Quegli 888 milioni di euro truffati all'Ue

La rassegna della stampa internazionale sui principali fatti che riguardano da vicino il nostro paese. Oggi articoli di Times, Wall Street Journal, Pais eFinancial Times.
Quegli 888 milioni di euro truffati all'Ue

PANORAMA INTERNAZIONALE


 

L'Ue perde 888 milioni di euro per frodi sui fondi

L'Unione Europea, riferisce il quotidiano britannico "The Times", ha perso 888 miliardi di euro l'anno scorso a causa di truffe nell'utilizzo dei fondi, leggermente meno rispetto ai 901 milioni del 2014. L'Olaf, l'Ufficio europeo per la lotta antifrode, ha effettuato il maggior numero di indagini in Romania e Bulgaria, i due paesi membri più poveri, e a seguire in Ungheria, Grecia, Slovacchia, Italia e Polonia.

Leggi l’articolo del Times

 

 

POLITICA


 

Russia: Katyrin, la visita del primo ministro italiano allo Spief simportante per i rapporti bilaterali

La visita del primo ministro italiano Matteo Renzi al Forum Economico Internazionale di San Pietroburgo (Spief) rappresenta un importante passo avanti nelle relazioni commerciali tra i due paesi. Nel corso della sua visita, il premier italiano terrà probabilmente colloqui con il presidente russo Vladimir Putin e farà il punto del regime sanzionatorio europeo. Lo ha dichiarato il presidente della Camera di Commercio della Federazione Russa Sergeij Katyrin. "La visita del primo ministro italiano è un passo avanti, non tutti gli europei hanno deciso di visitare il paese e confrontarsi con Vladimir Putin. Probabilmente ci saranno colloqui sulla posizione dell'Italia in varie questioni, comprese le sanzioni", ha detto in conferenza stampa Katyrin. L’Ambasciatore italiano in Russia, Cesare Maria Ragalini, annunciato che Renzi presenzierà allo Spief a capo di una nutrita delegazione economica italiana.

Leggi l’articolo del Ria Novosti

 

 

ECONOMIA


 

Draghi contro le banche

La pressione sulle casse di risparmio è solo un esempio delle crescenti tensioni causate al sistema finanziario tedesco dalla politica monetaria ultraespansiva della Banca centrale europea, scrivono James Shotter e Stefan Wagstyl in un commento sul "Financial Times". Le misure della Bce sono servite a guadagnare tempo per riformare le economie in crisi dell'Europa meridionale e hanno incontrato una forte opposizione in Germania. L'establishment politico rigorista ha sempre avuto dubbi, ma con i risparmiatori, gli istituti di credito e le compagnie di assicurazioni colpiti dai tassi di interesse negativi, le critiche si sono intensificate. I media accusano l'Eurotower di alimentare un "disastro sociale". Eppure la più grande potenza dell'area dell'euro ha tratto anche vantaggi dalle politiche della Bce: il costo degli interessi sul debito pubblico, ad esempio, è sceso da 63,9 a 485 miliardi tra il 2010 e il 2015.

Leggi l’articolo del Financial Times

 

Visco: sofferenze bancarie, verso un punto di svolta

Il sistema bancario italiano, appesantito da circa 200 miliardi di euro di sofferenze bancarie al netto delle svalutazione già operate, è prossimo a un punto di svolta. lo ha dichiarato ieri il governatore della Banca d'Italia, Ignazio Visco, durante l'annuale assemblea della Banca centrale. Visco ha citato gli effetti benefici della pur moderata ripresa economica conseguita dall'Italia lo scorso anno: "I crediti deteriorati - ha detto Visco - sono perlopiù il lascito di una lunga e profonda recessione": lo scorso anno, ha sottolineato il governatore di Bankitalia, circa il 3,7 la percentuale di crediti deteriorati sul totale è stata del 3,7 per cento, contro il 4,9 per cento del 2014. Visco ha ammesso che i crediti deteriorati restano il principale fattore di vulnerabilità delle banche italiane, ma ha anche aggiunto che questi crediti sono perlopiù garantiti da collaterali accuratamente monitorati dai regolatori del settore. "In generale, il problema della qualità degli asset bancari italiani deve essere attentamente considerato, ma senza sopravvalutare l'entità del problema", ha affermato il governatore di Bankitalia. Visco ha invitato le banche italiane a ridurre ulteriormente i costi, anche attraverso ulteriori tagli al personale. Infine, affrontando le prospettive macroeconomiche dell'Italia, Visco ha avvertito che probabilmente quest'anno il debito pubblico del Belpaese si ridurrà in misura più contenuta rispetto a quanto previsto dal governo. Visco ha chiesto "un attento monitoraggio delle finanze pubbliche e l'implementazione di programmi di privatizzazione".

Leggi l’articolo del Wall Street Journal

 

Il Pil italiano cresce dello 0,3 per cento nel primo trimestre, disoccupazione al livello più alto da nove mesi

Il prodotto interno lordo italiano è cresciuto dello 0,3 per cento nei primi tre mesi dell'anno su base trimestrale e dell'uno per cento su base annua, il miglior risultato dal secondo trimestre del 2015, riferisce il "Financial Times". Sulla crescita hanno inciso sia i consumi (0,3 per cento) che gli investimenti (0,8); le importazioni sono aumentate dell'uno per cento, le esportazioni dell'1,3. A otto anni di distanza, tuttavia, l'economia resta al di sotto del picco precedente la crisi finanziaria. Il tasso di disoccupazione, inoltre, è salito inaspettatamente ad aprile, al livello più alto da quasi un anno (luglio 2015): l'11,7 per cento, al di sopra delle previsioni degli analisti (11,4) e del dato di marzo (11,5).

Leggi l’articolo del Financial Times

 

Italia: il nuovo presidente di Confindustria favorevole all'Iva sociale

La Confindustria ha eletto il suo nuovo presidente, Vincenzo Boccia. Nel suo discorso di intronizzazione, Boccia non ha dato prova di alcun trionfalismo ed ha preannunciato che prima dell'estate l'associazione dei padroni italiani invierà al governo una sua proposta di politica industriale che insisterà sulla vocazione manifatturiera del paese. In particolare Boccia suggerisce una diminuzione del carico fiscale per le aziende spostando il peso delle tasse sui consumi, una specie di Iva sociale.

Leggi l’articolo dell’Echos

 

 

SOCIETA’


 

Corte d'appello conferma condanna a 16 anni per l'ex capitano Schettino

Un anno e tre mesi fa, un tribunale italiano ha condannato in prima istanza a 16 anni di carcere l'ex capitano Francesco Schettino, che la notte del 13 gennaio 2012 non solo ha provocato il naufragio della nave da crociera Costa Concordia al largo dell'isola toscana del Giglio, ma ha abbandonato la nave prima di prestare assistenza ai 4.200 passeggeri, 32 dei quali hanno perso la vita. Ieri la Corte d'appello di Firenze ha confermato la condanna per Schettino, 52 anni, che non è ancora entrato in carcere e ha appreso la notizia della sentenza nella sua casa di Meta di Sorrento, Napoli. La sentenza della Corte d'appello conferma quanto era stato accertato l'11 febbraio 2015 dal tribunale di Grosseto: la notte dell'incidente, Francesco Schettino ha causato l'incidente alla nave avvicinandosi troppo all'isola del Giglio per accontentare un membro dell'equipaggio quasi in pensione e per impressionare una ragazza moldava con la quale aveva appena cenato. La corte ha anche confermato che Schettino abbandonò la nave a bordo di una scialuppa di salvataggio per scampare al naufragio che egli stesso aveva provocato.

Leggi l’articolo del Pais

 

I software per inibire le libertà

I software costituiscono una soluzione ideale per ridurre i costi, inclusi - scrive il "New York Times" - quelli connessi alla soppressione del dissenso politico e delle libertà fondamentali. Le compagnie produttrici di software, denuncia Nicole Perlroth, vendono sistemi di spionaggio e hacking a governi autoritari e regimi dittatoriali senza alcuna restrizione, fornendo ai loro clienti strumenti formidabili per per schiacciare attivisti, lavoratori organizzati, dissidenti e giornalisti. Gli acquirenti di questi software sono spesso Stati autoritari non occidentali, ma le compagnie fornitrici hanno sede nelle democrazie liberali di Europa e Stati Uniti. Ad alimentare questo traffico, ovviamente, è il denaro: la fornitura dei software per la sorveglianza e l'hacking, assieme all'addestramento al loro impiego, possono valere somme a cinque e sei cifre: si tratta di somme importanti, per team di sviluppatori informatici spesso molto piccoli. Il quotidiano usa pone l'esempio di un attivista dei diritti umani "malmenato, derubato e privato del proprio lavoro" negli Emirati Arabi: il governo di quel paese ha commissionato lo spionaggio dell'uomo e di altri 1.100 individui a una compagnia italiana, Hacking Team, che non fa più affari con quel paese, ma soltanto perché il governo italiano l'ha privata della licenza per l'esportazione dopo il recente scandalo che l'ha riguardata. Si è trattato, ammette lo stesso "New York Times", di una misura inutile: esistono numerosissime altre società in Europa e negli Usa più che pronte a subentrare alla società italiana rilevandone i clienti.

Leggi l’articolo del New York Times

 

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