Perché la fiducia nell'Eurozona aumenta nonostante la Brexit

La rassegna della stampa internazionale sui principali fatti che riguardano da vicino il nostro paese. Oggi articoli di Financial Times, New York Times, Guardian, Libération...
Perché la fiducia nell'Eurozona aumenta nonostante la Brexit

Italia eletta presidente dell'Osce per il 2018

Rio de Janeiro, 29 lug 08:29 - (Agenzia Nova) - Con una decisione unanime, i 57 paesi dell'Organizzazione per la sicurezza e la cooperazione in Europa (Osce) hanno conferito all'Italia la presidenza per il 2018. Inoltre, riferisce il quotidiano “Jornal do Brasil”, nei tre anni dal 2017 al 2019, il paese farà parte della troika che gestisce l'entità. "E' una decisione che rappresenta pienamente l'impegno e la volontà del nostro paese di contribuire in modo efficace alla pace e alla stabilità in Europa", ha dichiarato il ministro degli Esteri italiano, Paolo Gentiloni. L'ultima volta che l'Italia ha presieduto l'Osce risale al 1994. Nel 2016, l'organizzazione è stata guidata dalla Germania, che l'anno prossimo sarà sostituita dall'Austria.

Leggi l’articolo del Jornal do Brasil

 

Lanciata una campagna per scoraggiare i migranti dall'attraversare il Mediterraneo

Londra, 29 lug 08:29 - (Agenzia Nova) - Il governo italiano, riferisce il quotidiano britannico "The Guardian", ha lanciato la campagna "Aware Migrants", utilizzando i social network e le testimonianze di diretti protagonisti, per cercare di dissuadere i migranti africani dall'affrontare la pericolosa traversata del Mediterraneo, in cui quest'anno si stima siano morte circa tremila persone. L'Italia, dopo un'ondata di arrivi di profughi in fuga dai conflitti della Siria, dell'Afghanistan e dell'Eritrea, sta registrando un aumento dell'afflusso dalla Nigeria, dal Gambia, dal Mali, dall'Etipopia, dal Sudan e dal Ghana.

Leggi l’articolo del Guardian

 

Italia: espulsi 2 marocchini per "minacce" per la sicurezza

Rio de Janeiro, 29 lug 08:29 - (Agenzia Nova) - Il ministro dell'Interno italiano, Angelino Alfano, ieri ha annunciato che due cittadini marocchini sono stati espulsi dal paese, per "minacce alla sicurezza nazionale". La notizia arriva il giorno dopo che imam è stato espatriato e dopo che la Francia e la Germania sono stati teatro di attacchi terroristici nelle ultime settimane. Con l'espulsione di ieri, l'Italia conta 102 persone allontanate dal paese, tra cui nove imam, dal gennaio 2015. Uno dei marocchini espulsi ieri è Nakman Naib, 25 anni, il quale ha staccato un crocifisso del 1700 dalla Chiesa di San Geremia, a Venezia. Il gesto lo ha costretto al ricovero in un ospedale psichiatrico. L'altro è Briji Salah, 69 anni, arrestato nel gennaio 2015 dopo aver fatto irruzione in una chiesa a Trento e aver distrutto una statua della Madonna con bambino. In arabo, l'uomo ha anche lanciato insulti contro i fedeli cattolici. Le espulsioni, sostiene il quotidiano "Jornal do Brasil", evidenziano che la preoccupazione delle autorità italiane non riguarda solo le cellule terroristiche organizzate e in grado di eseguire attentati nel paese. Ma anche persone affette da disturbi mentali che potrebbero radicalizzarsi rapidamente e commettere attacchi o atti di violenza in pubblico.

Leggi l’articolo del Jornal do Brasil

 

Enel sfida Telecom nel campo della fibra ottica con l'acquisto di Metroweb

New York, 29 lug 08:29 - (Agenzia Nova) - Enel Spa ha concordato l'integrazione tra la sua controllata Enel Open Fiber e Metroweb Italia, un affare che prevede un aumento preliminare di capitale da 714 milioni riservato a Enel e Cdp Equity; quest'ultima controllerà il 50 per cento del nuovo soggetto aziendale. Enel formalizza così la sfida a Telecom Italia quale fornitore alternativo di Internet a banda larga; l'azienda intende investire 3,7 miliardi di euro per portare la fibra ottica in 250 città italiane tramite i suoi nuovi contatori elettronici. Metroweb, controllata dal fondo F2i SGR SpA e dalla Cassa deposito e prestiti Spa, gestisce una rete a fibra ottica a Milano, ed è un soggetto fondamentale nell'ambito del piano del primo ministro italiano, Matteo Renzi, per portare la banca larga in tutta Italia entro il 2020.

Leggi l’articolo del Bloomberg Business Week

 

La fede nella carta stampata del "cavaliere" Cairo

Parigi, 29 lug 08:29 - (Agenzia Nova) - IL quotidiano francese "Libération" pubblica oggi venerdì 29 luglio un ritratto di Urbano Cairo, l'editore che ha conquistato i controllo di Riizzoli Corriere della Sera, in cui il corrispondente da Roma, Eric Jozsef, loda la fede del "piccolo Berlusconi" nel futuro della carta stampata.

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PANORAMA INTERNAZIONALE

 

La fiducia dell'area dell'euro cresce nonostante il voto per la Brexit

Londra, 29 lug 08:29 - (Agenzia Nova) - L'indice della fiducia delle imprese dell'area dell'euro, riferisce il "Financial Times", è salito inaspettatamente dopo il voto del Regno Unito per l'uscita dall'Unione Europea, passando rispetto a giugno da 104,4 a 104,6, al di sopra delle previsioni degli analisti. L'indice italiano è migliorato di 0,4 punti, più di tutti quelli delle prime cinque potenze economiche dell'eurozona.

Leggi l’articolo del Financial Times

 

Come una valuta concepita per unire l'Europa potrebbe finire per dividerla

New York, 29 lug 08:29 - (Agenzia Nova) - L'euro, concepito per forgiare il senso di comunità e unione tra paesi europei, approfondirne i legami commerciali, erodere i confini nazionali e alimentare uno spirito di interesse collettivo - e dunque per spalancare le porte all'unione politica e pan-nazionale degli Stati Europei - a 17 anni dalla sua introduzione pare invece aver alimentato conflitti e rancori, innescato nuove crisi ed approfondito gli squilibri economici e la sfiducia reciproca. Peter S. Goodman, del "New York Times", intervista a tal proposito l'economista premio Nobel Joseph Stiglitz, reduce dalla pubblicazione di un nuovo libro intitolato: "L'euro: come una valuta comune minaccia il futuro dell'Europa (“The Euro: How a Common Currency Threatens the Future of Europe.”, ndr). Nel suo libro, Stiglitz descrive l'euro come un tragico errore, un progetto privo delle necessarie basi politiche e di una riflessione approfondita in merito alle sue possibili falle strutturali. L'euro, afferma Stiglitz nel corso dell'intervista, è nato come un miope progetto di imitazione del modello trans-Atlantico statunitense, privo delle condizioni necessarie a far funzionare un moneta unica: "La creazione dell'euro - afferma Stiglitz - è la singola spiegazione più importante della scarsa performance delle economie dell'eurozona dalla crisi del 2008". Alcuni compresero subito i rischi del progetto, spiega l'economista, ma ciò avvenne perlopiù all'esterno, negli Usa, e le critiche vennero accolte spesso come un attacco ideologico al progetto europeo. Nel suo libro, Stiglitz imputa all'euro un aumento delle diseguaglianze economiche tra i singoli paesi e all'interno delle società nazionali: "L'idea era che affinché l'euro funzionasse, i paesi dovevano convergere; vennero formulate queste idee dette criteri di convergenza. Applicarono una pressione enorme ai paesi affinché comprimessero il loro debito e deficit in rapporto al pil. Queste erano giudicate condizioni necessarie e sufficienti a garantire il funzionamento dell'euro". Alcuni dei paesi poi finiti in crisi, come Spagna e Irlanda, vantavano allora addirittura un surplus di bilancio, e un rapporto debito-pil molto contenuto. Eppure - sottolinea Stiglitz - "finirono comunque in crisi. Ciò ci insegna una lezione importante: quelli che i creatori dell'euro ritenevano essere condizioni fondamentali (alla riuscita del progetto, ndr), in realtà non lo erano. (...) Dopo la crisi, però, questa lezione non è stata appresa. Si sono invece raddoppiati gli sforzi di implementazione della stessa ricetta, l'austerità". In Germania, lamenta Stiglitz, la fiducia nel successo dell'austerità come panacea dei mali europei è ancora straordinariamente diffusa e consolidata. Ciò può essere spigato in parte considerando il fatto che "le politiche sono intrecciate agli interessi", come dimostrato, secondo Stiglitz, dal rifiuto dell'Europa e della Germania di risolvere il problema greco prima che assumesse le dimensioni di una gravissima crisi sistemica: "Si preferì quello che venne chiamato poi bailout della Grecia, ma che in realtà fu un bailout delle banche tedesche e francesi" esposte finanziariamente a quel paese. In generale, prosegue Stiglitz, l'euro è stato uno strumento funzionale agli interessi particolari: l'economista cita a titolo esemplificativo l'obbligo imposto alla Grecia di buttare tutto il latte vecchio di quattro giorni, un obbligo concepito a suo parere per consentire la penetrazione in quel paese dei prodotti caseari tedeschi e olandesi a scapito dei piccoli produttori locali. Stiglitz rivolge alla classe dirigente europea accuse ancor più pesanti: il vertiginoso aumento della disoccupazione seguito alla crisi, afferma il premio Nobel, è servito a "spezzare la schiena ai lavoratori" imponendo un abbassamento competitivo dei salari e un cambio delle regole della contrattazione. Stiglitz non è convinto che il referendum britannico per l'uscita dall'Unione Europea e l'avanzata di partiti euroscettici nel Continente possa portare la classe dirigente comunitaria a riconsiderare la filosofia e le ricette che ne hanno guidato le azioni sino ad oggi. "Sfortunatamente, mi sembra piuttosto di assistere a uno sviluppo quasi opposto. Stanno proseguendo a tappe forzate un progetto fallito. E' una linea dura per cui i leader europei, persone come (il presidente della Commissione europea, ndr), Jean Claude Juncker, reagiscono alla Brexit affermando: 'Saremo molto duri con il Regno Unito per assicurarci che nessun altro paese lasci'". Si tratta, secondo Stiglitz, di una reazione scioccante: "I cittadini europei dovrebbero chiedere spontaneamente di rimanere nell'Unione in quanto progetto apportatore di benefici, per una loro intima convinzione in una solidarietà europea, perché fiduciosi che (tale progetto, ndr) possa portare loro maggiore prosperità. Qui si stabilisce invece che l'unico modo per tenere insieme l'Ue è minacciando le conseguenze di una eventuale uscita". La conclusione di Stiglitz, comunque, è che ad oggi lo scenario maggiormente auspicabile per l'eurozona sia di riformarsi per superare i propri limiti più gravi e garantirsi così la sopravvivenza. Ciò significherebbe, secondo l'economista, realizzare una vera unione bancaria con garanzie comuni sui depositi: qualcosa di simile ai più volte ventilati "euro bond". "La Banca centrale europea non dovrebbe concentrarsi solo sull'inflazione, ma (anche, ndr) sull'occupazione. Su un sistema fiscale che allevi le diseguaglianze. E va superato il limite arbitrario ai deficit dei governi". Se non si riuscirà a procedere in tal senso, avverte Stiglitz, il progetto dell'euro e quello europeo in generale sconteranno altre defezioni sino al loro completo sfaldamento.

Leggi l’articolo del New York Times

 

La Francia cede l'aeroporto di Nizza ad Atlantia e quello di Lione a Vinci

Parigi, 29 lug 08:29 - (Agenzia Nova) - E' la fine di una lunga attesa: ieri giovedì 28 luglio lo Stato francese ha finalmente resi noti i vincitori delle gare per aggiudicarsi la privatizzazione degli aeroporti di Nizza e di Lione, dalla quale ricava 1,75 miliardi di euro. Lo scalo di Nizza, che è anche il terzo in Francia con 12 milioni di passeggeri è stato attribuito al gruppo italiano Atlantia, in consorzio con Edf Invest sotto la bandiera Azzurra per 1,222 miliardi di euro. A Lione invece è il consorzio guidato dal gruppo francese delle costruzioni Vinci che si è aggiudicato la gestione dello scalo aereo, il quarto in Francia con 9 milioni di passeggeri: alleato con la Cassa dei Depositi e con la società Predica, ha offerto 535 milioni di euro.

Leggi l’articolo del Monde

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