Il voto dei ballottaggi visto dalla stampa estera

La rassegna della stampa internazionale sui principali fatti che riguardano da vicino il nostro paese. Oggi articoli di Bloomberg, Pais, Faz, Monde, Guardian
Il voto dei ballottaggi visto dalla stampa estera

L'avanzata del Movimento 5 stelle minaccia il piano di riforma costituzionale di Renzi

New York, 20 giu - (Agenzia Nova) - La rivolta dell'elettorato italiano contro le formazioni politiche consolidate e contro "la classe politica" in generale, percepita come corrotta e disinteressata ai disagi dei cittadini, potrebbe consegnare Roma al Movimento 5 stelle (M5s), partito anti-establishment da poco affermatosi come protagonista dello scenario politico italiano. Virginia Raggi, avvocatessa 37enne candidata del Movimento, si è imposta al ballottaggio su Roberto Giachetti, candidato del Partito democratico (Pd) del premier Matteo Renzi. Il Movimento, scrive "Bloomberg", è ormai divenuto a tutti gli effetti un partito organizzato, e la sua ascesa rischia di minare i progetti di riforma costituzionale cui il primo ministro italiano ha vincolato la prosecuzione del suo mandato di governo. Dello stesso tenore un aticolo del "Wall Street Journal" che riferisce del vantaggio di Raggi negli exit poll: "La vittoria di Raggi darebbe al movimento M5S l'opportunità di dimostrare la sua abilità di governo. (...) Un chiara sconfitta alle elezioni farebbe calare un ombra sul referendum costituzionale chiave di ottobre al quale Mr. Renzi ha legato il suo futuro politico". Il Pd di Renzi resta il primo partito italiano, ma dalle elezioni europee di due anni fa i suoi consensi si sono gradualmente ridimensionati: un sondaggio dell'Istituto Ixe effettuato il mese scorso attribuisce al Pd il 30,5 per cento dei consensi, contro il 28,1 per cento del Movimento 5 stelle e il 14,8 per cento della Lega Nord.


Virginia Raggi sarà il nuovo sindaco di Roma, a sorpresa l'M5s vince anche a Torino

Madrid, 20 giu - (Agenzia Nova) - Virginia Raggi, avvocatessa di 37 anni, sarà il primo sindaco donna nella storia di Roma. Nel secondo turno delle elezioni comunali italiane, svoltosi ieri, la candidata del Movimento 5 Stelle (M5S) ha infatti ottenuto il doppio dei voti del suo avversario Roberto Giachetti, candidato del Partito democratico (Pd), conquistando il 67,2 per cento delle preferenze contro il 32,8. A Torino la candidata dell'M5s, Chiara Appendino, è stata la grande sorpresa del ballottaggio vincendo contro il sindaco uscente Piero Fassino (Pd), con il 54,6 per cento dei voti contro il 45,4. Le elezioni municipali rappresentano una grave battuta d'arresto per la leadership politica del primo ministro Matteo Renzi (Pd) e, allo stesso tempo, rafforzano il Movimento 5 stelle come solida alternativa di governo.


Il Movimento 5 stelle conquista Roma e Torino

Berlino, 20 giu - (Agenzia Nova) - La candidata sindaco di Roma del Movimento Cinque Stelle, Virginia Raggi, si è imposta sul candidato del Partito Democratico, Roberto Giachetti, con i due terzi dei voti . Anche a Torino la candidata del M5S ha trionfato sul suo avversario sostenuto dal Pd. Il movimento di protesta ha definito i risultati un “successo storico”. “Con noi inizia una nuova era”, ha dichiarato la 37enne Raggi nella notte tra domenica e lunedì. Raggi vorrebbe soprattutto riportare le Istituzioni della capitale “alla trasparenza e alla legittimità”: Raggi ha ricordato anche di essere la prima sindaco donna di Roma, “in un momento in cui le pari opportunità rimangono spesso una promessa vuota”. Parole analoghe quelle usate dalla candidata 31enne del movimento, Chiara Appendino, che a Torino si è imposta sul candidato democratico con il 54 per cento dei voti: “Abbiamo scritto la storia: questo non è stato un voto di protesta ma di cambiamento e dignità”, ha dichiarato Appendino.


Renzi colpito a sangue dalla schiacciante vittoria dei populisti

Londra, 20 giu - (Agenzia Nova) - In evidenza sulla stampa britannica la vittoria di Virignia Raggi del Movimento 5 stelle nelle elezioni amministrative di Roma. Tutti i quotidiani sottolineano che il risultato rappresenta una sfida diretta per il presidente del Consiglio e leader del Partito democratico, Matteo Renzi, che esce dallo scontro elettorale, per dirla con "The Times", col "naso sanguinante". Lo stesso giornale offre un ritratto del primo sindaco donna della capitale italiana: la "Signora Pulizia", che vuole combattere il marcio della città. Per "The Guardian" la aspettano cinque questioni chiave: la transizione dell'M5S; Mafia Capitale; il rapporto col Vaticano; l'opposizione alle Olimpiadi del 2024; l'essere una donna nella politica italiana.


La populista Virginia Raggi eletta largamente prima sindaco donna di Roma, sconfitta per Matteo Renzi

Parigi, 20 giu - (Agenzia Nova) - Quasi tutti i quotidiani in Francia ed in Belgio danno ampio spazio, anche in prima pagina, alla vittoria di Virginia Raggi a Roma: secondo i primi risultati dello scrutinio delle schede, la 37enne avvocatessa è stata eletta con il 65 per cento dei voti nel turno di ballottaggio svoltosi ieri domenica 19 giugno contro il candidato del Partito democratico (Pd), Roberto Giachetti. La candidata del populista Movimento 5 stelle (M5s) fondato dal comico Beppe Grillo diventa quindi la prima donna sindaco della capitale italiana; per il M5s ora si tratta di dimostrare di essere capace di guidare la principale metropoli d'Italia, nonostante le scarse prove fornite nell'amministrazione di città di medie dimensioni come Parma o Livorno e la mancanza di quadri di partito. Per il Pd del premier Matteo Renzi si tratta di una sconfitta; che, scrivono i corrispondenti dei giornali francesi e belgi, potrebbe diventare una vera e propria disfatta se perdesse la corsa anche a Milano ed a Torino, dove igli aspiranti sindaci democratici sono dati testa a testa contro rispettivamente un esponente del centrodestra ed un'altra candidata grillina, mentre i risultati definitivi non sono ancora noti al momento in cui gli articoli vengono pubblicati.


 

Panorama internazionale

Il premier britannico David Cameron (foto LaPresse)


 

Regno Unito: il "sì" torna in testa nei sondaggi; i principali giornali prendono parte nel referendum sull'Ue

Londra, 20 giu - (Agenzia Nova) - I primi sondaggi dopo l'omicidio della deputata del Labour britannico Jo Cox mostrano uno spostamento di consensi verso lo schieramento europeista in vista del referendum del 23 giugno sull'appartenenza del Regno Unito all'Unione Europea. Il fronte del "sì" si avvicina a quello del "no" nel rilevamento di Comres per "The Independent" (36 a 38 per cento), lo affianca in quello di Opinuium per "The Observer" (44 per cento) e lo supera in quelli di YouGov per "The Sunday Times" (44 a 43) e di Survation per "The Mail On Sunday" (45 a 43). Ultime dichiarazioni di voto per la stampa nazionale. Si sono espressi a favore della permanenza i periodici della domenica "The Mail On Sunday" ("Per una Gran Bretagna più libera, più prospera e anche più grande, invitiamo a votare sì") e "The Observer" ("Per una Gran Bretagna internazionale, liberale e aperta, dobbiamo far parte dell'Ue"). Per la Brexit, invece, "The Sunday Telegraph" ("Dobbiamo votare no per creare una Gran Bretagna adatta al futuro"). Più articolata la posizione di "The Times": un titolo di sabato annunciava il sostegno alla causa europeista ("Perché rimanere è la cosa migliore per la Gran Bretagna") e un editoriale spiegava che l'esito migliore sarebbe una nuova alleanza di paesi sovrani dell'Ue guidata dal Regno Unito; ieri "The Sunday Times" ("È tempo che la Gran Bretagna stringa un nuovo patto con l'Europa") ha scelto l'opzione "Leave" per arrestare l'integrazione europea. Da segnalare anche l'editoriale del quotidiano "The Independent" ("La scelta giusta è rimanere") e un commento di Wolgang Münchau sul "Financial Times" ("I valori europei sono più importanti dell'economia").


Cameron dice che deve fare di più per la causa della permanenza nell'Ue

Londra, 20 giu - (Agenzia Nova) - In primo piano sulla stampa britannica la partecipazione del primo ministro, David Cameron, alla trasmissione della Bbc "Question time". Il premier si è impegnato a fare di più e meglio negli ultimi quattro giorni della campagna referendaria e, citando Winston Churchill, ha rivolto un appassionato appello agli elettori affinché votino per restare nell'Unione Europea, dando ascolto agli esperti sui rischi per l'economia. Ha aggiunto che la scelta riguarderà il ruolo del paese sulla scena internazionale, spiegando che la sua esperienza di governo gli ha insegnato che non c'è tema importante che non possa essere affrontato più efficacemente la collaborazione con alleati, amici e vicini. Ha ribadito che non sarà un voto sulla leadership e si è difeso sulla politica dell'immigrazione. Ha fatto accenno, infine, a Jo Cox, la deputata del Labour uccisa la scorsa settimana, auspicando che il dibattito sull'Ue non trascenda nell'intolleranza e nell'odio. La sospensione della campagna referendaria ha suscitato polemiche nel fronte antieuropeista, che ha accusato gli avversari di aver strumentalizzato l'omicidio.


Migrazioni, l'Ue volge lo sguardo all'Egitto

Washington, 20 giu - (Agenzia Nova) - Circa 19 mila migranti sono sbarcati in Italia il mese scorso, in gran parte, secondo l'agenzia "Frontex", a causa dell'aumento delle partenze dall'Egitto, e in particolare dalle coste nei pressi della città portuale di Alessandria. Per questa ragione, l'Unione Europea punta ad avviare colloqui con le autorità del Cairo per provare a limitare il fenomeno. Olivier Onidi, vice direttore del dipartimento della Commissione europea per le Migrazioni e gli affari interni, ha dichiarato la scorsa settimana al Parlamento europeo che i colloqui con l'Egitto sono necessari a "provare a comprendere meglio perché questo stia accadendo". Stando a fonti citate dall'"Associated Press", i migranti e i rifugiati, provenienti anche dalla Siria, pagano sino a 5 mila dollari per imbarcarsi su grandi imbarcazioni sulle coste egiziane, e incrociare poi battelli più piccoli dalla Libia dove vengono trasferiti, in prossimità delle acque italiane. Alcuni funzionari della polizia egiziana starebbero collaborando con i trafficanti.


Germania, Steinmeier critica le manovre militari della Nato sul confine russo

Berlino, 20 giu - (Agenzia Nova) - I rapporti diplomatici tra Germania e Russia sono ben lontani dalla distensione: e proprio il massimo diplomatico tedesco, il ministro degli Esteri Frank-Walter Steinmeier, ha inasprito ancor di più le tensioni tra i due paesi. O perlomeno, è questa l’accusa mossa dagli esponenti della Cdu al ministro socialdemocratico. Nel fine settimana, infatti, Steinmeier aveva duramente criticato le manovre della Nato nell’Est Europa dirette contro la Russia. Secondo l’Alleanza atlantica, infatti, Mosca avrebbe intrapreso un ampio processo di riarmo, cui la Nato ha reagito con esercitazioni militari e il dislocamento di soldati sul Baltico. Il ministro tedesco, quindi, ha preso una netta posizione contro le esercitazioni militari vicino al confine russo: “Quello che non dobbiamo assolutamente fare in questo momento è scatenare un braccio di ferro e riaprire lo scontro”, ha dichiarato Steinmeier.


Francia, migliaia di "musulmani comuni" sfilano "contro la barbarie"

Parigi, 20 giu - (Agenzia Nova) - Ha destato sorpresa in Francia la grande partecipazione di "cittadini di religione musulmana" alla manifestazione svoltasi ieri domenica 19 giugno a Mante-la-Jolie, nel dipartimento di Yvelines alle porte di Parigi, per rendere omaggio alla coppia di poliziotti assassinati nei giorni scorsi da un estremista islamico a Magnanville, un paesino vicino. Circa 4 mila "musulmani comuni" hanno sfilato rispondendo all'appello del 43enne rettore della moschea locale, Mehdi Berka, non nuovo a simili iniziative di rottura; la marcia silenziosa, aperta da uno striscione "Contro la barbarie", si è conclusa davanti al locale commissariato di polizia. Le forze dell'ordine non erano presenti in nessun punto lungo il percorso del corteo, probabilmente perché nessuno immaginava una partecipazione così massiccia: benché fosse una iniziativa esclusivamente locale, alla cui organizzazione non avevano partecipato né le grandi istituzioni islamiche francesi né alcuna formazione politica, si è trattato della più massiccia manifestazione di piazza dei musulmani francesi contro il terrorismo di ispirazione islamista dopo il massacro della redazione del settimanale satirico "Charlie Hebdo" nel gennaio del 2015.

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