Dopo la Brexit l'Italia ritorna ad attrarre gli investimenti stranieri

La rassegna della stampa internazionale sui principali fatti che riguardano da vicino il nostro paese. Oggi articoli di Bloomberg Business Week, Times, Vanguardia, Les Echos...
Dopo la Brexit l'Italia ritorna ad attrarre gli investimenti stranieri

La Brexit dà impulso al piano italiano per attrarre investimenti stranieri

New York, 19 lug 08:32 - (Agenzia Nova) - L'Italia sta lavorando a un pacchetto di misure tese ad attrarre investimenti e aziende stranieri in risposta al voto referendario britannico per l'uscita dall'Unione Europea. Tommaso Nannicini, sottosegretario di Stato alla Presidenza del Consiglio dei ministri con delega di indirizzo e coordinamento per le valutazioni strategiche, ha spiegato nel corso di un'intervista a "Bloomberg", venerdì scorso, che la Brexit potrebbe impattare negativamente sul già fragile prodotto interno lordo italiano, anche se è ancora troppo presto per azzardare previsioni in proposito. "Avevamo pensato a misure prima della Brexit, ora potremmo essere più audaci", ha spiegato il Sottosegretario riferendosi alle misure allo studio del governo, che potrebbero includere anche incentivi di natura fiscale. "Saremo in grado di inserire alcune misure nella prossima legge di bilancio, ma potremmo anche presentare prima, nel corso dell'anno, politiche che non implicano nuova spesa pubblica", ha detto Nannicini. Le politiche allo studio del governo di Roma si concentrano soprattutto sugli obiettivi di sburocratizzazione dello Stato, specie per quanto riguarda le procedure di emissione dei visti, e di riforma del sistema fiscale, con l'introduzione di incentivi per le startup e per la ricerca e lo sviluppo, ha spiegato l'esponente del governo. Nannicini ha anche assicurato che il governo italiano è pronto a intervenire assieme alle istituzioni europee per garantire la stabilità del sistema bancario italiano, che però, ha garantito, "è solido". Quanto all'assenza di crescita economica, il maggiore ostacolo sistemico al progressivo riassorbimento dei crediti deteriorati, il governo italiano sta rispondendo con una serie di misure: da un lato, le riforme strutturali, a partire da quelle del mercato del lavoro, della pubblica amministrazione e della giustizia. Dall'altro, con stimoli di breve termine "tramite una riduzione della pressione fiscale". Gli effetti della Brexit sull'economia italiana sono oggetto anche di una breve intervista di "Bloomberg" a Jonathan Hopkin, professore associato presso la London School of Economics, secondo cui l'Italia sconta una frattura tra quanto vorrebbe o sarebbe necessario fare per affrontare la delicata situazione economico-finanziaria, e quanto invece le sarà concesso dalle autorità e dai partner europei.

Leggi l’articolo del Bloomberg Business Week

 

I gestori degli stabilimenti balnieari italiani alla guerra contro Bruxelles

Parigi, 19 lug 08:32 - (Agenzia Nova) - La Corte di giustizia europea ha issato la "bandiera rossa" sulle spiagge italiane: ha dato ragione alla Commissione europea che aveva avviato una procedura di infrazione contro l'Italia per aver rinnovato le concessioni esistenti per lo sfruttamento delle spiagge, aggirando preventivamente la "direttiva Bolkestein" che invece impone di assegnare quelle licenze solo al termine di una gara d'asta. Immediata la protesta di Assobalneari, l'associazione che riunisce le circa 30 mila aziende che gestiscono gli stabilimenti balneari italiani, al 95 per cento piccolissime aziende familiari che d'estate offrono circa un milione di posti di lavoro. Il presidente di Assobalneari, Fabrizio Licordari, ha fatto appello al governo perché difenda "uno dei simboli del made in Italy turistico" ed ha criticato Matteo Renzi che, a suo parere, "si batte per difendere l'acciaieria Ilva di Taranto, ma non fa niente per noi". Licordari, citato dal quotidiano economico francese "Les Echos", ricorda in particolare che "Portogallo e Spagna, che si trovano nella stessa situazione dell'Italia, hanno ottenuto soddisfazione dall'Ue senza essere sanzionati". Il braccio di ferro tra Roma e Beruxelles, scrive su "Les Echos" il corrispondente da Roma Olivier Tosseri, potrebbe riprendere persino nel pieno delle vacanze.

Leggi l’articolo dell’Echos

 

Italia, una commissione per studiare la radicalizzazione islamica

Rio de Janeiro, 19 lug 08:32 - (Agenzia Nova) - Alla luce dei recenti fatti di Nizza, il governo italiano ha approvato ieri la creazione di una commissione indipendente per studiare il fenomeno della "radicalizzazione" nelle comunità islamiche. Il gruppo di lavoro è costituito da analisti e tecnici e presenterà la sua prima relazione entro tre mesi. "Facciamo affidamento sulla collaborazione delle comunità islamiche per prevenire gli attentati", ha dichiarato il presidente del comitato parlamentare di sicurezza, Giacomo Stucchi. Il diplomatico ed ex direttore del dipartimento delle informazioni per la sicurezza (Dis), Giampiero Massolo, ha aggiunto: "E' importante che le comunità islamiche moderate condannino ed emarginino il jihadismo con la massima fermezza". "Per placare l'estremismo e il proselitismo, è altrettanto importante che le nostre comunità rimangano unite. Questo è uno dei modo possibili per evitare che un essere umano diventi una bomba mortale", ha affermato. La creazione della commissione è stata discussa nel corso di una riunione dei funzionari di governo a Palazzo Chigi.

Leggi l’articolo del Jornal do Brasil

 

Emergenza nutrie per i coltivatori di riso

Londra, 19 lug 08:32 - (Agenzia Nova) - Le risaie dell'Emilia Romagna sono invase dalle nutrie, riferisce il quotidiano britannico "The Times". Secondo la Coldiretti, il numero di questi animali è triplicato ogni anno negli ultimi sette anni e ha raggiunto il milione. C'è poco che si possa fare, anche perché quest'anno le licenze di caccia sono state concesse troppo tardi, a primavera inoltrata, quando l'erba era ormai alta. La coltivazione di riso è a rischio.

Leggi l’articolo del Times

 

 

PANORAMA INTERNAZIONALE

 

Il tasso di occupazione Ocse raggiunge livello record del 66,8 per cento nel primo trimestre 2016

Madrid, 19 lug 08:32 - (Agenzia Nova) - Il tasso di occupazione dei paesi dell'Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico (Ocse) si attesta al 66,8 per cento nel primo trimestre del 2016, un dato record nel contesto della serie storica iniziata nel primo trimestre 2005. Il dato è superiore di quasi tre decimi al precedente record, registrato nel primo trimestre del 2008, alcuni mesi prima del crollo di Lehman Brothers. I paesi con il più alto tasso di occupazione dell'Ocse nel periodo di riferimento sono Islanda (85,8 per cento), Svizzera (80,7 per cento) e Norvegia (74,7 per cento), mentre Grecia (51,7 per cento), Italia (56,8 per cento) e Spagna (59,1 per cento) sono in fondo alla lista. Nel caso della Spagna, però, va sottolineato che il tasso di occupazione è salito di cinque decimi nel primo trimestre al 59,1 per cento, il livello più alto dal quarto trimestre del 2009.

Leggi l’articolo del Vanguardia

 

La crisi delle banche europee è di guadagni, non di solvibilità

Londra, 19 lug 08:32 - (Agenzia Nova) - In un articolo pubblicato sul "Financial Times", Philippe Bodereau, responsabile della ricerca finanziaria di Pimco, sostiene la necessità di un intervento di portata europea analogo al Tarp - Troubled Asset Relief Program, il programma di acquisto di titoli tossici delle banche lanciato dal Tesoro degli Stati Uniti durante la crisi del 2008. A suo parere, il problema bancario italiano sarebbe gestibile mentre soluzioni come il fondo Atlante rischiano di indebolire gli istituti più forti e la rigida applicazione delle regole sul bail-in potrebbe essere addirittura destabilizzante politicamente.

Leggi l’articolo del Financial Times

 

Crescono i dubbi sugli stress test della Bce

Berlino, 19 lug 08:32 - (Agenzia Nova) - Le banche europee iniziano a dubitare della validità degli stress test: si inizia a parlare di un “esercizio diagnostico” di scarsa utilità poiché richiederebbe l’intervento dell’autorità di sorveglianza nella crisi attuale delle banche italiane. Ma la politica europea ha rinviato il dibattito sugli aiuti pubblici per le banche più colpite al prossimo 29 luglio, scrive l’opinionista Markus Fruehauf sul quotidiano “Frankfurter Allgemeine Zeitung”. Questo venerdì, intanto, l’autorità di sorveglianza europea sulle banche (Eba) pubblicherà i risultati degli stress test condotti quest’anno su 51 banche, 37 delle quali con sede nell’eurozona. Dai risultati degli stress test condotti sulle banche italiane, i politici europei si aspettano delucidazioni soprattutto riguardo all’entità dei crediti deteriorati e alla situazione patrimoniale. Solo pochi giorni fa il ministro delle Finanze tedesco Wolfgang Schaeuble ha chiamato alla cautela, invitando a evitare "speculazioni negative" e ad attendere informazioni precise. In realtà, scrivei l quotidiano tedesco, sono già due anni che non si specula più sui problemi delle banche italiane, ormai ben noti: i risultati degli stress test "non diranno nulla di nuovo". I crediti deteriorati delle banche italiane ammontano a 360 miliardi di euro: il fabbisogno di capitale si aggira sui 40 miliardi di euro. Agli audit sui bilanci condotti nel 2014 dalla Banca Centrale Europea (Bce) e dall’Ente Eba, nove banche italiane sono state bocciate poiché non presentavano una copertura di capitale sufficiente.

Leggi l’articolo del Frankfurter Allgemeine Zeitung

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