Lo scontro Renzi-Merkel sulle banche

La rassegna della stampa internazionale sui principali fatti che riguardano da vicino il nostro paese. Oggi articoli di Vanguardia, Financial Times, Monde, Bloomberg, Handelsblatt
Lo scontro Renzi-Merkel sulle banche

Italia: il M5s mette la quinta marcia


Parigi, 30 giu - (Agenzia Nova) - Il quotidiano francese "Le Monde" torna sulla recente vittoria del Movimento 5 stelle (M5s) alle elezioni comunali del 19 giugno a Roma ed a Torino con un articolo in cui il suo corrispondente Philippe Ridet ripete che il successo del neo-sindaco Virginia Raggi nell'amministrazione della capitale è la chiave per aprire al M5s la porta che conduce al governo del paese: un compito per il quale la giovane sindaco avrebbe bisogno di un aiutino da parte della Divina Provvidenza.


Respinto il tentativo di Renzi di eludere il bail-in


Londra, 30 giu - (Agenzia Nova) - Il tentativo del presidente del Consiglio italiano, Matteo Renzi, di approfittare delle turbolenze di mercato dovute alla Brexit per far passare un piano di ricapitalizzazione delle banche senza attivare le norme su bail-in è stato respinto dalla Germania e dalla Banca centrale europea, riferisce il "Financial Times". La cancelliera tedesca, Angela Merkel, nel suo primo intervento pubblico sull'argomento da quando Renzi ha lanciato l'idea, ha dichiarato: "Abbiamo scritto le regole per il sistema del credito, non possiamo cambiarle ogni due anni". Benoît Coeuré, membro del consiglio della Bce, ha aggiunto che sospendere le regole sul bail-in sarebbe "la fine dell'unione di mercato".


Nessun regolamento speciale per aiutare le banche italiane


Berlino, 30 giu - (Agenzia Nova) - il premier italiano Matteo Renzi ha detto che il governo sosterrà il settore bancario nazionale anche senza deroghe alle regole dell’Unione Europea. Al vertice europeo di questa settimana Renzi non ha chiesto alcuna eccezione, poiché gli aiuti per le banche sarebbero possibili anche nell’attuale contesto legislativo. la dichiarazione è giutna in risposta alla levata di scudi della cancelliera tedesca Angela Merkel, al quale ha affermato che sia il patto di stabilità sia le regole dell’unione bancaria offrono “sufficiente flessibilità per poter rispondere a problemi specifici nei singoli Stati membri”: “Di certo non possiamo cambiare le cose ogni due anni”, ha commentato Merkel. Dopo la decisione del Regno Unito di lasciare l’Unione Europea, lunedì a Berlino Renzi ha subito portato al centro della discussione i problemi delle banche italiane: il presidente del Consiglio italiano ha criticato i precedenti governi, i quali - diversamente da quelli di altri Stati - non hanno affrontato tempestivamente la questione della ricapitalizzazione delle banche.


Dalla cancelliera tedesca Merkel un "no" alla deroga delle norme comunitarie per le banche italiane


New York, 30 giu - (Agenzia Nova) - Il tentativo del primo ministro italiano Matteo Renzi di ottenere una deroga alle norme comunitarie per prestare soccorso alle banche italiane in difficoltà, in considerazione dello scenario straordinario delineato dalla Brexit, sconta per il momento la ferma opposizione della cancelliera tedesca Angela Merkel. "Abbiamo definito certe regole comune sulla risoluzione delle banche e sulla ricapitalizzazione, non possiamo cambiare tutto anno dopo anno", ha spiegato la Merkel, ricordando che le norme sul bail-in - di cui Roma studia una possibile sospensione - è stata approvata anche dall'Italia pochi mesi fa. Le attuali norme sulla risoluzione e la ricapitalizzazione delle banche, ha detto Merkel, offrono margini sufficienti a far fronte alle esigenze dei sistemi bancari dei singoli Stati membri. "Sappiamo cosa dobbiamo fare per le banche e lo faremo, sapendo che serve gli interessi del paese e rispetta le norme europee", ha replicato seccamente il premier italiano, aggiungendo: "Non siamo qui per farci dare una lezioni dalla maestra". il governo italiano sta studiando, tra le altre ipotesi, l'emissione di debito pubblico per 40 miliardi di euro da destinare alla ricapitalizzazione degli istituti di credito in difficoltà e allo smaltimento delle sofferenze bancarie.


Terrorismo: giustizia norvegese autorizza estradizione in Italia del mullah Krekar


Madrid, 30 giu - (Agenzia Nova) - Un tribunale di Oslo ha autorizzato l'estradizione in Italia del mullah Krekar, ex leader del gruppo fondamentalista Ansar al Islam e sospettato di guidare una rete terroristica che ha pianificato attacchi in Europa e in Medio Oriente. La giustizia italiana accusa il curdo-iracheno Krekar di guidare Rawti Shax, una vasta rete europea legata allo Stato Islamico (Isis). Quindici persone sono state arrestate nel novembre 2015 in diversi paesi europei con l'accusa di partecipare a quella rete, in un'operazione coordinata dalla Unità di cooperazione giudiziaria dell'Unione Europea (Eurojust) dopo un'indagine di cinque anni condotta dai Carabinieri italiani. La difesa di Krekar ha annunciato che farà appello contro la decisione del giudice, che ha autorizzato l'estradizione anche di un altro cittadino iracheno che vive in Norvegia. 


 


Brexit: uno tsunami referendario in Europa

Madrid, 30 giugno - (Agenzia Nova) - Il Brexit potrebbe essere il terremoto iniziale in grado di innescare uno tsunami di referendum in Europa nei prossimi anni, sostiene Mark Leonard, direttore del Consiglio europeo per le relazioni estere. In tutta Europa ci sono 47 partiti politici cosiddetti "populisti" che guadagnano sempre maggiore influenza politica e consensi. L'"arma" preferita di queste formazioni politiche, afferma Leonard, è il referendum, poiché consente loro di ottenere rapidamente il sostegno popolare su specifiche questioni. Secondo il Consiglio europeo per le relazioni estere, ad oggi ci sono 32 richieste per convocare altrettanti referendum in 18 paesi europei. Alcuni, come il Partito popolare danese, vogliono seguire l'esempio del Regno Unito e organizzare un voto sulla permanenza nell'Unione Europea (Ue). Altri vogliono lasciare la zona euro, oppure bloccare il Partenariato transatlantico per il commercio e gli investimenti (Ttip) con gli Stati Uniti, o limitare la mobilità del lavoro. Una situazione, sostiene il direttore, che potrebbe mettere seriamente a repentaglio i principi di solidarietà, negoziazione e democrazia sui quali poggia il progetto europeo.

Regno Unito: May e Johnson si candidano alla guida dei conservatori
 
Londra, 30 giugno - (Agenzia Nova) - In evidenza sulla stampa del Regno Unito la contesa per la guida del Partito conservatore. Sono attese per oggi, ultimo giorno utile per la presentazione, le candidature di Theresa May, segretaria all'Interno; Boris Johnson, ex sindaco di Londra e figura di primo piano dello schieramento per la Brexit, e Liam Fox, ex segretario alla Difesa. Il successore di David Cameron sarà eletto il 9 settembre. May illustra il suo programma in un articolo pubblicato sul quotidiano "The Times", proponendosi come la candidata dotata dell'esperienza politica necessaria per superare questo momento di incertezza e in grado di unire il partito e il paese; un'economia aperta e le riforme sociali sono i suoi elementi di punta. Fox affida, invece, a "The Telegraph", la sua visione di una terra di opportunità in un mondo di opportunità, fuori dall'Unione Europea. Sullo stesso giornale Nigle Farage, leader dell'Ukip, il Partito per l'indipendenza del Regno Unito, auspica che la nuova leadership Tory abbia il coraggio di portare il paese fuori dall'Ue. Tra gli aspiranti leader c'è anche Stephen Crabb, segretario al Lavoro e previdenza; per quest'ultimo non è stato un debutto facile: è stato chiamato a giustificarsi sul suo voto contro il matrimonio tra omosessuali e ha dichiarato che, nonostante la sua scelta, è soddisfatto di come siano andate le cose e ritiene chiusa la questione.

Usa, cala il possesso di armi da fuoco
 
Washington, 30 giugno - (Agenzia Nova) - La percentuale di famiglie statunitensi in possesso di armi da fuoco è andata progressivamente calando dai massimi del 1994 (53 per cento) ed oggi si attesta ad appena il 36 per cento, ai minimi da quasi quarant'anni. E' quanto rileva un sondaggio effettuato dall'emittente Cbs e ripreso dalla "Washington Post". Stando al sondaggio, che ha interpellato 1.001 cittadini statunitensi all'indomani della strage di Orlando, la percentuale di cittadini Usa che posseggono un'arma da fuoco, o che vivono con un familiare che ne possiede, è la più bassa dal 1978. La "Washington Post2 ammette però che i risultati dei sondaggi in materia sono assai differenti tra loro, e dunque poco attendibili. L'ultimo General Social Survey effettuato in materia, nel 2014, aveva rilevato una percentuale di famiglie in possesso di armi da fuoco del 32 per cento; un sondaggio di Gallup effettuato nell'ottobre dello scorso anno, invece, aveva rilevato una percentuale assai maggiore, pari al 43 per cento.

Dopo l’accordo tra Ue e Turchia i migranti scelgono la rotta mediterranea

Berlino, 30 giu 09:51 - (Agenzia Nova) - Secondo l’organizzazione mondiale per la migrazione (Iom), nel 2016 sarebbero già arrivati in Europa 222mila migranti, due terzi dei quali dalla Turchia attraverso l’Egeo, un terzo dalla Libia e dall’Egitto verso l'Italia. Dalla firma di marzo dell’accordo sui profughi tra la Ue e la Turchia, le rotte del Mediterraneo orientale e dei Balcani sono di fatto bloccate. Il numero dei migranti che sceglie la rotta del Mediterraneo centrale è rimasto invece pressoché invariato dell’anno scorso. Dall’inizio del 2016 ad oggi, attraverso questa rotta hanno raggiunto l’Italia 66 mila persone; nello stesso periodo del 2015 erano state 70 mila. La maggior parte dei migranti proviene dall’Eritrea, dal Sudan e dalla Somalia così come dal Niger, Gambia, Costa d’Avorio, Guinea e Mali.

Israele-Turchia: Erdogan accusa organizzatori della flottiglia di Gaza del 2010 di aver minato accordo con Tel Aviv

Gerusalemme, 30 giugno - (Agenzia Nova) - Il presidente turco, Recep Tayyip Erdogan, ha accusato il gruppo Foundation for Human Rights and Freedoms and Humanitarian Relief (Ihh), lo stesso che nel 2010 organizzò la "Freedom Flottilla", di aver minato i negoziati di riappacificazione con Israele. Nel 2010 la flotta di "soccorso umanitario" organizzata dall'Ihh aveva tentato di violare il blocco navale a Gaza: il tentativo era culminato in un abbordaggio da parte di commando della Marina israeliana, all'uccisione di alcuni cittadini turchi e a una spaccatura diplomatica durata sei anni tra Ankara e Gerusalemme. Erdogan ha detto che già nel 2010, quando era in carica come primo ministro, il gruppo aveva agito senza alcuna autorizzazione da parte di Ankara. nei giorni scorsi l'autorizzazione non governativa ha denunciato l'accordo per la restaurazione dei rapporti diplomatici tra i due paesi come un'implicita accettazione da parte di Ankara dell'embargo imposto a Gaza.

 

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