Il ricordo di Marco Pannella sui giornali internazionali

La rassegna della stampa estera sui principali fatti che riguardano da vicino il nostro paese. Oggi articoli di Financial Times, Guardian, Pais, New York Times, Handelsblatt
Il ricordo di Marco Pannella sui giornali internazionali

L'Italia si commuove per la morte di Pannella, "coraggioso leone della libertà"

Londra, 20 mag - (Agenzia Nova) - Il quotidiano britannico "The Guardian" ricorda Marco Pannella, morto a 86 anni: una delle figure politiche più importanti d'Italia tra gli anni Sessanta e Novanta, benché non abbia mai ricoperto un incarico di governo; veterano dei diritti civili, ha promosso decine di referendum; tra le sue battaglie storiche, quelle sul divorzio e l'aborto; difficilmente collocabile nel tradizionale spettro ideologico destra-sinistra, ha fondato il Partito radicale nel 1955.


E' morto Marco Pannella, "cane sciolto" della politica italiana

New York, 20 mag - (Agenzia Nova) - Si è spento all'età di 86 anni Marco Pannella, storico leader dei radicali italiani che ha trascorso una vita alla testa delle più importanti battaglie civili del paese. Pannella aveva iniziato il suo attivismo politico già all'università, per poi partecipare nel 1955 alla scissione del Partito liberale italiano (Pli) da cui nacque il partito radicale. Pannella ha guidato il partito per decenni attraverso battaglie storiche, come quelle per l'aborto e per il divorzio. nonostante le sue posizioni spesso anti-clericali, il leader radicale aveva trovato un terreno comune con la Chiesa su battaglie come quella della lotta alla fame.


Italia: addio a Marco Pannella, grande difensore dei diritti civili

Madrid, 20 mag - (Agenzia Nova) - Si è spento ieri all'età di 86 anni il leader dei Radicali italiani Marco Pannella, grande difensore dei diritti civili. La sua biografia è piena di grandi battaglie, come quella per il divorzio negli anni Sessanta e l'aborto negli anni Settanta, ma anche di piccoli episodi come la richiesta della depenalizzazione delle droghe che gli è costata l'arresto e la condanna nel 1995. Il primo ministro Matteo Renzi lo ha definito un "leone della libertà" e il Vaticano, che si è pronunciato attraverso il suo portavoce, Federico Lombardi, ha sottolineato il suo "importante patrimonio spirituale e umano e la sua lotta generosa per i più deboli e bisognosi". Ma forse è stato l'ex commissario europeo ed ex ministro italiano Emma Bonino - sua compagna nelle tante battaglie del Partito radicale, fondato da Pannella nel 1955 dopo una breve e deludente esperienza democristiana- ad aver pronunciato la frase più significativa: "Mancherà persino ai suoi avversari". Perché Pannella, ricorda Bonino, ha portato nella politica italiana "grandi dosi di passione, impegno, senso delle istituzioni, rispetto delle regole e, soprattutto, per l'avversario".


L'Italia e la trappola del debito

Londra, 20 mag - (Agenzia Nova) - L'Italia ha ottenuto una flessibilità extra sul bilancio dall'Unione Europea, che in cambio ha chiesto il rispetto degli obiettivi fissati per il 2017. Il "Financial Times" ripercorre la storia del debito pubblico italiano, arrivato al 132,7 per cento del prodotto interno lordo. Pesa ancora l'eredità degli anni Ottanta, quando aumentò del 38 per cento; il quattro per cento del Pil viene speso in interessi. La chiave per uscire da questa trappola è la crescita economica, che però stenta. Un editoriale non firmato, attribuibile alla direzione, ritiene, comunque, che la maggiore flessibilità sulle regole di bilancio concessa all'Italia, alla Spagna e al Portogallo sia nell'interesse dell'area dell'euro, anche se rischia di acuire le divisioni con la Germania. A proposito di debito, infine, secondo un'analisi di UniCredit, che ha ipotizzato diversi scenari, gli spread della periferia dell'eurozona sono attraenti a lungo termine. Ieri i buoni del Tesoro italiani e spagnoli avevano un divario di 132 e 142 punti base rispettivamente rispetto ai corrispondenti titoli tedeschi, ma queste differenze, secondo la banca, dovrebbero ridursi, perché l'attuale pessimismo del mercato obbligazionario di questa parte dell'area dell'euro è eccessivo.


Fiat fa saltare l’incontro (e i nervi) al ministro dei Trasporti tedesco Dobrindt

Berlino, 20 mag - (Agenzia Nova) - Nel pieno del processo di elaborazione e chiarimento dello scandalo Dieselgate, il gruppo automobilistico Fiat ha mandato su tutte le furie il governo tedesco. Ieri, infatti, l’azienda italo-statunitense ha fatto saltare un incontro con il ministro tedesco dei Trasporti Alexander Dobrindt (Csu) per chiarire il ruolo di Fiat nello scandalo che ha già colpito il colosso Volkswagen. Tramite una lettera da parte del suo rappresentante legale, Fiat ha comunicato a Berlino che “le uniche autorità tenute a verificare se i veicoli Fiat rispettino o meno le direttive sui gas di scarico sono quelle italiane”. “Questo atteggiamento di non collaborazione di Fiat è del tutto incomprensibile”, ha criticato Dobrindt. “Sussistono accuse concrete: è bene che Fiat prenda una posizione di fronte alla Commissione d’inchiesta”, ha aggiunto il ministro, il quale ha fatto sapere che l’ufficio federale della motorizzazione ha rilevato degli indizi su possibili manipolazioni ai gas di scarico anche da parte di Fiat.


 

PANORAMA INTERNAZIONALE

 

Germania: Haber, “dobbiamo sapere cosa si predica nelle moschee”
Berlino, 20 mag 09:31 - (Agenzia Nova) - Il governo tedesco ritiene di non essere sufficientemente informato in merito a quanto accade nelle moschee in Germania. In un’intervista al quotidiano “ Frankfurter Allgemeine Zeitung”, la sottosegretaria del ministero dell'Interno Emily Haber ha usato parole molto chiare sulla questione. Facendo riferimento al pericolo di “radicalizzazione” dei giovani profughi che arrivano in Germania, Haber ha sottolineato che “i quartieri musulmani e le comunità delle moschee sono un punto di riferimento per i giovani profughi, soprattutto gli uomini, perlopiù musulmani sunniti. “Dobbiamo sapere quindi cosa si predica nelle moschee, non possiamo essere indifferenti”. La massiccia immigrazione degli ultimi anni ha sollevato la necessità di porre “sotto la lente d’ingrandimento” l’attività delle moschee in Germania: “Dobbiamo avere sott’occhio ciò che si svolge nelle moschee e dobbiamo farlo in tempi rapidi, ora c’è più urgenza di due o tre anni fa”, ha dichiarato Haber.

Migrazioni: l'Ungheria accusa gli Usa di voler islamizzare l'Europa
New York, 20 mag 09:31 - (Agenzia Nova) - Gli Stati Uniti del presidente Barack Obama e i grandi potentati finanziari di quel pese, in testa a tutti il finanziere di origini ungheresi George Soros, stanno agevolando l'immigrazione illegale dai paesi islamici verso l'Europa. Lo ha dichiarato Janos Lazar, il capo dello staff del primo ministro ungherese Viktor Orban, secondo cui molte delle ong europee che si adoperano per favorire l'immigrazione nel Continente fanno capo proprio all'impero finanziario di Soros e alla sua fondazione Open Society. "Alcuni gruppi di potere americani", ha detto Lazar, citato dal " New York Times", "vogliono un'Europa diluita (...) cosicché sia più facile ottenerne la cooperazione". Lazar ha definito Soros "un patrono" dell'ex presidente Usa Bill Clinton e di Hillary Clinton, candidata alla presidenza del Partito democratico Usa. "Non troppo tempo fa, visitando l'Europa, il presidente Obama si è chiaramente espresso in favore dell'immigrazione, dei collocamenti di migranti e persino dei ricollocamenti forzati", ha detto il funzionario ungherese nel corso di una conferenza stampa. A suo dire, "Obama e l'America stanno conducendo una politica marcatamente favorevole alle migrazioni e all'immigrazione clandestina nell'interesse di avere quanti più musulmani possibile in Europa". Il governo del premier ungherese Orban è noto per la sua ferma opposizione all'immigrazione dai paesi di fede musulmana, e intende condurre un referendum contro il piano europeo per il ricollocamento nei paesi europei dei rifugiati che sbarcano in Italia e Grecia. Obama e i Clinton, ricorda il "New York Times" hanno più volte criticato Orban per il suo "percepito autoritarismo" e per i suoi attacchi ai gruppi civili per i diritti dei gay e dei rom, che il premier ucraino sostiene essere finanziati in parte da soggetti esteri.

Regno Unito: Cameron, un dibattito con Johnson sarebbe "uno psicodramma Tory"
Londra, 20 mag 09:31 - (Agenzia Nova) - Il dibattito sull'appartenenza del Regno Unito all'Unione Europea mette a nudo le divisioni all'interno del paese e del partito di maggioranza, quello conservatore. Il primo ministro, David Cameron, in un'intervista alla radio Lbc, ripresa dal quotidiano " Guardian", ha spiegato perché è contrario a un faccia a faccia in televisione con gli antieuropeisti Boris Johnson o Michael Gove: non vuole che la campagna referendaria si trasformi in "uno psicodramma Tory". Alex Salmond, figura di primo piano del Partito nazionale scozzese (Snp), riferisce "The Telegraph", ha dichiarato che una vittoria del "no" il 23 giugno potrebbe portare entro due anni a un secondo referendum per l'indipendenza della Scozia. Sui temi economici si segnala un commento dell'editorialista di "The Guardian" Larry Elliott: la Gran Bretagna non fa parte dell'area dell'euro, ma è agganciata al treno di un'unione monetaria che non va né avanti né indietro; la Brexit potrebbe essere la risposta giusta di fronte a un'eurozona moribonda.

Presidenziali Usa: gli elettori repubblicani chiedono che il partito sostenga Trump
New York, 20 mag 09:31 - (Agenzia Nova) - La stragrande maggioranza degli elettori repubblicani chiede al partito di sostenere la candidatura alla presidenza di Donald Trump, nonostante l'elevato tasso di sfiducia di cui gode il candidato presso l'elettorato statunitense complessivo. E' quanto emerge dall'ultimo sondaggio effettuato dal "New York Times" in collaborazione con Cbs News. Stando al quotidiano, ad oggi il 41 per cento dell'elettorato statunitense complessivo appoggerebbe Trump, mentre il 47 per cento - una percentuale comunque piuttosto basa - sosterrebbe la democratica Hillary Clinton: si tratta, scrive infatti il "new York Times", di livelli di impopolarità "straordinariamente elevati" per i candidati di punta dei due storici partiti statunitensi. 8 elettori repubblicani su 10, comunque, chiedono al loro partito di non ostacolare più la candidatura del populista Trump, che del resto se l'è guadagnata emergendo vincitore dal processo delle primarie. L'elettorato statunitense, insomma, appare assai più unito della classe politica che lo rappresenta. Il presidente della Camera Paul Ryan, figura di spicco dell'establishment repubblicano, non ha ancora chiarito se intenda sostenere o meno il candidato populista; altri prominenti leader di partito, invece ,stanno attivamente esplorando una candidatura alternativa e indipendente, che probabilmente ridurrebbe a zero le possibilità del partito non soltanto di conquistare la Casa bianca, ma anche di mantenere la maggioranza al Congresso federale. Secondo il politologo e opinionista del " New York Times" Ross Douthat, comunque, il "sogno di un terzo partito", di cui si è fatto interprete e portavoce l'ex governatore Mitt Romney, non ha alcuna possibilità di concretizzarsi;il progetto di una candidatura conservatrice alternativa a Trump, sostiene l'opinionista, è mora nella culla con il rifiuto di Romney di candidarsi in prima persona, pur per ragioni comprensibili: il repubblicano era stato candidato alla presidenza nel 2012, ed era stato sconfitto da Barack Obama. "Alla fine", scrive Douthat, "on ci sarà alcuna diserzione della convention (nazionale repubblicana., ndr), il Partito repubblicano non si spaccherà né finirà come il partito dei Whigs", dal momento che "l'elite" che avrebbe dovuto dare sostanza alal "terza via" si è rivelata essere "una manciata di sapientoni, qualche stratega e il candidato repubblicano del 2012".

Brasile: Rousseff, "il governo Temer sarà conservatore su tutti i fronti"
San Paolo, 20 mag 09:31 - (Agenzia Nova) - Il governo ad interim del presidente Michel Temer (Partito del movimento democratico - Pmdb) "sarà conservatore in tutti i suoi aspetti". E' quanto ha dichiarato la presidente brasiliana destituita, Dilma Rousseff (Partito dei lavoratori - Pt), in una intervista al portale web "The Intercept". Rousseff ha definito il governo Temer "illegittimo", citando poi la quasi totale assenza di donne nel nuovo esecutivo e affermando che si tratta di un governo di "uomini bianchi" in un paese dove oltre il 50 per cento della popolazione si dichiara di origine africana. A suo parere, già questo aspetto del governo basta a dimostrare la sua "noncuranza" nei confronti della nazione. La presidente interdetta ha inoltre accusato Temer di voler "tagliare i programmi sociali", che sono stati invece il pilastro del governo Rousseff. In merito al presidente della Camera dei deputati, Eduardo Cunha (Pmdb), recentemente allontanato dall'incarico per il suo coinvolgimento nell'inchiesta anti-corruzione Lava-Jato, Rousseff lo ha definito "il leader del colpo di Stato"ai suoi danni, per il suo ruolo nell'approvazione dell'impeachment, e lo ha accusato di aver "tramato nell'ombra", dal momento che il Pmdb è stato alleato del Pt al governo fino al mese scorso ( Folha de Sao Paulo).

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