L'Italia preoccupa più della Brexit, se cade Renzi

La rassegna della stampa internazionale sui principali fatti che riguardano da vicino il nostro paese. Oggi articoli di Financial Times, Monde, Independent, Wall Street Journal...
L'Italia preoccupa più della Brexit, se cade Renzi

Altro che Brexit, l'Italia è sul punto di lacerare l'Europa

Londra, 14 lug 08:36 - (Agenzia Nova) - Mentre tutti gli occhi sono puntati sul Regno Unito, un altro paese rischia di lacerare l'Unione Europea: l'Italia, scrive Will Martin in un commento sul quotidiano britannico "The Independent". Per i suoi dati economici, la crisi bancaria, l'imminente referendum costituzionale, il paese è una bomba a orologeria. In caso di sconfitta referendaria, c'è da aspettarsi la caduta del governo Renzi e il caos politico potrebbe trasformarsi in un caos economico e finanziario.

Leggi l’articolo dell’Independent

 

Ecco perché la crisi europea potrebbe ripartire dall'Italia

Washington, 14 lug 08:36 - (Agenzia Nova) - La crisi europea di cui la Brexit è stata catalizzatore, avverte Matt O'Brien sulla "Washington Post", attraversa una fase di calma apparente: i mercati stanno rimbalzando, i timori si stanno dissipando e alcuni si chiedono addirittura se il Regno Unito finirà davvero per lasciare l'Unione. Nonostante la nuova premier britannica, Theresa May, affermi oggi che "Brexit significa Brexit", è ben noto che la sua posizione era contraria all'uscita del paese dall'Ue; soprattutto, non è chiaro come e quando avranno inizio le procedure di divorzio dall'Europa, che si preannunciano lunghe e complicate. Più Londra attende, più la sua economia rischia di essere danneggiata dall'incertezza, e ciò non farebbe che rendere più allettante la prospettiva di una permanenza nel perimetro dell'Ue. Non può dunque essere escluso - e a Bruxelles certamente sono in molti ad auspicarlo - che il caos generato dal Brexit si riveli un gran baccano dovuto a un semplice referendum non vincolante. Illudersi che con questo i problemi europei siano risolti - specie quelli finanziari - sarebbe però un gravissimo errore. Vada come vada, il referendum britannico ha dimostrato che l'Europa non ha fatto abbastanza per impedire alla politica di disgregarla. "Gli investitori lo hanno compreso benissimo", scrive O'Brien, "e lo stesso hanno fatto i cittadini". Diversi paesi europei si candidano a ripetere il colpo assestato all'Unione dalla Brexit, dunque, e tra questi, secondo l'opinionista, figura soprattutto l'Italia: non perché nel paese sia già numericamente maggioritaria una forza politica espressamente euroscettica, quanto per la commistione di gravi problemi economici, finanziari e politici che, secondo O'Brien, si profilano all'orizzonte del Belpaese, e rischiano di gettarlo in una gravissima crisi. E' ormai noto che il voto referendario britannico abbia assestato un duro colpo soprattutto all'Italia: ed è proprio quest'ultima "il luogo dove la battaglia per l'euro, l'Unione Europea e forse persino gli Stati Uniti d'Europa non sarà vinta, ma potrebbe benissimo essere persa, a prescindere dall'andamento dell'indice Standard & Poor's 500". La domanda fondamentale da porsi, sostiene infatti l'opinionista, è "a chi giovi l'euro": e la risposta, a suo dire, è "non certo all'Italia". A dimostrarlo sono anzitutto le banche italiane, che pure oggi dipendono dalla Bce per la loro liquidità, come del resto il paese ne dipende per garantire la sostenibilità del proprio debito pubblico. "Il modello di business delle banche italiane - scrive l'autore dell'editoriale - non funziona in un contesto in cui i creditori devono pagare interessi risibili. Non che un qualunque modello di business possa sopravvivere quando i creditori non possono permettersi alcun interesse, dopo un decennio di decrescita o crescita economica deludente che li ha lasciati in condizioni peggiori di quanto avrebbero immaginato". Le banche italiane hanno perso moltissimi soldi a causa della crisi - il 17 per cento dei loro crediti è deteriorato - e non sembrano avere molti strumenti a disposizione per recuperarli. Allo stato attuale delle cose, secondo O'Brien, "l'unica buona notizia è che la bancarotta del paese è un processo così graduale da non costituire un problema nell'immediato, e forse nemmeno nel prossimo futuro". Sarebbe lecito immaginare, in un paese dal debito pubblico elevato come quello italiano, che la posizione dell'Europa contraria al salvataggio delle banche a spese dei contribuenti sia politicamente popolare. In Italia, però, le cose stanno altrimenti. Il perché è presto detto: i titolari delle obbligazioni bancarie che sarebbero chiamati a partecipare alle perdite degli istituti di credito sono spesso piccoli e medi risparmiatori, che con le loro banche hanno da decenni un rapporto di fiducia spesso tradito. Il caso di Banca Etruria, scrive O'Brien, con il suicidio di un pensionato che ha perso i propri risparmi, ha dato al governo Renzi un'idea ben chiara delle conseguenze politiche del Bail-in, ed è per questo che il governo italiano è deciso ad evitare a tutti i costi uno scenario analogo per le maggiori banche del paese. L'Europa, conclude l'opinionista, attraversa un frangente estremamente problematico. E in Italia come altrove, i problemi economici e finanziari hanno effetti politici ben rappresentati dall'ascesa di partiti euroscettici o anti-establishment, come il Movimento 5 Stelle. L'Europa "è un luogo dove tutto è possibile. I paesi non faranno il necessario per lasciare l'euro, perché ciò distruggerebbe nell'immediato le loro economie. Ma l'Europa non farà il necessario per invogliarli a restare, perché ciò significherebbe violare i regolamenti". Il Vecchio continente sconta insomma un paradossale stallo tra economia e politica: tale precario equilibrio potrebbe cambiare molto presto, se al potere in uno o più Stati salissero forze populiste. "La politica", conclude O'Brien, "avrà la sua vendetta".

Leggi l’articolo del Washington Post

 

Italia: per Renzi le riforme sono questione di vita o di morte

Berlino, 14 lug 08:36 - (Agenzia Nova) - Ora Matteo Renzi deve fare un miracolo: fino a poco tempo fa sembrava che il premier 41enne italiano dovesse "solamente" convincere gli italiani a votare al prossimo referendum di ottobre per mettere fine al bicameralismo perfetto, scrive l’opinionista Joerg Bremer sul quotidiano “Frankfurter Allgemeine Zeitung”. Adesso, però, sull’Italia si è abbattuta la crisi delle banche, i cui effetti, anche politici, peseranno sugli forzi riformatori del premier: le banche italiane siedono su un vulcano di crediti deteriorati, scrive Bremer. Si parla di un totale di crediti in sofferenza per più di 360 miliardi di euro. Il dato è noto da tempo, ma la Brexit ha aggravato ancor di più il crollo delle azioni delle banche che dall’inizio dell’anno avevano già perso la metà del loro valore. Ora milioni di italiani temono per i loro depositi. Secondo i critici di Renzi, mentre nel 2011 l’ex premier Silvio Berlusconi sarebbe caduto a causa dello “spread”, Renzi potrebbe dover rassegnare le dimissioni a causa della crisi bancaria.

Leggi l’articolo del Frankfurter Allgemeine Zeitung

 

Bersani: “Nessuno vuole che Renzi se ne vada”

Berlino, 14 lug 08:36 - (Agenzia Nova) - In un’intervista al quotidiano tedesco “die Welt”, l’esponente del Partito Democratico Pier Luigi Bersani critica duramente la gestione della crisi bancaria da parte del premier e compagno di partito Matteo Renzi. Guardando alla crisi bancaria italiana, in Germania si parla già del “paziente italiano”: qual è lo stato di salute dell’Italia? “Non mi stupirei se da questo problema limitato si scatenasse un problema molto più grande, perché per negligenza non si è agito in tempi brevi: dallo scoppio della crisi, l’Italia ha perso un quarto della sua produzione industriale e il nostro sistema si regge quasi esclusivamente sulle banche", spiega Bersani. "Per questo c’è il pericolo che da un problema delle banche si scateni una crisi sistemica. Il governo italiano si è impegnato tanto per ottenere maggiore flessibilità sulle regole di bilancio europee, ma forse sarebbe stato meglio chiedere più flessibilità alle banche: bisogna impedire che questo problema diventi un problema sistemico: bisogna applicare con intelligenza le regole del Bail-in e lo Stato deve avere la possibilità di risolvere la faccenda dei crediti deteriorati, senza rivalersi sui risparmiatori”, ha dichiarato Bersani al quotidiano berlinese.

Leggi l’articolo del Die Welt

 

 

PANORAMA INTERNAZIONALE

 

Brexit: un vertice Hollande-Merkel-Renzi previsto alla fine di agosto in Italia

Parigi, 14 lug 08:36 - (Agenzia Nova) - Il presidente francese, François Hollande, ieri mercoledì 13 luglio ha annunciato nel coso della riunione del Consiglio dei ministri che alla fine di agosto ci sarà un nuovo vertice da tenersi in Italia con la cancelliera tedesca Angela Merkel e con il presidente del Consiglio italiano Matteo Renzi per valutare gli effetti della Brexit sull'Unione Europea a 27: lo ha reso noto il portavoce del governo francese, Stéphane Le Foll, aggiungendo che Hollande effettuerà numerose visite in capitali europee, in Portogallo, Repubblica Ceca, Austria ed Irlanda, "per dare un nuovo impulso all'Europa a 27" dopo il referendum a favore dell'Uscita della Gran Bretagna dall'Ue. L'annuncio arriva lo stesso giorno in cui a Londra Theresa May ha preso ufficialmente il posto di David Cameron alla testa del governo britannico: la May dovrà negoziare quell'uscita del Regno Unito dall'Ue che Cameron, avendo fatto campagna contro la Brexit, non ha voluto negoziare, dando per questo le dimissioni. Ciononostante, ha spiegato Le Foll, "la posizione della Francia resta immutata": l'uscita britannica deve avvenire il prima possibile e l'Europa deve poi passare a concentrarsi intorno ad altri problemi. Del resto questa è la direzione verso cui sembra voler andare anche la nuova dama di ferro britannica: "Non ci sarà alcun tentativo di restare nell'Unione Europea, ha detto nel suo discorso di insediamento, "né tentativi di rientrare dalla porta di servizio e neppure un secondo referendum ".

Leggi l’articolo del Monde

 

I prezzi delle case europee

Londra, 14 lug 08:36 - (Agenzia Nova) - Nel primo trimestre di quest'anno, i prezzi immobiliari nell'Unione Europea sono aumentati in media del quattro per cento, riferisce il "Financial Times", ma con notevoli variazioni da paese a paese. Il mercato britannico continua a mostrare forti rincari; quello francese è stabile; quello italiano, in controtendenza, registra una riduzione dei prezzi.

Leggi l’articolo del Financial Times

 

Fiat-Chrysler ricompenserà gli hackers che scoprono dei bug sulle sue vetture

Parigi, 14 lug 08:36 - (Agenzia Nova) - Dopo il pirataggio di un suo modello di Jeep, l’anno scorso, il costruttore automobilistico italo-statunitense Fiat-Chrysler ha lanciato un curioso gioco a premi: gli hacker che riusciranno a scoprire delle falle nella sicurezza della centralina elettronica delle sue vetture si vedranno ricompensati con somme che vanno dai 150 ai 1.500 dollari (da 135 a 1.354 euro), a seconda della gravità del bug rivelato: gli specialisti dovranno fornire tutte le informazioni sui bug scoperti e ovviamente evitare di violare la privacy dei proprietari delle vetture, distruggere i dati o danneggiare i sistemi a bordo Quattro pirataggi "positivi" sono già stati ricompensati.

Leggi l’articolo dell’Echos

 

Starbucks investe nella panetteria italiana Princi

New York, 14 lug 08:36 - (Agenzia Nova) - Starbucks Corp ha investito nel panettiere italiano d'alta gamma Princi, nell'ambito di un accordo che consentirà alla compagnia statunitense di operare in tutte le nuove location del nuovo partner fuori dall'Italia, incluso a New York, e di offrire nei suoi locali i prodotti da forno di Princi. Starbucks si sta sforzando di superare la propria reputazione di catena del caffé e di proporre locali e prodotti di alta gamma.

Leggi l’articolo del Wall Street Journal

 

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