Renzi deve riformare le pensioni, scrive il Wsj

La rassegna della stampa internazionale sui principali fatti che riguardano da vicino il nostro paese. Oggi articoli di Wsj, Echos, New York Times, Agenzia Nova
Renzi deve riformare le pensioni, scrive il Wsj

Russia-Italia: primo giorno del forum di San Pietroburgo, imprese italiane protagoniste con la sigla di 9 accordi di cooperazione

Roma, 17 giu - (Agenzia Nova) - Una prima occasione per ripristinare relazioni solide, stabili e reciprocamente proficue fra la Russia e il resto della comunità occidentale: è questo il messaggio che emerge dalla prima giornata del forum economico internazionale di San Pietroburgo, cui l'Italia partecipa come Paese ospite d'onore per la prima volta nella storia dell’evento. La prima giornata è stata contraddistinta dalla visita, fra gli altri, del presidente della Commissione europea Jean-Claude Juncker, del segretario generale delle Nazioni Unite Ban Ki-moon, di diversi rappresentanti del governo e delle imprese di Mosca. Nel pomeriggio, inoltre, è stato inaugurato il padiglione “Italia in Russia”, punto di riferimento della comunità imprenditoriale italiana nel paese, che ha aperto i battenti con l’introduzione dell’ambasciatore italiano a Mosca, Cesare Maria Ragaglini, e del presidente dell'Associazione Conoscere Eurasia, Antonio Fallico. Inoltre, presso il padiglione sono stati siglati alcuni importanti accordi fra società italiane e russe.


Italia: anche a Renzi tocca misurarsi con la riforma delle pensioni

New York, 17 giu - (Agenzia Nova) - La riforma del sistema previdenziale è ormai divenuta un passaggio inevitabile per i governo italiani.Dal 1995 ad oggi, scrivono Paolo Belardinelli e Alberto Mingardi, ricercatore e direttore generale dell'Istituto Bruno Leoni, sul "Wall Street Journal", il sistema pensionistico del Belpaese "è stato 'riformato' in sei occasioni". L'età pensionabile è fluttuata "a seconda che a muovere le riforme fossero esigenze elettorali o necessità di bilancio". Ora che il premier italiano, Matteo Renzi, si prepara a un referendum sulla riforma della Costituzione che ha legato alla sopravvivenza stessa del suo governo, "è giunto anche il suo turno di ricorrere alla riforma delle pensioni per accrescere i propri consensi". L'operazione, scrivono i due autori dell'articolo, è tutt'altro che inedita: è divenuta anzi una costante a partire dagli anni Settanta, e in particolare dal 1973, quando venne approvata una legge per consentire alle donne sposate e con figli di andare in pensione con appena 14 anni e mezzo di contributi. Questi privilegi insostenibili sono stati progressivamente corretti a partire da l1995, con la riforma dell'allora premier Lamberto Dini; nel 2004 il premier Sivlio Berlusconi innalzò l'età pensionabile da 57 a 60 anni; la riforma sarebbe dovuta scattare nel 2008, ma l'anno prima il premier successivo, Romano Prodi, la rimandò ulteriormente sino al 2011. Proprio nel 2011, nel pieno della tempesta finanziaria che già aveva portato alla crisi dell'ultimo governo Berlusconi, il ministro del Welfare Elsa Fornero "finalmente conseguì un incremento significativo dell'età pensionabile, portandola a 66 anni per gli uomini e, inizialmente, a 62 per le donne, sino a giungere a 66 anni e sette mesi per entrambi i sessi entro il 2018. Al contempo, l'Italia - fatta eccezione per alcune categorie - si è dotata di un sistema contributivo. Queste riforme avrebbero dovrebbero produrre, secondo l'Inps, risparmi per circa 80 miliardi di euro tra il 2012 e il 2021; lo scorso anno, inoltre, la Commissione europea ha sostenuto le ultime riforme rimuoverebbero ogni rischio di lungo termine posto dal sistema previdenziale alla sostenibilità del debito pubblico italiano. Si tratta però, sottolineano gli autori dell'editoriale, di valutazioni dal valore politico, più che analitico: "La sostenibilità di un qualunque regime pensionistico a ripartizione dipende dal rapporto tra pensionati e popolazione attiva". Stando proprio alla Commissione, lo scorso anno tale rapporto era del 33 per cento in Italia, e aumenterà al 37 per cento entro il 2025, quando il 23,5 per cento degli italiani avrà un'età superiore ai 65 anni. Le previsioni si fanno poi via via più preoccupanti: entro il 2050, i pensionati saranno pari al 53 per cento della popolazione attiva. Nonostante questo scenario, scrivono Belardinelli e Mingardi, il governo Renzi intende ora aprire la possibilità a un pensionamento anticipato di tre anni; chi si avvalesse di questa opzione, riceverebbe i trattamenti previdenziali anticipati sotto forma di prestito emesso da una banca o da un assicuratore; allo scadere dei tre anni di pensione anticipata, i pensionati pagherebbero gli interessi sul prestito con una detrazione dal loro assegno previdenziale compresa tra l'1 e il 15 per cento nell'arco dei successivi vent'anni. Nei fatti, ciò equivale a una "diluizione" della stessa pensione su un periodo aggiuntivo di tre anni; il sistema studiato dal governo, però, permette al premier di definire la sua una proposta "basata sul settore privato". I fondi pubblici, in effetti, verrebbero intaccati solo in termini di maggiori deduzioni fiscali per i minori benefit pensionistici, e per fornire garanzie ai prestatori nel caso i pensionati decedano prima di aver completato il pagamento degli interessi. La proposta, però - scrivono i due autori dell'editoriale - necessita ancora di una legge che ne consenta l'implementazione e di fondi pubblici a garanzia della solvenza. Più della ratio politica in sé - concludono Belardinelli e Mingardi - a preoccupare, della nuova proposta, "è il principio", che ormai, nel caso delle pensioni, è divenuto in Italia "un iniziale esibizione di magnanimità, seguita da una mazzata". Nel frattempo, il problema della sostenibilità del sistema pensionistico italiano appare tutt'altro che risolto: lo scorso anno l'Italia ha destinato alle pensioni il 15,8 per cento del pil, contro una media dei paesi Ocse pari al 7,9 per cento.


Italia: a Roma il nuovo volto del M5S

New York, 17 giu - (Agenzia Nova) - Il Movimento 5 Stelle (M5S) è nato sette anni fa in Italia come voce di protesta anti-establishment: il suo volto e la sua voce erano quelli dell'irriverente comico genovese Beppe Grillo. Oggi la maturazione del Movimento, ormai divenuto partito politico, ha un volto differente: quello di leader "istituzionali" come il vicepresidente della Camera Luigi di Maio, e soprattutto quello della 37 enne Virginia Raggi, candidata sindaco di Roma che ha conquistato l'accesso al Ballottaggio e pare proiettata a divenire prima cittadina della capitale domenica prossima. L'ascesa di una candidata relativamente inesperta come Raggi, scrive il "New York Times", ha molto a che fare col sentimento diffuso di insoddisfazione e disincanto nei confronti dei tradizionali attori partitici italiani; ma è anche il riconoscimento formale che il M5S è ormai divenuto un soggetto politicamente maturo, in grado di attrarre voti moderati e dunque, in prospettiva, anche di governare il paese. "Credo che gli elettori ci considerino un'alternativa. Comprendono che non siamo soltanto un movimento di protesta", ha confermato Raggi durante una recente intervista dal suo ufficio elettorale a Roma. Quanto alla Capitale, molti vedono nei 5 Stelle l'unica alternativa al sistema clientelare che ha portato la capitale al suo attuale stato di degrado. Raggi è stata accusata di essere manovrata dalla società di consulenza milanese che ha co-fondato il movimento; la diretta interessata respinge la critica, spiegando di aver scelto la sua squadra sulla base del merito, e non del nepotismo: "E' positivo confrontarsi con le opinioni di persone competenti, che condividono la stessa visione".


L'italiana Fincantieri soffia alla francese DCNS un megacontratto in Qatar

Parigi, 17 giu - (Agenzia Nova) - Dura delusione per il gruppo cantieristico francese Dcns che perde la partita contro il rivale italiano Fincantieri in Qatar: i cantieri navali italiani produrranno per l'Emirato sette battelli, tra cui quattro corvette ed una nave appoggio, per un valore di quasi 5 miliardi di euro. Qatar e Fincantieri hanno firmato ieri giovedì 16 giugno a Roma un protocollo di accordo battezzato "Protector" che include gli armamenti e le capacità anti-aeree delle navi fornite dalla società franco-tedesca Mbda che in particolare fornirà per un valore di quasi un miliardo di euro vari tipi di missili, tra cui i modernissimi Aster 30; a sua volta la società italiana Selex-Es (gruppo Leonardo) produrrà i radar anti-aerei per quasi 800 milioni di euro. Le navi saranno costruite in Liguria nei cantieri di Riva Trigoso e di Muggiano.


UniCredit impantanata nella ricerca di un successore a Federico Ghizzoni

Parigi, 17 giu - (Agenzia Nova) - Mentre UniCredit prende tempo per trovare un successore all'amministratore delegato Federico Ghizzoni, la cui partenza è stata annunciata il 24 maggio scorso, cresce l'impazienza dei mercati: il titolo della banca italiana ha già perso il 57 per cento del suo valore dall'inizio dell'anno. Sulla vicenda regna tuttavia la massima incertezza e le voci impazzano in attesa di una decisione del consiglio di amministrazione, che dovrebbe riunirsi non prima della metà di luglio in occasione della certificazione dei conti semestrali del gruppo.


 

Panorama internazionale

L'Alto rappresentante dell'Ue, Federica Mogherini (foto LaPresse)


 

Le richieste di asilo nell'Ue calano di un terzo

Londra, 17 giu - (Agenzia Nova) - Le richieste di asilo politico nell'Unione Europea sono diminuite di un terzo nel primo trimestre dell'anno rispetto ai tre mesi precedenti, scendendo a 287.100, un calo attribuito soprattutto al peggioramento delle condizioni meteorologiche. La Germania, riferisce il "Financial Times", è stata la destinataria di sei domande su dieci, pari a 175 mila; a seguire l'Italia con l'otto per cento, la Francia col sei, l'Austria con cinque e il Regno Unito col quattro. I siriani sono stati i richiedenti più numerosi, centomila, seguiti dagli iracheni e dagli afgani.


Si dimette il "braccio destro" dell'Alta rappresentante per la Politica estera dell’Ue

Parigi, 17 giu - (Agenzia Nova) - Avvicendamento nello staff di Federica Mogherini, l'Alta rappresentante della Politica estera e di sicurezza dell'Unione Europea: l'ex ministra degli Esteri italiana ha reso noto che il suo "braccio destro", il francese Alain Le Roy che ricopriva gli incarichi di segretario generale e "numero due" del Servizio europeo di azione estera (Seae), il 31 agosto prossimo lascerà il posto per "ragioni personali". Citando la necessità di non consentire alcuna "esitazione ed incertezza" di fronte alle "incredibili sfide" del momento, la responsabile della diplomazia europea ha già designato la diplomatica tedesca Helga Schmid, attuale segretaria generale aggiunta, per succedere a Le Roy. Il quotidiano francese "Le Monde", in un lungo articolo firmato da uno dei suoi corrispondenti da Bruxelles, Jean-Pierre Stroobants, mette tuttavia in dubbio le ragioni "private e di salute" addotte per le dimissioni di Le Roy: dà voce ad un anonimo funzionario secondo cui il diplomatico francese avrebbe "mal sopportato l'onnipotenza del gabinetto ristretto della Mogherini, essenzialmente italiano"; e ricorda che quelle di Le Roy sono le terze dimissioni dal mese di maggio registrate nello staff dell'Alta rappresentanza Ue.


L’esercizio di equilibrismo di Juncker a San Pietroburgo

Berlino, 17 giu - (Agenzia Nova) - Al più importante convegno economico della Russia, il business forum di San Pietroburgo, è necessario camminare in punta di piedi. Quest’anno, infatti, l'evento è affollatissimo. A volte, scrive il "Frankfurter Allgemeine Zeitung", si rende necessario anche un atto di equilibrismo, perlomeno retorico, come ha fatto il presidente della Commissione europea Jean-Claude Juncker ieri dal palco del congresso. Per la prima volta dall’inizio della crisi ucraina nel 2014 e dell’imposizione delle sanzioni economiche, il presidente della Commissione si è recato in Russia. Mentre al forum economico di San Pietroburgo il Cremlino vorrebbe dimostrare quant’è importante la sua economia per l’Europa nonostante la recessione e la crisi geopolitica, Juncker ha scelto parole prudenti: “La Russia ha scosso i principi della struttura di sicurezza europea: questo non può essere ignorato ma dev’essere discusso”, ha dichiarato Juncker, cercando così di motivare la sua controversa visita nel paese. Il diplomatico europeo ha quindi legato l’annullamento delle sanzioni economiche, che danneggiano soprattutto il settore finanziario russo, all’attuazione del processo di pace deciso con l’accordo di Minsk.


L'Ue valuta le opzioni legali per una Brexit rapida

Londra, 17 giu - (Agenzia Nova) - I leader dell'Unione Europea stanno cominciando a preparasi all'uscita del Regno Unito, ha ammesso il presidente del Consiglio europeo, Donald Tusk, spiegando che i sondaggi non inducono all'ottimismo. Gli esperti legali di Bruxelles, riferiscono i quotidiani britannici "Financial Times" e "The Times", stanno valutando la possibilità di sospendere i diritti della Gran Bretagna nel mercato unico se Londra bloccherà norme comunitarie senza invocare formalmente la "clausola di uscita"; il divorzio potrebbe essere tutt'altro che amichevole. Sulla stampa si elaborano possibili scenari. Si parla, ad esempio, del modello norvegese, benché la premier della Norvegia, Erna Solberg, affermi che non piacerebbe affatto agli antieuropeisti britannici: il paese scandinavo fa parte dello Spazio economico europeo e dell'area di Schenghen; contribuisce al bilancio europeo ma non ha voce sulle decisioni; opera a Bruxelles come "un'organizzazione di lobbying".


Regno Unito e Unione Europea: divisi cadiamo

Londra, 17 giu - (Agenzia Nova) - È dedicata alla Brexit la copertina dell'ultimo numero del settimanale britannico "The Economist", dal titolo "Divisi cadiamo". Un voto per l'uscita del Regno Unito dall'Unione Europea, secondo l'autorevole periodico, sminuirebbe sia l'uno che l'altra. L'ipotesi della vittoria del "no" viene presa in considerazione, dopo una campagna referendaria poco illuminante e dai toni negativi in cui pochi hanno cambiato idea e che ora vede lo schieramento anti-Ue in testa nei sondaggi. Le conseguenze sono di difficile valutazione: si aprirebbe uno scenario pieno di incertezze, i cui sviluppi dipenderebbero da numerose variabili; non c'è da aspettarsi, tuttavia, un percorso semplice. Per "Charlemagne", la rubrica dedicata agli affari europei, non sarebbe comunque la Brexit a uccidere l'utopia europea, già morta. Un saggio approfondisce l'idea di unità europea, molto più complessa di quanto sia i detrattori che i sostenitori credano.
 

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