Le dimissioni della Raggi e la candidatura di Roma alle Olimpiadi in bilico

La rassegna della stampa internazionale sui principali fatti che riguardano da vicino il nostro paese. Oggi articoli di Financial Times, Figaro, Times, New York Times, Washington Post
Le dimissioni della Raggi e la candidatura di Roma alle Olimpiadi in bilico

Le dimissioni a Roma sono un duro colpo per le ambizioni nazionali del Movimento 5 stelle

Londra, 2 set - (Agenzia Nova) - L'amministrazione di Roma, riferisce il "Financial Times", è precipitata nel caos dopo le dimissioni di cinque alti funzionari, tra i quali il capo di gabinetto, Carla Raineri, e l'assessore al Bilancio, Marcello Minenna, per disaccordi all'interno del Movimento 5 stelle. La sindaca, Virginia Raggi, sta faticando a mantenere le promesse per le quali è stata eletta, anche se il suo vice, Daniele Frongia, afferma che non si tratta di una crisi ma di una "straordinaria operazione di trasparenza". Franceso Galietti, fondatore della società di consulenza Policy Sonar, osserva che la vicenda solleva dubbi sulla capacità dell'M5s di attrarre e trattenere tecnocrati di peso.


L'Italia esorta le donne a fare più figli e in giovane età

Londra, 2 set - (Agenzia Nova) - La campagna del governo italiano per esortare le donne a fare figli e a farlo in giovane età ha scatenato paragoni con la propaganda di epoca fascista, riferisce il quotidiano britannico "The Times". Il ministero della Salute ha lanciato una serie di messaggi e ha indetto per il 22 settembre una giornata della fertilità. Il presidente del Consiglio, Matteo Renzi, ha preso le distanze dall'iniziativa sostenendo che non ne era a conoscenza e che i veri incentivi sono il lavoro e i servizi. Il tasso di natalità in Italia è al minimo storico di 1,37 figli per donna, contro la media europea di 1,58.


Migrazioni: Italia, Francia e Germania si confronteranno con la Turchia

New York, 2 set - (Agenzia Nova) - I leader di Italia, Francia e Germania discuteranno della crisi migratoria europea con il presidente turco Recep Tayyip Erdogan a margine del summit del G-20 della prossima settimana, in Cina. Lo ha dichiarato ieri la cancelliera tedesca Angela Merkel. Proprio ieri Ankara ha ribadito che non implementerà l'accordo con l'Unione Europea per il contenimento dei flussi migratori dal Medio Oriente, se i cittadini turchi non otterranno condizioni di ingresso privilegiate nell'Ue, come previsto da uno dei 72 punti oggetto delle trattative. Merkel ha riferito all'emittente Norddeutscher Rundfunk (Ndr) che non sa ancora dire se terrà un incontro a due con il presidente Turco. Le relazioni tra Germania e Turchia si sono fatte più difficili negli ultimi mesi, specie dopo il voto del parlamento di Berlino che ha riconosciuto come genocidio il massacro degli armeni perpetrato nel 1915 dalle forze ottomane.


Olimpiadi, Renzi: se Roma si tirerà indietro l'Italia si candiderà per il 2028

Washington, 2 set - (Agenzia Nova) - Il presidente del Consiglio italiano, Matteo Renzi, ha dichiarato che nel caso la candidatura ad ospitare i Giochi olimpici del 2024 a Roma dovesse fallire, il paese avanzerebbe la candidatura di un'altra città per il 2028. "La decisione spetta alla città e la accetteremo, sia essa un sì o un no", ha detto Renzi in una intervista all'emittente radio Rtl, riferendosi alle perplessità della nuova giunta capitolina guidata dal sindaco Virginia Raggi, esponente del Movimento cinque stelle. Sono candidate ad ospitare i giochi del 2024 anche Los Angeles, Parigi e Budapest.


Motori diesel: la Germania accusa Fiat-Chrysler di pratiche illegali

Parigi, 2 set - (Agenzia Nova) - Un anno dopo lo scoppio dell'affare dei motori diesel truccati di Volkswagen, ora la tormenta investe Fiat-Chrysler: in un lettera inviate mercoledì 31 agosto alla Commissione europea, la Germania accusa apertamente il costruttore italo-statunitense di utilizzare un dispositivo illegale che gli permette di far omologare i suoi veicoli nonostante dei livelli di emissioni inquinanti che superano fino a quindici volte i limiti autorizzati. Nella lettera, Berlino chiede a Bruxelles di fare pressioni sull'Italia: che, a quanto pare, chiude tutti e due gli occhi su queste pratiche illegali del suo campione nazionale.


Panorama internazionale

 

 

Ue: e adesso?

Londra, 2 set - (Agenzia Nova) - "I cittadini accetteranno l'Unione Europea solo se l'Ue permetterà loro di prosperare", ha dichiarato la scorsa settimana la cancelliera della Germania, Angela Merkel, in prima linea nel dibattito sul futuro che si è aperto dopo il voto del Regno Unito per la Brexit, riferisce il settimanale britannico "The Economist". Le idee non mancano. Tuttavia, come sta avvenendo al di là della Manica, i progressi non sono andati oltre gli slogan.


Francia, presidenziali 2017: Hollande spinto ad accelerare i tempi

Parigi, 2 set - (Agenzia Nova) - I sostenitori del presidente francese in carica, Francois Hollande, lo stanno spingendo ad accelerare i tempi della sua discesa in campo in vista delle elezioni presidenziali del 2017, dopo le dimissioni del ministro dell'Economia Emmanuel Macron e le candidature di Benoît Hamon e Arnaud Montebourg alle primarie del Partito socialista in programma per la fine di novembre: a loro parere, infatti, sono tutte mosse politiche che restringono lo spazio di manovra del presidente, alla sua destra politica come alla sua sinistra. Uno degli esponenti a lui più vicini, Bruno Le Roux, parlando ieri giovedì 1° settembre a Radio Classique ha auspicato che Hollande acceleri il suo calendario dando un "segnale presidenziale" già la settimana prossima: un gesto, secondo Le Roux, che anche se non fosse una aperta ricandidatura dovrebbe essere un "segnale" chiaro che il presidente intende correre per un secondo mandato.


Regno Unito: May pronta a invocare l'articolo 50 nei primi due mesi del 2017

Londra, 2 set - (Agenzia Nova) - Secondo fonti governative del Regno Unito, riferisce il tabloid britannico "Mirror", il paese potrebbe lasciare l'Unione Europea nel 2019: la premier, Theresa May, sarebbe pronta a invocare l'articolo 50 del Trattato di Lisbona nel primo bimestre dell'anno prossimo, facendo scattare i due anni previsti per i negoziati. La leader di Downing Street ha escluso la convocazione del parlamento, un secondo referendum e un diritto di veto da parte delle nazioni costitutive, in particolare della Scozia, temi che, tuttavia, alimentano ancora il dibattito. L'ex primo ministro Tony Blair, intervistato da una radio francese, ha sostenuto che la Gran Bretagna ha il diritto di cambiare opinione e, in tal caso, di restare nell'Ue. Mentre Nicola Sturgeon, leader del Partito nazionale scozzese e del governo di Edimburgo, si prepara a rilanciare la causa indipendentista, un sondaggio di YouGov per il quotidiano "The Times" rivela che solo il 37 per cento degli scozzesi vorrebbe un altro referendum sull'indipendenza prima dell'uscita dall'Ue.


Spagna: Rajoy e Rivera superano le divergenze e confermano la loro alleanza

Madrid, 2 set - (Agenzia Nova) - Il Partito popolare spagnolo (Pp) e Ciudadanos intendono confermare il patto parlamentare sottoscritto a sostegno dell'investitura del premier uscente Mariano Rajoy (Pp), almeno fino alla eventuale convocazione di nuove elezioni generali e il conseguente avvio di una nuova campagna elettorale. L'accordo siglato ad agosto dalle due formazioni ha aperto diversi canali di dialogo che sinora erano rimasti chiusi, in particolare con il governo. Il Pp comincia ad accettare in fatto che il secco rifiuto alla sua investitura da parte del segretario generale del Partito socialista (Psoe), Pedro Sanchez, porterà inevitabilmente a nuove elezioni, salvo una improbabile rettifica oggi in occasione della seconda votazione in Parlamento (la prima si è conclusa mercoledì con 170 voti a favore e 180 contrari, ndr); i Popolari puntano perciò a blindare l'alleanza con Rivera, per dare a Rajoy maggiori opportunità negoziali.


Presidenziali Usa, le posizioni dei candidati sul fronte dell'economia

New York, 2 set - (Agenzia Nova) - Il "Wall Street Journal" dedica una dettagliata analisi alle posizioni dei candidati alla presidenza degli Stati Uniti - la democratica Hillary Clinton e il repubblicano Donald Trump - in materia di economia, toccando temi quali il lavoro, il commercio, le tasse e lo stato sociale, il debito, le infrastruttura, la politica monetaria, i salari, i costi dell'istruzione superiore e quelli legati alla gestione dei flussi migratori dal Centro America. A dettare l'esito delle elezioni presidenziali statunitensi, sottolinea Nick Timiraos, autore dell'analisi, sono quasi sempre, in ultima analisi, proprio le questioni economiche; e quest'anno il dibattito ingaggiato dai candidati e dalle forze politiche su questo fronte è particolarmente acceso. Il repubblicano Trump ha abbandonato il tradizionale ottimismo dei passati presidenti repubblicani sposando invece la preoccupazione dei cittadini statunitensi, e avvertendo che la supremazia economica del paese è messa alla prova come mai prima d'ora. Trump ha fatto propri gli appelli a un aumento della spesa destinata ai progetti infrastrutturali, promettendo al contempo di non apportare modifiche sostanziali ai pilastri dell'attuale sistema di welfare, a partire dai programmi di previdenza sociale e Medicare, che divorano una quota sempre crescente del bilancio federale, e sono tradizionalmente bersagli del fronte conservatore. Il candidato intende rilanciare l'occupazione, specie nel settore manifatturiero, rivedendo gli accordi commerciali sottoscritti negli anni dalle amministrazioni Usa, e porre un freno all'immigrazione irregolare attraverso il confine con il Messico. La democratica Clinton ha presentato una lunga sfilza di dettagliate proposte di riforma che implicano però un sensibile aumento della spesa in tutti i campi: dalla formazione professionale a quella accademica, dalla diffusione della rete Internet wireless a banda larga sino alle infrastrutture e alle energie rinnovabili. La Democratica impiegare le finanze pubbliche a sostegno di iniziative per l'aumento del salario minimo federale, la partecipazione delle donne alla forza lavoro e il connubio tra lavoro e maternità. Sostiene anche sistemi di sgravi fiscali per le aziende che implementano sistemi di distribuzione degli utili tra i dipendenti, e un aumento della tassazione a carico dei redditi più elevati.
 

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