ue) sta cercando di invertire la rotta dopo il trauma della Brexit. I capi di Stato e di governo faranno un primo tentativo in tal senso questa settimana, con il vertice di Bratislava, che esclude per la prima volta il Regno Unito. I leader europei paiono consapevoli della sfiducia dei cittadini nei confronti del progetto comunitario. "Riusciremo a recuperare la fiducia dei cittadini solo attraverso soluzioni concrete", spiega il presidente del parlamento europeo, Martin Schulz, in un'intervista concessa a "El Pais" e ad altri cinque quotidiani europei.Il Parlamento ospiterà oggi il dibattito sullo stato dell'Unione a Strasburgo, in cui misurerà il livello di ambizione delle proposte dell'Ue due giorni prima del vertice di Bratislava. "I 27 Stati membri - afferma Schulz - devono decidere che tipo di Ue vogliono, se un modello basato su solidarietà e responsabilità comuni o un altro che metta in evidenza le differenze. Credo che affrontare le sfide del XXI secolo sia meglio che dividersi". Il politico tedesco si scaglia contro l'abitudine di alcuni primi ministri di incolpare Bruxelles per tutti i mali nazionali. "di questo passo - avverte - finiremo per distruggere l'Unione Europea".


Regno Unito: dai parlamentari un verdetto schiacciante sull'intervento di Cameron in Libia

Londra, 14 set - (Agenzia Nova) - Il giorno dopo le dimissioni da deputato, l'ex primo ministro del Regno Unito David Cameron è ancora al centro dell'attenzione politica e mediatica per la pubblicazione del rapporto della commissione Affari esteri della Camera dei Comuni, a maggioranza conservatrice, sull'intervento britannico in Libia nel 2011, a fianco della Francia. L'iniziativa militare, giustificata dalla necessità di proteggere i civili a Bengasi dopo la rivolta, fu presa, secondo i parlamentari, senza un'adeguata analisi della natura della ribellione, di cui non si colse l'elemento dell'estremismo islamico. L'azione si spostò poi sull'obiettivo, non previsto e non dichiarato, di un cambiamento di regime. Infine, il governo di Londra venne meno alla responsabilità morale di aiutare il paese nella ricostruzione dopo la caduta di Muammar Gheddafi. Quegli errori, conclude il documento, contribuirono al crollo politico ed economico, alla guerra civile e all'ascesa dell'Isis.


Francia, scetticismo sul piano del governo per "de-radicalizzare" i giovani jihadisti

Parigi, 14 set - (Agenzia Nova) - Di fronte al montare in Francia dell'islamismo radicale, il governo afferma di voler avanzare a marce forzate nel suo piano di "de-radicalizzazione": oggi mercoledì 14 settembre apre infatti il primo Centro di prevenzione e di re-inserimento alla cittadinanza (Cpic), installato a Beaumont-en-Véron nel dipartimento Indre-et-Loire. Si tratta di un sito sperimentale che ospiterà una trentina di giovani, maschi e femmine dai 18 ai 31 anni, che tuttavia partecipano all'iniziativa di loro spontanea volontà. Poca cosa, sostiene il quotidiano "Le Figaro", a fronte degli agghiaccianti dati sulla diffusione del jihadismo nel paese: in base all'ultimo bilancio stilato dal ministero dell'Interno, di cui il giornale conservatore è venuto a conoscenza, al momento sono ben 11.811 le persone che su tutto il territorio francese sono state segnalate alle forze di sicurezza a causa della loro ideologia islamista, della manifestata ostilità alle istituzioni repubblicane o addirittura di dichiarazioni di apologia del terrorismo; e questo senza tener conto del rischio rappresentato dal possibile rientro in Francia di molti delle centinaia di giovani francesi che combattono sotto le bandiere dell'Isis in Siria ed in Iraq.

 

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