Verso il compromesso tra Roma e Bruxelles sulle banche

La rassegna della stampa internazionale sui principali fatti che riguardano da vicino il nostro paese. Oggi articoli di Financial Times, Bloomberg, Times, Spiegel
Verso il compromesso tra Roma e Bruxelles sulle banche

Brexit, per l'Italia il Regno Unito dovrebbe adottare il modello norvegese

New York, 18 lug - (Agenzia Nova) - L'Italia auspica che il Regno Unito adottasse il modello norvegese come base per le future relazioni economiche e politiche con l'Unione Europea. Lo ha dichiarato a "Bloomberg" Sandro Gozi, sottosegretario alla Presidenza del Consiglio dei ministri con delega agli affari europei. "L'accordo più efficace e immediato potrebbe passare attraverso lo Spazio economico europeo (See), il modello norvegese", ha spiegato Gozi, discutendo delle trattative tra Londra e Bruxelles dopo il voto referendario britannico per l'uscita dall'Ue. "significherebbe essere fuori dall'Ue, ma all'interno del mercato unico. Se me lo chiedeste oggi, sarei pronto a firmare un accordo simile in questo istante. Ma non sono sicuro che varrebbe lo stesso anche per il Regno Unito". Aderire al See consentirebbe al Regno Unito di mantenere i legami commerciali ed economici con l'Ue necessari a garantire la sua prosperità; ma ciò significherebbe anche dover aderire a gran parte della legislazione comunitaria, inclusa quella relativa alla libera circolazione delle persone: uno dei punti che più ha influito sul voto dei cittadini britannici per lasciare l'Unione. Gozi ha ribadito il no dell'Italia all'avvio di negoziati informali prima che Londra invochi formalmente l'Art.50 del Trattato di Lisbona. "Comprendo che la tattica di Londra sia esattamente opposta, ma non è nel nostro interesse, perché noi rimaniamo nell'Ue. Vogliamo rafforzare l'Ue, e non vogliamo creare un precedente negativo che faccia da appiglio per altri paesi".


Crediti deteriorati: compromesso in vista tra l’Italia e Bruxelles

Berlino, 18 lug - (Agenzia Nova) - Un compromesso si delinea all'orizzonte delle trattative fra la Commissione Europea e l’Italia sugli aiuti alle banche italiane. Secondo quanto riporta il settimanale tedesco “der Spiegel”, l’Italia intende attenersi alla direttiva europea sulla liquidazione delle banche, la quale prevede che gli azionisti e i creditori partecipino direttamente alla copertura delle perdite degli istituti di credito, in luogo dei contribuenti. La Commissione potrebbe consentire che siano solo gli investitori istituzionali a rientrare nel cosiddetto “bail-in” mentre gli investitori privati verrebbero risarciti per le perdite subite.


Folkerts-Landau: l'Italia deve forzare le banche a ricapitalizzare

New York, 18 lug - (Agenzia Nova) - David Folkerts-Landau, capo economista di Deutsche Bank, discute della crisi del settore bancario italiano ai microfoni di "Bloomberg Surveillance". Per l'Italia, afferma Folkerts-Landau, la soluzione ideale ai problemi patrimoniali delle banche sarebbe un piano di ricapitalizzazione forzata "dall'alto" sul modello di quello adottato dagli Usa in risposta alla crisi del 2008: tale progetto sarebbe economicamente fattibile ed eviterebbe le gravissime conseguenze politiche del bail-in ma, spiega l'economista, "ciò non accadrà", perché non esiste alcuna autorità o soggetto in Europa in grado di creare il consenso e il coordinamento necessario a condurre un'operazione di quel genere. La seconda soluzione migliore sarebbe consentire all'Italia di ricapitalizzare autonomamente le proprie banche; anche questa ipotesi, però, sconta l'opposizione di Commissione europea e Germania, che hanno da poco a loro disposizione le norme sul bail- in: "Hanno questo giocattolo, e vogliono a tutti i costi usarlo", spiega Folkerts-Landau; a Roma non resta che attenere l'esito degli stress test di fine luglio: in questo frangente, la Banca centrale europea (Bce) è probabilmente il miglior alleato dell'Italia, ed è probabile "che si trovi una qualche scappatoia per sostenere le singole banche". Per sua fortuna, sostiene Folkerts-Landau, l'Italia può ancora concedersi il lusso del tempo: "Questa non è assolutamente una situazione paragonabile a quella del 2008, le banche sono meglio capitalizzate e il rapporto tra indebitamento e mezzi propri è assai migliore"; quello italiano, però, "è un problema sistemico che va affrontato, e i numeri che ormai conoscono tutti sono lì a dimostrarlo". E' naturale, spiega poi l'economista, che il sistema bancario europeo nel suo complesso abbia bisogno di un forte impulso al consolidamento, che però è reso difficilissimo dalla natura cooperativa della dirigenza di tanti istituti: anche in questo caso, l'Italia, con le sue fondazioni bancarie, rappresenta un caso emblematico. "Bloomberg" discute lo stato del sistema bancario italiano anche con il sottosegretario di Stato alla Presidenza del Consiglio dei ministri Tommaso Nannicini. Il governo italiano, assicura Nannicini, è pronto a intervenire qualora necessario assieme alle istituzioni europee, ma "il sistema bancario italiano è solido". Quanto all'assenza di crescita economica, il maggiore ostacolo sistemico al progressivo riassorbimento dei crediti deteriorati, il governo italiano sta rispondendo con una serie di misure: da un lato, le riforme strutturali, a partire da quelle del mercato del lavoro, della pubblica amministrazione e della giustizia. Dall'altro, con stimoli di breve termine "tramite una riduzione della pressione fiscale".


Un editore di periodici di gossip compra Rcs Mediagroup

Londra, 18 lug - (Agenzia Nova) - Urbano Cairo è il nuovo proprietario del "Corriere della sera", riferiscono i quotidiani britannici "Financial Times" e "The Times". Ex dipendente di Silvio Berlusconi, editore di periodici di gossip, l'imprenditore, col suo gruppo Cairo Communications, ha conquistato il 48,8 per cento di Rcs Mediagroup; la sua vittoria è vista come un terremoto nel "salotto buono" di Milano. Cairo si aspetta un risparmio di 26 milioni di euro dalla fusione con le sue attività; nel 2013 ha già acquistato La7, riportandola all'utile dopo un programma di riduzione di costi di un anno.


La "prima linea" dell'immigrazione si è spostata dalla Grecia alla Sicilia, Italia in difficoltà

Londra, 18 lug - (Agenzia Nova) - Migliaia di migranti arrivano ogni settimana in Italia, oltre 79 mila dall'inizio dell'anno, novemila in più rispetto a un anno fa, riferisce il quotidiano britannico "The Times". Secondo il personale di Frontex, l'agenzia delle frontiere dell'Unione Europea, la "prima linea" si è spostata dalla Grecia, dove gli arrivi sono scesi a circa 50 al giorno in seguito all'accordo tra l'Ue e la Turchia, alla Sicilia, dove se ne contano circa 750.


 

Panorama internazionale

Fiori deposti lungo Promenade des Anglais, a Nizza (foto LaPresse)


 

La Ue al bivio

Berlino, 18 lug - (Agenzia Nova) - Il presidente turco Recep Tayyip Erdogan, il signore dei flussi migratori europei, il guardiano della chiusa sul Bosforo, è salito ancora di più sul monte dell’Olimpo, scrive l’opinionista Reinhard Mueller sul quotidiano “Frankfurter Allgemeine Zeitung”. Erano decenni che un capo di Stato europeo o statunitense non si vantava di essere riuscito a sedare una rivolta armata con l’aiuto del popolo. E nel fine settimana in Turchia è stato proprio così: Erdogan ha mobilitato i cittadini turchi contro un golpe armato ai suoi danni, e molti hanno risposto al suo appello, pagando con il sangue. Ma per che cosa,si chiede il quotidiano tedesco "Frankfurter Allgemeine Zeitung". "Per la democrazia?". Una cosa è sicura: la comunità internazionale, anche se in maniera riluttante, si è schierata a fianco del presidente turco: e l’assalto ai ponti e ai carri armati da parte del suo popolo è la più diretta e romantica legittimazione che si possa pensare. Il fatto che il premier della Turchia, paese candidato ad entrare nella Ue, sia salito al potere in maniera democratica non è mai stato contestato da nessuno. Il problema è un altro: per essere membro dell’Unione Europea, e quindi anche del Consiglio Europeo e della Nato, bisogna essere uno Stato di diritto. "La repressione di un golpe - avverte il quotidiano tedesco - non è una buona ragione per imporre il dispotismo". Ma cosa vuole fare l’Unione Europea? Erdogan non ha bisogno della Ue e lo dimostra affermando che la Turchia non deve chiedere il permesso a nessuno per introdurre la pena di morte. L’uomo di ferro del Bosforo non considera la Cancelliera tedesca Angela Merkel un partner affidabile che mantiene la parola nella crisi dei profughi e nelle questioni di sicurezza. Bruxelles deve decidere se ergersi a difesa dei propri valori fondamentali, o piegarsi alle esigenze poste dalla ragion politica.


Strage di Nizza, il governo francese tenta di difendersi dalle accuse di Sarkozy

Parigi, 18 lug - (Agenzia Nova) - La destra francese va all'attacco del governo nel tentativo di capitalizzare consenso all'indomani della strage terroristica di Nizza. Il "Là" lo ha dato Nicolas Sarkozy: intervistato ieri domenica 17 luglio al notiziario delle 20 della più seguita rete televisiva del paese, Tf1, l'ex presidente ha scandito che "Negli ultimi diciotto mesi non si è fatto nulla di quello che si doveva fare" nella lotta al terrorismo islamista. L'attuale leader de I Repubblicani (Lr, ex Ump) ha poi snocciolato le misure che gli sembrano necessarie: espellere tutti gli stranieri sospetti di estremismo, controllare quelli di cittadinanza francese con braccialetti elettronici o addirittura rinchiuderli in centri di detenzione amministrativa, chiudere i luoghi di culto musulmano che abbiano legami con l'ideologia salafita ed espellerne gli imam. Sarkozy infine ha fatto appello agli alleati della Francia in Medio Oriente perché impegnino le loro truppe di terra contro lo Stato islamico (Isis) ed ha affermato che in questa "guerra totale" è necessario allearsi con la Russia. L’approssimarsi delle primarie della destra "classica" in calendario alla fine del prossimo mese di novembre e l'orizzonte delle elezioni presidenziali e parlamentari del 2017 del resto, scrive il quotidiano progressista "Le Monde", stanno innescando una corsa a chi alza più la voce tra i differenti tenori dell'opposizione di destra, peraltro incalzati ancora più a destra dal Front national (Fn) di Marine Le Pen: tutti si ergono a paladini della "rabbia" dei francesi per i fatti abominevoli di Nizza. In risposta, il primo ministro Manuel Valls ed il ministro dell'Interno Bernard Cazeneuve in tarda serata hanno pubblicato un lungo comunicato comune: "Nessun governo finora ha fatto tanto per lottare contro i terrorismo", affermano, enumerando tutte le misure decise nell'ultimo anno e mezzo dall'esecutivo socialista e infine richiamando "la necessità dell’unità nazionale". Tuttavia, secondo il quotidiano economico "Les Echos" il governo fatica a trovare una risposta adeguata: è vero che mercoledì 20 luglio il Parlamento dovrebbe approvare un ulteriore prolungamento dello stato di emergenza e che il presidente Hollande ha deciso di richiamare i riservisti della Gendarmeria nazionale per spalleggiare le esauste forze dell'ordine; ma in vista non c'è nessun giro di vite sulla sicurezza.


Regno Unito: il governo potrebbe imporre una scadenza ai diritti degli immigrati comunitari 

Londra, 18 lug - (Agenzia Nova) - In evidenza sulla stampa britannica un complesso di questioni politiche ed economiche legate al voto per l'uscita del Regno Unito dall'Unione Europea. Il segretario per la Brexit, David Davis, ha dichiarato che il governo potrebbe negare ai cittadini comunitari il diritto di rimanere nel paese anche prima di lasciare l'Ue perché ha ricevuto un mandato per riprendere il controllo delle frontiere. A suo parere offrire garanzie incentiverebbe gli ingressi; si troverà un accordo per i cittadini europei residenti in Gran Bretagna e per quelli britannici che vivono in altri paesi membri, ma a quelli giunti dopo una certa data potrebbe essere negata la possibilità di restare. Il ministro spera di avviare i negoziati con l'Ue all'inizio dell'anno prossimo e che l'uscita possa avvenire due anni dopo. Nel frattempo il governo sta avviando colloqui commerciali informali con diversi interlocutori, tra i quali l'Australia, nella speranza di arrivare ad accordi prima del ritiro ufficiale dall'Ue. Sull'elaborazione della piattaforma negoziale britannica grava, tuttavia, la questione scozzese. La leader di Edimburgo, Nicola Sturgeon, ha avvertito che la Scozia è in una "posizione molto forte" per influenzare le trattative sulla Brexit e che non si farà trascinare fuori dall'Ue contro la sua volontà. Un sondaggio di ComRes per "The Independent" rivela che il 57 per cento degli elettori è contrario a un secondo referendum, contro il 29 dei favorevoli, e che il 38 per cento vorrebbe elezioni anticipate, mentre il 46 per cento pensa che i conservatori siano stati eletti per cinque anni e abbiano il mandato per continuare a governare nonostante gli ultimi sconvolgenti sviluppi. Da una ricerca effettuata da Deloitte tra 132 direttori finanziari di società quotate nell'indice Ftse 350, riferisce il "Financial Times", emerge che il 73 per cento è meno ottimista sulle prospettive finanziarie delle loro compagnie rispetto a tre mesi fa e che il pessimismo supera addirittura quello successivo al crollo di Lehman Brothers che scatenò la crisi del 2008. Lo stesso giornale intervista Valdis Dombrovskis, commissario europeo ai Servizi finanziari, per il quale è prematuro trarre conclusioni sul futuro della City di Londra come capitale finanziaria. Da segnalare, infine, un articolo del segretario agli Esteri, Boris Johnson, su "The Telegraph", dedicato alle opportunità offerte dalla Brexit per la costruzione di una Gran Bretagna globale, e uno dell'ex primo ministro Gordon Brown, sul "Financial Times", che esorta gli Stati a collaborare per apportare correttivi alla globalizzazione.


Usa, dopo l'agguato agli agenti di polizia Obama prova a richiamare il paese alla calma

New York, 18 lug - (Agenzia Nova) - Il presidente degli Stati Uniti, Barack Obama, si è dovuto nuovamente rivolgere al paese nel tentativo di placarne le tensioni razziali, dopo l'agguato mortale di un numero imprecisato di individui armati a sei agenti di polizia di Baton Rouge (Louisiana), costato la vita ieri a tre poliziotti e a un assalitore, mentre altri tre agenti sono stati gravemente feriti. "Come nazione dobbiamo dire in maniera forte e chiara che nulla giustifica la violenza contro le forze dell'ordine", ha detto Obama, che solo la scorsa settimana si era dovuto recare a Dallas per assistere al memoriale funebre degli agenti uccisi da un altro uomo armato. Le analogie tra i due episodi sono molteplici. Come a Dallas, l'aggressore sarebbe un veterano afroamericano delle forze armate: si tratta del 29 enne Gavin Long, originario di Kansa City e affiliato a un gruppo anti-governativo; non è ancora chiaro se l'uomo sia stato motivato a sua volta dalle crescenti tensioni tra la minoranza afroamericana e le forze dell'ordine, accusate di un uso eccessivo e discriminatorio della forza contro i neri. Quel che è certo, però, è che l'agguato mortale di ieri agli uomini in divisa causerà nuove polemiche politiche nei confronti del presidente Obama e del Partito democratico, che in più occasioni hanno definito la condotta discriminatoria degli uomini in divisa una realtà confermata dalle statistiche. Anche alla vigilia della sparatoria di Dallas, costata la vita a nove agenti di polizia, la reazione di Obama all'uccisione di alcuni cittadini afroamericani da parte della Polizia aveva destato più di qualche obiezione da parte delle forze dell'ordine; Obama aveva definito quegli incidenti, assai ricorrenti negli Usa, "il sintomo di una più vasta serie di disparità che esistono nel nostro sistema giudiziario". Sottolineando l'imminenza delle convention nazionali dei partiti Democratico e Repubblicano, che si aprono oggi, Obama ha chiamato la politica alla calma: "Non abbiamo bisogno di una retorica infiammatoria, né di accuse sconsiderate per segnare punti politici. Dobbiamo moderare le nostre parole e aprire i nostri cuori", ha detto il presidente.


Usa, l'agguato agli agenti di polizia di Baton Rouge si abbatte sulla politica

Washington, 18 lug - (Agenzia Nova) - L'agguato mortale agli agenti di polizia di Baton Rouge (Louisiana), costato la vita ieri a tre uomini in divisa, ha avuto l'effetto di una bomba su un paese già spaccato dalle tensioni razziali, e che proprio da oggi affronta un passaggio cruciale dell'iter che condurrà alle elezioni presidenziali di novembre: le convention nazionali dei partiti Repubblicano a Democratico. Assieme agli ultimi, preoccupanti sviluppi internazionali - il gravissimo attentato terroristico di Nizza e il tentativo di colpo di Stato fallito in Turchia - la sparatoria di Baton Rouge ha drasticamente ridefinito lo scenario nazionale e internazionale con cui i partiti Usa e i loro candidati sono chiamati a confrontarsi. "In momenti storici ordinari", scrive la "Washington post", le convention politiche statunitensi richiamano l'attenzione del mondo, e di fatto sono eventi pubblicitari accuratamente pianificati dai due partiti per ottenere visibilità e consensi. Quest'anno, però, le due convention e le proposte politiche che vi verranno illustrate dovranno fare i conti con gli effetti deflagranti della realtà. I candidati repubblicano e democratico alla presidenza - Donald Trump e Hillary Clinton - verranno giudicati sulla base di standard assai più severi dell'ordinario: riusciranno, si chiedei l quotidiano, "a elevarsi oltre la retorica partigiana su cui i rispettivi partiti si sono comodamente adagiati? (...) La politica ordinaria non è abbastanza per affrontare questo frangente", per rassicurare un elettorato insoddisfatto e sfiduciato.

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