Il piano del governo per le pensioni anticipate

La rassegna della stampa internazionale sui principali fatti che riguardano da vicino il nostro paese. Oggi articoli di Bloomberg Business Week, Jornal do Brasil, Libération e Financial Times.
Il piano del governo per le pensioni anticipate

POLITICA


 

Italia: il governo propone pensioni anticipate in cambio di un prestito a 20 anni

Parigi, 16 giu 08:33 - (Agenzia Nova) - Il governo italiano pensa di introdurre la possibilità per i lavoratori di andare in pensione anticipatamente, al massimo di tre anni, con la contropartita di un prestito rimborsabile in 20 anni: la riforma, di cui il governo di Matteo Renzi ha discusso con i sindacati, mira ad ammorbidire le regole per andare in pensione a suo tempo adottate dall'esecutivo di Mario Monti, che non hanno masi cessato di suscitare un ceto scontento sociale; in un primo tempo sarà realizzata in maniera sperimentale per il triennio 2017-2019, permettendo così ai lavoratori nati tra il 1951 ed il 1955 di andare in pensione con un anticipo fino a tre anni rispetto all'età ora fissata di 66,7 anni.

Leggi l’articolo di Libération

 

 

PANORAMA INTERNAZIONALE


 

La Nato espanderà la presenza nel Mediterraneo per frenare l'afflusso di migranti

Londra, 16 giu 08:33 - (Agenzia Nova) - La Nato, riferisce il "Financial Times", espanderà la sua presenza nel Mediterraneo per far fronte all'emergenza migrazioni; potrebbe contribuire a frenare l'aumento dell'afflusso di migranti dall'Africa del Nord all'Italia. I ministri della difesa dei paesi membri dell'Organizzazione del Trattato dell'Atlantico del Nord hanno discusso la questione in una riunione a Bruxelles. Attualmente l'intervento è limitato all'Egeo, missione che, come ha ipotizzato il segretario generale, Jens Stoltenberg, potrebbe essere trasformata in una più ampia "operazione di sicurezza marittima".

Leggi l’articolo del Financial Times

 

Brexit: ex premier Letta, "l'Italia soffrirà se il Regno Unito lascerà l'Ue"

Rio de Janeiro, 16 giu 08:33 - (Agenzia Nova) - L'Italia è uno dei paesi dell'Unione Europea (Ue) più a rischio se la maggior parte dei cittadini britannici decidesse di lasciare il blocco comunitario nel referendum del 23 giugno prossimo. Lo ha affermato l'ex premier italiano Enrico Letta. "L'Italia ha bisogno di stabilità per una ragione molto semplice, che a mio avviso viene spesso sottovalutata. Noi soffriamo di un grande debito pubblico dagli anni Ottanta, a causa di scelte fatte a quell'epoca", ha spiegato il politico in una intervista a "Radio Radicale". Letta ha poi aggiunto che l'uscita del Regno Unito dall'Ue, il cosiddetto Brexit, darebbe un messaggio negativo in merito alla sostenibilità del progetto europeo. L'uscita di Londra dall'Ue porterebbe inoltre ad un lungo periodo di instabilità, indica Letta, oltre a una serie di complicazioni legali che alla fine porterebbero ad una divisione dell'Europa.

Leggi l’articolo del Jornal do Brasil

 

Europei divisi sull'uso della forza per sconfiggere il terrorismo

Londra, 16 giu 08:33 - (Agenzia Nova) - Gli europei, riferisce il "Financial Times", sono divisi sull'uso della forza per combattere il terrorismo. Stando a uno studio di Pew Research, nei Paesi Bassi, in Germania, in Grecia, nel Regno Unito, in Spagna, in Francia e in Svezia la maggior parte della popolazione ritiene che usare la forza alimenterebbe l'odio e scatenerebbe nuovi attentati; in Ungheria, Italia e Polonia, invece, prevalgono quelli che pensano che il ricorso alla forza sia il modo migliore per sconfiggere la minaccia terroristica.

Leggi l’articolo del Financial Times

 

 

ECONOMIA


 

Ue ancora divisa in merito ai piani per l'unione bancaria

New York, 16 giu 08:33 - (Agenzia Nova) - Gli Stati membri dell'Unione Europea non hanno ancora trovato un'intesa in merito al progetto di realizzazione di una unione bancaria continentale, alla vigilia di un incontro di due giorni tra i ministri delle Finanze europei che dovrebbe servire a fare avanzare il piano delineato nel 2012, a seguito della crisi finanziaria continentale. Dopo aver concordato un sistema comune di supervisione degli istituti di credito dell'eurozona e uno schema di risoluzione finanziato da privati per le banche dissestate, i 19 paesi dell'euro hanno perduto lo slancio iniziale, e da sei mesi discutono la creazione di un sistema europeo di assicurazione dei depositi (Eids), terzo fondamentale pilastro del piano di unione bancaria che dovrebbe servire a tutelare i risparmiatori. Venerdì prossimo i ministri delle Finanze tenteranno perlomeno di raggiungere un'intesa in merito al calendario dei prossimi negoziati. L'incontro è preceduto oggi da un altro incontro dei 10 paesi Ue che lavorano a una tassa comune sulle transazione finanziarie, un altro progetto che pare lungi dal giungere a una formulazione condivisa.

Leggi l’articolo del New York Times

 

Italia particolarmente vulnerabile al rischio Brexit

New York, 16 giu 08:33 - (Agenzia Nova) - L'Italia è particolarmente esposta alle ricadute finanziarie di una eventuale uscita del Regno Unito dall'Unione Europea, a causa delle quote eccessive di debito sovrano detenute dalle banche del paese. Gli istituti di credito italiani sono già alle prese con la crisi dei crediti deteriorati, che hanno un ammontare lordo di 360 miliardi di euro; sulle banche gravano anche titoli di debito pubblico per un importo di complessivo di 460 miliardi di euro, particolarmente suscettibili alla percezione che gli investitori hanno della solvibilità del governo italiano. Martedì lo spread tra le obbligazioni sovrane italiane a 10 anni e le corrispettive tedesche è aumentato ai massimi da quattro mesi, a causa del movimento degli investitori internazionali verso asset percepiti come più sicuri in caso di Brexit; negli ultimi giorni i titoli bancari italiani sono stati tra i peggio performanti d'europa: una prima avvisaglia, secondo "Bloomberg", delle dinamiche che potrebbero essere innescate dall'uscita del Regno Unito dall'Ue.

Leggi l’articolo del Bloomberg Business Week

 

Britannici e italiani se ne vanno, per colpa della Germania

Berlino, 16 giu 08:33 - (Agenzia Nova) - Indipendentemente dall'esito del referendum britannico della prossima settimana, i problemi dell’Unione Europea e sopratutto dell’eurozona continueranno ad aumentare, scrive l’opinionista Daniel Stelter sul quotidiano tedesco “Spiegel”. E’ solo una questione di tempo, secondo l'opinionista, prima che il prossimo partito di uno Stato membro vinca le elezioni con la promessa di risolvere tutti i problemi del paese con l’uscita dall’euro e dall’Unione Europea. Il paese dove tale scenario appare più probabile, secondo Stelter, è l'Italia. La recessione nel Belpaese è stata più grave ed ha arrecato una distruzione più duratura di quella degli anni Trernta, il pil è ancora lontanissimo dai livelli del 2008, la disoccupazione è alta, il debito pubblico fuori controllo. L’Italia non può più ricorrere a svalutazioni competitive per salvare la sua base industriale e manifatturiera, gravemente ridimensionata dalla crisi e da problemi, come l'eccesso di tassazione e il burocratismo, che non paiono immediatamente risolvibili. L’Italia "potrebbe quindi salvare una parte della sua base industriale solamente con l’uscita dall’eurozona": con una Lira svalutata, il paese tornerebbe subito competitivo, sostiene l'opinionista.

Leggi l’articolo dello Spiegel

 

Megacontratto armamenti: il Qatar sceglie l'Italia a spese della Francia

Parigi, 16 giu 08:33 - (Agenzia Nova) - Le aziende italiane Fincantieri e Leonardo (ex-Finmeccanica) oggi giovedì 16 giugno firmeranno a Doha un protocollo di accordo con il Qatar per la vendita di cinque navi da guerra: una commessa del valore stimato in 5 miliardi di euro; la firma dell'accordo, battezzato "Protector", avverrà alla presenza del ministro della Difesa del Qatar, Khaled ben Mohamed al-Attiya. Anche se il concorrente francese, i cantieri Dcns, non molleranno fino alla firma del contratto di vendita vero e proprio, per la quale possono passare anche un paio di anni, per la Francia si tratta di una grossa delusione: il ministro della Difesa Jean-Yves Le Drian si era molto spese per convincere i qatarioti della qualità dell'offerta francese. Le Drian era persino riuscito a convincere le autorità del Qatar a non annunciare la scelta in favore dell'Italia già nel corso del Salone della difesa navale (Dimdex) che si è svolto nello scorso mese di marzo a Doha; cosa che aveva provocato una reazione rabbiosa da parte della ministra italiana della Difesa, Roberta Pinotti. L'offerta italiana, benché meno performante rispetto a quella francese secondo il quotidiano economico "La Tribune", alla fine però sembra averla avuta vinta anche grazie al correlato sostegno dell'Italia al grande progetto per la creazione in Qatar di un museo archeologico, a cui l'emiro Tamim ben Hamad Al Thani tiene moltissimo; il quale sarebbe stato convinto durante la sua visita a Roma nel gennaio scorso, quando ha incontrato tra gli altri anche i manager di Fincantieri e Leonardo. Ad ogni modo ci sono due aziende francesi che guadagneranno dalla vittoria italiana: si tratta dei gruppi Mbda e Thales, che produrranno rispettivamente i sistemi di tiro e di guida autonoma dei missili con cui saranno equipaggiate le quattro corvette e la nave-appoggio con capacità anti-aerea che sono oggetto della commessa.

Leggi l’articolo della Tribune

 

 

SOCIETA’


 

I sindacati bloccano autobus e treni a Roma per guardare il calcio

Londra, 16 giu 08:33 - (Agenzia Nova) - Lo sciopero di autobus e treni a Roma in coincidenza con la prima partita dell'Italia agli Europei di calcio ha scatenato critiche contro i sindacati, riferisce il quotidiano britannico "The Times". Le organizzazioni sindacali, inoltre, sono sotto i riflettori per la presenza di numerosi parenti dei loro dirigenti nel personale dei trasporti pubblici. Il tema è al centro della campagna elettorale amministrativa.

Leggi l’articolo del Times

 

Italia, il paese del G20 con il maggior inquinamento luminoso

Rio de Janeiro, 16 giu 08:33 - (Agenzia Nova) - L'Italia è il paese del G20 con il più alto indice di inquinamento luminoso. Uno degli effetti di questa situazione è che la grande quantità di luce artificiale presente nel paese rende difficile osservare il cielo e la Via Lattea nelle ore notturne, secondo il nuovo studio pubblicato sulla rivista "Science Advances". Il rapporto, condotto dall'Istituto di Scienza e Tecnologia dell'inquinamento luminoso (Istil), rivela che la visione notturna del cielo per oltre il 70 per cento degli italiani è compromessa dalle luci artificiali. "Essere al primo posto nella classifica dei paesi più inquinati dovrebbe farci riflettere, soprattutto a livello politico, per capire se dovremmo ancora opporci alla limitazione del sistema di illuminazione artificiale, che attualmente è abusiva", ha commentato il fisico dell'Istil, Fabio Falchi.

Leggi l’articolo del Jornal do Brasil

 

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