L'attentato di Dacca e Renzi, tra banche e bail-out

La rassegna della stampa internazionale sui principali fatti che riguardano da vicino il nostro paese. Oggi articoli di Wall Street Journal, New York Times, Financial Times, Ria Novosti, Les Echos.
L'attentato di Dacca e Renzi, tra banche e bail-out
Terrorismo, l'attacco in Bangladesh segna una svolta tattica da parte dell'Isis

New York, 4 luglio - (Agenzia Nova) - L'assalto dei terroristi al caffé nei pressi del quartiere diplomatico di Dacca, venerdì scorso, segna una escalation dello Stato islamico nell'Asia Meridionale, una regione dove sino ad ora - scrive Sayed Zain al Mahmood sul "Wall Street Journal" - il gruppo terroristico pareva aver guadagnato scarso seguito nella regione. L'Isis ha rivendicato l'attacco, costato la vita tra gli altri a ben nove cittadini italiani. Le cruente immagini diffuse dopo l'assalto delle teste di cuoio, che ha portato alla liberazione di 13 ostaggi - risparmiati dagli aggressori perché islamici - "sono l'ultimo segnale che le milizie dell'Asia meridionale sono in contatto con le roccaforti dell'Isis in Siria e in Iraq, e che la jihad globale proclamata dal sedicente califfato ha trovato adepti e simpatizzanti anche in quella regione, dove gli stessi governi denunciano una radicalizzazione strisciante, frutto velenoso degli sforzi di wahabizzazione compiuti con gran dispendio di capitali dalle monarchie del Golfo. La scorsa settimana, le autorità indiane hanno arrestato 11 uomini accusati di essere stati reclutati da un esponente dello Stato islamico; l'intelligence indiana sostiene che gli arrestati stessero preparando attentati con esplosivi improvvisati a siti religiosi indù. In un video diffusolo scorso maggio, miliziani del Califfato minacciano di vendicare le "atrocità" commesse ai danni dei musulmani indiani. Secondo Animesh Roul, della Society for the Study of Peace and Conflict, i gruppi islamisti del Bangladesh appaiono in "regolare contatto" con lo Stato islamico, anche se non esistono ancora prove di un "sostegno materiale diretto a questi gruppi da parte del Califfato. Il governo del Bangladesh rifiuta di ammettere una penetrazione dell'Isis nel paese, imputando l'attentato di venerdì e la scia di attacchi degli ultimi mesi all'opposizione e a "cospirazioni internazionali"; eppure le autorità di polizia del paese hanno già arrestato reclutatori dell'organizzazione terroristica. Un video diffuso sul web da uno degli arrestati mostra miliziani con la bandiera dell'Isis mentre invitano gli islamici a "rimuovere atei e apostati dalla faccia della terra". L'ultimo grande attentato subito dal Bangladesh risale al 2005: a condurlo era stato un gruppo radicale islamico locale, Jamaatul Mujahideen Bangladesh (Jmb). Il gruppo, che era stato smantellato, si è recentemente riformato, ed è responsabile di una scia di attacchi mortali a giornalisti, blogger, esponenti delle minoranze religiose e cittadini stranieri. Jmb ha già ricevuto l'endorsement ufficiale dell'Isis tramite il magazine propagandistico del califfato, Daqib. Il governo di Dacca pare preoccupato di schiacciare l'opposizione politica, più che di combattere l'estremismo: pare essere stato motivato da ragioni politiche anche l'arresto di massa di 11 mila persone, il mese scorso, motivato proprio dall'esigenza di fronteggiare il terrorismo. Il Bangladesh è privo di una vera e propria opposizione parlamentare dal 2014, quando i gruppi di opposizione hanno boicottato le elezioni accusando il primo ministro, Sheikh Hasina, di frodi. Sinora il governo bengalese ha respinto el richieste delle opposizioni di avviare un dialogo nazionale per combattere assieme la militanza islamista.


Il primo ministro italiano esorta ad adottare il pugno di ferro per combattere il terrorismo

Mosca, 4 luglio - (Agenzia Nova) - Il primo ministro italiano, Matteo Renzi, ha esortato a reagire con durezza a chi sta conducendo in Europa e altrove una strategia basata sull'odio e sul terrore. "Questa settimana incontrerò i leader di tutte le forze parlamentari, ora però è il momento del dolore", ha affermato Renzi all’emittente “SkyTg24”, riferendosi ai tragici eventi avvenuti nella capitale del Bangladesh, Dacca, dove nove italiani sono rimasti uccisi in un attacco terroristico. In merito ai risultati ottenuti nella lotta al terrorismo, il primo ministro ha osservato che, grazie alle intercettazioni, le autorità italiane hanno scongiurato diversi attentati. "E' necessario rispondere con il pugno di ferro a coloro che pensano di portare in Europa i valori (radicali) di una strategia basata su odio e terrore" ha affermato Renzi, aggiungendo che per distruggere il terrorismo è necessario essere "spietati", ma bisogna usare anche le armi dell’istruzione.


L'Italia discute la ricapitalizzazione pubblica delle banche alla vigilia degli stress test

New York, 4 luglio - (Agenzia Nova) - Il governo italiano sta discutendo con la Commissione europea un piano di ricapitalizzazione pubblica delle banche nazionali per limitare le perdite degli investitori. Lo ha dichiarato ieri all'agenzia stampa "Reuters" una portavoce della Commissione. L'obiettivo dell'Italia sarebbe quello di sostenere gli istituti di credito che rischiano di fallire gli stress test in programma per il 29 luglio prossimo. "Siamo in contatto con le autorità italiane", ah spiegato la portavoce. "Sulla base dei precedenti, esiste una molteplicità di soluzioni che potrebbero essere messe in campo nel pieno rispetto delle norme europee per far fronte ai problemi di liquidità e alla carenza di capitale delle banche senza contraccolpi per gli investitori", ha spiegato la funzionaria.


Renzi pronto a sfidare Bruxelles con un bail-out per le banche in difficoltà

Londra, 4 luglio - (Agenzia Nova) - L'Italia si prepara a sfidare l'Unione Europea e a iniettare miliardi di euro nel suo sistema bancario, riferisce il "Financial Times". Il presidente del Consiglio, Matteo Renzi, è determinato a intervenire con fondi pubblici se necessario, nonostante gli avvertimenti della Commissione europea e della Germania sulla necessità di rispettare le regole sul bail-in. I regolatori europei sono preoccupati per una mossa che potrebbe devastare la credibilità delle norme introdotte di recente nel settore del credito.


Succede in Europa: l'agricoltura italiana sacrificata

Parigi, 4 luglio - (Agenzia Nova) - Il braccio di ferro tra Bruxelles e Mosca nel quadro della crisi ucraina sta gettando sul lastrico gli agricoltori italiani: lo ha denunciato la Coldiretti, che nei giorni scorsi ha convocato una manifestazione nazionale a Verona per chiedere la fine delle sanzioni europee nei confronti della Russia. Le sanzioni sono una mossa suicida per gli agricoltori italiani, che saranno danneggiati dalla risposta di Vladimir Putin: ha appena prolungato fino al 31 dicembre 2017 l'embargo alimentare adottato contro i prodotti agricoli europei; da quando è iniziato nell'agosto del 2014, è già costato 600 milioni di euro all'agricoltura della Penisola, la più duramente colpita tra quelle dei paesi Ue. La Coldiretti accusa l'Ue di aver "scatenato una guerra commerciale che ha provocato danni immensi all'economia con la perdita di moltissimi posti di lavoro". E la situazione rischia di aggravarsi con la Brexit che penalizzerà soprattutto i prodotti agricoli Made in Italy poiché il Reno Unito è attualmente il quarto paese importatore di mozzarella, parmigiano, prosciutto di Parma eccetera. La metà dei 600 milioni persi in due anni a causa dell'embargo russo è dovuta al blocco pressoché totale dell'esportazione di frutta e legumi, formaggi, carni e salumeria italiana: una frenata brutale considerando che nei cinque anni precedenti all'embargo c'era stato un aumento del 112 per cento delle esportazioni agro-alimentari. Con l'uscita della Gran Bretagna dai 28, l'Italia farà di tutto perché l'Europa torni a guardare verso Est; ma anche se Bruxelles dovesse rimettersi a fare gli occhi dolci a Mosca, sarà molto difficile recuperare il terreno perduto nei due anni scorsi.


PANORAMA INTERNAZIONALE


Angela Merkel, François Hollande e Matteo Renzi (foto LaPresse)


L’Europa resiste

Berlino, 4 luglio - (Agenzia Nova) - A seguito del voto britannico del 23 giugno scorso, si sono lette e sentite diverse dichiarazioni e opinioni allarmistiche, o addirittura apocalittiche: è vero che non va minimizzata la gravità della situazione, scrive l’opinionista Kurt Kister sul quotidiano “Sueddeutsche Zeitung”, ma fondamentalmente il voto dei cittadini britannici contro la permanenza dell’ex Regno Unito nell’Unione Europea "è una fotografia dell’umore di una parte dell'elettorato di quel paese contrario all’unione politica ed economica del continente". L’Europa, sostiene Kister, "certamente non andrà in pezzi per colpa dell’uscita della Gran Bretagna". L’Europa, scrive l'opinionista, non è l’Unione Europea, ma un continente eterogeneo che va dall’Irlanda, alla Polonia e da Capo Nord fino alla Sicilia. Questa Europa "è una zona geografica con una periferia che sta cercando di distaccarsi". Indipendentemente dalla geografia, c’è naturalmente anche l’idea di Europa, che riunisce democrazie liberali, fondate sullo stato di diritto in un’unione di intenzioni e valori.


Europa: la "Brexit" genera un riequilibrio dei poteri nell'Ue

Madrid, 4 luglio - (Agenzia Nova) - La "Brexit" genererà un riequilibrio dei poteri nell'Unione Europea (Ue) che darà maggior peso alla Germania, ma allo stesso tempo obbligherà Berlino a posizioni più chiare e di maggior responsabilità, dal momento che il paese perderà uno dei suoi più grandi, specie in materia fiscale e di bilancio, e dovrà misurarsi maggiormente con la Francia. I due paesi dialogano per individuare obiettivi comuni, ma entrambi hanno in mente le elezioni del 2017 e, pertanto, "è improbabile che ci saranno importanti iniziative" per l'Europa, spiega l'analista della Fondazione Bertelsmann, Stefani Weiss. Anche l'Italia di Matteo Renzi è diventata più sicura in se stessa ed è "più propensa a sfidare le istituzioni dell'Ue e della Germania", afferma invece Pawel Swidlicki, esperto di Open Europe . Roma chiede norme più flessibili in materia di bilancio, è stata molto critica con gli altri partner sulla crisi dei rifugiati e si è pronunciata senza timore sulla sua idea di Ue, rivendicando il suo ruolo di grande paese fondatore dell'Unione.


Germania: ministro Schauble, campagna per Brexit “irresponsabile e poco seria”

Berlino, 4 luglio - (Agenzia Nova) - Il modo in cui Boris Johnson ha condotto la compagna in favore della Brexit è stato irresponsabile e poco serio. Lo ha detto in un’intervista al quotidiano “Die Welt” Wolfgang Schauble, ministro delle Finanze tedesco. La campagna in vista del referendum “è stata piena di esagerazioni e bugie”, ha detto il ministro del governo Merkel, secondo cui i negoziati per uscire dall’Unione “non saranno semplici”. “Nel caso del Regno Unito un prolungamento dei negoziati potrebbe fare aumentare la pressione dei mercati. Per questo è nell’interesse del paese e dell’intero continente che le trattative si svolgano rapidamente”. E’ necessario “domare l’incendio e non indulgere nella solita retorica, o corriamo il rischio di risvegliare aspettative che non possiamo realizzare”, ha proseguito Schauble, secondo cui questo non è il tempo per “riforme e nuove visioni”. L’Europa “deve dimostrare di saper gestire la situazione, solo così le persone potranno tornare a fidarsi dell’Ue”.


Regno Unito: Johnson, i candidati leader Tory hanno bisogno di un piano per la Brexit; i suoi cinque punti

Londra, 4 luglio - (Agenzia Nova) - In primo piano sul quotidiano britannico "The Telegraph" il primo intervento di Boris Johnson, ex sindaco di Londra ed esponente di punta dello schieramento per l'uscita del Regno Unito dall'Unione Europea, dopo la rinuncia a candidarsi per la guida del Partito conservatore e per il governo. Secondo il politico, è necessario che la leadership Tory elabori un piano per la Brexit. Gli aspiranti leader devono rispondere ad alcune domande. La sua visione è racchiusa in cinque punti: non ci sono rischi per gli immigrati comunitari attualmente residenti in Gran Bretagna e l'immigrazione continuerà anche se in modo più controllato; è soprattutto nell'interesse degli altri paesi dell'Ue concludere con Londra un accordo di libero scambio senza dazi e quote; si possono concludere accordi di libero scambio in altre aree del mondo; nella cooperazione sulla sicurezza e in altre materie il Regno Unito ha molto da offrire, ma a un livello intergovernativo; il futuro è luminoso. Sullo stesso giornale, Michael Gove, segretario alla Giustizia, che ha deciso all'ultimo momento di non appoggiare la candidatura di Johnson e di presentare la propria, spiega perché ha perso la fiducia nel suo compagno di battaglia referendaria.


Regno Unito: Osborne taglierà l'aliquota per le imprese

Londra, 4 luglio - (Agenzia Nova) - In primo piano sul "Financial Times" il piano in cinque punti del cancelliere dello Scacchiere del Regno Unito, George Osborne, per il post Brexit. Intervistato dal quotidiano, il ministro, pur ribadendo la preoccupazione per le conseguenze economiche del voto per l'uscita dall'Unione Europea, annuncia una riduzione dell'aliquota fiscale per le imprese sotto il quindici per cento, dall'attuale venti, per incoraggiare gli investimenti. Tra i suoi obiettivi, inoltre, promuovere gli investimenti da parte della Cina; assicurare sostegno al credito; raddoppiare gli sforzi per la "potenza settentrionale" e mantenere la credibilità fiscale.

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