Nonostante quanto successo a Nizza e in Baviera continua la scarsa cooperazione europea sul terrorismo

La rassegna della stampa internazionale sui principali fatti che riguardano da vicino il nostro paese. Oggi articoli di New Tork Times, Financial Times, Parisien e Faz
Nonostante quanto successo a Nizza e in Baviera continua la scarsa cooperazione europea sul terrorismo

Terrorismo: Italia preoccupata per la scarsa cooperazione tra paesi europei

New York, 26 lug 08:37 - (Agenzia Nova) - Dopo l'attentato terroristico di Nizza, che ha provocato 84 vittime, inclusi cinque italiani, l'Italia ha irrigidito i controlli ai confini con la Francia nel timore di infiltrazioni terroristiche sul proprio territorio. La rapida reazione delle autorità italiane, scrive "Reuters", è la dimostrazione dei crescenti timori dell'Italia per la scarsa cooperazione in materia di sicurezza avviata nei fatti dai paesi dell'unione Europea, nonostante l'ondata di attentati che ha colpito Francia, Belgio e Germania. Quanto è accaduto a Nizza, e in un certo senso quanto è accaduto a Monaco, non fa che rinforzare quanto ho già detto: è necessario concentrare tutti gli sforzi nella prevenzione e nella condivisione di informazioni sensibili", ha dichiarato Claudio Galzerano, direttore della Divisione Antiterrorismo Internazionale della polizia di prevenzione. "Se l'Europol non riceverà più dati dai paesi membri, non rimarrà che una bellissima scatola vuota", ha aggiunto l'ufficiale, invitando i paesi membri dell'agenzia di polizia europea a condividere anche le informazioni relative agli individui violenti o mentalmente disturbati.

Leggi l’articolo del New York Times

 

Italia: la posizione del governo sulle banche è zeppa di contraddizioni

Berlino, 26 lug 08:37 - (Agenzia Nova) - Nel fine settimana il premier italiano Matteo Renzi ha usato toni battaglieri per parlare dell’Europa e della crisi bancaria del Belpaese, ingarbugliandosi nell’ennesima contraddizione, scrive l’opinionista Tobias Piller sul quotidiano “Frankfurter Allgemeine Zeitung”. In un discorso pubblico alla presenza della direzione del suo impaziente Partito Democratico, Renzi ha preferito dare la colpa dei problemi dell’Italia all’Europa e all’unione bancaria. “L’Italia deve assumere la guida in Europa, affinché l’Europa possa ritrovarsi”, ha dichiarato negli ultimi giorni il presidente del Consiglio. "E' però evidente", secondo Piller, "che Renzi non pensa all’Europa ma ai suoi interessi e a quelli delle banche italiane".

Leggi l’articolo del Frankfurter Allgemeine Zeitung

 

Cannabis: il Parlamento italiano apre il dibattito sulla legalizzazione

Parigi, 26 lug 08:37 - (Agenzia Nova) - Il Parlamento italiano ieri lunedì 25 luglio ha iniziato ad esaminare una proposta di legge sulla legalizzazione dell'autoproduzione e del consumo ricreativo della cannabis, che suscita una forte opposizione e non ha un vero appoggio da parte del governo: il testo sottoposto ai deputati propone di mantenere il divieto di vendita tra individui, ma autorizza a coltivare da sé fino a cinque piante di cannabis ed a detenerne fino a 15 grammi in casa; sarà comunque vietato fumare cannabis nei luoghi pubblici o sul lavoro. La proposta inoltre prevede la possibilità per lo Stato di far coltivare e vendere cannabis, un po' come succede per l'industria del tabacco. In Europa anche la Repubblica Ceca, l'Olanda e la Spagna hanno deciso di tollerare il consumo personale ad uso ricreativo; così come hanno fatto da qualche anno quattro Stati Usa, più la capitale Washington. Nello scorso maggio il capo del governo italiano, Matteo Renzi, aveva tuttavia dichiarato che la questione non era "all'ordine del giorno" del suo esecutivo: il testo di legge in effetti arriva in Parlamento sotto forma di una proposta di legge depositata dal senatore radicale Benedetto Della Vedova e sottoscritta da un gruppo eteroclito di circa 200 deputati e senatori, essenzialmente del Movimento 5 stelle (M5s), del Partito democratico (Pd) e della sinistra, anche se non mancano diversi esponenti di centrodestra e di destra. "Il semplice fatto che una legge sulla legalizzazione delle droghe leggere sia iscritta all'ordine del giorno del Parlamento apre un dibattito inedito nella storia d'Italia" ha commentato con entusiasmo Roberto Giachetti, il vice presidente della Camera dei Deputati eletto nelle liste del PD citato dal quotidiano francese "Le Parisien". "Non è certo autorizzando i cittadini a drogarsi che essi dimenticheranno la realtà della povertà e della disoccupazione" ha replicato invece il capogruppo della Lega Nord Massimiliano Fedriga, un partito alleato in Europa al Front national francese.

Leggi l’articolo del Parisien

 

Il rischio di preferire il potere al profitto, la lezione italiana

Londra, 26 lug 08:37 - (Agenzia Nova) - Dopo l'operazione Rcs, un commento di Andrew Hill sul "Financial Times" riflette sull'evoluzione del cosiddetto "salotto buono" di Milano. Il sistema italiano era sostenuto da holding complesse e partecipazioni incrociate; emarginava gli azionisti di minoranza e scoraggiava le offerte; è stato definito un "capitalismo senza capitale". Quella rete aveva uno scopo quando è stata creata: mettere al riparo le imprese familiari dai predatori e dalla pressione dei mercati pubblici. In effetti, tale struttura ha garantito stabilità, ma ha portato anche trinceramento e stagnazione.

Leggi l’articolo del Financial Times

 

Enav sul radar

Londra, 26 lug 08:37 - (Agenzia Nova) - Col collocamento delle azioni di Enav, in programma oggi, procede il programma di privatizzazioni del governo italiano, ma le prossime operazioni non saranno così semplici, osserva il "Financial Times" nella rubrica di analisi "Lex". Quello del controllo del traffico aereo è un mercato nazionale monopolistico altamente regolato. Le compagnie aeree pagano tariffe di navigazione all'Eurocontrol e le agenzie nazionali per la sicurezza aerea ricevono i fondi sulla base di previsioni di traffico a lungo termine; le loro entrate, quindi, sono prevedibili. In Italia, inoltre, circa il 38 per cento del volume del traffico aereo è legato a voli che non originano né terminano nel paese; ciò riduce la dipendenza di Enav dall'economia italiana.

Leggi l’articolo del Financial Times

 

 

PANORAMA INTERNAZIONALE

 

L'esposizione finanziaria internazionale alla Turchia si palesa nei luoghi peggiori

New York, 26 lug 08:37 - (Agenzia Nova) - Il mercato del credito europeo è relativamente immune dalle turbolenze della Turchia, teatro di un tentativo di colpo di Stato ed ora della durissima repressione del presidente Recep Tayyip Erdogan. Purtroppo, stando alle analisi di JPMorgan Chase & Co. riperse da "Bloomberg", le poche eccezioni paiono riguardare proprio i soggetti meno indicati. Tra questi figura anche UniCredit Spa., la prima banca italiana già alle prese con la crisi locale dei crediti deteriorati e con una insufficiente capitalizzazione. UniCredit è la seconda banca europea per esposizione alla Turchia, a causa della sua partecipazione del 40 per cento a Yapi ve Kredi Bankasi AS, quarto istituto di credito privato della Turchia. L'unica banca europea ancor più esposta alla Turchia è Banco Bilbao Vizcaya Argentaria SA (Bbva), che lo scorso anno ha aumentato la sua quota di partecipazione in Garanti Bank.

Leggi l’articolo del Bloomberg Business Week

 

L'Europa è perduta?

New York, 26 lug 09:42 - (Agenzia Nova) - L'Europa è incapace di garantire la propria sopravvivenza? A chiederselo, all'indomani dei recenti episodi di terrorismo e frammentazione sociale che hanno sconvolto il Vecchio continente, è l'opinionista Breth Stephens. L'Unione Europea, ricorsa Stephens, destina ogni anno oltre 200 miliardi di dollari alla difesa, schiera 2 mila aerei da guerra e 500 navi, impiega 1,4 milioni di uomini in divisa. Eppure, di fronte alla minaccia islamista appare del tutto impotente. L'opinionista paragona l'Europa di oggi alla Francia del 1940: l'Unione "esibisce la stessa combinazione di rigidità dottrinale e perdita di volontà che consentì alla Germania nazista di sconfiggere in sei settimane un esercito alleato composto di 144 divisioni". La prova dello stesso declino, scrive Stephens, sta nelle parole pronunciate dal premier francese Manuel Valls dopo la strage di Nizza: "La Francia deve imparare a convivere con il terrorismo". E poi c'è la Germania, risvegliata si bruscamente dal sogno dell'accoglienza risalente soltanto allo scorso anno. Al picco della sua grandezza, negli anni Ottanta, sotto François Mitterrand ed Helmut Kohl, il progetto europeo combinava la forza economica tedesca alla tradizione politico-diplomatica francese. Oggi, l'Ue si è ridotta a un mix tra "la debolezza politica francese e il solipsismo moralista tedesco". "Si tratta della formula perfetta per un rapido declino della civiltà, per quante risorse economiche o militari l'Ue possa avere a disposizione", avverte l'economista. L'unica salvezza per l'Europa, secondo l'opinionista, sta nel "liberarsi dei miti su cui l'Europa moderna è stata costruita": l'Ue "non può più guardare a sé stessa come all'esito di un impegno morale alla pace; deve smettere di considerare il Cristianesimo un mero fattore storico dell'identità continentale; deve smettere di affermare che non esista mai una soluzione militare; deve comprendere che vale la pena lottare per un paese, che non è vero che l'onore è solo un orpello atavico e che la tolleranza è il bene supremo". "Una civiltà che non crede in nulla", ammonisce Stephens, "finisce inevitabilmente per sottomettersi a qualunque cosa".

Leggi l’articolo del Wall Street Journal

 

Francia, l'estrema sinistra si rivolge al Consiglio costituzionale contro la riforma del Lavoro

Parigi, 26 lug 09:42 - (Agenzia Nova) - Nonostante l'approvazione definitiva, giovedì scorso, della Legge di riforma del Codice del lavoro, la contestazione parlementare prosegue: dopo il ricorso presentato dall'opposizione della destra "classica", ora è il turno dell'estrema sinistra di rivolgersi al Consiglio costituzionale per bloccare il provvedimento che ha infiammati le piazze francesi negli ultimi mesi. Sono 61 i deputati del Partito comunista (Pcf), di Europa Ecologia - I Verdi (EeLv) e dell'ala "frondista" del Partito socialista che ieri lunedì 25 luglio hanno presentato ricorso sostenendo l'incostituzionalità della riforma: è la prima volta che la "sinistra della sinistra" si rivolge al Consiglio costituzionale contro una legge presentata dal governo socialista.

Leggi l’articolo dell’Echos

Lascia il tuo commento

Condividi le tue opinioni su Il Foglio

Caratteri rimanenti: 1000

Servizi