Ma il fondo salva banche funziona davvero?

La rassegna della stampa internazionale sui principali fatti che riguardano da vicino il nostro paese. Oggi articoli di Echos, Telegraph, Kommersant, Times
Ma il fondo salva banche funziona davvero?

Un piano di emergenza per ospitare i rifugiati nelle città italiane

Londra, 31 mag - (Agenzia Nova) - Le 110 province italiane, riferisce il quotidiano britannico "The Times", dovranno trovare una sistemazione ad almeno 70 immigrati ciascuna. Lo prevede il piano di emergenza del governo, volto a far fronte all'eccezionale afflusso di migranti: 13 mila la scorsa settimana. I centri di accoglienza ospitano già 120 mila persone, 16 mila in più rispetto allo stesso periodo dell'anno scorso. Il ministero dell'Interno vuole evitare la concentrazione di stranieri e la creazione di ghetti nelle grandi città, ma il piano incontra l'opposizione delle amministrazioni locali, soprattutto nel nord e con le elezioni alle porte.


L'Italia non è in grado di far fronte al flusso di migranti

Mosca, 31 mag - (Agenzia Nova) - Più di 700 migranti sono morti nel tentativo di raggiungere l'Italia. È quanto dichiarato dall'Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i rifugiati. Le buone condizioni meteorologiche hanno innescato partenze in massa dalle coste libiche. E con oltre 14 mila sbarchi in una settimana, le autorità italiane faticano a trovare collocazioni per i nuovi arrivati. È il resoconto fatto dal corrispondente di "Kommersant FM” Elen Pushkarskaja. "Il meteo si è stabilizzato ed i trafficanti provano ad inviare il maggior numero possibile di persone verso la costa italiana. L'Italia si trova in una tenaglia, dal momento che gli austriaci hanno chiesto un controllo rigoroso affinché i migranti non attraversino il confine a frotte al Brennero (…). Il paese non è in grado far fronte al flusso", ha affermato la corrispondente, sottolineando che l'Italia chiede una modifica delle norme comunitarie che impongo l'onere dell'accoglienza al paese di primo approdo dei migranti.


Le banche italiane in disgrazia evidenziano i pericoli dell'euro

Londra, 31 mag - (Agenzia Nova) - UniCredit, la più grande banca d'Italia, è vicina alla crisi: il suo titolo azionario si è deprezzato del quaranta per cento dall'inizio dell'anno; l'intero settore bancario italiano appare estremamente fragile, con le azioni scese mediamente di un terzo quest'anno. La questione, secondo il quotidiano britannico "The Telegraph", riguarda anche il Regno Unito: si sente parlare molto, infatti, dei rischi dell'uscita dall'Unione Europea, ma non di quelli della permanenza. Tra i pericoli, oltre all'immigrazione e all'avanzata dei partiti populisti, c'è la crisi bancaria della quarta potenza dell'area dell'euro, per la quale il fondo privato salva-banche, "un'operazione per salvare la faccia", non può essere considerata una soluzione.


Italia, la funzione pubblica costa meno che nei paesi vicini

Parigi, 31 mag - (Agenzia Nova) - Contrariamente a ciò che comunemente si pensa, l'amministrazione pubblica italiana è meno onerosa di quella francese o britannica: un rapporto pubblicato in occasione del du 27esimo Forum della Funzione pubblica, a cui il quotidiano economico francese "Les Echos" dà grande spazio nella rubrica di prima pagina "Succede in Europa", corregge il luogo comune secondo cui la burocrazia è la palla al piede dell'economia italiana impedendole di correre allo stesso ritmo dei paesi vicini. L'autore dell'articolo, il corrispondente da Roma Olivier Tosseri, mette in evidenza i numeri: il peso della macchina amministrativa italiana sulle casse dello Stato nel 2015 è diminuito di ben 7 miliardi di euro; essa costa 120 miliardi meno di quella francese e 75 miliardi meno di quella britannica; dà lo stipendio al 14,7 per cento del totale dei lavoratori dipendenti italiani, contro il 21,9 per cento in Francia ed il 17,7 in Gran Bretagna. Il vero problema è l'invecchiamento degli statali: su 3,2 milioni di servitori dello Stato italiano, solo 100 mila hanno meno di tren'anni; il suo ringiovanimento è la grande sfida che il governo ha tentato di raccogliere, ma per il momento senza grandi risultati. Oltre che più giovane, il presidente del Consiglio Matteo Renzi vorrebbe che l'amministrazione pubblica fosse anche più virtuosa. "Ricompensare i buoni funzionari e punire i fannulloni", così aveva presentato la riforma approvata lo scorso anno dal Parlamento: che tra le altre cose prevede un tetto agli stipendi dei dirigenti, i quali ora sono sottoposti a valutazione e possono essere licenziati; la caccia agli assenteisti; l'aumento dell'informatizzazione delle procedure. Senza dimenticarsi di ridare il sorriso ai dipendenti pubblici, che in Italia a quanto pare sono i più insoddisfatti d'Europa.


La metro fantasma che fa impazzire i romani

Parigi, 31 mag - (Agenzia Nova) - La recente scoperta di una caserma del II secolo dopo Cristo ritarderà ancora di più i lavori della linea C della Metropolitana di Roma iniziai nel 2006: si tratta solo di un nuovo capitolo dell'incedibile saga di un cantiere dai costi deliranti e nel quale persino la mafia mette bocca; una vicenda che il corrispondente da Roma del quotidiano economico francese "Les Echos", Oliviier Tosseri, riassume in un lugo articolo pubblicato oggi martedì 31 maggio. Il quale conclude che se da un lato la linea C riporta alla luce le ricchezze del passato di Roma, dall'altro espone soprattutto la scarsa qualità delle sue classi dirigenti sia economiche che politiche: doveva essere la risposta ai problemi strutturali della capitale italiana, e invece simbolizza i mali endemici di tutto il paese.


 

Panorama internazionale

Fabiano Silveira, ministro della Trasparenza brasiliano, si è dimesso dopo la scandalo Petrobas


 

Brasile: ministro della Trasparenza si dimette per aver criticato l'indagine sul caso Petrobras

Rio de Janeiro, 31 mag - (Agenzia Nova) - Il nuovo ministro della Trasparenza brasiliano, Fabiano Silveira, ha presentato ieri le sue dimissioni dal governo dopo la diffusione di una conversazione telefonica in cui critica le indagini anti-corruzione del caso Petrobras. Silveira è stato registrato mentre si trovava a casa del presidente del Senato Renan Calheiros, circa tre mesi prima di assumere il portafoglio di ministro con il governo del presidente ad interim Michel Temer. All'epoca Silveira faceva ancora parte del Consiglio nazionale di Giustizia, una istituzione pubblica. In quell'incontro, il ministro forniva le linee guida per la difesa di Calheiros e dell'ex senatore Sergio Machado, entrambi indagati nell'operazione Lava-Jato che punta a far luce su una rete di corruzione interna alla compagnia petrolifera statale Petrobras. Secondo la stampa, è stato Machado (presidente della società Transpetro, una filiale di Petrobras) ad aver registrato la conversazione. Nella sua lettera di dimissioni Silveira insiste sul fatto di aver pronunciato "commenti generici, semplici opinioni" che sono stati "amplificati dal clima di esasperazione politica di cui siamo testimoni". Il ritiro di Silveira, il secondo nella squadra di governo del presidente Temer, si verifica in circostanze molto simili al precedente, quello del ministro della Pianificazione, Romero Juca, il quale in alcune intercettazioni prima di assumere l'incarico nel nuovo esecutivo insinuava che la cacciata di Dilma Rousseff - sospesa dalla presidenza lo scorso 12 maggio dopo l'approvazione dell'impeachment - avrebbe contribuito a frenare le indagini sulla Petrobras che coinvolgono molti partiti, tra cui quello del presidente Temer, il Partito del movimento democratico (Pmdb).


Usa, crescono le pressioni su Obama affinché accolga più rifugiati

New York, 31 mag - (Agenzia Nova) - Il presidente degli Stati Uniti, Barack Obama, ha invitato un rifugiato siriano al discorso sullo Stato dell'Unione di quest'anno, e ha parlato appassionatamente dell'accoglienza dei profughi come di un valore tradizionalmente americano. A quasi otto mesi dal lancio dell'iniziativa tesa ad accogliere nel paese 10 mila siriani in fuga dalla guerra, però, l'amministrazione Obama ne ha accolti appena 2.500; nel frattempo, l'amministrazione prepara nuove espulsioni di migranti centroamericani, incluse molte donne e bambini che hanno fatto appello alla protezione umanitaria. Questa discordanza tra retorica ed azione è valsa al presidente le critiche di diversi alleati e gruppi non governativi, che gli chiedono di tener fede all'impegno di accogliere chi si rivolge agli usa per ricevere asilo. "Il mondo comprende quando non diamo seguito alle nostre belle parole nel nostro giardino di casa", ha dichiarato ad esempio Kevin Appleby, direttore per la politica migratoria internazionale presso il Center for Migration Studies di New York. Obama, che da mesi va predicando l'accoglienza nel suo paese e in Europa, pare altrettanto frustrato dai ritardi della sua amministrazione. A preoccuparlo, più che le sofferenze dei rifugiati in sé, è la necessità di "respingere il sentimento anti immigrazione in tutte le sue forme, specie da parte di chi se ne serve a fini politici": il riferimento, ovviamente, va al candidato repubblicano alla presidenza Usa, il populista Donald Trump, che alle migrazioni intende opporre muri ai confini meridionali del paese e addirittura un bando all'ingresso di migranti islamici. Il presidente Usa ha dato istruzione ai suoi consiglieri alla casa Bianca di fare tutto il possibile affinché l'obiettivo dei 10 mila siriani accolti nel paese venga raggiunto entro l'autunno. Tale scadenza, scrive il "New York Times", appare poco realistica, dal momento che le autorità statunitensi sottopongono ogni singolo rifugiato a una lunga ed accurata serie di controlli di sicurezza prima di consentirne l'accesso al territorio nazionale. Tali procedure, che già oggi coinvolgono diverse agenzie federali statunitensi, potrebbero divenire ancora più lunghe e rigorose se verrà approvato un disegno di legge bipartisan avanzato dai legislatori repubblicani e subito appoggiato da 47 democratici.


Presidenziali Usa: il danno autoinflitto di Hillary Clinton

Washington, 31 mag - (Agenzia Nova) - In una mail risalente al novembre 2010, l'allora segretaria di Stato Usa Hillary Clinton lamenta il fatto che la sua corrispondenza email privati finisca assieme a quella ufficiale. Anziché ottenere dal governo il permesso di impiegare "un indirizzo o un apparecchio separato" per le sue mail private, però, l'attuale candidata democratica alla presidenza pensò bene di creare un proprio dominio e un proprio indirizzo web privato, e di dirottarvi anche la corrispondenza ufficiale. La storia si ripete, scrive Ruth Marcus sul "Washington Post": ormai 22 anni fa, Clinton ammise durante una conferenza sul commodity trading di "non essere stata abbastanza attenta alla stampa e all'interesse pubblico, né al diritto dei cittadini di conoscere di più riguardo a me e mio marito". Già allora, ricorda l'opinionista, i Clinton erano accusati di scarsa trasparenza e di una malcelata tendenza alla commistione tra la sfera pubblica e quella dei loro interessi privati. Lo scandalo delle email del dipartimento di Stato, scrive Marcus, dimostra che Clinton "non ha mai appreso la lezione". la candidata democratica ha giustificato l'ultimo scandalo che l'ha riguardata affermando di non essere stata a conoscenza che l'impiego non autorizzato di un indirizzo email privato da parte del capo della diplomazia Usa fosse proibito dai regolamenti. Si tratta di una linea difensiva risibile, specie se si considera - ricorda l'opinionista - che durante la presidenza Bush fu proprio la Clinton a scagliarsi contro "gli account di posta elettronica segreti della Casa Bianca". Secondo William McGurn, del "Wall Street Journal", il problema dei Clinton è che "tutto ciò che non è esplicitamente illegale per loro diventa ammissibile". Tanto che le parole pronunciate dal presidente Richard Nixon allo scoppio dello scandalo "Watergate" - "non sono un mascalzone" - Sono divenute l'argomento fondamentale della campagna presidenziale della candidata democratica.


Belgio, il governo attende stoicamente che passi la tempesta sociale

Bruxelles, 31 mag - (Agenzia Nova) - Lo sciopero selvaggio dei ferrovieri della scorsa settimana sembra aver scatenato una tempesta di proteste sociali in numerosi settori dei servizi pubblici. Una tempesta che sta mettendo a dura prova sia la tenuta del governo che la stessa unità del Belgio: infatti gli scioperi sono in corso solo la regione francofona della Vallonia, non si sono estesi alle Fiandre di lingua fiamminga; ma i conseguenti disagi coinvolgono tutti i cittadini, i fiamminghi non ne sono affatto immuni. Il Movimento riformatore (Mr, liberale francofono) del primo ministro Charles Michel spera che la protesta sociale guidata dai ferrovieri valloni si spenga da sola e che anzi dia un impulso alla promessa di riforme socio-economiche che due anni fa permise ai Liberali di dar vita alla coalizione di centro-destra imbarcando nel governo federale la Nuova alleanza fiamminga (N-VA, nazionalisti). Ma intanto proprio diversi esponenti fiamminghi del governo spingono per una reazione ferma agli scioperi, per l'adozione di misure draconiane nei confronti dei ferrovieri, delle guardie carcerarie e degli agenti di polizia valloni. Michel, leader dell'unico partito francofono dell'esecutivo federale, ha fatto appello al senso di responsabilità dei partiti dell'opposizione di sinistra, che in Vallonia rappresentano il 75 per cento dei voti; ma inutilmente. E anzi nel congresso di sabato scorso del Partito socialista, davanti al quale è intervenuto anche l'ex primo ministro italiano Massimo D'Alema, è passata la linea di utilizzare la leva delle proteste sociali per far cadere il governo d centro-destra.


Francia, Euro 2016: le "fan zone" suscitano preoccupazione

Parigi, 31 mag - (Agenzia Nova) - A soli pochi giorni dal fischio d'inizio dei Campionati europei di calcio che la Francia ospiterà a partire dal prossimo 10 giugno, a destare le maggiori preoccupazioni sono le "fan zone", gli spazi all'aperto creati per permettere ai tifosi privi dei biglietti per gli stadi di seguire su schermi giganti le partite delle loro nazionali: come proteggerle dal rischio di attentati, mai così alto, e da quello degli rappresentato dagli hooligan, è il rompicapo attorno al quale si arrabattano le città ospiti della competizione, e che sta provocando polemiche anche a livello politico. Il quotidiano "Le Figaro" dedica alla questione una serie di articoli.

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