I 500 migranti salvati e la voragine del Lungarno

La rassegna della stampa internazionale sui principali fatti che riguardano da vicino il nostro paese. Oggi articoli di Financial Times, Guardian, Mundo, Echos, Bloomberg
I 500 migranti salvati e la voragine del Lungarno

La Marina salva 500 migranti dopo il rovesciamento di un barcone

Londra, 26 mag - (Agenzia Nova) - In evidenza sulla stampa britannica l'intervento della Marina Militare italiana, con la nave da pattuglia Bettica, la fregata Bergamini e un elicottero, per salvare centinaia migranti al largo della Libia dopo il rovesciamento di un peschereccio: 562 persone sono state tratte in salvo, dopo le 5.600 dei due giorni precedenti, mentre cinque sono morte. Tra i passeggeri salvati, di cui non si conoscono i dettagli sulle nazionalità, c'erano donne e bambini. Secondo le autorità, le traversate sono destinate ad aumentare prossimamente a causa delle condizioni meteorologiche favorevoli.


Italia: voragine a Firenze inghiottisce una ventine di automobili

Madrid, 26 mag - (Agenzia Nova) - Attimi di paura ieri mattina a Firenze. il cedimento di un tratto del Lungarno, vicino al Ponte Vecchio, nel centro della città, ha letteralmente inghiottito una ventina di auto in sosta e ha prodotto danni significativi, per fortune senza provocare vittime o feriti. La frana sarebbe stata causata dalla rottura di un tubo della rete idrica oppure dalle infiltrazioni di acqua dal fiume, secondo le prime ricostruzioni dei vigili del fuoco, che hanno controllato l'intera area per valutare possibili danni agli edifici. Il sindaco del capoluogo toscano, Dario Nardella, ha spiegato che ci sono stati "danni significativi" e che non è escluso che la voragine possa estendersi. Per questo motivo sono stati rimossi tutti i veicoli dalla zona ed è stato chiuso il transito a veicoli e pedoni.


Matteo Renzi fa pace con i sindacati

Parigi, 26 mag - (Agenzia Nova) - E' il momento del disgelo in Italia tra Matteo Renzi ed i sindacati: dopo anni di "guerra fredda", per la prima volta la segretaria generale della Cgil Susanna Camusso ha accolto molto favorevolmente la volontà del governo di aprire un dialogo sui temi del lavoro e soprattutto delle pensioni; e tutte le organizzazioni sindacali hanno commentato positivamente l'impegno dell'esecutivo a non prendere iniziative unilaterali su queste materie. Che si tratti di un cambio di strategia o di una mossa tattica, a meno di dieci giorni dalle elezioni comunali che si annunciano particolarmente difficili per il Partito democratico di Renzi, solo il tempo lo dirà. Ma intanto il ministro del Lavoro Giuliano Poletti ha annunciato che "abbiamo definito il campo delle tematiche e adottato un'agenda comune", dopo il suo incontro con i segretari generali di Cgil, Cisl e Uil, a cui ha partecipato anche Tommaso Nannicini, che sulle questioni economiche e sociali è un ascoltato consigliere di Renzi. Il principale dossier di cui si discute è un intervento sulle pensioni, con un'attenzione particolare a quelle più basse ed ad una maggiore flessibilità nell'età per uscire dal lavoro: nonostante i limiti imposti al bilancio statale dell'Italia dal Patto di stabilità europeo, delle novità su queste questioni saranno incluse nella prossima Legge finanziaria sulla base di "discussioni senza pregiudizi con i sindacati per trovare soluzioni condivise", come ha affermato il ministro Poletti che dovrebbe presentare le nuove misure già la prossima settimana. Il cambiamento del metodo di approccio è stato molto apprezzato dalle organizzazioni dei lavoratori: "E' una virata a 180 gradi nei nostri rapporti con il governo", hanno detto all'unisono. Insomma, scrive su "Les Echos" il corrispondente da Roma Olivier Tosseri, sembra proprio tramontata l'epoca in cui Renzi affermava che i sindacati dovevano capire che "la musica è cambiata": le sirene elettorali, conclude il commento del giornalista francese, evidentemente hanno "addolcito i modi sociali" del presidente del Consiglio italiano.


Marzo negativo per l'industria italiana

Londra, 26 mag - (Agenzia Nova) - In un contesto di debolezza per l'intera area dell'euro, l'industria italiana, riferisce il "Financial Times", ha registrato risultati scoraggianti a marzo. Le vendite si sono ridotte del 3,6 per cento su base annua, dopo la flessione dello 0,2 per cento a febbraio, e dell'1,6 su base mensile, dopo il lieve aumento dello 0,1 per cento; gli ordini sono cresciuti a stento, dello 0,1 per cento, rispetto allo stesso periodo dell'anno scorso, dopo un'espansione del 3,8 per cento, e sono diminuiti del 3,3 per cento rispetto al mese precedente.


UniCredit, ora viene la parte difficile

New York, 26 mag - (Agenzia Nova) - La decisione dell'ad di UniCredit Federico Ghizzoni di farsi da parte, prendendo atto della sfiducia degli investitori, "è benvenuta, ma questa era la parte più facile", scrive Kionel Laurent su "Bloomberg View". Ora la prima banca italiana, l'unica del paese classificata come "sistemica" dalle istituzioni finanziarie internazionali, "deve dimostrare di poter rompere davvero con il passato". Sarà difficilissimo, secondo l'opinionista, "trovare qualcuno davvero in grado di mettere ordine nel management, ristrutturare un modello di business complesso, raccogliere urgentemente capitale e convincere gli investitori a rimanere a bordo". UniCredit deve anzitutto nominare nuovo ad una figura esterna alla banca: i "papabili" rispondono effettivamente a questo profilo, ma "non sono estranei al sistema bancario italiano". Marco Morelli, ad esempio, è stato vice ad di Intesa Sanpaolo ed executive di Monte dei Paschi prima di passare a Bank of America; Flavio Valeri dirige le operazioni italiane di di Deutsche Bank. Sergio Ermotti e Andrea Orcel sono rispettivamente ad e responsabile dell'investment banking di Ubs. Uno straniero, sostiene Laurent, "sarebbe la soluzione ideale", ma "ancor più difficile da scovare". Andrebbe poi compreso "quanto sarà corto il guinzaglio del nuovo ad". Parte della board, scrive Laurent, non sarebbe contrario a conferire a Ghizzoni la presidenza: secondo l'opinionista, ciò non deve assolutamente accadere. La sfida che aspetta UniCredit è erculea: per conseguire un capital ratio del 12,5 per cento entro il 2018, la banca dovrebbe raccogliere 6 miliardi di euro, stando agli analisti di Barclays. Il nuovo ad, però, dovrà anche e soprattutto trovare "una storia e una strategia convincenti" da sottoporre agli investitori.


 

Panorama internazionale

I leader del G7 piantano alberi al Santuario Shintoista di Ise, in Giappone (foto LaPresse)


 

L'Europa vuole esercitare un maggior controllo sui servizi digitali

New York, 26 mag - (Agenzia Nova) - La Commissione europea ha avanzato ieri la proposta di nuove regole che potrebbero costringere Nextflix e altri fornitori di servizi digitali in streaming a offrire nei singoli paesi una quantità minima di contenuti di provenienza locale, oltre a contribuire economicamente allo sviluppo di questi ultimi. Con questi regolamenti la commissione vorrebbe provare a porre questi soggetti su un piano simile a quello delle reti televisive nazionali, che sono già sottoposte a obblighi simili. I regolamenti proposti dalle autorità comunitarie sono parte di uno sforzo più vasto testo a regolare le modalità attraverso le quali i 500 milioni di cittadini europei possono acquistare, accedere e fruire dei contenuti digitali.


Il G7 chiede il sostegno della comunità internazionale per gestire la crisi migratoria

Berlino, 26 mag - (Agenzia Nova) - Fin dall’inizio del vertice G7 in Giappone, l’Unione Europea ha chiesto alle grandi nazioni industriali più fondi per far fronte alla crisi dei profughi. "Ci aspettiamo che la comunità internazionale dimostri solidarietà e riconosca che si tratta di una crisi globale”, ha dichiarato ieri il presidente del Consiglio europeo Donald Tusk. Con l’accoglienza di milioni di profughi, la Turchia, il Libano e la Giordania hanno reso un grande servizio a tutto il mondo, che ora dev’essere finanziato dall’intera comunità internazionale. Per aiutare i profughi, il G7 dovrebbe assumere un ruolo guida: “Se non prendiamo noi il comando della situazione, non lo farà nessuno”, ha aggiunto Tusk, secondo cui il G7 dovrebbe impegnarsi anche a migliorare le possibilità di migrazione legale.


La Ue teme una nuova rotta migratoria

Berlino, 26 mag - (Agenzia Nova) - All’interno dell’Unione Europea cresce la preoccupazione che le rotte migratorie si spostino in direzione Egitto e che il paese diventi uno dei maggiori paesi di transito per i migranti che vogliono arrivare in Europa. “Ci sono segnali concreti dell’aumento dei flussi migratori dall’Egitto”, ha dichiarato un diplomatico europeo. A seguito di questi nuovi sviluppi, secondo quanto riporta il quotidiano tedesco “die Welt”, diversi Stati membri della Ue, tra cui Italia e Francia, hanno chiesto un’estensione dell’intervento militare europeo “Sophia” verso Est in direzione Egitto e Creta.


Francia, oggi ottava giornata di mobilitazione nazionale contro la riforma del Lavoro

Parigi, 26 mag - (Agenzia Nova) - Si fa sempre più aspro in Francia lo scontro tra i sindacati ed il governo sulla legge di riforma del Codice del lavoro: oggi gli scioperi ed i blocchi della produzione nei settori dei trasporti e degli approvvigionamenti energetici culmineranno nella ottava giornata di mobilitazione nazionale convocata da sette sindacati capeggiati dalla centrale Cgt di ispirazione comunista. Disagi sono previsti in particolare per i passeggeri delle ferrovie e per il traffico nelle zone intorno ai siti dei depositi di carburanti e delle raffinerie, bloccati dai picchetti degli scioperanti; disagi in aumento per i conducenti di auto e camion, che in un numero crescente di regioni incontrano crescenti difficoltà nel fare rifornimento nonostante il ricorso del governo alle riserve strategiche di carburante. La crisi nei prossimi giorni potrebbe estendersi alle forniture elettriche, poiché la Cgt ha annunciato l'adesione agli scioperi dei lavoratori di 14 centrali nucleari. Nella giornata di oggi sono previsti cortei e manifestazioni in diverse città francesi, con l'adesione anche dei sindacati studenteschi ed il sostegno di partiti e gruppi dell'estrema sinistra.


Il premeir indiano Modi difende i suoi sforzi di riforma economica

New York, 26 mag - (Agenzia Nova) - Il primo ministro indiano, Narendra Modi, ha concesso un'intervista al "Wall Street journal" dalla sua residenza a Nuova Delhi, ieri, per fare il punto dei suoi primi due anni di governo e difendere le politiche e le liberalizzazioni con cui intende liberare il pieno potenziale economico del suo paese. Modi, che si prepara a trasmettere lo stesso messaggio all'inizio del prossimo mese, in occasione della sua visita negli Usa, afferma di aver intrapreso "le massime riforme possibili", pur riconoscendo di avere ancora di fronte a sé "uno sforzo enorme". Eppure, dichiara Modi, "Oggi, diversamente dal passato, l'india non è più rintanata in un angolo". Il processo di riforma del premier procede però in maniera assai difficoltosa: lo scorso anno Modi ha rinunciato a un disegno di legge che avrebbe semplificato l'acquisto di terreno da destinare ad attività industriali e a infrastrutture: una riforma che secondo il ministro delle Finanze Arum Jaitley avrebbe determinato gran parte del progresso effettivo dell'India verso lo Status di economia sviluppata. Un altro fronte cruciale della battaglia di Modi è quello della liberalizzazione del mercato del lavoro, oggi assai rigido. In generale, Modi può appuntarsi al petto i principali indicatori econometrici del paese, che confermano come il quadro economico generale sia assai migliorato dall'inizio del suo mandato.

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