Renzi e il M5s dopo il voto, visti dalla stampa estera

La rassegna della stampa internazionale sui principali fatti che riguardano da vicino il nostro paese. Oggi articoli di Financial Times, New York Times, Libération, Pais, Monde.
Renzi e il M5s dopo il voto, visti dalla stampa estera

Renzi deve ridare slancio alle riforme per il bene dell'Italia

Londra, 7 giu - (Agenzia Nova) - Nella sua carriera politica, riferisce il "Financial Times", il presidente del Consiglio italiano, Matteo Renzi, non è mai apparso così dimesso come dopo i risultati delle elezioni amministrative di domenica. Il leader del Partito democratico ha ammesso l'insoddisfazione. La sconfitta a Roma e le modeste performance in altre città sono la conseguenza di una flessione dei consensi iniziata l'anno scorso a causa della debolezza della ripresa economica, dei problemi delle banche, dell'emergenza migrazioni e di alcuni scandali di corruzione che hanno coinvolto il Pd. Secondo un editoriale non firmato, attribuibile alla direzione, l'ondata populista minaccia una delle leadership più carismatiche d'Europa e un governo riformista. Il calo di popolarità è preoccupante per Renzi, in vista del referendum sulla riforma costituzionale, cui ha legato il suo futuro. Gli italiani dovrebbero riconoscere che in questo momento non c'è un'alternativa credibile a Renzi.


Elezioni municipali, il premier Renzi non vede alcun nesso con il referendum costituzionale

New York, 7 giu - (Agenzia Nova) - Il Partito democratico (Pd) del premier italiano Matteo Renzi emerge indebolito dalle elezioni municipali di domenica scorsa, che hanno interessato 1.300 comuni tra cui Torino, Milano, Roma e Napoli. In nessuna di queste città i candidati del Pd sono riusciti a ottenere la vittoria al primo turno, e a Napoli il partito è rimasto addirittura escluso dal ballottaggio. Renzi ha riconosciuto l'esito non buono della tornata elettorale, ma ha negato di scorgervi un'indicazione in merito al referendum sulla riforma costituzionale che si terrà il prossimo ottobre. Il primo ministro ha legato al buon esito del referendum promosso dal suo governo la propria permanenza a palazzo Chigi. "Non credo ci sia alcuna correlazione tra le elezioni locali e il referendum. Non sono preoccupato", ha detto il premier.


Italia: il "renzismo" battuto sulla breccia

Parigi, 7 giu - (Agenzia Nova) - "E' un momento storico, io sono pronta a governare la città": uscita largamente in testa al primo turno delle elezioni municipali con il 35,3 per cento dei voti, la candidata a Roma del Movimento 5 stelle (M5s), Virginia Raggi, è alle porte del Campidoglio e potrebbe diventare "la prima donna sindaco di Roma" al ballottaggio che si terrà il 19 giugno avendo sopravanzato di oltre 10 punti il secondo classificato Roberto Giachetti, candidato del Partito democratico di Matteo Renzi. Il partito del presidente del Consiglio del resto ha moltiplicato i cattivi risultati in questo primo turno caratterizzato secondo il corrispondente del quotidiano di sinistra francese "Libération", Eric Jozsef, dall'avanzata dei movimenti "anti-sistema".


Matteo Renzi spintonato dal M5s di Beppe Grillo alle municipali

Parigi, 7 giu - (Agenzia Nova) - Il primo turno delle elezioni municipali tenutosi in Italia domenica 5 giugno in 1.342 comuni tra cui Roma, Milano, Torino e Napoli è suonato come un segnale di allarme per il Partito democratico (Pd, centro sinistra) diretto dal primo ministro Matteo Renzi, secondo i risultati provvisori disponibili lunedì 6 giugno. Al contrario il Movimento 5 Stelle (M5s) creato da Beppe Grillo, che ha piazzato la sua candidata a sindaco di Roma Virginia Raggi, largamente in testa con il 35,6 per cento dei suffragi, può già proiettarsi verso una vittoria nel secondo turno che avrà luogo il 19 giugno. Sul quotidiano progressista francese "Le Monde" il corrispondente da Roma Philippe Ridet riassume i risultati nelle maggiori città italiane e prova a delineare i possibili scenari politici futuri.


Le elezioni comunali consolidano l'M5s di Grillo come alternativa di governo

Madrid, 7 giu - (Agenzia Nova) - L'avvocatessa 37enne Virginia Raggi, candidata del Movimento 5 stelle, potrebbe diventare la prima donna a governare la città di Roma dopo aver vinto il primo turno elettorale con il 35,2 per cento dei voti. Si tratta di uno degli aspetti per i quali la vittoria del Movimento 5 Stelle (M5s) nella capitale d'Italia e dei suoi buoni risultati in altre importanti città, tra cui Torino, Bologna e Trieste è stata definita "storica" da Beppe Grillo, il comico che insieme a Gianroberto Casaleggio, l'imprenditore milanese recentemente scomparso, ha fondato nel 2009 un partito politico con l'obiettivo di combattere i privilegi della casta. Dopo le elezioni municipali di ieri, il M5s appare il partito più votato in Italia, superando anche il Partito democratico (Pd). Un Pd che con Matteo Renzi al governo e alla guida della formazione di centro-sinistra, non è riuscito a imporre la sufficiente autorità per evitare il ballottaggio in nessuna delle principali città chiamate alle urne.


Panorama internazionale

 

Hillary Clinton (foto LaPresse)


 

Hillary Clinton ha ottenuto la nomina del Partito democratico

Washington, 7 giu - (Agenzia Nova) - L'ex segretaria di Stato Hillary Clinton dispone già dei delegati necessari a ottenere la nomina presidenziale al primo voto della convention nazionale democratica in programma per il mese di luglio. Lo ha annunciato l'agenzia di stampa "Associated Press", che ha lunedì sera ha effettuato un sondaggio dei "superdelegati" non eletti del partito. Quasi otto anni dopo il ritiro dalla campagna presidenziale che aveva visto emergere vincitore l'attuale presidente usa e suo collega di partito, Barack Obama, Clinton ha comunicato la notizia a una folla di sostenitori in California, nel corso di un comizio in vista delle primarie in quello Stato. Come Obama otto ani fa, Clinton ha ottenuto la nomina democratica grazie al sostegno di centinaia di funzionari di partito e grandi donatori non eletti; i regolamenti del partito prevedono che 720 di questi "insider" possano sostenere e votare il candidato che preferiscono alla convention nazionale, al pari dei delegati eletti attraverso le primarie. Clinton e la sua famiglia hanno intessuto relazioni strettissime con questi delegati non eletti per anni: la campagna della candidata ne ha ottenuto il sostegno quasi immediato, mentre l'avversario socialista di Clinton, Bernie Sanders, è stato invece penalizzato dal profilo di outsider che pure gli ha permesso di combattere ad armi pari con la Clinton alle primarie. Stando ai calcoli dell'"Associated Press, Clinton gode del sostegno di ben 571 delegati non eletti, che sommati ai 1.812 conquistati attraverso le primarie le consentono di raggiungere la maggioranza assoluta di 2.383. Sanders, di contro, ha conquistato 1.521 delegati tramite le primarie - e appare favorito in California - ma ha ottenuto il sostegno di appena 48 superdelegati non eletti, meno di un decimo di quelli schieratisi con la sua avversaria. Robby Mook, manager della campagna elettorale di Clinton, ha parlato di una "pietra miliare", ma ha aggiunto che la Democratica non intende proclamarsi vittoriosa prima di stanotte, al termine delle primarie in California. Sanders, invece, ha ribadito di voler proseguire la battaglia sino alla convention nazionale di luglio, e ieri ha ingaggiato un furioso litigio con una giornalista che gli ha chiesto se la sua scelta di non lasciare libero il campo a Clinton fosse "uan scelta motivata da sessismo".


L’Austria si prepara a gestire nuove rotte migratorie

Berlino, 7 giu - (Agenzia Nova) - L’Austria si prepara a nuovi attraversamenti dei valichi di frontiera da parte dei profughi che cercano nuove rotte per arrivare nel Nord Europa. Ieri le autorità austriache hanno installato una tensostruttura al valico di Thoerl-Maglern verso l’Italia. Le autorità, tuttavia, non hanno parlato di una data per l’inizio dei controlli: in caso di necessità, comunque, potrebbe essere innalzata anche una recinzione. Negli ultimi mesi il governo di Vienna ha adottato alcune misure preventive per attivare i dovuti controlli ai valichi del Brennero in caso di necessità. Ed è stata prospettata anche una barriera di separazione sul più importante passo delle Alpi. L’Italia ha duramente criticato questa decisione ma, contemporaneamente, ha inasprito anche le proprie misure di controllo.


Glifosato: la Germania non prende una posizione chiara

Berlino, 7 giu - (Agenzia Nova) - Il Parlamentare europeo Peter Liese ha centrato il punto, scrive in un editoriale il "Frankfurter Allgemeine Zeitung": il comportamento del governo tedesco nella saga sull’autorizzazione dell’utilizzo del diserbante glifosato "è semplicemente imbarazzante". Dopo un lungo tiremmolla, la Commissione europea ha avanzato una proposta costruttiva per risolvere lo scontro, che prevede la proroga alla licenza di impiego del diserbante per un massimo di 18 mesi; nel frattempo, l’agenzia europea delle sostanze chimiche (Echa) dovrà chiarire se il diserbante può causare tumori. 20 dei 28 Stati membri sostengono questo compromesso, ma Germania, Francia e Italia hanno negato la maggioranza necessaria con la loro astensione, poiché sperano, secondo il quotidiano, che la Commissione si assuma la responsabilità della proroga. La Commissione, però, necessita di un accordo degli Stati. E non ha altra chance: se le aziende agricole non useranno più il diserbante tanto contestato, "potrebbero entrare in difficoltà". E la Coalizione di Berlino, divisa sul glifosato, con l’astensione evita di prendere una posizione chiara, scaricando le conseguenze delle proprie divisioni interne su Bruxelles.


Hollande si ispira a Thorez: "Bisogna saper porre termine ad uno sciopero"

Parigi, 7 giu - (Agenzia Nova) - Si moltiplicano gli appelli a porre termine allo sciopero dei ferrovieri francesi, ed alle altre agitazioni sindacali nei servizi e nei trasporti pubblici, in vista dell'apertura dei Campionati europei di calcio 2016 che la Francia ospiterà a partire da venerdì prossimo 10 giugno: ultimo in ordine di tempo, ma non certo di importanza, è arrivato l'appello del presidente della Repubblica, Francois Hollande. Il quale, apertamente ispirandosi ad una celebre frase pronunciata nel lontano 1936 dal fondatore del Partito comunista francese Maurice Thorez, in un'intervista ha dichiarato: "In certi momenti bisogna saper porre fine ad uno sciopero". In una giornata caratterizzata dal settimo sciopero nelle ferrovie statali Sncf in meno di due mesi, proclamato dalla centrale sindacale Cgt di ispirazione comunista, il presidente fa appello al "senso di responsabilità" dei sindacati: lo sciopero, ha dichiarato, "sta dando un'immagine che non corrisponde alla realtà della Francia, il paese che è la prima destinazione turistica del mondo". Riferendosi in particolare alla situazione nelle Sncf, Hollande ha detto: "Nessuno capirebbe un proseguimento dello sciopero a detrimento dello stato di salute delle ferrovie, del regolare svolgimento degli Europei 2016 e, soprattutto, dei viaggiatori che devono spostarsi ogni giorno per raggiungere il loro posto di lavoro". Ad ogni modo, nonostante l'offerta di un accordo presentata dalla direzione della Sncf, oggi martedì 7 giugno numerose linee ferroviarie subiranno ritardi, annullamenti e disagi a causa di uno sciopero che era iniziato per motivi legati ai negoziati sul contratto nazionale, come peraltro tante altre agitazioni sociali registrate nelle ultime settimane: il movimento di protesta, nelle ferrovie come in altri settori, ha poi via via assunto un significato politico con la rivendicazione da parte dei sindacati che il governo ritiri la riforma del Codice del lavoro; la legge approderà al Senato a metà giugno per un secondo esame in vista della sua approvazione definitiva.


Regno Unito: il fronte antieuropeista avanza nei sondaggi, la sterlina oscilla

Londra, 7 giu - (Agenzia Nova) - In primo piano sul quotidiano britannico "The Telegraph" l'ultimo sondaggio settimanale di Orb in vista del referendum del 23 giugno sull'appartenenza del Regno Unito all'Unione Europea. L'indagine mostra i due schieramenti quasi alla pari: quello europeista al 48 per cento, tre punti meno della settimana scorsa; quello antieuropeista al 47, un punto in più. Le percentuali, sottolinea il "Financial Times", variano in altri rilevamenti, ma in tutti le distanze si sono accorciate e il "no" guadagna terreno: per Icm è in testa col 48 per cento contro il 43 del "sì"; per YouGov col 45 a 41. I sondaggi hanno colpito la sterlina oltre che il fronte "Remain": la moneta è stata attaccata sui mercati e ha subito oscillazioni che non si registravano dalla crisi finanziaria del 2008; si è deprezzata dell'1,1 per cento rispetto al dollaro, scendendo a 1,4352.

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